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Tg Psicologia, edizione del 18 settembre 2020

Post n°457 pubblicato il 18 Settembre 2020 da Giuseppe_TV
 

Video pubblicato per Agenzia DIRE da Rachele Bombace
Leggi la notizia su dire.it

 

 
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Salute mentale e Covid, i pazienti delle strutture vivono come reclusi

Post n°456 pubblicato il 16 Settembre 2020 da Giuseppe_TV
 

Unasam scrive al ministro Speranza, per denunciare “l'inaccettabile e incomprensibile rigidità di disposizioni”. Alcune direzioni sanitarie “privano gli ospiti di rapporti affettivi determinanti per la loro ripresa” e “impediscono il loro libero movimento all'esterno della struttura Chiediamo al ministro un intervento urgente”

Articolo pubblicato l'8 settembre 2020 da La difesa del popolo, settimanale della Diocesi di Padova.

Esprimiamo grande preoccupazione per il protrarsi delle restrizioni di libertà, nelle strutture socio sanitarie e socio assistenziali, che accolgono persone che vivono la condizione della sofferenza mentale”. Inizia così la lettera che Gisella Trincas, presidente di Unasam, ha indirizzato al ministro della Salute Roberto Speranza, a cui chiede un “Intervento urgente”

Vigono ancora, infatti, all'interno delle strutture residenziali per la salute mentale, le disponizioni governative in base alle quali “l'accesso di parenti e visitatori è limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione”.

Queste misure preventive si traducono, in molti casi, in “un'inaccettabile e incomprensibile rigidità di disposizioni”: le direzioni sanitarie, in nome di queste, non solo “stabiliscono quando e in che misura consentire la visita di parenti e amici (privando le persone di rapporti affettivi determinanti per la loro ripresa)”, ma impediscono anche il “libero movimento all'esterno della struttura, come invece consentito (pur con le precauzioni da assumere) alla generalità dei cittadini e delle cittadine”.

Per Unasam, tali disposizioni diventano “gravi” quando “impediscono, alle persone quel processo di integrazione e inclusione sociale indispensabile per il percorso di miglioramento delle proprie condizioni di salute mentale e di salute fisica”. Si tratta, peraltro, di misure irrazionali e inefficaci, dal momento che “gli operatori delle strutture, quando non sono in turno, vivono la loro normalità di vita frequentando i propri cari e gli amici, i luoghi della socialità e dello svago, i negozi, i supermercati, le palestre, il mare e possono anche andare in vacanze”. Al contrario “tutto ciò è precluso a cittadine e cittadini che, per le loro condizioni di difficoltà psico sociali e sanitarie hanno necessità di essere sostenuti, in un percorso assistenziale e terapeutico riabilitativo, in luoghi altri dalla propria abitazione, e determina una grave discriminazione”.

La preoccupazione di Unasam è quella di tanti ospiti e dei loro parenti: “La nostra organizzazione riceve costantemente segnalazioni e proteste da parte dei familiari e delle stesse persone ospitate in tali strutture. In questi giorni, inoltre, le disposizioni si sono ulteriormente inasprite bloccando qualunque accesso, nelle strutture, da parte dei familiari”. Va precisato che “non ovunque è cosi, vi sono comunità terapeutiche e strutture socio assistenziali in cui gli ospiti, pur con le misure di prevenzione necessarie, incontrano regolarmente i propri familiari e partecipano alla vita sociale”.

Unasam chiede quindi “un intervento urgente da parte del ministero della Salute, con l'emanazione urgente di disposizioni chiare che valgano per la generalità dei cittadini e delle cittadine, inclusi i cittadini e le cittadine che sono accolti e accolte in qualunque struttura socio sanitaria o socio assistenziale del nostro Paese”.

Copyright Difesa del popolo (Tutti i diritti riservati)

Fonte: Redattore sociale (www.redattoresociale.it)

 
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Salute mentale in crisi: meno personale e servizi, più psicofarmaci e accessi al PS

Post n°455 pubblicato il 07 Settembre 2020 da Giuseppe_TV
 

Massimo Cozza
Psichiatra, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma 2
4 settembre 2020

Adesso, c’è però una occasione storica da non perdere, con la possibilità di nuove risorse europee, da destinare in particolare alla sanità e per quanto riguarda la salute mentale non si tratta solo della priorità di investire nelle risorse umane e sui servizi territoriali, ma di implementare le modalità di lavoro di tipo comunitario, a partire dal budget di salute. Infine, c'è bisogno di una maggiore attenzione sulle problematiche di salute mentale dei minori e degli adolescenti

Ogni giorno in Italia si recano al Pronto Soccorso 1.691 persone con diagnosi principale di natura psichiatrica, il 3% del numero totale degli accessi. Questa la media annuale nel 2018, mentre nel 2017 sono state 1.622, circa il 2,8% degli accessi. È questo il dato dal quale è opportuno partire per arrivare ad alcune considerazioni che si possono trarre dalla lettura del Rapporto Salute Mentale Anno 2018 del Ministero della Salute.

Si tratta, infatti, di un significativo aumento del numero degli accessi al PS che si può spiegare con un generale impoverimento dei servizi territoriali dei 143 Dipartimenti di Salute Mentale (2 in meno rispetto al 2017), così come confermato da altri indicatori.

In primo luogo, rispetto all’anno precedente, si registra una incisiva diminuzione del personale, con 2.476 unità in meno (da 28.692 a 26.216). Va sottolineato che in salute mentale il personale rappresenta la risorsa principale, in quanto è centrale la relazione tra operatore ed utente, famiglia, contesto di vita. Va ricordato che il rapporto tendenziale indicato dal Progetto Obbiettivo Tutela Salute Mentale 1998-2000 era di un operatore ogni 1.500 abitanti. La carenza, secondo il PO, è di oltre 14mila unità: manca oltre un terzo del personale.

