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La crisi economica fa aumentare i casi di depressione

Post n°447 pubblicato il 25 Giugno 2020 da Giuseppe_TV
 

Articolo di Maria Elena Calio pubblicato da AMnotizie.it il 16 giugno 2020

Il 5 maggio scorso l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato un’allerta salute mentale, ricordandone la priorità nella fase di evoluzione della pandemia. Ansia, depressione, disturbi del sonno, attacchi di panico, disturbi post traumatici da stress sono tra gli effetti del lungo lockdown.

L’emergenza sanitaria prolunga infatti la sua ombra sul benessere psicologico delle persone, con effetti a breve e a lungo termine i cui esiti si potranno vedere anche nei prossimi anni.

“La disoccupazione generata dalla crisi economica potrebbe determinare un aumento sino a 150-200mila casi di depressione in Italia, pari al 7% delle persone depresse. Il numero di depressi si appresta a raggiungere quello di malati di diabete in Italia”. Lo confermano studi condotti da esperti sul tema e i dati che emergono dal percorso di sensibilizzazione di Fondazione Onda: “Uscire dall’ombra della depressione”.

Istituzioni e rappresentanti locali a livello medico, assistenziale e sociale si incontrano, in modalità virtuale, per facilitare l’accesso alla diagnosi e alle cure più appropriate. Da questi incontri emerge che in Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia, si stimano oltre 150 mila persone con depressione maggiore, la forma più grave e invalidante della malattia, e 1,3 residenti ogni 100 mila abitanti hanno ottenuto una prestazione previdenziale per invalidità o inabilità nel 2015 con un costo pari a circa 9.500 euro pro-capite.

Leggi tutto l'articolo cliccando il link seguente:
https://www.amnotizie.it/2020/06/16/allerta-salute-mentale-la-crisi-economica-fa-aumentare-i-casi-di-depressione/

 
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Salute Mentale: evitiamo che non cambi niente

Post n°446 pubblicato il 13 Giugno 2020 da Giuseppe_TV

Un articolo di Vito D'Anza psichiatra, coordinatore del Forum salute Mentale e co-promotore della Conferenza nazionale sulla Saute mentale, pubblicato da Il Manifesto il 8/6/2020.

Un motivo ricorrente in questo periodo di pandemia è stato: niente sarà più come prima. Si aspettano cambiamenti soprattutto nel nostro modo di pensare lo Stato e la politica. Dovrà essere ridisegnata soprattutto il modello di salute pubblica.

Insieme al modello dell’istruzione, con la drastica riduzione della burocrazia nella funzione pubblica.

E poi, ma prima di tutto, si dovrà mettere mano alla questione delle disuguaglianze sociale che ormai, anche sulla spinta della pandemia, sono arrivate a livelli di allarme rosso.

Ma sarà vero? Succederà tutto questo? Il sistema politico sarà in grado di cogliere questa grande opportunità, più unica che rara, di modificare il modo stesso d’intendere la politica, di mettere al centro della propria azione esclusivamente il bene comune?

 

Sono uno psichiatra, un operatore della salute mentale e da qui vorrei partire.

Il 30 maggio si è svolta in webinar la Conferenza Nazionale Salute Mentale.

È stata partecipata da oltre 500 persone, comprese la diretta su fb e sul canale youtube. Molti soggetti collettivi che ruotano intorno al mondo della salute mentale: operatori, associazioni di familiari, sindacalisti e quant’altro.

Le tante criticità che attraversano il mondo dei servizi di salute mentale in Italia sono da tempo sottolineate dalla Conferenza a partire da tanti Centri di Salute Mentale che sono ridotti al rango di ambulatori eroganti farmaci e senza programmi, di cura e di ripresa, individuali, a partire dai servizi ospedalieri di diagnosi e cura (Spdc) che troppo spesso agiscono con pratiche che ricordano i vecchi manicomi, pratiche inumane e degradanti come le porte chiuse e contenzioni meccaniche che spesso durano molti giorni.

Per non parlare poi dell’uso, troppo spesso abusato e immotivato, del Tso (Trattamento sanitario obbligatorio) come l’ultima vicenda di questi giorni di Dario Musso a Ravanusa ha drammaticamente rivelato semmai ce ne fosse stato ancora bisogno.

