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Salvini e i manicomi

Post n°380 pubblicato il 16 Luglio 2018 da Giuseppe_TV
 

Comunicato della Società Italiana di Psichiatria

"Il Ministro Salvini dichiara che in Italia sarebbe in atto una “esplosione di aggressioni" da parte di "pazienti psichiatrici". Gli italiani debbono sapere che si tratta di una notizia destituita di ogni fondamento. il 95% dei reati violenti commessi nel nostro Paese è attribuibile a persone cosiddette "normali" . E' più probabile che una persona che soffre un disturbo mentale sia vittima, non carnefice. Diffondere false notizie come quelle date dal Ministro non fa altro che aumentare paure infondate sulle persone affette da disturbi psichici,etichettandole ingiustamente ed indisciminatamente come "pericolose", aggravandone il già tremendo fardello dello stigma e della discrimiminazione.
Se la persona ammalata fosse tuo figlio come ti sentiresti?"

 
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Lettera di PSICORADIO al Ministro Salvini

Post n°379 pubblicato il 09 Luglio 2018 da Giuseppe_TV
 

Psicoradio è una redazione in cui lavorano quelli che molti continuano a chiamare “matti”, ma che, anche grazie alla legge 180, sono invece persone in cura presso il Dipartimento di salute mentale di Bologna.

Abbiamo letto le sue dichiarazioni sulla cosiddetta “legge Basaglia” fatte a Pontida, durante il raduno della Lega. 
Lei ha parlato di una riforma che era giusta “solo sulla carta”, che ha abbandonato le famiglie dei malati psichiatrici “cancellando le strutture che li curavano”.

Noi conosciamo bene, per esperienza molto diretta, le strutture psichiatriche di oggi, i pregi e difetti della cura attuale.
Di una cosa siamo certi: le “strutture” di prima – ma chiamiamole con il loro nome: i manicomi - non curavano e non guarivano le persone. Le rinchiudevano, le tenevano lontane dalla società, nascondevano come sporco sotto il tappeto chi aveva una sofferenza psichica. La legge 180 è una riforma giusta nei confronti di tutti i cittadini; prima di tutto per chi ha una sofferenza psichica, che oggi è consapevole di avere una dignità, e il diritto alla cura. E’ una legge giusta anche per chi oggi sta bene, perché sa che se dovesse stare male avrebbe diritto all’aiuto di medici e servizi sociali, che non lo rinchiuderanno, ma lo aiuteranno a stare meglio.

Non siamo ciechi, sappiamo che la riforma non ha risolto tutti i problemi. Sappiamo che per le famiglie il peso della cura è aumentato. In molte zone d’Italia spesso mancano i servizi e l’appoggio necessari per affrontare situazioni difficili e pesanti.

È vero, a volte “lo Stato si volta dall’altra parte”. Di certo però non per colpa della legge Basaglia, ma al contrario, proprio perché molte amministrazioni colpevoli non hanno creato i servizi necessari per applicarla. E comunque per lo Stato era più facile voltarsi dall’altra parte quando c’erano i manicomi (o, più recentemente, gli ospedali psichiatrici giudiziari). Era più facile far finta che tutto andasse bene quando le persone erano rinchiuse, lontano dagli occhi di tutti, senza diritti né voce.

Invece, la legge 180 chiede l’impegno di tutta la società, e lo chiede da ormai 40 anni. Allo Stato chiede di essere molto più presente di quanto non abbia fatto fino ad ora, e di rispondere alle sollecitazioni delle famiglie e dei pazienti; proprio grazie alla legge 180 i pazienti sono finalmente entità giuridiche che chiedono il rispetto dei propri diritti. La riforma impegna le Regioni a trovare strategie di cura che siano più vicine alle necessità dei cittadini, ad esempio creando servizi con orari ampi di accesso, e cure che riescano a fare sempre meno ricorso alla coercizione.