Leggi tutto l'articolo cliccando il link seguente:
https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=87657 

 
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Coronavirus e salute mentale, preoccupa aumento casi di D.O.C.

Post n°454 pubblicato il 29 Agosto 2020 da Giuseppe_TV
 

Redazione VicenzaPiu 19 agosto 2020

La paura del contagio da Coronavirus ci ha fatto diventare tutti ossessivo-compulsivi? Il disturbo ossessivo-compulsivo, comunemente conosciuto come D.O.C., è un disturbo
dove i pensieri o le idee indesiderate, appunto le ossessioni, spingono le persone che ne soffrono a mettere in atto comportamenti in modo ripetitivo (le compulsioni), al fine di alleviare l’ansia che viene generata dai pensieri.

Questi comportamenti, come ad esempio il lavaggio delle mani, il controllo degli oggetti o la pulizia in generale, possono interferire in modo significativo con la qualità delle attività quotidiane e con le interazioni sociali. Non è una cosa inusuale avere dei pensieri focalizzati o dei comportamenti ripetitivi, almeno fino a quando questi non influenzano negativamente la vita quotidiana. Le persone con il D.O.C., invece, vivono questi pensieri come persistenti e le routine come indesiderate, rendendo i comportamenti rigidi e fonte di grande angoscia.

Leggi tutto l'articolo cliccando il link seguente:
https://www.vicenzapiu.com/leggi/coronavirus-e-salute-mentale-preoccupa-aumento-casi-di-d-o-c/

 
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Ansia, depressione, stress: la Salute mentale post Covid e le strategie per la ripresa del benessere

Post n°453 pubblicato il 12 Agosto 2020 da Giuseppe_TV
 

Il nostro Paese stanzia per la salute mentale solo il 3,6% di tutto il finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale, a differenza di Germania, Regno Unito, Francia e altri Stati Europei dove le percentuali sono almeno il doppio, superando in alcuni casi il 10%. Con il Covid è cresciuta l’incidenza delle dipendenze comportamentali tra gli adolescenti e l’uso delle sostanze stupefacenti e dell’alcool. A questo drammatico scenario vanno aggiunte le notizie relative all’aumento del tasso di suicidi e dei casi di violenza domestica. Antonella Giuditta, giovane professionista del campo, traccia con precisione il quadro e individua i settori e le strategie per evitare che il malessere da pandemia diventi cronico.

Articolo del 9 agosto 2020

Leggi tutto l'articolo cliccando il link seguente:
https://www.primonumero.it/2020/08/ansia-depressione-stress-la-salute-mentale-post-covid-e-le-strategie-per-la-ripresa-del-benessere/1530623816/

 
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Lo psicologo delle cure primarie

Post n°452 pubblicato il 04 Agosto 2020 da Giuseppe_TV
 

Lo psicologo delle cure primarie può fare la differenza per il benessere della collettività

L’obiettivo dello psicologo di cure primarie è quello di garantire benessere psicologico di qualità nella medicina di base e sul territorio.

Articolo di Lucrezia Giotti MatricardiMarco Tanini Pubblicato il: 30 luglio 2020

Il disegno di legge intitolato ‘Istituzione dello psicologo di cure primarie’ è stato illustrato in Senato il giorno 16 luglio 2020 dalla prima firmataria, la senatrice Paola Boldrini, capogruppo del Pd nella Commissione Sanità.

Alla conferenza stampa erano presenti anche David Lazzari, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Mario Falconi, presidente del Tribunale dei diritti e doveri del medico e Antonio Panti, della Commissione deontologica della Fnomceo, i quali si sono espressi a sostegno del DDL, essendo solidali e credendo nei principi sui quali si fonda.

Il DDL, in quanto iniziativa legislativa, rappresenta il primo passo verso la realizzazione concreta del servizio. Seguirà l’iter canonico: verrà annunciato all’Assemblea e assegnato alla Commissione competente per essere approvato alla Camera. 

Leggi tutto l'articolo cliccando il link seguente:
https://www.stateofmind.it/2020/07/psicologo-cure-primarie-legge/

 
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Treviso: Distretti al collasso, i sindacati: «Grave carenza di medici nel territorio»

Post n°451 pubblicato il 03 Agosto 2020 da Giuseppe_TV
 

Distretti al collasso, i sindacati: «Grave carenza di medici nel territorio»
Inattuato l’accordo per uniformare i servizi sull'intero bacino dell'Ulss 2. Fp Cgil lancia l'allarme, la replica dell'Ulss 2: «Fatto l'impossibile per trovare il personale mancante»

Potrebbe interessarti: https://www.trevisotoday.it/attualita/carenza-medici-ulss2-treviso-15-luglio-2020.html 

Qui di seguito un estratto dall'articolo che riguarda i servizi per la salute mentale.

Distretti al collasso, i sindacati: «Grave carenza di medici nel territorio»

Nell’ambito della psichiatria mancano infatti 15 medici oltre a diverse altre figure professionali, il che costringe i pochi rimasti a turni massacranti, oltre a farsi carico di un sempre più crescente numero di pazienti, soprattutto in questo periodo di epidemia e di post lockdown, a causa dell’aggravarsi di numerose situazioni familiari e individuali già fragili. Si pensi che il Centro di Salute Mentale di Castelfranco da tempo aspetta il personale necessario, sia medico sia infermieristico, anche solo per garantire l’orario di apertura. Così anche l’ambulatorio di Farra di Soligo». «Il personale impiegato sul territorio non è più in grado di effettuare azione di prevenzione ma gestisce solo le urgenze - sottolinea Tiberio Monari della Fp Cgil Medici di Treviso - con serie ripercussioni per i pazienti e per gli operatori, per mole di lavoro, e con una inevitabile ricaduta sui reparti di psichiatria».