Che cosa è necessario fare perché il cambiamento auspicato a parole si trasformi in reale superamento della cronica arretratezza che attanaglia gran parte del servizio sanitario nazionale?

Visto che l’opportunità è determinata in larga parte anche dalla ingente quantità di risorse che arriveranno dall’Europa bisogna evitare, partendo dal modello della L. 833/78, distribuzione a pioggia di risorse finanziarie sollecitate da interessi particolari e, soprattutto, vincolare le risorse a degli obiettivi che dovranno essere puntualmente monitorati e verificati.

E stiamo parlando di cifre fino a oggi inimmaginabili: oltre 20 miliardi di euro per la sanità quando nella scorsa finanziaria la sollecitazione del ministro Speranza di un solo miliardo fu salutata, giustamente come un grande sforzo.

Questi dovrebbero essere ripartiti tra ospedali e territorio. Cosa fare sugli ospedali è relativamente più semplice, ma cosa si farà sul territorio?

Si tratta di costruire e rilanciare il Servizio Sanitario Pubblico (Ssn) che nel corso degli ultimi dieci anni è stato progressivamente messo in ginocchio.

Ma per limitarci alla salute mentale, elemento centrale del territorio anche secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), è necessario, nell’ordine:

  • la questione del lavoro come opportunità di cambiamento nella vita delle persone con problemi di sofferenza mentale, lo sviluppo di cooperative di tipo B, vere, nate sui territori, venga incentivato;
  • lo strumento budget di salute, nelle sue varie declinazioni, legato a progetti individuali per le persone devastate dall’esperienza di sofferenza mentale divenga il centro delle politiche dei servizi;
  • si riconvertano le strutture residenziali h 24 destinate alle persone più gravi poiché si sono rivelate «un modello fallimentare e pericoloso».

Urgenti risorse per la salute mentale devono essere destinate a rafforzare i servizi territoriali di comunità, a superare tutte le forme di contenzione, segregazione e interdizione.

Bisogna sostituire gli spazi dell’esclusione con i luoghi della vita e quindi puntare decisamente verso forme di abitare supportato dentro la propria comunità; si riporti l’uso del Tso nella sua giusta dimensione e motivazione originaria e si metta fine alle pratiche manicomiali nei servizi ospedalieri psichiatrici (Spdc) come la detenzione dietro porte chiuse e l’umiliazione, per persone che la subiscono e operatori che la praticano, della contenzione meccanica.

Se le risorse in arrivo serviranno per tali questioni poste con chiarezza dall’Oms, il governo e la politica avranno fatto bene il proprio lavoro altrimenti si sarà sprecata la più grande opportunità dal dopoguerra in poi per rilanciare il Ssn e con esso la salute mentale.

 
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Nuovo report mondiale sulla Salute Mentale

Post n°445 pubblicato il 10 Maggio 2020 da Giuseppe_TV
 

A distanza di 20 anni dall'ultima indagine, si punta a fotografare la situazione, anche alla luce della pandemia da Covid-19

Un articolo pubblicato l'8 maggio 2020 da https://www.ilfriuli.it/ 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze, ha istituito un Advisory Group che procederà all’elaborazione, a distanza di 20 anni, del nuovo Report mondiale sulla Salute Mentale. Lo studio, sulla base di una valutazione approfondita, e in rapporto ai mutamenti del contesto globale, prima di tutto quello sconvolgente della pandemia, rifletterà i progressi compiuti nel campo e avrà l’obiettivo di aiutare i Paesi a migliorare lo stato della salute mentale in proiezione futura.

Del gruppo di lavoro fa parte anche Roberto Mezzina che, nel suo servizio a Trieste, per 40 anni, è stato impegnato, nel ruolo di Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, e in particolare del Centro Collaboratore dell’OMS nell’ultima decade, ad aumentare l’impatto a livello internazionale della fondamentale esperienza maturata dal gruppo di Franco Basaglia, proseguito con Franco Rotelli e Peppe Dell’Acqua. Quello di Trieste è ritenuto oggi il più affermato modello internazionale per la salute mentale di comunità e fu proprio il precedente World Health Report del 2001 a riconoscerne il valore esemplare a livello globale.