Di sicuro la legge 180 chiede alle famiglie - e anche a tutta la società – un grande cambiamento culturale, che riporti il disturbo psichico dentro la vita della comunità. Per ultimo, chiede ai pazienti di assumersi le responsabilità della propria malattia e della propria guarigione.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma proprio per questo non serve a nulla tornare indietro. Non serve scagliarsi contro una legge che l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica come un modello da seguire. Non serve enfatizzare le paure e i disagi che un Governo dovrebbe invece risolvere. Piuttosto, si può discutere di come migliorare l’applicazione, senza dimenticare che la legge Basaglia, votata da tutti i partiti dell’arco parlamentare (tranne dai radicali che la ritenevano addirittura troppo poco incisiva),  è stata una straordinaria rivoluzione sociale e culturale, che oggi molti paesi vengono a studiare e cercano di riprodurre.

Una legge che ha stabilito il diritto di tutte le persone, che abbiano o meno un disagio mentale, ad essere cittadini.

Senza mettere in discussione questo diritto, e proprio grazie a questo diritto sancito dalla legge Basaglia la aspettiamo in trasmissione negli studi di Psicoradio, per discutere con noi  cosa bisogna migliorare.

Articolo tratto da:

http://www.psicoradio.it/index.php?option=com_content&view=article&id=725:lettera-di-psicoradio-al-ministro-salvini&catid=42:notizie&Itemid=91

 
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Gisella Trincas UNASAM

Post n°378 pubblicato il 26 Giugno 2018 da Giuseppe_TV
 

Video pubblicato il 26 giu 2018 da Paolo Macchia

Trieste 21/22/23 giugno 2018. Democrazia e salute mentale di comunità. Partecipazione, cittadinanza e processi di riforma in Italia e nel mondo a 40 anni dalla legge 180.

 
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Disturbo da uso di sostanze

Post n°377 pubblicato il 23 Giugno 2018 da Giuseppe_TV
 

Video pubblicato il 22 giu 2018 da PSYCHIATRY ON LINE ITALIA VIDEOCHANNEL

Una corretta informazione è alla base di qualunque conoscenza. Paolo Girardi insegna Psichiatria all'Università di Roma Sapienza. Ha fondato con Roberto Tatarelli l’Associazione Italiana Lotta Allo Stigma.

 
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Attività fisica e Salute Mentale

Post n°376 pubblicato il 20 Giugno 2018 da Giuseppe_TV

MARCO VAGGI

PSYCHIATRY ON LINE ITALIA VIDEOCHANNEL

Pubblicato il 11 giu 2018

Intervento durante i lavori di 180X40 GENOVA. Dal 7 al 13 maggio 2018 Genova ha ospitato una intera settimana di eventi, conferenze, incontri per i 40 anni della Legge 180/Basaglia che ha sancito la chiusura dei Manicomi in Italia e la nascita della moderna psichiatria territoriale.

 
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Patologia psichica e disabilità al lavoro

Post n°375 pubblicato il 08 Giugno 2018 da Giuseppe_TV
 
Tag: Lavoro

180X40 GENOVA
EMI BONDI
Patologia psichica e disabilità al lavoro

PSYCHIATRY ON LINE ITALIA VIDEOCHANNEL

Pubblicato il 7 giu 2018

Intervento durante i lavori di 180X40 GENOVA. Dal 7 al 13 maggio 2018 Genova ha ospitato una intera settimana di eventi, conferenze, incontri per i 40 anni della Legge 180/Basaglia che ha sancito la chiusura dei Manicomi in Italia e la nascita della moderna psichiatria territoriale.



 
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Legge Basaglia 40 anni dopo

Post n°374 pubblicato il 08 Giugno 2018 da Giuseppe_TV
 

Nel 2017 mille ricoveri al Dipartimento salute mentale Favaretto: «La riforma ha cambiato anche la Marca»

Articolo pubblicato dalla Tribuna di Treviso il 10 maggio 2018 in occasione dell'Assemblea di Dipartimento dell'AULSS 2 di Treviso

"
In occasione dei 40 anni della legge Basaglia il Dipartimento di salute mentale dell’Usl 2 si riunisce oggi per celebrare la legge che ha riformato l’assistenza alle persone con problemi psichici. Sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione per discutere delle sfide future. Il Dipartimento di salute mentale eroga oltre 160.000 prestazioni all’anno, rivolte a 13.500 persone che risiedono nel territorio dell’Usl 2. Numeri certamente importanti e in crescita.