 
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Salute mentale, in 3 anni 8.000 operatori in meno

 

Lettera all'Assessora alla sanità del Veneto

Post n°449 pubblicato il 07 Luglio 2020 da Giuseppe_TV
 

MAIL INVIATA ALL'ASSESSORE DELLA REGIONE VENETO M.LANZARIN PER RICHIEDERE UN INCONTRO ( GIA' PROGRAMMATO PER FEBBRAIO E POI RINVIATO )
All’Assessore alla sanità e al sociale della Regione Veneto
E p.c. Al Direttore generale dell’area sanità e sociale della regione Veneto
3 luglio 2020
Gentile Assessore
a seguito di precedenti comunicazioni intercorse via mail avevamo fissato un incontro di presentazione del Coordinamento Veneto per la Salute Mentale in data 27 Febbraio 2020 .
Tale data ha coinciso col tragico inizio della pandemia da COVID 19 e con le conseguenti emergenze e ridefinizioni di priorità rispetto alla gestione dei servizi e ai problemi collegati al diffondersi della malattia.
Le società scientifiche e le associazioni aderenti al coordinamento hanno seguito e sostenuto, in modo puntuale, le attività e le difficoltà presenti nei servizi, dando ampio sostegno agli operatori e , nell’ambito delle loro possibilità , a utenti , familiari e istituzioni.
Con la graduale ripresa delle attività sono emerse le problematiche legate al mondo della salute mentale , in particolar modo della residenzialità e della semiresidenzialità, affrontate, a più riprese, dalla Regione con provvedimenti da parte del Dipartimento di prevenzione ; i primi in condizione di emergenza, poi, successivamente, con la nota relativa alla fase 2 del 26 maggio e quelle diffusa a Giugno , relativa alla fase 3,e , infine con successive indicazioni specificate nella nota del 29 giugno 2020.
Pur essendo state, tali indicazioni, applicate dai diversi DSM, analogamente alle decisioni prese relativamente alla modulazione dell’attività dei servizi , riteniamo che, ancora, non si sia giunti a una visione completa e integrata di quanto sta accadendo nell’ambito della salute mentale in relazione alla pandemia ma anche in relazione alla evoluzione , in generale, dei temi relativi all’assistenza psichiatrica. Oltre ai problemi legati al funzionamento dei servizi, alla loro vocazione alla comunità, si pone, anche, la questione delle conseguenze sociali della crisi sanitaria e degli effetti sul piano socio economico e , quindi, dell’aumento dei rischi legati alla salute mentale della popolazione con effetti simili anche nell’ambito delle dipendenze e della salute mentale della età evolutiva.
Riteniamo che sia opportuno che soggetti e associazioni che hanno interesse nei confronti della salute mentale, intesa in senso ampio e quindi non solo dei servizi per l’adulto ma anche di quelli per l’età evolutiva e per le dipendenze , si attivino, ora, al fine di trovare indicazioni adeguate costruire comportamenti dei servizi il più possibile vicini alle esigenze delle persone sia per quelle seguite dai CSM , che per quelle ricoverate oppure inserite in percorsi riabilitativi di diversa natura.
Una recente riunione ( 25/6) della commissione regionale per la salute mentale , commissione consultiva cui riteniamo si debba dare il mandato più ampio per l’analisi e la formulazione di proposte, sembra, purtroppo, limitare l’attività a temi molto specifici senza che questo organismo diventi, come da tutte le associazioni auspicato, un punto di riferimento per la cultura regionale in tema di salute mentale , che svolga un ruolo importante per la definizione della priorità, per la condivisione di analisi e dati per la individuazione di proposte.
Con la presente le chiediamo di ricalendarizzare l’incontro già previsto il 27 febbraio, per una presentazione del Coordinamento Veneto per la salute mentale (SaMeVe) al fine di condividere le strategie future e le iniziative di supporto alla salute mentale che il Coordinamento intende mettere in atto.
Riportiamo, di seguito, il testo di presentazione già allora trasmesso.
Al Coordinamento Veneto per la Salute mentale, Sa Me Ve aderiscono tutte le associazioni di familiari, di utenti, società scientifiche, e ogni altra forma associativa e sindacale che, in relazione al proprio interesse nei confronti della Salute mentale nella Regione Veneto, condividono finalità e obbiettivi e ritengano di contribuire alla promozione della salute mentale nell’ambito della Regione Veneto.
Il Coordinamento si pone nella logica di un confronto costante, aperto e collaborativo al fine di migliorare e sostenere i Servizi per la Salute Mentale della Regione, le attività a loro connesse interloquendo con le istituzioni regionali, con le aziende sanitarie.
Il Coordinamento, anche con l'intento di favorire il ruolo e il lavoro della Commissione consultiva Regionale per la salute mentale , si adopera per il confronto e la sinergia fra le associazioni regionali e le istituzioni, e sottolinea l' importanza di valori quali la condivisione, il confronto costante, la competenza e la trasparenza come metodo di lavoro.
Finalità e priorità del Coordinamento sono quindi:
1. Promuovere il dibattito scientifico e culturale in tema di salute mentale nel senso più estensivo del termine
2. Promuovere l’interesse della popolazione e delle istituzioni nei confronti della salute mentale con proposte, iniziative e momenti di sensibilizzazione fra di loro coordinati
3. Organizzare eventi di promozione della salute mentale e, in particolare, la Giornata Regionale Veneta della Salute Mentale; promuovere la lotta allo stigma, sostenere e mettere in rete le iniziative di lotta ai pregiudizi e alle discriminazioni nei confronti delle persone con disturbi mentali.
4. Costituire gruppi di lavoro e di studio relativamente alle principali tematiche inerenti alla salute mentale
· Analisi dei dati relativi alla salute mentale con particolare riferimento alla valutazione di bisogni e alle proposte di aggiornamento di nuovi servizi anche in relazione ai criteri di accreditamento, e quindi alle loro caratteristiche strutturali e organizzative
· Analisi e valutazioni per le proposte di aggiornamento del progetto obbiettivo per la salute mentale regionale
· Analisi e valorizzazione delle progettualità innovative in tema di salute mentale con particolare riferimento alle esperienze già in essere a livello regionale ed extraregionale
· esame delle principali criticità relative ai servizi di salute mentale alla loro dotazione di risorse e alla loro attività con proposte e suggerimenti relativamente alle soluzioni dei singoli problemi
· esami dei dati e individuazione dei principali fattori di rischio e fattori di protezione in generale e relativi ad aree specifiche come la salute mentale di genere e nelle diverse età della vita , nei luoghi di lavoro, uso di sostanze e salute mentale.
Aderiscono, ad oggi, al coordinamento :
• Sezione del Veneto, Società Italiana di Psichiatria, PSIVE
• Sezione Triveneta, Società Italiana di Riabilitazione Psicosociale, SIRP
• Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica, SIEP
• Società Italiana di Scienze Infermieristiche in Salute Mentale, SISISM
• Società Italiana di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza SINPIA, Sezione Regionale del Triveneto
• Sezione Veneto, Associazione Italiana di Psicogeriatria ,AIP
• Coordinamento Veneto dei Serd, COVESERD
• Confederazione delle Associazioni Regionali di Distretto , CARD , Veneto
• FP CGIL Medici e Dirigenti SSN
• Confcooperative Federsolidarietà Veneto
• Lega delle cooperative, Veneto
• Associazione Italiana Tutela Salute Mentale AITSaM
• Associazione utenti “Il sole di notte”
• Associazione Privata Per l'Efficienza e Trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni APPLET
• CittadinanzaAttiva Veneto
• Associazione Veneto sociale ricerca VerSo
• Associazione Lo Specchio a.i.s.s.p onlus
• Associazione Italiana Famiglie ADHD

