Creato da solomarlboro66 il 02/05/2008
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LETTERA A ME STESSO: L'AMICIZIA 

Post n°10 pubblicato il 18 Settembre 2008 da solomarlboro66
Foto di solomarlboro66

Caro Eppep,

ti scrivo in quanto c'è tanto da comunicarti ed ho inoltre il tempo per poterlo fare. Potrei usarlo per fare altro, magari passeggiare per le vie del centro della nostra città, sfruttando la bellissima giornata di oggi. Ma non mi va, in quanto dovrei farlo da solo.

Non preoccuparti, comunque: non sono un riccio. Stasera uscirò con due carissimi amici. Ed è proprio questo il tema protagonista di questa lettera, l'amicizia.

Per cominciare, Cicerone scriveva che essa non è frutto di calcolo o necessità; non è interessata simulazione d'affetto; non è complicità in azioni disonorevoli. E', invece, il naturale sentimento che unisce le animi nobili ed oneste ed è un vincolo più forte dei legami di sangue. Ed in questi ultimi anni, caro Eppep, io ho trascurato l'amicizia, perché troppo legato ad altro. Ho messo da parte chi mi ha dimostrato di essere un sostegno sempre presente ed un conforto solidale nei momenti più difficili della mia esistenza. Ed ora che “l'altro”, ahimé, ha deciso di fare strada a sé, il desiderio di amicizia è nuovamente rinato. A torto, naturalmente. In quanto l'amicizia non deve essere presa in considerazione solo per motivi di convenienza, ma sempre. Perché, riprendendo il buon vecchio Cicerone, l'amicizia è dividere gioie e affanni in una comune tensione verso il bene ed il giusto.

Mi accorgo, dunque, di avere sbagliato e ti esorto, Eppep, di non commettere i miei stessi errori, ma di rispettare il valore dell'amicizia. Però, ci sono amici ed amici. Sono difficilmente tali, ad esempio, coloro i quali compiono il tuo medesimo cammino di qualsivoglia genere, giacché, una volta compiuto o interrotto, ti potresti accorgere che non lo sono mai stati, proprio com'è accaduto a me. L'amicizia è sempre tale, a prescindere dal percorso. L'amicizia vera, infine, è quella che ha come elemento costitutivo la fiducia reciproca, come scrisse per bene Seneca a Lucilio, "se stimi amico uno, e poi non hai in lui la stessa fiducia che hai in te stesso, commetti un grave errore e ignori il valore della vera amicizia. Prendi ogni decisione d'accordo con l'amico, ma prima sii ben sicuro di lui. Prima devi giudicarlo ma, una volta che hai stretto l'amicizia, devi fidarti pienamente di lui".

 
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