«Quella legge», spiega Gerardo Favaretto, direttore del Dipartimento di Salute mentale, «fu il risultato non solo dell’azione umanizzante e pioneristica del grande psichiatra veneziano ma anche del profondo cambiamento culturale e di civiltà che, a partire dalla psichiatria, coinvolse l’intero servizio sanitario e la società tutta. A quarant’anni dalla legge ci sono manifestazioni e si fanno bilanci in tutt’Italia. Anche a Treviso, in occasione del quarantennale viene convocata l’assemblea del Dipartimento con l’obiettivo di rappresentare cos’è successo in questi anni nel nostro territorio: dal manicomio di Sant’Artemio e relative case di salute alla rete dei servizi e all’assistenza fondata sulle persone. Dall’esclusione alla partecipazione, dal silenzio e dall’emarginazione alla condivisione e alla parola».

Leggi tutto l'articolo cliccando il link seguente:

http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2018/05/10/news/legge-basaglia-40-anni-dopo-oltre-13-mila-in-cura-1.16820434?ref=search

 
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TSO e non solo

Post n°373 pubblicato il 01 Giugno 2018 da Giuseppe_TV
 
Tag: TSO

Un articolo pubblicato il 30 maggio 2018 da "Redattore sociale"

Gisella Trincas, presidente di Unasam, commenta la vicenda di Andrea Soldi, morto a Torino mentre veniva trasferito in ospedale per un Tso. Condannati tre vigili e un medico. “Vero e proprio atto criminale. Tso applicato anche quando non necessario. E contenzione in molte strutture socio-sanitarie. Siamo preoccupati, come associazioni e come familiari”

ROMA - “Un vero e proprio atto criminale, che non ha niente a che fare con i trattamenti sanitari, ma esprime una cultura della coercizione e della violazione dei diritti delle persone con sofferenza mentale ancora troppo diffusa”: così Gisella Trincas, presidente di Unasam, l'Unione delle associazioni per la salute mentale, commenta la notizia della sentenza emessa oggi per la morte, nell'agosto 2015, di Andrea Soldi, un uomo di 45 anni con schizofrenia. Sono stati condannati a 20 mesi di reclusione i tre vigili e il medico psichiatra che, quella mattina, tentarono di farlo salire in ambulanza per portarlo in ospedale per un trattamento sanitario obbligatorio. 


Leggi tutto l'articolo cliccando il link seguente:

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/579978/Tso-e-non-solo-ecco-quattro-nodi-critici-nei-servizi-per-la-salute-mentale             
 
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Suicido e Crisi Economiche

Post n°372 pubblicato il 01 Giugno 2018 da Giuseppe_TV
 

180X40 GENOVA MAURIZIO POMPILI Suicido e Crisi Economiche

Video pubblicato il 1 giu 2018 da
PSYCHIATRY ON LINE ITALIA VIDEOCHANNEL 

Intervento durante i lavori di 180X40 GENOVA. Dal 7 al 13 maggio 2018 Genova ha ospitato una intera settimana di eventi, conferenze, incontri per i 40 anni della Legge 180/Basaglia che ha sancito la chiusura dei Manicomi in Italia e la nascita della moderna psichiatria territoriale.