Nuovo report mondiale sulla Salute Mentale

"Il momento in cui si svilupperà il documento, insieme con il nuovo Piano d’Azione Globale 2020-2030, è cruciale", spiega Mezzina. "Oltre alla difficile e traumatica situazione attuale determinata dalla pandemia, che ha creato notevoli difficoltà alle persone con disturbo mentale, determinando una contrazione dei servizi, e condizioni di maggior isolamento sociale che stanno avendo un impatto severo sia sulla popolazione generale ma soprattutto sui malati più gravi e in condizioni sociali svantaggiate, si assisterà a una fase in cui cresceranno i disturbi mentali e il tasso di suicidi a causa dello stress, delle esperienze di perdita subite, dei problemi sociali ed economici, dei 'determinanti sociali' di salute e malattia".

"Al momento l’attenzione è focalizzata esclusivamente sulla gestione della pandemia, ma ben presto si imporrà la necessità di assumere provvedimenti atti a realizzare una prevenzione e una serie di interventi efficaci da parte dei servizi pubblici di salute mentale rispetto all’onda lunga che sta arrivando. Attraverso reti e organizzazioni internazionali, e principalmente la World Federation for Mental Health, di cui sono dallo scorso anno Vice Presidente (Regione Europea), ho perorato la causa di un piano d’emergenza straordinario per la salute mentale da parte dei vari Paesi. L’appello è stato raccolto in Italia dalle Associazioni e dai servizi raccolti attorno alla Conferenza Nazionale per la Salute Mentale, e a livello internazionale è stato recepito dall’OMS stessa. Finora il Governo ha messo a disposizione un numero verde nazionale, ma altri provvedimenti dovranno ridefinire nuovi livelli essenziali d’assistenza da garantire in tutto il Paese, che soffre da anni di gravi disuguaglianze nell’offerta di servizi di salute mentale", conclude Mezzina.

 
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PRIMO WEBINAR POL.it: Salute mentale nell'epidemia

Post n°444 pubblicato il 03 Maggio 2020 da Giuseppe_TV
 

Un video del canale PSYCHIATRY ON LINE ITALIA VIDEOCHANNEL 

Con la partecipazione del Prof. Gerardo Favaretto, Psichiatra, già Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'ULSS 2 Marca Trevigiana e di altri illustri psichiatri.

 
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Ludopatia, aumentano le richieste di aiuto dei giocatori durante il lockdown

Post n°443 pubblicato il 30 Aprile 2020 da Giuseppe_TV
 

È sempre operativo il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al Gioco d’Azzardo – 800 558822 – dell’Istituto Superiore di Sanità

Articolo del 

È sempre operativo il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al Gioco d’Azzardo (TVNGA) – 800 558822 – dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), per raccogliere le richieste di supporto delle persone affette da ludopatia e dei loro familiari. Il TVNGA è un servizio anonimo e gratuito, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 16.00.

“Dalle scommesse online fino alle slot-machine, secondo i dati dell’Osservatorio nazionale presentati nel 2019 al Parlamento, tra gli 8 e i 10 milioni di persone in Italia giocano d’azzardo, mentre 1,3 milioni sono i malati di ludopatia, con una vera e propria diagnosi accertata di dipendenza patologica”. È quanto affermato da Roberta Pacifici, direttore del Centro Dipendenze e Doping dell’ISS, nell’intervista dell’Ansa riportata dal Ministero della Salute.

“L’impossibilità di giocare d’azzardo per una persona con un disturbo specifico può causare un aumento del livello di stress, inquietudine, aggressività, disturbi del sonno al punto tale da inasprire le relazioni di convivenza”, si legge nella nota del Ministero.

Pertanto, soprattutto in questo periodo, l’aiuto dei professionisti si rivela fondamentale per aiutare chi sta affrontando i problemi legati alla dipendenza dal gioco d’azzardo e i familiari che convivono con loro 24 ore su 24.

Leggi tutto l'articolo su:
https://www.helpconsumatori.it/salute/ludopatia-aumentano-le-richieste-di-aiuto-dei-giocatori-durante-il-lockdown/

Ludopatia, aumentano le richieste di sostegno dei giocatori

 
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Pontevico (Brescia), dramma nell'Istituto per disabili psichiche: 22 morti e 70 contagi

Post n°442 pubblicato il 12 Aprile 2020 da Giuseppe_TV
 
Tag: RSA

"Dramma legato al coronavirus in una casa per disabili psichici a Pontevico. Su oltre 320 pazienti, tutte donne, 22 ospiti sono morte in queste settimane all'interno dell'Istituto Bassano Cremonesini, come confermato dagli stessi dirigenti.

