Creato da lukyll il 19/08/2008
GIRO INTORNO AL MONDO IN BARCA A VELA
 

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« RITORNO IN ITALIAMADEIRA »

OCEANO ATLANTICO

Post n°99 pubblicato il 15 Ottobre 2011 da lukyll

 MALAGA

9 Ottobre  2011   

Arrivati a Malaga porto verso mezzogiorno, caricato Carlo a bordo e ripartiti subito per un marina più carino ed economico del porto commerciale di Malaga. Preparati da me spaghetti aglio olio e peperoncino ( ma con troppo poco peperoncino) e poi ormeggio in marina.

A proposito! Devo dire che è iniziato il viaggio su CRILU per la traversata dell’Oceano Atlantico.

Ancora una volta una lunga navigazione, una crociera dalle Baleari ai Caraibi, dove anche l’inverno è sempre caldo.  Un altro viaggio, in compagnia di amici, amanti della vela e del mare, a senza una sfida, ben sapendo che contro Nettuno non c’è niente da fare quando vuole, ma senza farci troppo intimorire, con la consapevolezza del rispetto verso il mare, dell’ottima barca progettata per le navigazioni oceaniche, della nostra conoscenza e preparazione marinara.

Il giro del mondo??!!  Il sogno di una vita di tanti, fatto ormai da molti, fatto a puntate da pochi fra i quali ormai anche io. Anche se a puntate è sempre una bella e piacevole esperienza.

Loris, l’armatore della barca, l’ho conosciuto su velanet.it, anche lui come me cercava marinai per formare un equipaggio per la traversata, ha risposto ad un mio annuncio e poi ci siamo incontrati nell’isola di Zante, nella bellissima baia del relitto. Siamo stati insieme 2 giorni e  mi sono accordato per andare con lui invece che con la mia barca. Non che la mia barca non fosse adatta ma sarebbe stato necessario fare un accurato controllo  di tutta l’attrezzatura e della strumentazione prima di un impegno così importante. E poi, gira e rigira, è anche abbastanza costoso considerate  le finanze di un pensionato statale!

La partenza era decisa per il 26 settembre da Hyeres, vicino a Tolone, dove Crilù era a fare manutenzione, ma a causa dei problemi alla mia dentatura ho ritardato la partenza al 4 ottobre raggiungendo la barca a Palma di Maiorca.

Poco prima di atterrare in aereo ho fatto la conoscenza con Giorgio ( la mia età)e Claudia (trenta anni), di Venezia. Insieme abbiamo raggiunta la barca dove ci attendevano Loris, Fabio ( un trentenne di Arcore ) che vuole dedicarsi alla nautica come lavoro, e Petra, un po’ più giovane di noi, che vive nell’isola d’Elba.

Cenato alla Oktobersfest con birra e salsiccione e la mattina dopo, rifornita la cambusa, partenza per Ibiza. Navigazione  tranquilla, vela e motore.  Bagno serale in baia e la mattina partenza per la città di Ibiza, sosta per altro bagno e la sera arrivo in baia dietro la città. Il giorno salpiamo per Malaga. Il bollettino ci da tempo brutto, vento intorno ai 25 nodi e mare forza 5 e anche più. Per  fortuna  il vento è in poppa ma la barca non sta ferma un secondo beccheggiando e rollando continuamente inoltre, essendo vento da nord, la temperatura era   abbastanza fresca. Turni di notte di 2 ore, a me è toccato da mezzanotte alle 2. Tutto bene e tranquillo. Attenzione alle navi che naturalmente essendo grosse non danno certo la precedenza e al mattino sono stato costretto a delle repentine deviazioni seguite da cori di vaffa… con dito medio alzato!

Pescati ben 4 Lampughe da più di un chilo, carne non pregiata ma buona soprattutto al sugo di pomodoro cucinate dal nostro cuoco Giorgio. Ma altre ce ne sono sfuggite slamandosi. La più bella, almeno due chili, l’ho tirata su fino alla barca ed una volta in coperta Petra la doveva mettere in una sporta per poi ucciderla. Ma non ci voleva entrare, si dimenava come moltissimo, allora l’ho posata sulla coperta della barca e ben 4 persone gli erano attorno per prenderla ma scivolava a tutti. Ben 8 mani si protraevano per afferrarle e nella colluttazione Loris batteva uno zigomo nella panchetta del pulpito di poppa procurandosi un taglio. Naturalmente nessuno si è preoccupato di Lui e tutti dietro il pesce che alla fine si è slamato ed è finito nella scaletta apparentemente  esausto.  Allora ho saltato la draglia di poppa per afferrarlo ma con un ultimo guizzo è riuscito a scivolare in acqua guadagnandosi la libertà e la vita. Meritata, meritatissima, ha lottato fino alla fine, senza mai desistere fino alla salvezza.  Impariamo anche noi a non mollare mai fino a che riusciremo ad ottenere quello che vogliamo!

Intanto, durante la navigazione, Cupido a centrato il bersaglio dei cuori due giovani ragazzi, e la sera sono usciti per visitare la città di Ibiza

In barca Lei lavava i piatti e Lui li asciugava, che tenerezza! Claudia doveva scendere a Malaga per prendere l’aereo per tornare a Venezia e Fabio, pur avendo avuto il consenso dell’armatore di venire fino alle Canarie con noi, ha preferito scendere e salire su di una altra barca di amici incontrati a Palma di Maiorca con i quali fra qualche giorno partirà per le Canarie. Insomma è riuscito a stare altri due giorni con Lei e a raggiungere lo stesso le isole da dove cercherà un imbarco per la traversata.  Come la Lampuga, non molla mai! Cerca di farci entrare tutto!  Bravo!

