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12° Congresso SIPB

Post n°431 pubblicato il 30 Ottobre 2019 da Giuseppe_TV
 

Qui sotto il link alla playlist del 12° Congresso della Società Italiana di Psichiatria Biologica che si è tenuto a Napoli dal 2 al 5 ottobre 2.019.

La playlist, messa online dal canale You Tube "Psychiatry on line videochannel", comprende 31 video.

Clicca il link: https://www.youtube.com/playlist?list=PLfo0vTBFX7qWb0gsXE8Jw9H-pFZCBPB-K

 
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Ulss 2, Zanoni (PD): “E' emergenza personale per i servizi di Psichiatria e Psicologia"

Post n°430 pubblicato il 28 Ottobre 2019 da Giuseppe_TV
 

Ulss 2, Zanoni (PD): “E' emergenza personale per i servizi di Psichiatria e Psicologia"
"Servono nuove assunzioni". Il consigliere ha presentato un’interrogazione firmata anche dai colleghi Claudio Sinigaglia e Anna Maria Bigon

Un articolo di Treviso Today pubblicato il 26 ottobre 2019

"Nella Ulss 2 Treviso la grave carenza di personale e risorse sta mettendo a rischio i servizi di Psichiatria e Psicologia. Servono misure urgenti per interrompere questa emergenza, in primis nuove assunzioni”. La richiesta è del Partito Democratico, con il consigliere Andrea Zanoni che ha presentato un’interrogazione firmata anche dai colleghi Claudio Sinigaglia e Anna Maria Bigon. 

“A chiedere un concorso a tempo indeterminato per psichiatri e psicologi sono da un lato sindaci e associazioni dei familiari, dall’altro gli stessi operatori costretti a turni pesanti e, data la tipologia di lavoro, particolarmente stressanti. Operatori che lamentano poi un aumento delle aggressioni da parte di utenti esasperati per un’assistenza non all’altezza e non certo per colpa dei dipendenti. Il direttore generale dell’Ulss 2 ha annunciato a breve un bando di assunzione, ma non pare risolutivo, almeno a giudicare dall’allarme dei sindacati. Nel Dipartimento di salute mentale mancherebbero  infatti non solo psicologi, ma anche medici, infermieri, assistenti sociali, operatori socio sanitari, educatori e tecnici della riabilitazione. Appare dunque necessario rimpolpare la pianta organica se si vuol garantire un servizio, senza dover per forza ricorrere al privato creando così cittadini di serie A e di serie B”. 



Potrebbe interessarti: http://www.trevisotoday.it/politica/ulss2-zanoni-psichiatria-psicologia-2019.html
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Guarire dal mal d’amore e (re)imparare ad amare se stessi

Post n°429 pubblicato il 09 Ottobre 2019 da Giuseppe_TV
 

E' in libreria il primo libro della Psicologa Giada Ave.
Si intitola: RicominciAmo. Qui sotto la sinossi del libro pubblicata dalla casa editrice BookRoad.

Risultati immagini per RicominciAmo Giada AveTutti, prima o poi, conoscono il trauma di una storia d’amore che finisce. E forse anche tu, che leggi queste parole senti ancora gli echi di un dolore che non si spegne, il rimorso per gli errori che credi di aver commesso, e con gli occhi della mente rivedi l’immagine della persona amata che non c’è più.

RicominciAmo
, il primo libro di Giada Ave, è uno strumento prezioso destinato a chi vuole guarire dal mal d’amore. In queste pagine confluiscono tutti i consigli che la psicologa ha dispensato negli anni sul suo seguitissimo canale YouTube, i cui video hanno raggiunto decine di migliaia di visualizzazioni. Accompagnando il lettore in un viaggio psicologico di rinascita, con una scrittura chiara e concisa,  Giada Ave dimostra che rabbia, ricordi, sensi di colpa e dolore possono essere superati, devono essere superati, e che la fine di una storia d’amore è l’occasione per ritrovare, insieme alla felicità, l’unica persona che conta davvero nella tua vita: te stesso.