 
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DRAMMA DI ZERMAN: "TUTTE LE PERSONE COINVOLTE VANNO AIUTATE"

Post n°371 pubblicato il 15 Maggio 2018 da Giuseppe_TV

Video pubblicato il 15 mag 2018 da antennatre 

TREVISO - E continuiamo a parlare del dramma di Zerman: si cerca di capire cosa realmente sia accaduto e perchè, se verrà confermato, la mamma abbia spinto la figlioletta dal terrazzo. La donna probabilmente soffriva di qualche disturbo psichico, forse anche una crisi post partum. Il primario del dipartimento Salute mentale dell'ulss 2 dice: "tutte le persone coinvolte vanno aiutate" - Intervistati: GERARDO FAVARETTO (Primario Dipartimento Salute Mentale Ulss 2 Marca trevigiana) - Servizio Daniela Sitzia, immagini Nicoletta Rizzetto, montaggio Antonio Pol.

 
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"Malati di mente"

Post n°370 pubblicato il 15 Maggio 2018 da Giuseppe_TV
 

Alcune persone e persino giornalisti definiscono le persone con disturbi mentali "malati di mente". Il sito "Parlare Civile" spiega perché questa definizione non si dovrebbe usare:

La locuzione "malato di mente" riduce l'individuo alla sua malattia, come un oggetto che viene investito di significati che qualcun altro gli attribuisce dall'esterno. Così ai tanti problemi derivanti dal disturbo mentale si aggiunge quelli del marchio, della discriminazione, dell'emarginazione e dell'esclusione sociale. Questo rende difficili anche le cure. Il carico di vergogna e pregiudizi che bisogna sopportare nell'accettare di essere malato di mente ritarda la richiesta d'aiuto. 

Secondo Massimo Cirri, psicologo e giornalista conduttore di Caterpillar su Radio 2, non si dovrebbe usare nemmeno la locuzione malato mentale. “Mi sembra cattiva – spiega il giornalista - perché malattia mentale è una cosa in negativo. Adesso che non ci sono più i muri, che sono chiusi i manicomi, i meccanismi dell’esclusione passano tutti attraverso le parole, dai meccanismi che separano il noi dal loro. Quindi meglio parlare in positivo di salute mentale”.

In anni recenti, il ministero della Salute ha lanciato una campagna contro il pregiudizio per dire che i “i disturbi mentali si possono curare”. L’Oms stima che i disturbi mentali siano ai primi posti come carico di sofferenza e di disabilità per la popolazione e che tendano all’aumento nei paesi industrializzati. In Italia poco meno del 10% della popolazione soffre, nell’arco di un anno, di uno dei disturbi mentali più frequenti, quali depressione e ansia, poco meno dell’1% soffre di disturbi meno frequenti e più gravi. Sono molto numerose le persone che hanno problemi psicologici che non sono abbastanza gravi perché si possa fare una diagnosi secondo i criteri delle classificazioni internazionali delle malattie, ma che comunque causano malessere e difficoltà nella vita di tutti i giorni. Si preferisce parlare di “disturbi” perché non si conoscono ancora bene le cause di queste condizioni, alcune diagnosi sono ancora controverse ed è molto marcata l’influenza delle situazioni di vita e delle esperienze personali.Secondo il ministero della Salute, per farsi un’idea dei disturbi mentali è meglio parlare non dei disturbi stessi quanto dei loro sintomi, alcuni dei quali sono comuni tanto che molte persone li hanno sperimentati nel corso della loro vita. I più frequenti e più noti sono quelli depressivi e ansiosi (ansie, fobie, attacchi di panico, sintomi ossessivi e compulsivi). Altri sintomi riguardano il comportamento alimentare e le dipendenze, da alcol, sostanze o dal gioco d’azzardo. Vi sono poi sintomi rari detti psicotici, di due tipi: alcuni strani ed evidenti tra cui pensieri sconnessi, allucinazioni come avere le visioni o sentire le voci, o deliri cioè credere in cose incredibili per tutti o di essere dotati di inesistenti poteri eccezionali o di sentirsi ingiustamente perseguitati e di conseguenza avere comportamenti apparentemente stravaganti. L’altro gruppo di sintomi psicotici è la tendenza all’isolamento, l’inerzia e la mancanza di iniziativa, povertà di emozioni e di affetti. Avere uno o più sintomi non significa soffrire di un disturbo mentale. È necessario che i sintomi siano associati tra loro e si presentino per un certo periodo di tempo. Per tutti questi sintomi ci sono terapie efficaci con farmaci, psicoterapia, attività individuali e di gruppo.