10 Ottobre 2001

Da Malaga, o meglio dal marina di Benalmadena  a 10 miglia da Malaga, siamo partiti dopo aver fatto cambusa. Salpati alle ore 12 praticamente senza vento.  Dopo poco gettato l’amo e nel primo pomeriggio pescata un’altra Lampuga. Credo che siano molto peggio dei tonni! Dobbiamo cambiare il detto che il tonno è il più stupido e che abbocca facilmente. Credo che la Lampuga lo batta! E’ toccato a me pulirla, domani vedremo come cucinarla. Che ne dite di fare un sughetto per dei crostini come antipasto?

Arrivati alle 19 a Gibilterra, già da lontano si vedeva la rupe con un la caratteristica nuvoletta sopra,  abbiamo  ormeggiato e dopo aver cenato ci accingiamo ad uscire per vedere la cittadina con la speranza di trovare un po’ di vita. Molta delusione, strade deserte, anche quelle centrali con negozi che vendono liquori a buon prezzo in quanto è zona franca. Siamo andati nell’unico locale da dove usciva un po’ di musica. In realtà i clienti si esibivano in un Karaoke di musiche americane ed inglesi. In realtà anche abbastanza bravi, per nostra fortuna.  Bicchiere di birra e via a passeggio per la città semideserta.  Ma presto siamo rientrati in barca, la città non dice niente, è mitico il luogo, lo stretto di Gibilterra, le cosiddette “Colonne d’Ercole”, il passaggio tra il Mediterraneo e L’Oceano Atlantico attraverso il quale si raggiungono le Americhe, dal Canada agli Stati Uniti, dai Caraibi al Brasile fino alla fine del continente, all’estremo sud, alla Terra del Fuoco.

 Domani partenza per Madera, più di 600 miglia, almeno 5 giorni di navigazione.

Ci risentiamo !

 

14 Ottobre 2011

Partiti alle ore 12 da Gibilterra dopo aver fatto cambusa e riforniti di 650 litri di gasolio.

Vento da nord est che ci spingeva al lasco con una buona andatura anche se la barca rollava abbastanza oltre a beccheggiare.  A tratti il mare era molto increspato per la corrente contraria, almeno un nodo e mezzo.  Si vedevano vicini i due continenti, l’Europa e L’Africa, separati solo da poche miglia di mare. Il cielo era sereno e tutti guardavamo avanti, verso prua, in attesa di percepire l’onda lunga dell’oceano. Ma il vento veniva  quasi da poppa, insistentemente e noi non abbiamo avvertito un bel niente. Solo onda corta e fastidiosa.

Alla sera il vento cala e dobbiamo accendere il motore. Lo spegneremo quasi dopo due giorni.  Infatti siamo entrati in un campo di alta pressione livellato dove il vento era al massimo di due nodi e spesso anche meno. Il mare liscio come l’olio rifletteva  lo sbiadito azzurro del cielo, l’onda era scomparsa e si vedevano solo piccole ondine più scure che si muovevano lentamente nel mare a specchio. A tenerci compagnia c’erano di quando in quando delle tartarughe, piccole, venti centimetri di diametro che incontravamo sole, immerse in quell’oceano immenso, con le loro testine in cima al collo che si sforzava allungandosi di tenerle fuori dall’acqua. Possibile da sole, nemmeno un piccolo branco, un po’ di compagnia!, in attraversamento di un oceano grande, magari provenienti dai Caraibi per venire in Mediterraneo ed andare in una precisa isola a deporre le uova nella calda sabbia.

Intanto peschiamo tre tonnetti che verranno cucinati il giorno dopo in umido. Uno l’ho ucciso io e sfilettato come si conviene ad un provetto pescivendolo.  Voleva scappare da secchio dove era stato cacciato ma prontamente l’ho coperto con il tagliere dove l’avrei dovuto sfilettare nonostante fosse già stato trafitto alla testa dal coltello! Pescare e tirare su il pesce è anche bello ed emozionante ma quando si deve uccidere per non farlo soffrire diventa un problema serio. Di coscienza! E’ giusto ucciderlo per mangiarlo o è soprattutto un sadico divertimento? La spiegazione della fame ha il sopravvento ma non so se perché sentita o per coprire un divertimento.

Stamani, 14 Ottobre, finalmente è ritornato il vento, 10 12  nodi di vento apparente, di bolina, proveniente da nord, il cosiddetto Aliseo Portoghese ci spinge a 7 nodi, velatura completa compresa la trinchetta, barca stabile che fila tranquilla. A sera arrivano i delfini a giocare serfando sull’onda prodotta da Crilu e poco prima avevamo scoperto un clandestino a bordo: un uccellino!  E’ salito a 100 miglia da Madeira, chissà da dove proviene e dove andrà, forse in Africa. Ma è lontana 500 miglia! Si è riposato un’oretta e poi è ripartito. Speravo rimanesse con noi, poteva diventare la mascotte della barca, invece ha preferito seguire, giustamente, il suo istinto.

Arriveremo a Madeira domani mattina.

 

15 Ottobre 2011

Arrivati a Madeira e subito sono al computer per inviare contributo al blog. Spero di riuscire ad minviare anche delle foto. Provate a vedere.

Se volete vedere la posizione di Crilu andate su www.youposition.it poi su sms ed infine su " il grande viaggio di Crilu"

 
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