**TEST**

S_i_m_o_n_A

Torno a respirarmi...ed a scrivere di me...respirando te

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il giorno più bello? Oggi. L’ostacolo più grande? La paura. La cosa più facile? Sbagliarsi. L’errore più grande? Rinunciare. La radice di tutti i mali? L’egoismo. La distrazione migliore? Il lavoro. La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento. I migliori professionisti? I bambini. Il primo bisogno? Comunicare. La felicità più grande? Essere utili agli altri. Il mistero più grande? La morte. Il difetto peggiore? Il malumore. La persona più pericolosa? Quella che mente. Il sentimento più brutto? Il rancore. Il regalo più bello? Il perdono. Quello indispensabile? La famiglia. La rotta migliore? La via giusta. La sensazione più piacevole? La pace interiore. L’accoglienza migliore? Il sorriso. La miglior medicina? L’ottimismo. La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto. La forza più grande? La fede. La cosa più bella del mondo? L’amore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

sì ,lo è....

Post n°30 pubblicato il 17 Giugno 2011 da Si_m_on_A

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                      ci siamo avvolti l'un l'altra

                                 e questo è speciale......

 
 
 

L'insostenibile leggerezza dell'Essere...

Post n°28 pubblicato il 04 Giugno 2011 da Si_m_on_A

“Tutti noi consideriamo impensabile che l’amore della nostra vita possa essere qualcosa di leggero, qualcosa che non ha peso; riteniamo che il nostro amore sia qualcosa che doveva necessariamente essere; che senza di esso la nostra vita non sarebbe stata la nostra vita.
Ci sembra che Beethoven, in persona, torvo e scapigliato, suoni al nostro grande amore il suo ‘Es muss sein!’.”
“Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future. […].
Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone.
L’uomo vive ogni cosa subito, per la prima volta, senza preparazioni.
Come un attore che entra in scena senza avere mai provato.
Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa?
Per questo la vita somiglia sempre ad uno schizzo.
Ma nemmeno ’schizzo’ è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.”
“Ma non è invece giusto il contrario, che un avvenimento è tanto più significativo e privilegiato quanti più casi fortuiti intervengono a determinarlo?
Soltanto il caso può apparirci come un messaggio.
Ciò che avviene per necessità, ciò che è atteso, che si ripete ogni giorno, tutto ciò è muto.
Soltanto il caso ci parla. […]
La nostra vita quotidiana è bombardata da coincidenze o, per meglio dire, da incontri fortuiti tra le persone e gli avvenimenti chiamati coincidenze. Una coincidenza significa che due avvenimenti inattesi avvengono contemporaneamente, si incontrano […].
La stragrande maggioranza di queste coincidenze passa del tutto inosservata.” “Perchè proprio in questo modo sono costruite le vite umane.
Sono costruite come una composizione musicale.
L’uomo spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi a iscriversi nella composizione della sua vita.
Ad esso ritorna, lo ripete,lo varia, lo sviluppa, lo traspone, come fa il compositore con i temi della sua sonata. […].
L’uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi della bellezza persino nei momenti di più profondo smarrimento.”
“Chi tende verso ‘verso l’alto’ deve aspettarsi prima o poi di essere colto dalla vertigine.
Che cos’è la vertigine?
Paura di cadere? Ma allora perchè ci prende la vertigine anche su un belvedere fornito di una sicura ringhiera?
La vertigine è qualcosa di diverso dalla paura di cadere. La vertigine è la voce del vuoto sotto di noi che ci attira, che ci alletta, è il desiderio di cadere, dal quale ci difendiamo con paura.”
“Gli uomini che inseguono una moltitudine di donne possono facilmente essere distinti in due categorie.
Gli uni cercano in tutte le donne la donna dei loro sogni, un’idea soggettiva e sempre uguale.
Gli altri sono mossi dal desiderio di impadronirsi dell’infinita varietà del mondo femminile oggettivo.
L’ossessione dei primi è lirica: nelle donne essi cercano se stessi, il proprio ideale, e sono sempre e continuamente delusi perchè l’ideale, com’è noto, è ciò che non è mai possibile trovare.
Poichè la delusione che li spinge da una donna all’altra dà alla loro incostanza una sorta di scusa romantica, molte donne sentimentali sono commosse dalla loro ostinata poligamia.
L’altra ossessione è un’ossessione epica e in essa le donne non trovano nulla di commovente: l’uomo non proietta sulle donne alcun ideale soggettivo, perciò ogni cosa lo interessa e nulla può deluderlo.
E proprio questa incapacità di rimanere delusi ha in sé qualcosa di scandaloso.
Agli occhi della gente, l’ossessione del donnaiolo epico appare senza riscatto (senza il riscatto della delusione).
Poichè il donnaiolo lirico insegue sempre lo stesso tipo di donna, nessuno si accorge che egli cambia amante; gli amici gli causano continui malintesi, perchè non sono capaci di distinguere le sue amiche e le chiamano tutte con lo stesso nome.
Nella loro caccia alla conoscenza, i donnaioli epici (e a questa categoria appartiene ovviamente Tomàs) si allontanano sempre di più dalla bellezza femminile convenzionale, della quale si stancano presto, e finiscono irrimediabilmente per diventare dei collezionisti di curiosità.”
“Tomas si diceva: fare l’amore con una donna e dormire con una donna sono due passioni non solo diverse ma quasi opposte. L’amore non si manifesta col desiderio di fare l’amore (desiderio che si applica ad una infinità di donne) ma col desiderio di dormire insieme (desiderio che si applica ad un’unica donna).”