 
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Coronavirus e Sportelli di Ascolto: Lettera aperta agli Enti del Terzo Settore

Post n°448 pubblicato il 03 Luglio 2020 da Giuseppe_TV
 

Gentili Presidenti e Direttori,

vista l’attuale situazione e osservando quanto sta accadendo sul nostro territorio, ho pensato di scrivere una lettera aperta a tutti per potervi dare un quadro chiaro e definito in merito ai servizi di sostegno per la cittadinanza.

Noto ogni giorno la nascita di nuovi sportelli di ascolto e supporto e mi ritrovo spesso a consigliare molti colleghi su come riuscire a svolgere al meglio la propria professione in questo periodo, facendo però sempre attenzione alle leggi, codici e regolamenti che ordinano la nostra società e la figura dello psicologo.

Comprendo molto bene il desiderio di molti di darsi da fare e potersi mettere a disposizione, ma è bene farlo ponendo estrema attenzione al contesto che attualmente ci circonda e i rischi che ne possono scaturire.

Con quest’ottica, ho pensato quindi di scrivervi alcuni consigli e indicazioni per poter preservare la salute di tutti e evitare conseguenze anche di altro tipo in fase successiva.

A mio avviso, le modalità migliori che le varie associazioni e cooperative possono mettere in atto per supportare i cittadini sono:

  1. SPORTELLO DI ORIENTAMENTO. Uno sportello telefonico il cui scopo è quello puramente di orientare il cittadino ai servizi messi a disposizione dal SSN e dagli enti pubblici. Se le chiamate ricevute fossero di richiesta di supporto, vi consiglio di rivolgervi ai servizi già attivi, strutturati, coordinati e supervisionati per poter svolgere le proprie prestazioni al meglio:

    1. Regione Veneto. Associazione InOltre 800 33 43 43 24 ore su 24 e 7 giorni su 7  (https://www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=4393556)

    2. Università degli Studi di Padova 049 8276496 aperta dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19 (https://www.dpss.unipd.it/emergenza-psicologi-online)

    3. ULSS territoriali. Ogni azienda territoriale ha attivato un proprio numero di riferimento reperibile online  

    4. 1522 Numero antiviolenza e stalking

  2. SPORTELLO DI ORIENTAMENTO E SOSTEGNO. Questi solitamente sono fatti da professionisti e volontari di altra natura. In questi casi vi consiglio caldamente di strutturare un protocollo di base in cui, qualora la chiamata fosse ricevuta da un non psicologo, la persona venga indirizzata prontamente al professionista o ai numeri che vi ho segnalato prima

  3. SPORTELLO DI SOSTEGNO PSICOLOGICO. Questa tipologia di servizio può essere fatta unicamente da psicologi, psicoterapeuti e psichiatri. Qualora decideste di attivare un servizio simile vi vorrei indicare alcuni aspetti a cui prestare attenzione:

    1. Preparazione alla situazione di emergenza. Come Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi Veneto abbiamo stilato delle linee guida per psicologi e psicoterapeuti per poter essere pronti alle situazioni che si andranno a incontrare. Potrete trovarle al seguente link: https://www.ordinepsicologiveneto.it/ita/content/coronavirus-vademecum-pratico-per-psicologi-dell-ordine-veneto

    2. Deontologia e privacy. Un problema alquanto annoso che molti stanno riscontrando è quello dell’acquisizione dei dati in maniera corretta e del rispetto di alcuni punti del codice deontologico. In questo link troverete i riferimenti necessari per adempiere ad ogni aspetto: https://www.ordinepsicologiveneto.it/ita/content/indicazioni-deontologiche-e-raccomandazioni-sulle-prestazioni-psicologiche-a-distanza

    3. Remunerazione. So che molti sportelli vedono la partecipazione di colleghi come volontari, per quanto queste azioni siano nobili e comprensibili, ritengo opportuno che ogni professionista possa ricevere un equo compenso per il proprio lavoro. Mi auguro quindi che ci sia la possibilità di creare progetti che prevedano anche questi aspetti.

Spero che questa mail possa essere di aiuto e orientamento ad ognuno di voi, qualora ne aveste bisogno mi rendo anche disponibile a supportarvi nella costruzione di prassi e progetti adeguati, seguendo linee guida e principi che vi ho riportato sopra.

Concludo con una sola nota, tra le motivazioni che mi hanno spinto a scrivervi, vi è anche una forma di tutela nei confronti vostri. In questi giorni mi sono giunte molte segnalazioni dal territorio della nostra regione in merito a sportelli attivati con personale non adeguato o che non rispettassero i principi legislativi e deontologici. Tale situazioni ovviamente comportano una presa in carico importante che noi per primi vorremmo prevenire.

Buon lavoro a tutti.

Dr. Michele Orlando

Consigliere e Coordinatore Commissione Tutela 

Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto


Link all'articolo originale:
https://www.ordinepsicologiveneto.it/ita/content/coronavirus-e-sportelli-di-ascolto-lettera-aperta-agli-enti-del-terzo-settore

 
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La crisi economica fa aumentare i casi di depressione

Post n°447 pubblicato il 25 Giugno 2020 da Giuseppe_TV
 

Articolo di Maria Elena Calio pubblicato da AMnotizie.it il 16 giugno 2020

Il 5 maggio scorso l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato un’allerta salute mentale, ricordandone la priorità nella fase di evoluzione della pandemia. Ansia, depressione, disturbi del sonno, attacchi di panico, disturbi post traumatici da stress sono tra gli effetti del lungo lockdown.

L’emergenza sanitaria prolunga infatti la sua ombra sul benessere psicologico delle persone, con effetti a breve e a lungo termine i cui esiti si potranno vedere anche nei prossimi anni.

“La disoccupazione generata dalla crisi economica potrebbe determinare un aumento sino a 150-200mila casi di depressione in Italia, pari al 7% delle persone depresse. Il numero di depressi si appresta a raggiungere quello di malati di diabete in Italia”. Lo confermano studi condotti da esperti sul tema e i dati che emergono dal percorso di sensibilizzazione di Fondazione Onda: “Uscire dall’ombra della depressione”.

Istituzioni e rappresentanti locali a livello medico, assistenziale e sociale si incontrano, in modalità virtuale, per facilitare l’accesso alla diagnosi e alle cure più appropriate. Da questi incontri emerge che in Lombardia, la regione più colpita dalla pandemia, si stimano oltre 150 mila persone con depressione maggiore, la forma più grave e invalidante della malattia, e 1,3 residenti ogni 100 mila abitanti hanno ottenuto una prestazione previdenziale per invalidità o inabilità nel 2015 con un costo pari a circa 9.500 euro pro-capite.

Leggi tutto l'articolo cliccando il link seguente:
https://www.amnotizie.it/2020/06/16/allerta-salute-mentale-la-crisi-economica-fa-aumentare-i-casi-di-depressione/

 
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Salute Mentale: evitiamo che non cambi niente

Post n°446 pubblicato il 13 Giugno 2020 da Giuseppe_TV

Un articolo di Vito D'Anza psichiatra, coordinatore del Forum salute Mentale e co-promotore della Conferenza nazionale sulla Saute mentale, pubblicato da Il Manifesto il 8/6/2020.

Un motivo ricorrente in questo periodo di pandemia è stato: niente sarà più come prima. Si aspettano cambiamenti soprattutto nel nostro modo di pensare lo Stato e la politica. Dovrà essere ridisegnata soprattutto il modello di salute pubblica.

Insieme al modello dell’istruzione, con la drastica riduzione della burocrazia nella funzione pubblica.

E poi, ma prima di tutto, si dovrà mettere mano alla questione delle disuguaglianze sociale che ormai, anche sulla spinta della pandemia, sono arrivate a livelli di allarme rosso.

Ma sarà vero? Succederà tutto questo? Il sistema politico sarà in grado di cogliere questa grande opportunità, più unica che rara, di modificare il modo stesso d’intendere la politica, di mettere al centro della propria azione esclusivamente il bene comune?

 

Sono uno psichiatra, un operatore della salute mentale e da qui vorrei partire.

Il 30 maggio si è svolta in webinar la Conferenza Nazionale Salute Mentale.

È stata partecipata da oltre 500 persone, comprese la diretta su fb e sul canale youtube. Molti soggetti collettivi che ruotano intorno al mondo della salute mentale: operatori, associazioni di familiari, sindacalisti e quant’altro.