Si registrano anche una settantina di contagi tra il personale che ad un certo punto si è ridotto addirittura del 75%. Il presidente dell'istituto, don Federico Pellegrini aveva lanciato un appello per chiedere i tamponi, mai effettuati, e denunciato l'emergenza per la mancanza di personale. «Devo constatare come si è arrivati al limite della possibilità di garantire un servizio adeguato alle nostre ospiti, per la mancata presenza di molto personale. Un servizio che sta collassando» disse il sacerdote a fine marzo."

Articolo pubblicato l'11/04/2020 da https://www.giornaledibrescia.it/

N
e ha parlato anche valori.it il 10.04.2020 con un lungo articolo che vi linko qui:
https://valori.it/coronavirus-nel-bresciano-la-strage-silenziosa-delle-disabili-psichiche/ 
dove, tra l'altro, si dice che i responsabili dell'istituto, gestito da religiosi, avevano chiesto ai dipendenti di non parlare nemmeno in famiglia di quello che stava succedendo.

Per finire ecco l'articolo pubblicato ieri 11/04/2020 da Il Fatto Quotidiano:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/11/coronavirus-morte-22-donne-ospiti-in-una-casa-per-disabili-psichici-a-pontevico-brescia/5767958/

dove si precisa che: "
Nell'istituto si sono registrati anche una settantina di contagi tra il personale che ad un certo punto si è ridotto addirittura del 75%. Il presidente dell’istituto, don Federico Pellegrini aveva lanciato un appello per chiedere i tamponi, mai effettuati."

La notizia è stata ripresa in breve oggi 12/04/2020 da La Repubblica edizione cartacea.

Immagine di TGcom.24

 
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Telefono Amico: non stop pasquale

Post n°441 pubblicato il 09 Aprile 2020 da Giuseppe_TV
 

NON STOP PASQUALE

Saremo attivi h24 dalle ore 10 del 11 aprile alla mezzanotte del 13 aprile con volontari pronti a rispondere alle chiamate di chi si sente solo, sta male o ha qualche problema che lo tormenta e, in questa Pasqua particolare, ha ancora più bisogno di una voce amica.

L’obiettivo è restituire benessere emozionale alle persone in difficoltà, senza mai esprimere giudizi e garantendo il totale anonimato, spiega la nostra presidente, ringraziando tutti i volontari che hanno deciso di fare parte di questa iniziativa.

           

 
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Gerardo Favaretto - Primetta dei tetti rossi

Post n°440 pubblicato il 04 Aprile 2020 da Giuseppe_TV

Video pubblicato da Museo Laboratorio della Mente il 4 apr 2020
Gerardo Favaretto medico , psichiatra. Professore a contratto di Psichiatria nel corso di laurea di medicina della Università di Padova. Già Direttore, fino al 2019 , del dipartimento di salute mentale della aulss 2 marca trevigiana e vicepresidente della Società Italiana di Psichiatria. Referente del coordinamento Veneto per la salute mentale. Membro del direttivo della società italiana di storia della psichiatria e della Associazione italiana di psichiatria e filosofia . E' curatore dell'archivio dell'ex ospedale psichiatrico di Treviso. Ha all'attivo pubblicazioni di psichiatria generale, psichiatria sociale e di storia della psichiatria.

 
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L’importanza della salute mentale al tempo del coronavirus – Consigli e numeri utili regione per regione

Post n°439 pubblicato il 19 Marzo 2020 da Giuseppe_TV
 

Articolo pubblicato il 19 MARZO 2020 - 17:28 - da https://www.open.online/
di Maria Pia Mazza 


Consigli e numeri utili da chiamare per ricevere supporto psicologico durante l’emergenza coronavirus

«Non vi è salute se non c’è salute mentale», afferma l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La sfera mentale è a pieno titolo parte integrante del benessere della persona, intesa sia nella sua individualità, sia nella sua sfera sociale. In Italia, secondo gli ultimi dati (risalenti all’ottobre 2019) dell’Istituto superiore di sanità, le patologie psichiatriche più frequenti sono «la depressione, la schizofrenia e le sindromi nevrotiche e somatoformi». Il numero di persone con patologie psichiatriche assistite dai servizi specialistici sono state 851.189 (di cui il 67,6% dei pazienti ha più di 45 anni), mentre le prestazioni erogate dai servizi territoriali sono state 11.474.311. 