da L’insostenibile leggerezza dell’essere

 
 
 

A volte....ritornano...

Post n°27 pubblicato il 24 Maggio 2011 da Si_m_on_A

  

"....Il tempo finisce sempre per lenire le ferite.... Il tempo è una pioggia gialla e paziente che giorno dopo giorno estingue persino i fuochi più violenti.... Ma ci sono braci che covano sotto terra; ci sono anfratti della memoria così protetti e profondi che neppure il diluvio della morte sarebbe sufficiente a cancellarli... Uno si sforza di convivere con essi, aggiunge strati di silenzio e di ruggine sopra il ricordo e, quando crede di aver ormai dimenticato ogni cosa, basta una semplice lettera, una fotografia, perchè la coltre di ghiaccio dell’oblio vada in mille pezzi...."

(Julio Llamazares)

 

Il Tempo spesso è un vetro che si infrange contro le promesse non mantenute e sui cocci dove si continua a camminare.. sanguinando è un soffio di polvere ..sugli sguardi vuoti come il fondo delle anime che si incontrano ma poi non si riconoscono. Per fermarlo un attimo basterebbe soltanto chiedersi “..dove ci siamo  già conosciuti?” “Perché ci assomigliamo così tanto al mattino quando ci specchiamo a km di distanza?”.  ..questo Tempo..non è un rubarci l'innocenza…per poi godere della vita che scorre nonostante tutto?ne è passato da quando non ho piu' scritto qui ma ne è valsa la pena...mi sono fermata a pensare senza scrivere....mi sono fermata un istante ancora una volta a guardarmi dentro, a scavare ancora piu' a fondo...ed il Tempo è stato mio fedele alleato ,sì ,poiche' non è andato perso...il tempo...il mio ,di solito si ferma dopo ogni bacio…mentre chiudo gli occhi per convincermi che una volta tanto lo tengo in pugno. Solo così  non trascorrerà senza il mio consenso..…e mi condurrà lontana… solo cosi’ i capelli bagnati di pioggia.. e il letto che profuma ancora di lui non saranno cancellati dal pensiero di mancanze ,assenze che talvolta mi hanno soffocata..inutilmente....il respiro dei  giorni passati... forse di una  musica mai prima percepita..di silenzi assoluti…di notti testimoni calde complici… di voglie come catene di orgasmi vuoti e pieni.. che ...lo fermano …

il mio Tempo,il Nostro...ogni volta che vogliamo.

 

 
 
 

Un bacio....

Post n°26 pubblicato il 05 Aprile 2011 da Si_m_on_A

Stanotte ho visto un bacio….un ragazzo e una ragazza….lui scostante..nervoso.. un po’ “bevuto”..lei appassionata….dolce gatta malinconica.. che gli accarezzava la mano con le unghie…Lui s’è girato..un po’….distratto..col viso rosso e lucido… le due bocche si sono sfiorate rallentando ... lei con gli occhi chiusi.. testardamente chiusi di desiderio per catturare il fuoco del bacio e ingoiarlo ben dentro di lei…e riempirsene…lui distratto..con lo sguardo incerto che vagava oltre. Ho visto la lingua di lei... delicata..morbida…curiosa macchia rosata… lentamente entrare nella bocca dell'altro…. L’ho immaginata…profumata..umida….. Lui con la bocca aperta senza e tesa..ferma…non accogliente…quasi avesse paura che potesse rubargli il sapore dell’alcool…Lei si ritrae ed ingoia la sua saliva e quella che ha catturato da lui..sempre ad occhi chiusi…..lui chiama con una mano incerta un cameriere e si fa portare ancora da bere.  Un colpo basso per lei...che si tocca il fermaglio…sui capelli biondi e lunghi… ornato da qualcosa che luccica come i suoi occhi…. Si stacca…. afferra una piccola borsetta nera… si alza e si avvia verso l’uscita a testa bassa…lasciando sul cammino gocce di lacrime. Lui alza le spalle…porta il bicchiere alla bocca..si accende una sigaretta e dice qualcosa a voce alta….che io pero’ non capisco….Due ragazzi lo guardano…sentono le sue parole… allungano il passo…si abbracciano…lei gli sorride e bacia lui camminando…tenendoselo stretto stretto. Lui risponde ad occhi chiusi accarezzandole piano la schiena. Il bevitore li guarda..scuote la testa…svuota d’un fiato il bicchiere e alza la mano per ordinarne un altro.