 
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Depressione, in Italia ogni anno persi 4 miliardi di euro

Post n°428 pubblicato il 07 Ottobre 2019 da Giuseppe_TV
 
Foto di Giuseppe_TV

 Una ricerca dell'Università Tor Vergata di Roma quantifica il peso economico della malattia che nel nostro paese colpisce 3 milioni di persone. I dati sono stati presentati in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, insieme al primo Libro Bianco sulla malattia

Articolo di TIZIANA MORICONI pubblicato il 7 ottobre 2019 su la Repubblica

SOLO la metà delle persone che soffrono di depressione riceve un aiuto adeguato in tempi rapidi. E c’è poi tutta la parte - ben una su 4 - che non risponde ai trattamenti. Si parla di numeri importanti, visto che in Italia sono 3 milioni le persone con questo disturbo psichiatrico, di cui 2 milioni donne. Questo si traduce in costi umani e sociali enormi, in particolare legati alla depressione maggiore (2% della popolazione italiana): 2.612 euro per ogni paziente l’anno di costi diretti, a cui si aggiungono, in media, 42 giorni l’anno di assenza dal lavoro - uno a settimana - per un totale di 4 miliardi di euro l’anno. Senza contare i costi associati ai caregiver, stimati in oltre 600 euro a persona. A fronte di questi numeri, nel nostro Paese la spesa media per i servizi di salute mentale è inferiore al 3,5% della spesa sanitaria, contro l’8-15% investito negli altri paesi del G7. A far emergere i costi della malattia in Italia è una indagine condotta dai ricercatori dell’Università Tor Vergata di Roma su più di 300 pazienti. La ricerca è stata presentata oggi a Milano in vista della Giornata Mondiale della Salute mentale, che cade il 10 ottobre e che quest’anno è dedicata alla prevenzione del suicidio, tema strettamente legato alle forme di depressione più gravi e resistenti: si stima che una persona su tre tenti il suicidio almeno una volta nella vita. Durante l’evento è stato anche presentato il primo Libro Bianco sulla Salute Mentale, redatto dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna e di genere - Onda.

Leggi tutto l'articolo cliccando il link seguente:
https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/10/07/news/depressione_in_italia_colpisce_3_milioni_di_persone-237897748/?rss&ref=twhs

 
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Emilia Romagna: 38 milioni per la salute mentale

Post n°427 pubblicato il 30 Settembre 2019 da Giuseppe_TV
 
Foto di Giuseppe_TV

giovedì,  26 settembre 2019

Salute mentale e disagio psichico, 38 milioni ai territori per i servizi di prevenzione, diagnosi e cura

Anche per autismo e disturbi del comportamento alimentare. Venturi: “Rintracciare i primi segnali per agire subito”

Intercettare prima il disagio, rafforzando i servizi territoriali. La Giunta regionale ha approvato la ripartizione fra le Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna di 38 milioni di euro per la, disturbi mentali e disagi psichici, e altri legati al comportamento alimentare o alle difficoltà di apprendimento nei giovani e giovanissimi. Risorse specifiche che vanno ad aggiungersi a quelle già previste ordinariamente dalle Ausl. 

Le ha stanziate la Regione per il 2019 nell’ambito del “Piano attuativo di Salute mentale e superamento degli ex Ospedali psichiatrici”. Fondi che serviranno a finanziare, da Piacenza a Rimini, interventi socio-sanitari per la salute mentale. Destinatari, appunto, persone che soffrono di patologie o disagi psichici, pazienti dimessi dagli ospedali psichiatrici e da quelli psichiatrico-giudiziari, ragazzi e ragazze affetti da autismo, con disturbi come anoressia e bulimia o giovani che presentano difficoltà nell’apprendimento.

Per leggere l'articolo completo clicca il link seguente:
http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/attualita/salute-mentale-e-disagio-psichico-38-milioni-ai-territori-per-i-servizi-di-prevenzione-diagnosi-e-cura

 
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Allarme suicidi nelle forze dell'ordine

Post n°426 pubblicato il 26 Settembre 2019 da Giuseppe_TV
 

Articolo di Di Veronica Di Benedetto Montaccini

Pubblicato il 19 Set. 2019 alle 14:45
Aggiornato il 19 Set. 2019 alle 18:27
Pubblicato su TPI
Link all'articolo: 
https://www.tpi.it/cronaca/suicidi-forze-ordine-dati-20190919450755/

E
cco un estratto dell'articolo:

“I dati nazionali sono allarmanti e riportano un numero di suicidi nelle forze dell’ordine
impressionante: una vera e propria emergenza”, ha detto ai microfoni di
 TPI Antonella
Cortese
, Vice presidente dell’Osservatorio nazionale dei diritti e della salute dei militari e
forze dell’ordine
, che da anni si occupa di temi  inerenti lo stress tipico delle persone in divisa.

Secondo i report di Cerchio Blu, l’osservatorio nazionale suicidi delle forze dell’ordine, dal 
2010 al 2018 sono stati registrati 252 episodi di suicidio tra Carabinieri, Polizia, Guardia di
Finanza, Polizia Penitenziaria e Polizia Locale. L’incidenza è di 9,8 casi su 100mila
appartenenti alle varie istituzioni, a fronte dei 5 casi per 100mila abitanti registrati tra la
popolazione.