Le tante criticità che attraversano il mondo dei servizi di salute mentale in Italia sono da tempo sottolineate dalla Conferenza a partire da tanti Centri di Salute Mentale che sono ridotti al rango di ambulatori eroganti farmaci e senza programmi, di cura e di ripresa, individuali, a partire dai servizi ospedalieri di diagnosi e cura (Spdc) che troppo spesso agiscono con pratiche che ricordano i vecchi manicomi, pratiche inumane e degradanti come le porte chiuse e contenzioni meccaniche che spesso durano molti giorni.

Per non parlare poi dell’uso, troppo spesso abusato e immotivato, del Tso (Trattamento sanitario obbligatorio) come l’ultima vicenda di questi giorni di Dario Musso a Ravanusa ha drammaticamente rivelato semmai ce ne fosse stato ancora bisogno.

Che cosa è necessario fare perché il cambiamento auspicato a parole si trasformi in reale superamento della cronica arretratezza che attanaglia gran parte del servizio sanitario nazionale?

Visto che l’opportunità è determinata in larga parte anche dalla ingente quantità di risorse che arriveranno dall’Europa bisogna evitare, partendo dal modello della L. 833/78, distribuzione a pioggia di risorse finanziarie sollecitate da interessi particolari e, soprattutto, vincolare le risorse a degli obiettivi che dovranno essere puntualmente monitorati e verificati.

E stiamo parlando di cifre fino a oggi inimmaginabili: oltre 20 miliardi di euro per la sanità quando nella scorsa finanziaria la sollecitazione del ministro Speranza di un solo miliardo fu salutata, giustamente come un grande sforzo.

Questi dovrebbero essere ripartiti tra ospedali e territorio. Cosa fare sugli ospedali è relativamente più semplice, ma cosa si farà sul territorio?

Si tratta di costruire e rilanciare il Servizio Sanitario Pubblico (Ssn) che nel corso degli ultimi dieci anni è stato progressivamente messo in ginocchio.

Ma per limitarci alla salute mentale, elemento centrale del territorio anche secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), è necessario, nell’ordine:

  • la questione del lavoro come opportunità di cambiamento nella vita delle persone con problemi di sofferenza mentale, lo sviluppo di cooperative di tipo B, vere, nate sui territori, venga incentivato;
  • lo strumento budget di salute, nelle sue varie declinazioni, legato a progetti individuali per le persone devastate dall’esperienza di sofferenza mentale divenga il centro delle politiche dei servizi;
  • si riconvertano le strutture residenziali h 24 destinate alle persone più gravi poiché si sono rivelate «un modello fallimentare e pericoloso».

Urgenti risorse per la salute mentale devono essere destinate a rafforzare i servizi territoriali di comunità, a superare tutte le forme di contenzione, segregazione e interdizione.

Bisogna sostituire gli spazi dell’esclusione con i luoghi della vita e quindi puntare decisamente verso forme di abitare supportato dentro la propria comunità; si riporti l’uso del Tso nella sua giusta dimensione e motivazione originaria e si metta fine alle pratiche manicomiali nei servizi ospedalieri psichiatrici (Spdc) come la detenzione dietro porte chiuse e l’umiliazione, per persone che la subiscono e operatori che la praticano, della contenzione meccanica.

Se le risorse in arrivo serviranno per tali questioni poste con chiarezza dall’Oms, il governo e la politica avranno fatto bene il proprio lavoro altrimenti si sarà sprecata la più grande opportunità dal dopoguerra in poi per rilanciare il Ssn e con esso la salute mentale.

 
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Nuovo report mondiale sulla Salute Mentale

Post n°445 pubblicato il 10 Maggio 2020 da Giuseppe_TV
 

A distanza di 20 anni dall'ultima indagine, si punta a fotografare la situazione, anche alla luce della pandemia da Covid-19

Un articolo pubblicato l'8 maggio 2020 da https://www.ilfriuli.it/ 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze, ha istituito un Advisory Group che procederà all’elaborazione, a distanza di 20 anni, del nuovo Report mondiale sulla Salute Mentale. Lo studio, sulla base di una valutazione approfondita, e in rapporto ai mutamenti del contesto globale, prima di tutto quello sconvolgente della pandemia, rifletterà i progressi compiuti nel campo e avrà l’obiettivo di aiutare i Paesi a migliorare lo stato della salute mentale in proiezione futura.

Del gruppo di lavoro fa parte anche Roberto Mezzina che, nel suo servizio a Trieste, per 40 anni, è stato impegnato, nel ruolo di Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, e in particolare del Centro Collaboratore dell’OMS nell’ultima decade, ad aumentare l’impatto a livello internazionale della fondamentale esperienza maturata dal gruppo di Franco Basaglia, proseguito con Franco Rotelli e Peppe Dell’Acqua. Quello di Trieste è ritenuto oggi il più affermato modello internazionale per la salute mentale di comunità e fu proprio il precedente World Health Report del 2001 a riconoscerne il valore esemplare a livello globale.

Nuovo report mondiale sulla Salute Mentale

"Il momento in cui si svilupperà il documento, insieme con il nuovo Piano d’Azione Globale 2020-2030, è cruciale", spiega Mezzina. "Oltre alla difficile e traumatica situazione attuale determinata dalla pandemia, che ha creato notevoli difficoltà alle persone con disturbo mentale, determinando una contrazione dei servizi, e condizioni di maggior isolamento sociale che stanno avendo un impatto severo sia sulla popolazione generale ma soprattutto sui malati più gravi e in condizioni sociali svantaggiate, si assisterà a una fase in cui cresceranno i disturbi mentali e il tasso di suicidi a causa dello stress, delle esperienze di perdita subite, dei problemi sociali ed economici, dei 'determinanti sociali' di salute e malattia".