 
 
 

Un uomo ed una donna....

Post n°25 pubblicato il 02 Aprile 2011 da Si_m_on_A

Un uomo abbandonato chiude le finestre..spegne la luce.. e sceglie con cura una sola canzone…la ascolta una volta sola..si lascia trasportare completamente…maledice cio’ che pensa sia un’ingiustizia della vita ..e chiude gli occhi sentendosi impotente. Un uomo abbandonato ricorda tutto degli ultimi istanzi .. le parole esatte…lo sguardo per lui incomprensibile..e il silenzio caduto all’improvviso. Non ricorda più nel dettaglio ..le giornate passate insieme a lei..né il profumo della sua pelle…ma scava nelle proprie ferite voltandosi continuamente indietro alla ricerca del momento esatto in cui lei ha deciso di andarsene. Un uomo abbandonato quando la canzone finisce..non si alza per rimetterla di nuovo…non si aggrappa a ciò che è stato... fingendo che possa tornare..ma cerca di vivere sconosciute sensazioni di vendetta immaginata.. Un uomo abbandonato vive nell’oscurità la propria disperazione..con la paura che non possa dimenticare..che nulla sarà come prima…..e i ricordi non smettano mai di pesare. Un uomo abbandonato ha sempre lo stesso pensiero…l’ultimo della sera ed il primo della mattina….spera che gli altri non gli piangano addosso..e prova i sorrisi luminosi da regalare in pubblico al mondo...perché deve far credere a tutti di essere felice. Un uomo abbandonato coltiva in privato il seme della propria amarezza..la cura..la bagna..e la fa’ crescere come pianta dell’odio (che lo riporta all’affronto subìto) perché sa che mai il ricordo puo’ scomparire…sa che non arriverà mai a perdonare e che cercherà di ascoltare la nota canzone insieme ad un’altra. Combatte perche’ cresca l’odio per lei…lo vuole…pensa che se lei soffre … lui sarà felice. Ma non sarà così. Un uomo abbandonato mai si darà colpa davanti agli altri di un abbandono doloroso….ma dirà sempre che..conoscendola..doveva aspettarselo.

 Una donna abbandonata chiude le finestre..spegne la luce.. e sceglie con cura una sola canzone…la ascolta più volte..si lascia trasportare completamente…cerca la tristezza..e chiude gli occhi per assaporarla. Una donna abbandonata ricorda tutte le parole…ogni emozione..le luci..il profumo della sua pelle…scava nelle proprie ferite voltandosi continuamente indietro alla ricerca dei “se” che sbattono sulle pareti della stanza senza trovare vie d'uscita. Una donna abbandonata quando la canzone finisce..la rimette di nuovo…per aggrapparsi a ciò che è stato... fingendo che possa tornare..per rivivere ogni nota sensazione.. Una donna abbandonata guarda nell’oscurità la propria disperazione..con la paura che possa dimenticare..che tutto torni improvvisamente al presente..e i ricordi smettano di pesare. Una donna abbandonata ha sempre lo stesso pensiero…l’ultimo della sera ed il primo della mattina….spera di avere abbastanza tempo per piangersi addosso..odia i sorrisi luminosi degli altri..e crede a tutti quelli che dicono di essere felici. Una donna abbandonata coltiva il seme della propria amarezza..la cura..la bagna..e la fa’ crescere come pianta dell’odio (che la riporta all’amore vissuto) perché sa che ogni “se” incompiuto prima o poi puo’ scomparire…sa che infine arriverà a perdonare e a non ascoltare più la stessa canzone.  Combatte perche’ ciò non avvenga…non lo vuole…pensa che se soffre lei..anche lui soffrirà. Ma non è così. Una donna abbandonata allora se ne farà una colpa.

 
 
 
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Data di creazione: 11/12/2010