E in questo periodo di emergenza coronavirus – in cui le persone sono state chiamate alla responsabilità di non uscire (se non per mera necessità) – di quarantena, di isolamento, è più che mai importante togliere il velo del pregiudizio e dello stigma verso la sfera della salute mentale. Non tutti sono in grado di gestire lo stress psicologico e la paura creatasi, e la situazione attuale potrebbe portare a far peggiorare le condizioni patologiche pre-esistenti in pazienti già affetti da ansia, stress, depressione e altro.

Inoltre, la minimizzazione delle difficoltà di chi espone un problema afferente alla sfera psicologica con risposte come «C’è chi sta peggio», o «I problemi della vita sono altri» è assolutamente controproducente, anche in questo momento critico. Chi soffre di difficoltà o problemi psicologici è spesso perfettamente conscio della situazione emergenziale e che ci siano persone che stanno peggio, ma ciò non vuol dire che debbano esser lasciate indietro o abbandonate a se stesse.

La regola primaria in tutti questi casi è solo ed esclusivamente una: non vergognarsi. Non vi è alcuna ragione di vergognarsi di parlarne apertamente, non vi è alcuna ragione per non chiedere aiuto e, soprattutto, non vi è alcuna ragione per sottostimare i campanelli di allarme e non vi è alcuna ragione di sminuire il problema, perché potrebbe innescare un effetto domino con effetti progressivamente irreparabili. 

Leggi il resto dell'articolo cliccando il link seguente:
https://www.open.online/2020/03/19/coronavirus-importanza-della-salute-mentale-consigli-e-numeri-utili-regione-per-regione/

 
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Coronavirus e salute mentale: cosa fare per non “impazzire”?

Post n°438 pubblicato il 18 Marzo 2020 da Giuseppe_TV
 

di Redazione OK Salute 

Aggiornato il 16 Marzo 2020

L'incertezza e il lungo periodo di isolamento possono aumentare stati d'ansia e situazioni difficili da controllare. Ecco i consigli degli esperti

La pandemia di Coronavirus ha gettato ormai il mondo intero in una grande incertezza e le continue notizie sulla situazioni possono farci sentire esausti. Tutto questo sta incidendo sulla salute mentale delle persone, soprattutto su quella di chi già stava vivendo situazioni di ansia o del disturbo ossessivo compulsivo. Il legame tra coronavirus e salute mentale sta preoccupando molto il mondo scientifico.

Naturalmente essere preoccupati per le notizie è comprensibile, ma questo potrebbe far peggiorare i sintomi di alcuni problemi di salute mentale.

Diversi disturbi legati all’ansia sono legati all’incertezza e all’incapacità di tenere la situazione sotto controllo. È facile quindi intuire che chi stava già soffrendo una situazione di ansia, stia affrontando un periodo particolarmente sfidante ora. In questo momento però controllare ansia e paure è determinante, anche per nostre difese immunitarie.

Leggi tutto l'articolo cliccando il seguente link:
https://www.ok-salute.it/psicologia/coronavirus-e-salute-mentale-cosa-fare-per-non-impazzire/
 
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Ti sei accorta che la musica pop di quest'anno parla di salute mentale?

Post n°437 pubblicato il 02 Marzo 2020 da Giuseppe_TV
 

Selena Gomez e Halsey sono appena uscite con due album che parlano del loro disagio mentale perché aprire la propria mente (oltre che il cuore) è power per te e per gli altri.

Articolo di Gaia Giordani pubblicato su Cosmopolitan il 16/02/2020

Parlare della salute mentale, del disagio psicologico, delle addiction, della propria fragilità, non è mai facile. Lo è ancora meno se ti senti sola, circondata da persone che fanno di tutto per nasconderlo dietro feed perfetti. È ancora più importante parlarne se, come molte celebrity, ti trovi in una posizione privilegiata per abbattere lo stigma. E i Grammy ultimamente stanno diventando il palcoscenico preferito dalle popstar per farlo.