Numeri altissimi se si considera che la cifra media di suicidi tra la popolazione è la metà
rispetto a quella del personale in divisa.
 
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Gioco d'azzardo, oltre 200 in cura a Treviso

Post n°425 pubblicato il 23 Settembre 2019 da Giuseppe_TV
 
Foto di Giuseppe_TV

Da Treviso Today: Gioco d’azzardo patologico: oltre 200 persone in cura nella Marca
Sono 500mila gli italiani con problemi di gioco d’azzardo, ma sono soltanto 15mila i giocatori in cura presso i servizi pubblici. Slot machine e Gratta e vinci creano più dipendenza

„Sgonfiare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico, e attutire gli effetti nefasti della ludopatia sulla vita delle persone, è possibile con adeguate politiche pubbliche, come dimostra il caso del Piemonte, le cui azioni di contrasto, a livello regionale e dei singoli comuni, hanno ridotto di 1 miliardo di euro il giro d’affari dell’insano business».


Lo ha detto lunedì mattina, nell’ambito del convegno organizzato dall’Associazione Comuni della Marca Trevigiana insieme all’Ulss 2, il dottor Paolo Jarre, direttore del Dipartimento Dipendenze della Asl TO3, che ha evidenziato anche come l’attuale adozione a macchia di leopardo di provvedimenti di limitazione degli accessi nelle sale da gioco e affini da parte dei Comuni non aiuti a ottenere i risultati attesi. Il gioco produce a livello nazionale un giro d’affari di 102 miliardi di euro (dato 2018), in sensibile crescita di anno in anno (erano 95 miliardi nel 2016). Da questa attività privata, lo Stato italiano introita ogni anno circa 10 miliardi di euro. Ma quanti ne spende poi per guarire le vittime di tale dipendenza? Secondo il CNR sono 500 mila gli italiani che hanno problemi di gioco d’azzardo, stima che cresce a 1,5 milioni secondo il Ministero della Sanità. Ma sono soltanto 15 mila i giocatori in cura presso i servizi pubblici. Di questi, la sanità veneta ne ha in carico 1.903 e quella trevigiana 354 (dati 2018). Guardando i numeri degli anni precedenti, si capisce che il trend è, purtroppo, in lenta ma costante crescita. La fascia d’età maggiormente rappresentata è quella 45/59 anni e la seconda fascia è quella degli over 65. Si registra poi un incremento anche della popolazione più giovane. I giocatori maschi sono più numerosi delle giocatrici donne. La maggior parte dei giocatori presenta un livello d’istruzione a livello di scuola media-inferiore o di qualifica professionale. Vi è però anche una presenza significativa di diplomati. Il giocatore in carico al Servizio ha nella maggior parte dei casi un reddito proprio, da lavoro o da pensione. Non mancano tuttavia coloro che, per studio o condizione non lavorativa, devono far riferimento ai familiari per il proprio sostentamento. I giocatori sono prevalentemente coniugati/conviventi, ma il numero dei celibi/nubili è molto vicino. La presenza dei non coniugati sembra essere maggiore tra i maschi, tuttavia l’eterogeneità della popolazione dei giocatori ci impedisce di tracciare un profilo unico. La maggior parte dei giocatori riporta problemi prevalenti con una sola tipologia di gioco (slot machine e/o VLT). È noto che i giocatori, soprattutto quelli problematici, giocano però a più giochi e su piattaforme diverse (online, territorio etc). Il Gratta e Vinci si conferma come secondo gioco più popolare tra i pazienti in carico. A scattare la fotografia del fenomeno ludopatia nella Marca Trevigiana è stata la dott.ssa Michela Frezza, Direttore del dipartimento per le dipendenze dell’Ulss 2, che ha elencato anche tutte le attività di prevenzione e di presa in carico messe in campo dall’Azienda sociosanitaria trevigiana in questi anni. 

