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Padre Separato - Notizie

Post n°114 pubblicato il 16 Giugno 2008 da puntoeacapodgl
 

dal sito www.larepubblica.it

Torino, i pm ai genitori della bimba: E' un nome maschile"
Potrebbero chiamarla Andreina, ma la coppia non demorde

"La chiameremo Andrea"
ma i giudici dicono no
.

TORINO - Andrea o Andreina? Saranno i giudici della Corte d'appello di Torino a decidere come si chiamerà la bimba nata il 23 novembre del 2007 a Rivalta, popoloso centro dell'hinterland torinese, mettendo così fine alla querelle giudirico-burocratica scatenatasi al momento dell'iscrizione della neonata all'anagrafe comunale. Sul nome della figlia, i genitori (Paolo C. e Alessandra D.) avevano un'idea ben precisa. Volevano infatti chiamarla Andrea. Il loro entusiasmo però era stato spento dall'ufficiale di stato civile che, pur registrando la piccola come Andrea, aveva spiegato loro che la legge italiana proibisce di dare ad una bimba un nome maschile e che avrebbe dovuto segnalare la loro decisione alla Procura della Repubblica di Torino.

Il caso era quindi finito nella mani del sostituto procuratore Valerio Longi che dopo essersi accuratamente documentato sulle normi vigenti in materia, il 10 gennaio scorso aveva inoltrato un ricorso per la "rettificazione" dell'atto di nascita della bambina al Tribunale. Il pm aveva motivato la sua decisione spiegando: "Il prenome Andrea è utilizzato nello stato italiano per indicare persone di sesso maschile e a nulla rileva il fatto che in altri paesi lo stesso nome valga ad appellare persone di sesso femminile".

In più il magistrato aveva citato la circolare numero 27 del 1 giugno 2007 del ministero dell'Interno, Divisione Centrale per i servizi demografici, che recita testualmente: "Circa la tematica dell'attribuzione del nome in maniera corrispondente al sesso, si evidenzia che a fronte dell'esercizio dei genitori di scegliere liberamente il nome del figlio anche recependo un nome di origine straniera, il legislatore ha inteso disporre un principio generale secondo cui non possono essere imposti prenomi che possono trarre in equivoco sulla loro corrispondenza al sesso del neonato... Tale norma non può essere aggirata facendo affidamento sulla diversa valenza, maschile o femminile, che un determinato nome ha in alcuni paesi stranieri, quando lo stesso nome in Italia ha una chiara connotazione maschile o femminile".

 

Esemplare comportamento.

E’ giusto difendere chi non ha ancora le capacità per scegliere, per decidere, per decidere sulle scelte da farsi.

Encomiabile quindi, in questo caso, la dedizione della Giustizia e la sua velocità di intervento.

Ne sarà felice, credo, in futuro la piccola Andrea o Andreina a seconda delle conclusioni del P.M. e del Giudice.

Ma come tanto in Italia, anche questo evento, a mio avviso, apre la strada ad una infinità di interrogativi.

Perché la stessa prontezza e dedizione, nel difendere un minore, non la si riscontra nel resto della vita del minore.

Ora, sicuramente attribuire un prenome pseudo-maschile ad una bambina può arrecare “danno” alla stessa o compromettere le finalità di una legge ma,

dove sono i P.M. ed i Giudici quando i nostri figli frequentano istituti scolastici privi delle più banali misure di sicurezza  previste dalla  Legge;

dove sono i P.M. ed i Giudici quando gli insegnanti “si ammalano” e i nostri figli finiscono in questa o quell’altra classe;

dove sono i P.M. ed i Giudici quando i nostri figli guardano i “cartoons”;  

dove sono i P.M. ed i Giudici quando i nostri figli si avvicinano ad una edicola;

dove sono i P.M. ed i Giudici quando i nostri figli guardano gli spot pubblicitari;

dove sono i P.M. ed i Giudici quando i nostri figli passeggiano per strada, all’imbrunire;

dove sono i P.M. ed i Giudici quando i nostri figli necessitano di cure mediche;

dove sono i P.M. ed i Giudici quando i nostri figli vorrebbero strutture per giocare, spazi per muoversi, aria da respirare;

dove sono i P.M. ed i Giudici quando i nostri figli ci accompagnano al supermarket;

dove sono, insomma, i P.M. ed i Giudici quando attribuito il prenome, i nostri figli avrebbe anche il diritto di vivere in una società moderna, civile, democratica, onesta.

Un plauso quindi al P.M. di turno, con l’augurio che tanti possano prendere ad esempio la sua dedizione e tempestività nella tutela degli altri, tanti, diritti dei nostri  figli.

Fino ad allora, i nostri figli, dovranno affidarsi all’amore, alla dedizione, alla coscienza, alla responsabilità di chi li ha voluti mettere al mondo.

 
 
 
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