Lo scorso anno Lady Gaga, accettando i suoi tre grammofoni, ha usato il suo discorso per sottolineare quanto sia importante parlare di salute mentale:

"Sono orgogliosa di aver preso parte a un film che parla di salute mentale. Molti artisti devono farci i conti e dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri. Perciò, se vedete qualcuno che soffre, non voltatevi dall’altra parte. E se state male, anche se può essere difficile, cercate di trovare dentro di voi la forza per parlarne con qualcuno e portarlo dentro la vostra testa".

Ed è quello che moltissimi cantanti e cantautori stanno facendo con le loro canzoni: ci portano dentro la loro testa, condividendo anche i pensieri più oscuri. Brani che diventano hit perché risuonano con l’oscurità che abbiamo dentro di noi.

Leggi l'articolo completo cliccando il link seguente:

https://www.cosmopolitan.com/it/benessere-salute/a30691154/salute-mentale-tema-della-musica-pop-2020/

 
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Otto storie per parlare di depressione, anoressia e salute mentale. Al via la campagna In Equilibrio di Cittadinanzattiva

Post n°436 pubblicato il 01 Marzo 2020 da Giuseppe_TV
 

“In Equilibrio” è una campagna di informazione sulla salute mentale fondata sulle esperienze e il vissuto personale. Persone al centro, per combattere il pregiudizio e sapere che si può guarire

«Non c’è salute senza salute mentale». È semplice da capire e non è affatto uno slogan, ma alla salute e alla malattia, che siano depressione o attacchi di panico, sono ancora associate discriminazioni, paure, bisogni inespressi e servizi non sempre capaci di intercettare le necessità di chi soffre in prima persona e dei familiari tutti. Così Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato ha lanciato la campagna di informazione e sensibilizzazione In Equilibrio, online sui principali social network.

L’obiettivo è creare maggiore consapevolezza, specialmente fra i giovani, e combattere pregiudizio, stigma e paure purtroppo ancora collegate alla malattia mentale.

 
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La figura dello psicologo nella promozione del benessere psico-fisico

Post n°435 pubblicato il 01 Febbraio 2020 da Giuseppe_TV
 

Video di Interferenzeinradio del 6 dic 2019 da Radio Tandem Bolzano
La figura dello psicologo nella promozione del benessere psico-fisico dr. Michele Piccolin (psicologo).

 
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«NESSUNO MI ASSUME PERCHE' SONO CATEGORIA PROTETTA»

Post n°434 pubblicato il 21 Dicembre 2019 da Giuseppe_TV
 

A3 NEWS Venezia 20/12/2019 - MARGHERA - Lo dico ad Antenna. A distanza di qualche mese torna l'appello disperato ai nostri microfoni di Romina che non riesce a trovare un lavoro perchè ha un'invalidità. || A distanza di qualche mese torna l'appello disperato ai nostri microfoni di Romina che non riesce a trovare un lavoro perchè ha un'invalidità. - Intervistati ROMINA TAGLIAPIETRA - Servizio Ilaria Marchiori, immagini Sandro Ponchio, montaggio Sandro Ponchio - Segui Antenna Tre anche sul digitale terrestre! Visita il sito www.antennatre.it

 
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2019 nov 19 - Assisi - XXXV Convegno formazione e studi

Post n°433 pubblicato il 19 Dicembre 2019 da Giuseppe_TV
 

Video pubblicato da Vittorino Andreoli il 19 dic 2019
L'aspetto umano della fragilità, in particolare giovanile, e del suo impiego come risorsa, e a quali condizioni può diventare una risorsa.
Casa Leonori Assisi Conferenza dei Ministri Provinciali d'Italia e d'Albania

Prima Parte

 
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Conferenza dei Sindaci dell'ULSS 2 Marca Trevigiana