Leggi l'articolo completo cliccando il link seguente:

http://www.parlarecivile.it/argomenti/salute-mentale/malato-mentale.aspx

 
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Psichiatri veneti contro il taglio dei fondi

Post n°369 pubblicato il 07 Maggio 2018 da Giuseppe_TV
 

Basaglia, 40 anni dopo


Il dossier del ministero: più strutture che nel resto d’Italia e costi minori ma gli organici sono in calo

di Sabrina Tomè pubblicato da La Tribuna di Treviso il 7 maggio 2.018

PADOVA. Quarant’anni fa un professore veneziano specializzatosi all’Università di Padova, diede il nome a una legge che segnò la rivoluzione nella cura della malattia mentale. La 180 del 13 maggio 1978, ispirata dal neurologo e psichiatra Franco Basaglia, chiuse i manicomi ritenendo che essi non avevano alcuna valenza di cura, ma erano semmai produttori di malattia e puntò sulla costruzione di una rete di servizi sul territorio mirati all’emancipazione del paziente e al suo inserimento sociale. Cosa ne è oggi di quel modello nella terra di chi ne è stato il padre e dove si contano 71 mila assistiti? La situazione è in chiaroscuro: da un lato i dati diffusi nei giorni scorsi dal ministero della Salute fotografano una situazione di sanità virtuosa, con un numero di strutture psichiatriche superiore alla media nazionale, un consumo di farmaci contenuto e costi procapite ridotti. Ma gli psichiatri, che confermano l’esistenza di un “modello veneto” all’avanguardia nel Paese, sono sul piede di guerra perché, dicono, la Regione sta cancellando quel sistema con i tagli di fondi e con la riorganizzazione in senso accentrato delle strutture di assistenza.

Leggi tutto l'articolo cliccando il link segente:

http://tribunatreviso.gelocal.it/regione/2018/05/07/news/veneto-al-top-per-strutture-ma-l-organico-e-in-picchiata-1.16803735?ref=hftttrbr-1

 
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I 40 anni della legge Basaglia

Post n°368 pubblicato il 04 Maggio 2018 da Giuseppe_TV
 

Articolo di Luca Santocchia pubblicato da Euronews.

Ufficialmente è la legge n. 180 in tema di 'Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori'. A presentarla in Parlamento fu Bruno Orsini, psichiatra e politico della Democrazia Cristiana. Da sempre però è associata a Franco Basaglia, psichiatra veneziano a principale esponente del movimento anti-istituzionale che quarant'anni fa, il 13 maggio 1978, culminò nell'approvazione della legge che ha avviato la rivoluzione degli istituti psichiatrici italiani, stabilendo la chiusura dei manicomi.

 

Una riforma che ha restituito dignità e una dimensione sociale a migliaia di persone fino ad allora confinate in strutture ospedaliere con centinaia (in alcuni casi migliaia) di posti letto, dominate da logiche repressive molto simili a quelle del carcere. "La legge Basaglia - ha detto a Euronews Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'Ausl di Bologna - è finora l'unico esempio in Europa di legislazione che ha disposto la chiusura completa degli ospedali psichiatrici e la sostituzione del sistema ospedaliero con un sistema di servizi basati sul territorio".

Il processo di chiusura di tutti gli ospedali psichiatrici si è concluso quasi vent'anni dopo, nel 1997. Parallelamente nei primi anni ottanta è cominciato lo sviluppo dei servizi territoriali. Oggi il territorio nazionale è coperto da 183 Dipartimenti di Salute Mentale, organizzati in livelli di assistenza che prevedono servizi ambulatoriali, servizi di assistenza domiciliare, strutture residenziali e semiresidenziali e gli Spdc (servizi psichiatrici di diagnosi e cura), unità di 15 posti letto all'interno degli ospedali generali. Nel 2015 sono stati circa 800mila i cittadini che hanno usufruito dei servizi di salute mentale.

