Getto la spugna ?Racconti di un padre separato dai figli |
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Padre Separato - EventiOggi alle ore 12,00 doveva esserci l’udienza al Tribunale di Nola. Come sempre, armato di buona volontà e di assistenza legale alle 11,45 ero presente nei corridoi del Tribunale. Eravamo i secondi della lista delle udienze previste per le ore 12,00. Pochi minuti dopo le dodici invece, la cancelliera ci annunciava il rinvio dell’udienza causa l’assenza della relatrice. Prossima udienza fissata per il 18 Giugno 2008, alle ore 12,00 ….se tutto va bene ! Non ho più neanche la voglia di sbuffare a tali notizie. Sono due anni e mezzo che ho inoltrato la richiesta di affidamento condiviso (legge dello Stato Italiano) ed in due anni e mezzo avrò trascorso in Tribunale poco più di un’ora e mezza. Oramai ho metabolizzato l’andazzo e, ripresa la cartella con i documenti, con l’avvocato ho degustato un buon caffè al bar, non potendo fare di meglio.
Chi ha letto i precedenti post di questo Blog, è rimasto fermo alla consegna del tomo di 550 pagine redatto da una psicologa incaricata dal Tribunale di eseguire una CTU (consulenza tecnica d’ufficio) sull’intero nucleo familiare. Una relazione di 550 che ho letto con la massima attenzione escludendo solo le “numerose pagine tecniche”, con formule algebricomatematiche, che dovrebbero servire ad illustrare (non so a chi) la metodologia utilizzate per la consulenza eseguita. La relazione si compone di una prima parte relativa alla mia persona, sulla quale, al momento e fino alla prossima udienza, non posso scrivere nulla, avendo riscontrato elementi “dubbi”che dovranno essere necessariamente chiariti in Tribunale. La seconda parte è dedicata alle dichiarazioni rilasciate dalla mia ex-coniuge. Quando le ho lette, vi giuro, non sapevo se sbellicarmi dalle risate o piangere a dirotto. Ho optato per la vergogna. Dunque, secondo quanto letto nella realazione, la mia ex-coniuge ha vissuto un fidanzamento estremamente sofferto, con uomo che si disinteressava di lei, con il quale litigava continuamente, che di sovente scompariva senza dare più notizie di lui. Nella stessa relazione si legge che anche il matrimonio è stata una pessima esperienza, considerato che “preferivo dormire sul divano e non in compagnia di mia moglie”, che “nonostante lei volesse preparare cene succulente io preferivo invece ingozzarmi di affettati”, che“ero una persona estremamente schiva e riservata che non amava stare in compagnia di nessuno”. Che la mia ex-coniuge perseverasse nell’operazione di demonizzazione non avevo alcun dubbio. Sono abituato a ciò da sei anni, anche perché “poverina” non avendo elementi concreti da proporre non può far altro che inventare di volta in volta, con estrema fantasia devo riconoscerlo, lamentele su lamentele su lamentele. Ciò che “al momento” mi sconvolge è che una psicologa, soggetto che per quanto ne so dovrebbe essere capace e dovrebbe saper leggere oltre, riporta pari pari tali dichiarazioni senza porsi la più semplice delle domande. E cioè : una donna che vive un fidanzamento sofferto e si tratta di un fidanzamento durato più di dieci anni, sceglie di sposare questo fidanzato che le continua a far vivere altri 12 anni di matrimonio altrettanto sofferto. Con tale mostro poi mette al mondo la prima ed il secondo figlio ed infine …..la separazione la chiede il mostro ? Una donna che si comporta cosi, a mio avviso, non è masochista ma rincorre in modo estremamente spasmodico la beatificazione. Forse nemmeno Madre Teresa di Calcutta sarebbe riuscita a fare di meglio. E quelle dichiarazioni, che è superfluo sottolineare non rispondono a verità (ampiamente dimostrabile), una psicologa le riporta in una relazione senza un minimo commento, senza un alone di dubbio, senza un briciolo di considerazioni ? Per il momento mi sforzo di credere ciò, il 18 Giugno avremo altri elementi per confermare o ribaltare questa valutazione.
La mia ex ha ancora dichiarato :
“ricordo di quando, per potermi comprare la giacca di montone, mi obbligò a dividere i nostri soldi su due conti correnti separati. Lui non voleva che io, pur avendo acquistato il montone, lo indossassi in sua presenza….”
“ricordo che obbligava i miei genitori e chiunque altro frequentasse i miei figli ad indossare le mascherine di protezione “
“mio padre gli prestava di sovente l’auto per fare le sue faccende e lui non gli è stato mai per questo riconoscente”
“ricordo che non volle partecipare al matrimonio di mio fratello e che addirittura non volle fargli neanche il regalo …”
Dunque, esimia Psicologa, se lei fosse qui dinnanzi a me, mi verrebbe di farle due semplici domande.
Se io, durante i nostri incontri, invece di trattare problematiche oggettive e riscontrabili avessi dichiarato :
“Dottoressa , sappi che mia moglie mi obbligò a dividere i nostri soldi su due conti correnti separati perché volevo comprare la giacca di pelle e lei non voleva. Quando poi la comprai, lei si rifiutava di uscire con me se la indossavo”
“Dottoressa, tutte le volte che ho accompagnato i miei suoceri al supermercato, in giro per parenti ed amici, non mi hanno mai detto grazie ….
Lei a chi di noi due avrebbe creduto ?
E, volendo pur accettare per vere entrambe le nostre dichiarazioni, che importanza possono avere questi eventi (tra l’altro riferiti al periodo matrimoniale terminato con una separazione consensuale nel 2002) ai fini di una CTU, ai fini di una richiesta di affidamento condiviso ?
Non ritenevo opportuno sottoporlo ad una di quelle cerimonie matrimoniali che iniziano la mattina in chiesa e terminano a tarda serata in ristorante. Purtroppo non è mio costume farmi rilasciare, dai novelli sposi, ricevute fiscali per i regali di nozze.
Dottoressa è questa una CTU ? Dottoressa è questo il lavoro che il Tribunale di Nola le ha commissionato ? Dottoressa è questa l’opera che lei ha quantificato in più di 5.000,00 € di costo ?
Per ora finisce qui, ma credetemi quelle 550 pagine di relazione, consegnate nelle mani di una buona compagnia teatrale avrebbero un sicuro successo. (continua) |
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