Per leggere tutto l'articolo clicca il link seguente:

Potrebbe interessarti: http://www.trevisotoday.it/attualita/convegno-gioco-azzardo-patologico-treviso-23-settembre-2019.html
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Telefono Amico scende in strada il 10 settembre

Post n°424 pubblicato il 06 Settembre 2019 da Giuseppe_TV
 

“Ogni anno riceviamo circa mille segnalazioni da parte di persone che pensano al suicidio o temono che un proprio caro possa suicidarsi”. A renderlo noto, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, è Monica Petra, presidente dell’organizzazione di volontariato Telefono Amico Italia, che da oltre 50 anni si prende cura, al telefono al numero unico 199.284.284 e via mail attraverso la compilazione di un form sul sito, delle persone che hanno bisogno di aiuto garantendo il totale anonimato.
La Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ricorre il 10 settembre ed è un’importante occasione per riflettere su un fenomeno che ogni anno, nel mondo, miete “oltre 800mila vittime, in media una ogni 40 secondi”, spiega la presidente di Telefono Amico Italia.
Per ricordare che, anche in un campo difficile come quello del suicidio, la prevenzione è possibile e che Telefono Amico è uno degli strumenti a disposizione per combattere l’isolamento emotivo delle persone in difficoltà, l’organizzazione di volontariato ha, infatti, organizzato anche una street action: “Ad ogni ostacolo Telefono Amico sempre in linea”.
L’iniziativa, in programma martedì 10 settembre, prevede l’installazione in diverse città italiane di strisce adesive catarifrangenti che indicano il pericolo, di simboli del sostegno offerto da Telefono Amico e di informazioni per poter accedere al servizio. Tra le città che hanno già confermato la propria adesione all’iniziativa Bassano del Grappa, Bolzano, Brescia, Milano, Padova, Roma, Treviso, Udine e Venezia-Mestre. In ciascuna delle città aderenti dalle 18 alle 19 sarà anche possibile parlare con i volontari di Telefono Amico Italia.
I volontari di Telefono Amico Italia sono attivi in 20 centri territoriali distribuiti in tutta la Penisola. Nel 2018 la maggior parte delle richieste di aiuto è arrivata da parte di donne (65% delle segnalazioni) con età compresa tra i 36 e i 55 anni (46%) e la zona d’Italia dalla quale è venuto il più alto numero di segnalazioni è il Nord Ovest, seguito da Centro, Sud e Nord Est.

Articolo pubblicato il 3 settembre 2019 da 
https://agensir.it/

 
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Roberto Speranza nuovo Ministro della Salute

Post n°423 pubblicato il 04 Settembre 2019 da Giuseppe_TV
 

Articolo pubblicato oggi da Il Messaggero.it

Sposato, due figli Michele Simon ed Emma Iris, 40 anni, 
Roberto Speranza (LeU) è il nuovo ministro della Salute. Segretario di Articolo 1, Speranza è stato tra gli scissionisti Pd che lasciarono il partito nel 2017 dopo mesi di tensione con la segreteria di Matteo Renzi. Speranza inizia la sua carriera politica nella Sinistra Giovanile di cui diviene presidente nel 2007. L'anno successivo viene nominato da Walter Veltroni nel comitato nazionale dei Giovani Democratici con il compito di dar vita alla nuova organizzazione giovanile del Partito Democratico.

A 25 anni, è eletto consigliere comunale con i DS a Potenza, carica che ricopre dal 2004 al 2009, e poi è assessore all'Urbanistica di Potenza dal 2009 al 2010. Il 9 novembre 2009 è eletto segretario regionale del PD della Basilicata. È stato coordinatore della campagna di Pier Luigi Bersani alle primarie per le elezioni politiche del 2013, quando viene eletto deputato e nominato capogruppo alla Camera. Ruolo da cui si dimette il 15 aprile 2015 in dissenso con la decisione del Governo Renzi di porre la fiducia sulla nuova legge elettorale, l'Italicum. Candidato alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 con Liberi e Uguali, venendo rieletto deputato nella circoscrizione Toscana.

Roberto Speranza, chi è il nuovo ministro della Salute

 
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Il Dott. Meneghetti Primario in Psichiatria a Treviso

Post n°422 pubblicato il 23 Agosto 2019 da Giuseppe_TV
 

Il dr. Leonardo Meneghetti assumerà la direzione dell’Unità Operativa complessa di Psichiatria del Distretto Treviso dal 1° ottobre.

Il dr Meneghetti si è laureato in medicina e chirurgia presso l’Università degli studi di Padova nel 1989; nel ’94 ha conseguito, sempre  a Padova, la specializzazione in psichiatria.

Ha svolto la sua intera carriera, dal ’93 ad oggi, all’Ulss 6 (ex Ulss 15 Alta padovana), iniziando come assistente medico dell’Uoc di psichiatria, unità operativa di cui è diventato, nel 2006, primario. Ha inoltre ricoperto il ruolo di direttore del Dipartimento di salute mentale.

Ha al suo attivo una corposa attività didattica in psicoterapia presso diverse scuole: si è occupato,  nello specifico, dell’insegnamento della psicopatologia fenomenologica. 