Post n°432 pubblicato il 29 Novembre 2019 da Giuseppe_TV
 

La Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 2 ha eletto, oggi pomeriggio, presidente e vice presidente dell’esecutivo della Conferenza dei Sindaci. La scelta è caduta, rispettivamente, su Paola Roma, sindaco di Ponte di Piave e presidente del Comitato dei Sindaci del Distretto Treviso; vicepresidente, invece, è stata eletta Lisa Tommasella, Sindaco di Codognè e presidente Comitato dei Sindaci Distretto Pieve di Soligo.
L’esecutivo, in virtù delle decisioni assunte nel corso della riunione odierna, sarà composto, oltre che da presidente e vice presidente, da Annalisa Rampin, Fabio Chies, Marco Turato, Rossella Cendron e Davide Bortolato (eletto oggi come settimo componente). La presenza di Rossella Cendron è legata al fatto che il Sindaco Comune di Treviso ha delegato in modo permanente a sedere al suo posto in seno all'Esecutivo il Sindaco del Comune di Silea.

“Ringrazio per la fiducia accordatami – ha commentato Paola Roma subito dopo l’elezione -. Sono onorata di poter ricoprire questo ruolo e di rappresentare, assieme alle colleghe Rampin e Tommasella, le istanze del territorio nell'ambito dell’Ulss 2. Stiamo lavorando con un forte spirito di squadra sulle varie tematiche, ci aspettano sfide importanti – a cominciare dai Piani di Zona - su cui la collaborazione è fondamentale. Uno spirito di squadra, tengo a sottolineare, che emerge con tutta evidenza anche dalla rinuncia del Sindaco di Treviso a sedere nell'esecutivo a favore del Sindaco di Silea. Un segnale che testimonia le modalità con cui stiamo lavorando, modalità che mettono al primo posto le istanze delle nostre collettività. Al presidente e vice presidente che ci hanno preceduto va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto”.

Soddisfazione per la nomina del presidente è stata espressa dal Direttore Generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi: “Ringrazio i Sindaci del territorio per la loro fattiva e costante collaborazione. Con l’elezione del Presidente dell’Esecutivo della Conferenza dei Sindaci si completa l’importante percorso volto a definire le componenti del sistema di governo dei servizi sociali e socio-sanitari. Ruolo della Conferenza dei Sindaci – ha ricordato Benazzi – è quello di definire, di concerto con la direzione dell’azienda le politiche, anche in relazione ai nuovi Piani di Zona, attualmente in fase di elaborazione”.

Articolo pubblicato sulla pagina Facebook dell'ULSS 2 Marca Trevigiana il 27/11/2019.

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12° Congresso SIPB

Post n°431 pubblicato il 30 Ottobre 2019 da Giuseppe_TV
 

Qui sotto il link alla playlist del 12° Congresso della Società Italiana di Psichiatria Biologica che si è tenuto a Napoli dal 2 al 5 ottobre 2.019.

La playlist, messa online dal canale You Tube "Psychiatry on line videochannel", comprende 31 video.

Clicca il link: https://www.youtube.com/playlist?list=PLfo0vTBFX7qWb0gsXE8Jw9H-pFZCBPB-K

 
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Ulss 2, Zanoni (PD): “E' emergenza personale per i servizi di Psichiatria e Psicologia"

Post n°430 pubblicato il 28 Ottobre 2019 da Giuseppe_TV
 

Ulss 2, Zanoni (PD): “E' emergenza personale per i servizi di Psichiatria e Psicologia"
"Servono nuove assunzioni". Il consigliere ha presentato un’interrogazione firmata anche dai colleghi Claudio Sinigaglia e Anna Maria Bigon

Un articolo di Treviso Today pubblicato il 26 ottobre 2019

"Nella Ulss 2 Treviso la grave carenza di personale e risorse sta mettendo a rischio i servizi di Psichiatria e Psicologia. Servono misure urgenti per interrompere questa emergenza, in primis nuove assunzioni”. La richiesta è del Partito Democratico, con il consigliere Andrea Zanoni che ha presentato un’interrogazione firmata anche dai colleghi Claudio Sinigaglia e Anna Maria Bigon. 