 

"Il principio dell'assistenza territoriale - ha detto a Euronews Massimo Cozza, direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Asl Roma 2 - rispetta la storia dei pazienti, considerati cittadini con i loro diritti e non soggetti pericolosi da rinchiudere".

Leggi l'articolo completo cliccando il link seguente:

http://it.euronews.com/2018/05/03/basaglia-1978-2018-i-40-anni-della-legge-che-ha-liberato-i-matti-

 
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Media e anoressia

Post n°367 pubblicato il 29 Aprile 2018 da Giuseppe_TV
 

Articolo a cura della Dottoressa Maria Concetta Cirrincione

Fisicità e psiche costituiscono una unità inscindibile. Il corpo rappresenta infatti il sostegno della propria identità ed un tramite nella relazione con gli altri, per cui la natura dell’estetica corporea in dosi adeguate esprime sia una buona accettazione di sé, sia una cura attenta alla relazione con l’altro.

D’altro canto la dimensione estetica può essere iperinvestita ed il corpo strumentalizzato, il corpo diviene così l’involucro fragile di un profondo vuoto interiore.

La “cultura del corpo” nell’epoca moderna viene intesa nella società eterodiretta dei mass-media come l’insieme delle rappresentazioni collettive che presiedono alla determinazione dei bisogni degli utenti.

Il proliferare dei casi di anoressia e bulimia nei Paesi ad alto tenore di vita ha convinto gli studiosi che si occupano di tale fenomeno che si tratti di un “epidemia sociale”. Tale fenomeno è esploso negli anni’70 quando la pressione culturale, volta ad imporre il valore della magrezza ha incrementato un problema già esistente da secoli. Quotidianamente i mass-media ci propongono immagini di modelle filiformi prese ad esempio come canone di bellezza dalle adolescenti. E’ necessario possedere un corpo longilineo per avere successo nella vita. L’anoressia è il prodotto della società consumistica, che innalza l’immagine a discapito del valore dello spirito: importante è apparire più che essere.

 

Pubblicità martellanti con belle e bellissime inneggianti al corpo perfettamente in linea, riviste patinate dove il dominante sogno americano si concretizza in splendidi esemplari di palestrati alla Mister Universo, diete “sicuramente efficaci” per risolvere tutti i problemi di pancette e giunonici fianchi etc… Tutta questa massiccia opera informativa viene proposta soprattutto a ridosso dei mesi estivi dove il martellante lavoro perpetrato a nostro danno dai mass-media con abbondante anticipo, obbliga improrogabilmente l’estate ad essere per tutti: un periodo in cui è necessario sfoderare ventri assolutamente piatti, glutei sodi e perfetti, muscoli prominenti, bicipiti intriganti e statuari. I giornali sono spietati, sovrabbondano di immagini femminili e maschili dalla forma smagliante e i prodotti dietici(per fare alcuni esempi le barrette di “peso forma” o i diversi formaggi light) che accompagnano quelle figure hanno l’effetto placebo, ci si convince veramente che quel corpo ineccepibile sia il risultato di quel particolare prodotto o comunque dei tantissimi che popolano il mercato e lì inizia la corsa al consumo..

Leggi l'articolo completo su:
https://www.psiconline.it/articoli/i-disturbi-alimentari/il-contributo-dei-media-sull-insorgenza-dei-disturbi-del-comportamento-alimentare.html

 
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Proteste all'ULSS 6 Euganea

Post n°366 pubblicato il 06 Aprile 2018 da Giuseppe_TV
 
Foto di Giuseppe_TV

Come era prevedibile l'accorpamento delle ulss del Veneto a livello provinciale non è indolore. I lavoratori dell'ULSS 6 Euganea sono scesi in strada a protestare di fronte la Direzione. Leggi tutto l'articolo al link seguente:
http://www.padovaoggi.it/cronaca/presidio-di-protesta-azienda-ulss-6-euganea.html