Pubblicato da Ufficio Stampa ULSS 2 Marca trevigiana, il giorno 23 agosto 2019

 
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Elena, ancora una morte durante la contenzione

Post n°421 pubblicato il 16 Agosto 2019 da Giuseppe_TV
 

Editoriale di Giordano Cotichelli pubblicato il 15/8/2019 dal sito https://www.nurse24.it/

La notizia è quasi scomparsa tra le pieghe delle narrazioni estive fatte di crisi governative infinite, morti illustri, commemorazioni e le solite raccomandazioni per ripararsi dal "caldo africano" (anche se fra un po’ si comincerà a parlare anche del caldo siberiano, fra incendi e fughe radioattive varie). Poche righe in cronaca. Qualche passaggio veloce, un po’ di retorica mista a pietismo e scandalismo vario. Il tutto già perso nel dimenticatoio della memoria, dell’usa e getta delle notizie; delle persone.

  

Basta morire legati in un letto

I fatti. Lo scorso martedì, presso il reparto di psichiatria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è esploso un incendio che ha causato la morte di una degente, ritrovata in un secondo tempo, carbonizzata. Avrebbe compiuto venti anni il prossimo ottobre.

Era stata contenuta al letto, causa lo stato di agitazione e le intenzioni suicidarie manifestate. Forse la tragedia, stando alle notizie dei media, è stata innescata dall’uso di un accendino da parte della vittima stessa. Si chiamava Elena. Di più non si può dire.

Successivamente parleranno periti, dirigenti, sindacalisti e politici; purtroppo non potrà avere voce in capitolo Elena. Né lei, né le tante come lei che si chiamavano:

Francesco, morto a 59 anni il 4 agosto del 2009, o Agostino, 45, morto nel suo letto di contenzione il 23 dicembre 2018, o Giuseppe, deceduto dopo sette giorni di contenzione il 22 giugno 2006. Oppure, andando indietro ancora nel tempo, Antonietta, morta il 31 dicembre 1974, a 40 anni, anche lei vittima di un incendio mentre era contenuta al letto.

E molte altre storie potrebbero aggiungersi in un triste e vergognoso elenco a denuncia di qualcosa che non dovrebbe mai accadere nei confronti di chi sta male, di chi ha bisogno, di chi soffre di un disagio. Nei confronti di nessuno.

Ogni vittima della contenzione riporta indietro di anni le lancette dell’orologio di una società moderna, di una medicina all’avanguardia, di un’assistenza a misura d’uomo. Non c’è versione aggiornata del Codice deontologico degli infermieri dal 1999 ad oggi in cui non vi sia un articolo che prenda in considerazione la contenzione, dove però la dimensione morale sembra quasi piegarsi ai diktat della contingenza, delle risorse, dell’eccezionalità.

 

Il risultato alla fine è qualcosa di stridente, fuori fuoco, che mal si adatta alla rappresentazione asettica, neutrale, quasi scontata, di una professione che invece vive su di se, direttamente, o indirettamente assieme ai pazienti, tutte le contraddizioni e le disuguaglianze, le storture e i torti di una società stratificata, iniqua ed ingiusta.

Questo per dire che non si può restare passivi davanti alla morte di una paziente, di tanti pazienti; rassegnarsi a ciò che ineluttabile non è. Ineluttabile non è. Si perché è qualcosa contro cui si può lottare. Da subito, al fine di evitare che permangano le condizioni di degrado e miseria che stanno all’interno di questo percorso vizioso che è il taglio delle risorse umane, istituzionali, sociali, culturali che sta trasformando il nostro paese in una grande camera di contenzione. Basta vittime.

Basta morire legati, in un letto o in qualsiasi altro luogo. Basta abbassare la testa. È ora di alzare lo sguardo, per guardare con empatia e commozione la famiglia di Elena! Alzare lo sguardo per sfidare chi sbraita di voler riaprire i manicomi per poter accaparrarsi qualche voto in più, o qualche tessera sindacale facile. Alzare lo sguardo per difendere la dignità dei pazienti, dei professionisti e delle persone. Tutte, ma in particolare quelle più fragili.

 

Un atto dovuto ad Elena, Francesco, Agostino, Giuseppe, Antonietta e ad ognuno di noi, come donne e uomini liberi, come infermiere e infermieri.