"Al momento l’attenzione è focalizzata esclusivamente sulla gestione della pandemia, ma ben presto si imporrà la necessità di assumere provvedimenti atti a realizzare una prevenzione e una serie di interventi efficaci da parte dei servizi pubblici di salute mentale rispetto all’onda lunga che sta arrivando. Attraverso reti e organizzazioni internazionali, e principalmente la World Federation for Mental Health, di cui sono dallo scorso anno Vice Presidente (Regione Europea), ho perorato la causa di un piano d’emergenza straordinario per la salute mentale da parte dei vari Paesi. L’appello è stato raccolto in Italia dalle Associazioni e dai servizi raccolti attorno alla Conferenza Nazionale per la Salute Mentale, e a livello internazionale è stato recepito dall’OMS stessa. Finora il Governo ha messo a disposizione un numero verde nazionale, ma altri provvedimenti dovranno ridefinire nuovi livelli essenziali d’assistenza da garantire in tutto il Paese, che soffre da anni di gravi disuguaglianze nell’offerta di servizi di salute mentale", conclude Mezzina.

 
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PRIMO WEBINAR POL.it: Salute mentale nell'epidemia

Post n°444 pubblicato il 03 Maggio 2020 da Giuseppe_TV
 

Un video del canale PSYCHIATRY ON LINE ITALIA VIDEOCHANNEL 

Con la partecipazione del Prof. Gerardo Favaretto, Psichiatra, già Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'ULSS 2 Marca Trevigiana e di altri illustri psichiatri.

 
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Ludopatia, aumentano le richieste di aiuto dei giocatori durante il lockdown

Post n°443 pubblicato il 30 Aprile 2020 da Giuseppe_TV
 

È sempre operativo il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al Gioco d’Azzardo – 800 558822 – dell’Istituto Superiore di Sanità

Articolo del 

È sempre operativo il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al Gioco d’Azzardo (TVNGA) – 800 558822 – dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), per raccogliere le richieste di supporto delle persone affette da ludopatia e dei loro familiari. Il TVNGA è un servizio anonimo e gratuito, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 16.00.

“Dalle scommesse online fino alle slot-machine, secondo i dati dell’Osservatorio nazionale presentati nel 2019 al Parlamento, tra gli 8 e i 10 milioni di persone in Italia giocano d’azzardo, mentre 1,3 milioni sono i malati di ludopatia, con una vera e propria diagnosi accertata di dipendenza patologica”. È quanto affermato da Roberta Pacifici, direttore del Centro Dipendenze e Doping dell’ISS, nell’intervista dell’Ansa riportata dal Ministero della Salute.

“L’impossibilità di giocare d’azzardo per una persona con un disturbo specifico può causare un aumento del livello di stress, inquietudine, aggressività, disturbi del sonno al punto tale da inasprire le relazioni di convivenza”, si legge nella nota del Ministero.

Pertanto, soprattutto in questo periodo, l’aiuto dei professionisti si rivela fondamentale per aiutare chi sta affrontando i problemi legati alla dipendenza dal gioco d’azzardo e i familiari che convivono con loro 24 ore su 24.

Leggi tutto l'articolo su:
https://www.helpconsumatori.it/salute/ludopatia-aumentano-le-richieste-di-aiuto-dei-giocatori-durante-il-lockdown/

Ludopatia, aumentano le richieste di sostegno dei giocatori

 
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Pontevico (Brescia), dramma nell'Istituto per disabili psichiche: 22 morti e 70 contagi

Post n°442 pubblicato il 12 Aprile 2020 da Giuseppe_TV
 
Tag: RSA

"Dramma legato al coronavirus in una casa per disabili psichici a Pontevico. Su oltre 320 pazienti, tutte donne, 22 ospiti sono morte in queste settimane all'interno dell'Istituto Bassano Cremonesini, come confermato dagli stessi dirigenti.

Si registrano anche una settantina di contagi tra il personale che ad un certo punto si è ridotto addirittura del 75%. Il presidente dell'istituto, don Federico Pellegrini aveva lanciato un appello per chiedere i tamponi, mai effettuati, e denunciato l'emergenza per la mancanza di personale. «Devo constatare come si è arrivati al limite della possibilità di garantire un servizio adeguato alle nostre ospiti, per la mancata presenza di molto personale. Un servizio che sta collassando» disse il sacerdote a fine marzo."

Articolo pubblicato l'11/04/2020 da https://www.giornaledibrescia.it/

N
e ha parlato anche valori.it il 10.04.2020 con un lungo articolo che vi linko qui:
https://valori.it/coronavirus-nel-bresciano-la-strage-silenziosa-delle-disabili-psichiche/ 
dove, tra l'altro, si dice che i responsabili dell'istituto, gestito da religiosi, avevano chiesto ai dipendenti di non parlare nemmeno in famiglia di quello che stava succedendo.

Per finire ecco l'articolo pubblicato ieri 11/04/2020 da Il Fatto Quotidiano:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/11/coronavirus-morte-22-donne-ospiti-in-una-casa-per-disabili-psichici-a-pontevico-brescia/5767958/

dove si precisa che: "
Nell'istituto si sono registrati anche una settantina di contagi tra il personale che ad un certo punto si è ridotto addirittura del 75%. Il presidente dell’istituto, don Federico Pellegrini aveva lanciato un appello per chiedere i tamponi, mai effettuati."

La notizia è stata ripresa in breve oggi 12/04/2020 da La Repubblica edizione cartacea.