“A chiedere un concorso a tempo indeterminato per psichiatri e psicologi sono da un lato sindaci e associazioni dei familiari, dall’altro gli stessi operatori costretti a turni pesanti e, data la tipologia di lavoro, particolarmente stressanti. Operatori che lamentano poi un aumento delle aggressioni da parte di utenti esasperati per un’assistenza non all’altezza e non certo per colpa dei dipendenti. Il direttore generale dell’Ulss 2 ha annunciato a breve un bando di assunzione, ma non pare risolutivo, almeno a giudicare dall’allarme dei sindacati. Nel Dipartimento di salute mentale mancherebbero  infatti non solo psicologi, ma anche medici, infermieri, assistenti sociali, operatori socio sanitari, educatori e tecnici della riabilitazione. Appare dunque necessario rimpolpare la pianta organica se si vuol garantire un servizio, senza dover per forza ricorrere al privato creando così cittadini di serie A e di serie B”. 



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Guarire dal mal d’amore e (re)imparare ad amare se stessi

Post n°429 pubblicato il 09 Ottobre 2019 da Giuseppe_TV
 

E' in libreria il primo libro della Psicologa Giada Ave.
Si intitola: RicominciAmo. Qui sotto la sinossi del libro pubblicata dalla casa editrice BookRoad.

Risultati immagini per RicominciAmo Giada AveTutti, prima o poi, conoscono il trauma di una storia d’amore che finisce. E forse anche tu, che leggi queste parole senti ancora gli echi di un dolore che non si spegne, il rimorso per gli errori che credi di aver commesso, e con gli occhi della mente rivedi l’immagine della persona amata che non c’è più.

RicominciAmo
, il primo libro di Giada Ave, è uno strumento prezioso destinato a chi vuole guarire dal mal d’amore. In queste pagine confluiscono tutti i consigli che la psicologa ha dispensato negli anni sul suo seguitissimo canale YouTube, i cui video hanno raggiunto decine di migliaia di visualizzazioni. Accompagnando il lettore in un viaggio psicologico di rinascita, con una scrittura chiara e concisa,  Giada Ave dimostra che rabbia, ricordi, sensi di colpa e dolore possono essere superati, devono essere superati, e che la fine di una storia d’amore è l’occasione per ritrovare, insieme alla felicità, l’unica persona che conta davvero nella tua vita: te stesso.

 
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Depressione, in Italia ogni anno persi 4 miliardi di euro

Post n°428 pubblicato il 07 Ottobre 2019 da Giuseppe_TV
 
Foto di Giuseppe_TV

 Una ricerca dell'Università Tor Vergata di Roma quantifica il peso economico della malattia che nel nostro paese colpisce 3 milioni di persone. I dati sono stati presentati in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, insieme al primo Libro Bianco sulla malattia

Articolo di TIZIANA MORICONI pubblicato il 7 ottobre 2019 su la Repubblica

SOLO la metà delle persone che soffrono di depressione riceve un aiuto adeguato in tempi rapidi. E c’è poi tutta la parte - ben una su 4 - che non risponde ai trattamenti. Si parla di numeri importanti, visto che in Italia sono 3 milioni le persone con questo disturbo psichiatrico, di cui 2 milioni donne. Questo si traduce in costi umani e sociali enormi, in particolare legati alla depressione maggiore (2% della popolazione italiana): 2.612 euro per ogni paziente l’anno di costi diretti, a cui si aggiungono, in media, 42 giorni l’anno di assenza dal lavoro - uno a settimana - per un totale di 4 miliardi di euro l’anno. Senza contare i costi associati ai caregiver, stimati in oltre 600 euro a persona. A fronte di questi numeri, nel nostro Paese la spesa media per i servizi di salute mentale è inferiore al 3,5% della spesa sanitaria, contro l’8-15% investito negli altri paesi del G7. A far emergere i costi della malattia in Italia è una indagine condotta dai ricercatori dell’Università Tor Vergata di Roma su più di 300 pazienti. La ricerca è stata presentata oggi a Milano in vista della Giornata Mondiale della Salute mentale, che cade il 10 ottobre e che quest’anno è dedicata alla prevenzione del suicidio, tema strettamente legato alle forme di depressione più gravi e resistenti: si stima che una persona su tre tenti il suicidio almeno una volta nella vita. Durante l’evento è stato anche presentato il primo Libro Bianco sulla Salute Mentale, redatto dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere - Onda.

Leggi tutto l'articolo cliccando il link seguente:
https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/10/07/news/depressione_in_italia_colpisce_3_milioni_di_persone-237897748/?rss&ref=twhs

 
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