Giordano Cotichelli
NurseReporter

 
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Incendio in Psichiatria a Bergamo muore una paziente 19enne

Post n°420 pubblicato il 15 Agosto 2019 da Giuseppe_TV

Bergamo, 14 agosto 2019 - E' stato sigillato e messo in sicurezza il Reparto di Psichiatria al terzo piano dell'ospedale di Bergamo dove martedì è scoppiato l'incendio che ha ucciso una ragazza di 19 anni e intossicato alcuni pazienti. A decidere è stata la Questura di Bergamo che ha sottoposto a sequestro il piano intaccato dal fuoco. Il primo e il secondo piano sono stati chiusi ma non risultano sotto sequestro. Alcune stanze sono già state ripristinate, ma i lavori proseguiranno per tutta la giornata. La torre 7 è comunque ancora vuota e non si conoscono le tempistiche per il rientro dei degenti (un'ottantina, da ieri ricoverati in altri reparti o in altri ospedali) della Psichiatria, dell'Oncologia e della Nefrologia.

Le indagini, coordinate dal pm Letizia Ruggeri e affidate alla squadra Mobile della questura, dovranno individuare eventuali inneschi. Il giorno dopo la tragedia l'ipotesi più accreditata è che sia stata la diciannovenne a dare fuoco con un accendino dopo un primo tentativo di suicidio alle 9,30. 

L’ospedale in un comunicato fa cenno allo stato alterato della giovane: "La paziente deceduta era stata bloccata pochi istanti prima dell’incendio a causa di un forte stato di agitazione dall’équipe del reparto. Scattato l’allarme, nell’ambito delle procedure di evacuazione dei pazienti prontamente attivate, il personale infermieristico ha aperto la porta della camera dove si trovava la diciannovenne per portarla in salvo. Ma il personale si è trovato davanti a un muro di fumo e nonostante l’uso dell’estintore non è stato possibile raggiungerla. Hanno tentato diverse volte, anche con gli addetti della squadra antincendio, senza purtroppo riuscire. Al momento, l’ipotesi più probabile – fanno sapere dal Papa Giovanni XXIII – è che le fiamme siano divampate proprio in quella camera. La perquisizione personale e della stanza, prevista in psichiatria per ritirare oggetti pericolosi, è stata eseguita anche nella mattina. La direzione e tutto il personale sono profondamente scossi e addolorati da quanto è accaduto. Un’indagine interna è già stata avviata". 

Link all'articolo: 
https://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/incendio-ospedale-morta-1.4737691

 
 Altri spunti di riflessione sull'articolo de Il Foglio:
https://www.ilfoglio.it/salute/2019/08/15/news/morire-legati-a-un-letto-d-ospedale-269567/

 
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Telefono Amico Italia

Post n°419 pubblicato il 31 Luglio 2019 da Giuseppe_TV
 

Per chi si sente solo o ha bisogno di confidarsi in modo anonimo. Soprattutto d'estate si sente di più la solitudine. qui sotto il link dove potete trovare tutte le informazioni su servizio di Telefono Amico:

http://www2.telefonoamico.it/

 
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CRISI ADOLESCENZIALI, IN PROVINCIA SITUAZIONE CRITICA | A3 NEWS Veneto

Post n°418 pubblicato il 08 Maggio 2019 da Giuseppe_TV
 

Video pubblicato il 8 mag 2019 da antennatre

CASTELFRANCO VENETO (TV) - Castelfranco. Il caso delle due ragazzine che hanno ingerito antidepressivi sfiorando la morte riporta in primo piano il tema del disagio e delle crisi adolescenziali. Nella Marca Trevigiana un vero allarme: il numero di tentati suicidi e suicidi è tra i più alti in Italia -

Intervistati: PASQUALE BORSELLINO (Dir. Unità Op. infanzia e adolescenza Asolo ULSS 2) -

Servizio Daniela Sitzia, immagini Nicoletta Rizzetto, montaggio Renato Capoia -

 
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Sanità: Fp, no a ritorno logica manicomiale in Veneto

Post n°417 pubblicato il 29 Aprile 2019 da Giuseppe_TV
 

29 aprile 2019 ore 13.05

“No al ritorno della logica manicomiale nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (Spdc) del Veneto”. Ad affermarlo è il responsabile del coordinamento salute mentale Fp Cgil Medici del Veneto, Tiberio Monari.

 

Monari denuncia come, “le indicazioni contenute nella delibera della giunta regionale (Dgr) 22 del 13 marzo 2019 della Regione Veneto sull'aumento dei posti letto in psichiatria in uno stesso ospedale e sulle modalità di Pronto soccorso ad accesso diretto” costituiscano un “gravissimo vulnus ai princìpi della legge 180” e un forte “rischio di ritorno alla logica manicomiale”.