Q
ui sotto un Video di 7Gold Tele Padova sullo stesso argomento:

 
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Il disturbo bipolare

 

La figura dell'ESP

Post n°364 pubblicato il 20 Marzo 2018 da Giuseppe_TV
 
Tag: ESP

Video pubblicato il 26 nov 2017 da Màt Modena

La figura dell’ESP (Utente Esperto) nel rapporto con il Dipartimento di Salute Mentale e con le realtà associative territoriali Evento d’approfondimento sulle esperienze presenti in Emilia-Romagna
Fabrizio Starace Direttore DSM-DP Modena

Si definisce “Esperto in Supporto tra Pari” chi ha attraversato il mondo della Malattia Mentale ed ha avviato un percorso di consapevolezza orientato alla recovery, tale da poter mettere a disposizione il proprio sapere esperienziale nel lavoro di èquipe dei Servizi e delle realtà associative coinvolte nella riabilitazione psichiatrica.

 
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Incontri

Post n°363 pubblicato il 20 Marzo 2018 da Giuseppe_TV
 
Tag: Utenti

Un paio di settimane fa io ed Emanuele siamo andati a Ponte Vigo D'arzene (Padova) su invito del Gruppo Polis ad incontrare un folto gruppo di utenti per presentarelora l'Associazione il Sole di Notte. Una platea molto attenta che ha fatto domande. Gli utenti presenti fanno parte del Centro Diurno Riabilitativo "Attivamente"; la Comunità La Meridiana e il Gruppo Appartamenti Protetto Casa Ama. Alla fine dell'incontro sono stati molto gentili e ci hanno regalato un scatolone di prodotti alimentari e dei portachiavi artistici prodotti da loro.
Al seguente link il loro articolo su questo incontro:
http://www.gruppopolis.it/news/il-sole-di-notte-ecco-come-lavorano-le-associazioni-di-utenti-nella-salute-mentale/

 
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In pensione il primario «rivoluzionario» De Stefani ha cambiato la psichiatria

Post n°362 pubblicato il 12 Marzo 2018 da Giuseppe_TV
 

Renzo De Stefani va in pensione. Primario di psichiatria a Trento è stato un innovatore in una professione svolta con grande passione fino all'ultimo giorno. 