Immagine di TGcom.24

 
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Telefono Amico: non stop pasquale

Post n°441 pubblicato il 09 Aprile 2020 da Giuseppe_TV
 

NON STOP PASQUALE

Saremo attivi h24 dalle ore 10 del 11 aprile alla mezzanotte del 13 aprile con volontari pronti a rispondere alle chiamate di chi si sente solo, sta male o ha qualche problema che lo tormenta e, in questa Pasqua particolare, ha ancora più bisogno di una voce amica.

L’obiettivo è restituire benessere emozionale alle persone in difficoltà, senza mai esprimere giudizi e garantendo il totale anonimato, spiega la nostra presidente, ringraziando tutti i volontari che hanno deciso di fare parte di questa iniziativa.

           

 
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Gerardo Favaretto - Primetta dei tetti rossi

Post n°440 pubblicato il 04 Aprile 2020 da Giuseppe_TV

Video pubblicato da Museo Laboratorio della Mente il 4 apr 2020
Gerardo Favaretto medico , psichiatra. Professore a contratto di Psichiatria nel corso di laurea di medicina della Università di Padova. Già Direttore, fino al 2019 , del dipartimento di salute mentale della aulss 2 marca trevigiana e vicepresidente della Società Italiana di Psichiatria. Referente del coordinamento Veneto per la salute mentale. Membro del direttivo della società italiana di storia della psichiatria e della Associazione italiana di psichiatria e filosofia . E' curatore dell'archivio dell'ex ospedale psichiatrico di Treviso. Ha all'attivo pubblicazioni di psichiatria generale, psichiatria sociale e di storia della psichiatria.

 
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L’importanza della salute mentale al tempo del coronavirus – Consigli e numeri utili regione per regione

Post n°439 pubblicato il 19 Marzo 2020 da Giuseppe_TV
 

Articolo pubblicato il 19 MARZO 2020 - 17:28 - da https://www.open.online/
di Maria Pia Mazza 


Consigli e numeri utili da chiamare per ricevere supporto psicologico durante l’emergenza coronavirus

«Non vi è salute se non c’è salute mentale», afferma l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La sfera mentale è a pieno titolo parte integrante del benessere della persona, intesa sia nella sua individualità, sia nella sua sfera sociale. In Italia, secondo gli ultimi dati (risalenti all’ottobre 2019) dell’Istituto superiore di sanità, le patologie psichiatriche più frequenti sono «la depressione, la schizofrenia e le sindromi nevrotiche e somatoformi». Il numero di persone con patologie psichiatriche assistite dai servizi specialistici sono state 851.189 (di cui il 67,6% dei pazienti ha più di 45 anni), mentre le prestazioni erogate dai servizi territoriali sono state 11.474.311. 

E in questo periodo di emergenza coronavirus – in cui le persone sono state chiamate alla responsabilità di non uscire (se non per mera necessità) – di quarantena, di isolamento, è più che mai importante togliere il velo del pregiudizio e dello stigma verso la sfera della salute mentale. Non tutti sono in grado di gestire lo stress psicologico e la paura creatasi, e la situazione attuale potrebbe portare a far peggiorare le condizioni patologiche pre-esistenti in pazienti già affetti da ansia, stress, depressione e altro.

Inoltre, la minimizzazione delle difficoltà di chi espone un problema afferente alla sfera psicologica con risposte come «C’è chi sta peggio», o «I problemi della vita sono altri» è assolutamente controproducente, anche in questo momento critico. Chi soffre di difficoltà o problemi psicologici è spesso perfettamente conscio della situazione emergenziale e che ci siano persone che stanno peggio, ma ciò non vuol dire che debbano esser lasciate indietro o abbandonate a se stesse.

La regola primaria in tutti questi casi è solo ed esclusivamente una: non vergognarsi. Non vi è alcuna ragione di vergognarsi di parlarne apertamente, non vi è alcuna ragione per non chiedere aiuto e, soprattutto, non vi è alcuna ragione per sottostimare i campanelli di allarme e non vi è alcuna ragione di sminuire il problema, perché potrebbe innescare un effetto domino con effetti progressivamente irreparabili. 

Leggi il resto dell'articolo cliccando il link seguente:
https://www.open.online/2020/03/19/coronavirus-importanza-della-salute-mentale-consigli-e-numeri-utili-regione-per-regione/

 
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Coronavirus e salute mentale: cosa fare per non “impazzire”?

Post n°438 pubblicato il 18 Marzo 2020 da Giuseppe_TV
 

di Redazione OK Salute 

Aggiornato il 16 Marzo 2020

L'incertezza e il lungo periodo di isolamento possono aumentare stati d'ansia e situazioni difficili da controllare. Ecco i consigli degli esperti

La pandemia di Coronavirus ha gettato ormai il mondo intero in una grande incertezza e le continue notizie sulla situazioni possono farci sentire esausti. Tutto questo sta incidendo sulla salute mentale delle persone, soprattutto su quella di chi già stava vivendo situazioni di ansia o del disturbo ossessivo compulsivo. Il legame tra coronavirus e salute mentale sta preoccupando molto il mondo scientifico.

Naturalmente essere preoccupati per le notizie è comprensibile, ma questo potrebbe far peggiorare i sintomi di alcuni problemi di salute mentale.

Diversi disturbi legati all’ansia sono legati all’incertezza e all’incapacità di tenere la situazione sotto controllo. È facile quindi intuire che chi stava già soffrendo una situazione di ansia, stia affrontando un periodo particolarmente sfidante ora. In questo momento però controllare ansia e paure è determinante, anche per nostre difese immunitarie.

Leggi tutto l'articolo cliccando il seguente link:
https://www.ok-salute.it/psicologia/coronavirus-e-salute-mentale-cosa-fare-per-non-impazzire/
 
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