Nel dettaglio, osserva, “basti pensare che nel solo Ospedale San Bonifacio nella provincia di Verona sono previsti ben 48 posti letto in psichiatria, nel Polo Giustiniani dell'Azienda ospedaliera universitaria di Padova 35 posti letto in psichiatria, nell'Ospedale di Vicenza 30 posti letto in psichiatria”. Il tutto quando, invece, “la legge 180 prevedeva specifici servizi psichitarici di diagnosi e cura negli ospedali generali dotati di un numero di posti letto non superiore a 15”, precisa a riguardo il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Andrea Filippi.

Inoltre, prosegue Filippi, “le stesse norme transitorie sull'assistenza psichiatrica contenute nella legge 833 del 1978, che ha recepito nella sostanza la legge 180, confermavano il limite dei 15 posti letto sino all'adozione dei piani sanitari regionali. Adesso con la Dgr la Regione Veneto si pone come Regione capofila del ritorno dei grandi numeri dei posti letto in psichiatria in uno stesso presidio ospedaliero, con un pericolosissimo passo del gambero rispetto alla legge 180”.

Se a tutto questo, aggiunge Monari, “sommiamo la previsione in diversi presìdi ospedalieri del ‘Pronto Soccorso ad accesso diretto per la psichiatria’, si completa un quadro di ritorno al passato manicomiale, di emarginazione e di stigma. Questo a danno in primo luogo dei cittadini che potranno essere ricoverati impropriamente nei servizi psichiatrici, senza poter essere prima visitati al Pronto Soccorso per una valutazione medica di possibili patologie organiche, che potrebbero anche essere causa di sintomi similpsichiatrici”. Per queste ragioni, concludono Filippi e Monari, “riteniamo inaccettabili e pericolose nel panorama nazionale le indicazioni per la psichiatria ospedaliera della Regione Veneto”.

Articolo pubblicato su: 
https://www.rassegna.it/articoli/sanita-fp-no-a-ritorno-logica-manicomiale-in-veneto

 
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Disturbi mentali: i ragazzi «perduti» sulla soglia dei 18 anni

Post n°416 pubblicato il 28 Aprile 2019 da Giuseppe_TV
 

Un articolo di Serena Zoli pubblicato il 15/4/2019 su https://www.fondazioneveronesi.it

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.

Cosa accade quando un ragazzo in cura per disturbi mentali deve passare in carico ai servizi per gli adulti? I dati di una ricerca europea. Ansia, depressione e comportamento alimentare fra i problemi più diffusi

Ci sono diverse età critiche segnalate nella nostra vita. Nel campo della salute mentale sono gli anni compresi tra i 15 ed i 25: è allora che insorge nella vita la maggior parte dei disturbi mentali. Ora un'ampia indagine europea mostra le difficoltà per molti ragazzi al momento della transizione dalla minore alla maggiore età.

RAGAZZI O ADULTI? TRANSIZIONE DIFFICILE 

«Nei 28 paesi europei, che abbiamo attentamente valutato, tra l’1,5 e il 3 per cento di bambini e adolescenti risultano in contatto con centri di salute mentale specifici», esordisce il professor Giovanni de Girolamo, psichiatra e responsabile Unità Operativa di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, nel presentare un convegno (11-12 aprile, Centro Paolo VI di Brescia) centrato proprio su quell’età. E’ l’età in cui finisce, con i 18 anni, la disponibilità per le cure delle Uonpia, i Centri di Salute Mentale per l’infanzia e l’adolescenza, e i ragazzi malati dovrebbero passare nei 163 Dipartimenti di Salute Mentale per gli adulti (Dsm). Ma è proprio lì che manca il collegamento. La “transizione” dalle Uonpia ai Dsm si può definire come un processo molto problematico dovunque.

Leggi l'articolo completo cliccando il link seguente:
https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/neuroscienze/disturbi-mentali-i-ragazzi-perduti-sulla-soglia-dei-18-anni?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_campaign=magazine&utm_content=neuroscienze&fbclid=IwAR1k20Vj_8oG8L__f79glnYIX9p3Wv7QUmenhWUg087uqGnVC9AKU__y458

 
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Radio Cooperativa

Post n°415 pubblicato il 02 Aprile 2019 da Giuseppe_TV
 

Su Radio Cooperativa di Padova ogni 2 settimane il venerdì alle 19,10 va in onda il programma "Solo un salto" dedicato alla salute mentale a cura dell'Associazione AITSaM di Padova (Associazione Italiana Tutela Salute Mentale). Sul sito internet della Radio c'è la possibilità di ascoltare le numerose puntate già andate in onda (podcast). A seguire il link alle trasmissioni:
http://www.radiocooperativa.org/sitonuovo/podcast/?p=archive&cat=solo_un_salto 

Risultati immagini per Radio Cooperativa Padova

 
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Vittorino Andreoli a Giovedì Scienza - L’agonia della civiltà