Dottor De Stefani, lei si è laureato in psichiatria a Perugia nel 1976, cosa l'ha spinta verso questa specializzazione?
Vengo da una famiglia di farmacisti per cui ho sempre avuto la percezione che ci fosse l'idea che prima o poi qualcuno dovesse fare medicina. Poi quando mi sono trovato a farla mi sono reso conto che della medicina che taglia le pance e ascolta i polmoni francamente non mi interessava nulla. La psichiatria era la disciplina meno medica e dopo 46 anni continuo a essere profondamente contento di averla scelta.
Come definirebbe la malattia mentale?
Penso che innanzitutto esista, intesa come profonda sofferenza che una persona vive nel momento in cui si crea una frattura tra quella persona e il mondo che la circonda. Quando ciò accade la persona entra in una dimensione di psicosi, di paura. 
E qual è il compito dello psichiatra?
Quello di trovare un percorso che pur in presenza della malattia permetta alla persona di fare una vita qualitativamente la più significativa possibile. Un concetto che oggi va sotto il nome di recovery, che non significa solo recupero ma tutto ciò che permette alla persona, con i farmaci che sono utili, con un'attenzione alla persona che è fondamentale, con un'attenzione sociale che è altrettanto importante, di vivere con dignità e qualità.
La guarigione non esiste?
Sì, l'Oms calcola che il 60% dei malati guarisce, il 30% non ne viene fuori ma attraverso la recovery ci sono percorsi straordinariamente efficaci.
Lei qui a Trento si è inventato percorsi a loro modo rivoluzionari coinvogendo nella cura dei malati gli stessi utenti e i loro familiari. Ci spiega quando e come è nata l'idea degli Ufe, gli Utenti e familiari esperti?
Sono entrato in questo servizio nel 1993 trovando una situazione non bella, con parenti imbestialiti perché pensavano di non essere oggetto di attenzione. Io venivo da Cles dove avevamo fatto cose molto innovative e carine. A Trento dopo il 2000 abbiamo iniziato a raccogliere risultati significativi, abbiamo imparato che tanto più coinvolgevamo gli utenti e i familiari nei percorsi di cura dando loro responsabilità tanto più le cose cambiavano in meglio. Siamo un caso più unico che raro di servizio che ha messo a lavorare all'interno gente che ha sperimentato la sofferenza, ha fatto un percorso di cura e che diventa operatore mettendo a disposizione la sua esperienza. Le assicuro che a volte i risultati sono miracolosi. Oggi abbiamo 40 Ufe impiegati in vari settori.
Un'idea che ha fatto scuola?
Un'idea che è nata dal basso, dalle esigenze espresse dai famigliari. Che ha ricevuto premi ed è studiata e ha incuriosito operatori e giornalisti di tutto il mondo. Le resistenze degli operatori specializzati, che non erano ansiosi di avere estranei in reparto, hanno un po' limitato la diffusione. Oggi comunque siamo diventati nel nostro mondo famosi, non siamo più fenomeni da baraccone come eravamo visti all'inizio.
Nel 2006 ha fatto parlare l'iniziativa di attraversare l'Atlantico su una barca a vela con un gruppo di pazienti. Come le è saltata in mente la storia della «Barca dei matti»?
Avevo conosciuto un personaggio che aveva la passione della barca e portava in Croazia alcuni ragazzi dell'Anffas con piccole crociere. In dieci minuti abbiamo deciso di organizzare una attraversata oceanica. È stata una cosa di grandissimo impatto mediatico e ha messo in crisi i pregiudizi nei confronti della malattia mentale.
Altra cosa innovativa è stata quella di mettere assieme in progetti di convivenza pazienti del centro di salute mentale e profughi rifugiati politici. Funziona?
Mettere assieme due sfighe per vedere qualcosa di positivo forse è stata una follia pura ma ha funzionato. I nostri "matti" avevano il desiderio di una vita un po' più autonoma e i profughi erano cittadini di serie Z. Oggi sono un centinaio di persone che hanno conquistato dignità e autonomia.
Ora lei andrà in pensione, ma tutte le idee innovative introdotte rimarranno patrimonio della psichiatria trentina?
È un sistema che ci è voluto vent'anni per costruirlo ma per come è organizzata la sanità in Italia se domani arriverà un primario convinto che il sistema migliore siano le pillole in un anno tutto potrebbe sparire.
Cosa farà dopo il 31 gennaio?
Una delle passioni della mia vita, a parte la famiglia, sono i viaggi che sicuramente non mi farò mancare. L'altra cosa che farò è rimanere legato a questo mondo andando in giro a fare formazione e a raccontare le mie esperienze con gli Ufe.

 

 
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Sanità, Bartelle (M5S): “Zaia privatizza la psichiatria”

Post n°361 pubblicato il 07 Marzo 2018 da Giuseppe_TV
 

21 febbraio 2018
Venezia
 – “Zaia chiede al governo più risorse non perché è autonomista, ma perché è privatista”. Sono parole di Patrizia Bartelle, consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, dette al termine della riunione della Quarta commissione, di cui fa parte.”Ora – ha spiegato – comprendiamo sempre più la vera ragione della scelta di Zaia di avere maggior autonomia: avere più competenze e quindi più risorse, per poter girare così i soldi delle nostre tasse alle strutture private, smantellando pezzo per pezzo il sistema pubblico, a cominciare dalla sanità”.

Leggi il resto dell'articolo cliccando il link seguente:
https://www.vicenzareport.it/2018/02/sanita-bartelle-m5s-zaia-privatizza-la-psichiatria/

 
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