Post n°414 pubblicato il 18 Marzo 2019 da Giuseppe_TV
 

Video pubblicato il 18 mar 2019 da Vittorino Andreoli 
7 marzo 2019 - L'agonia della civilità. Come evitare il declino della nostra civiltà? Quando l’uomo delega le sue funzioni più evolute a protesi digitali, innescando una regressione da “sapiens sapiens” a “stupidus stupidus”, la sua mente perde progressivamente razionalità e affettività. Muore l’etica, muoiono gli dèi, sostituiti dal denaro e dal successo. Distruttività e caduta dei princìpi alla base del vivere sociale fanno sì che oggi il tratto distintivo di Homo sia l’essere stupidus, secondo il significato etimologico, che condivide la radice con “stupore”. Lascia attoniti, sbalorditi vedere un singolo uomo assumere gli atteggiamenti dominanti nel nostro tempo, ma ancora più incredibile è che lo possa fare una comunità intera. Come invertire la rotta? Occorre riaffermare i princìpi che permettono il procedere della ragione, la bellezza della cooperazione contro l’esasperato individualismo, integrando sentimenti e razionalità. Fonte: GiovediScienza

 
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Incontro con Vittorino Andreoli

Post n°413 pubblicato il 28 Febbraio 2019 da Giuseppe_TV
 

Pubblicato il 27 feb 2019 da Vittorino Andreoli

2019 feb 24 - incontro con Vittorino Andreoli su La famiglia digitale - Come possiamo far fronte ai mutamenti, profondi e inarrestabili, della nostra epoca? Abbiamo strumeneti adatti per prevederli e intervenire? Corso di cultura 2019 - Ex Alunni dell'Antonianum. Fonte: tvavicenza - tele chiara

 
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Innovativo ambulatorio per adolescenti e giovani adulti all’Aou di Padova

Post n°412 pubblicato il 15 Febbraio 2019 da Giuseppe_TV
 

Padova, 13 febbraio 2019 – La letteratura internazionale sostiene che circa il 75% di tutti i disturbi mentali insorge prima dei 24 anni ma di questi solo una minima percentuale arriva all’osservazione professionale, soprattutto nel caso della psicosi in cui una sintomatologia spesso poco visibile rende difficile la prevenzione, la diagnosi e l’intervento precoce.



Dopo circa un anno di sperimentazione, parte quest’anno l’ambulatorio di Prevenzione in Malattia Mentale rivolto ad adolescenti e giovani adulti per i quali si sospetti uno stato mentale a rischio di disturbo psichiatrico maggiore.

 

L’Azienda Ospedaliera di Padova ha aperto una nuova strada con la proposta della Clinica Psichiatrica di aprire un innovativo Ambulatorio, uno tra i primi in Italia, che si rivolge ad adolescenti e giovani adulti in uno spazio a loro dedicato.
Tale scelta permette di accedere a valutazioni e trattamenti specialistici in tempi brevi e risulta oltremodo strategica per ridurre l’influenza negativa dello stigma che nonostante la buona volontà, è ancora attivo nel rendere difficoltoso l’accesso dei giovani ai servizi di salute mentale.

L’Ambulatorio di prevenzione malattia mentale, di cui è Responsabile la dott.ssa Carla Cremonese, offre un rapido accesso ai molti giovani che attraversano momenti difficili della loro vita o che presentano diverti tipi di stress, ansia, depressione o altro, e non sanno a chi rivolgersi. L’Ambulatorio, pensato per dare una valutazione tempestiva ai giovani tra i 15 e i 24 anni che si dovessero trovare in situazioni di particolare complessità, permette di programmare un progetto terapeutico e psicoterapeutico integrato e personalizzato, che coinvolge sia il paziente che i suoi familiari.

Uno dei primi segnali a cui prestare attenzione in questi casi, è un blocco del funzionamento nella vita quotidiana come, per esempio, difficoltà scolastiche non presenti prima, rifiuto di uscire o di vedere gli amici, un cambiamento del carattere o l’impossibilità di continuare un’attività lavorativa senza apparenti motivi.

 

Questi cambiamenti repentini rendono ancora più evidente la necessità di fornire ad adolescenti e giovani adulti delle risposte che siano oltremodo rapide e specifiche.

L’individuazione precoce dei segnali anomali, la prevenzione della psicosi e dei disturbi depressivi costituiscono l’obiettivo primario della moderna psichiatria, che si è posta il compito di ridurre il rischio ed eventualmente la gravità di una transizione da uno stato mentale a rischio per psicosi o disturbo depressivo alla malattia mentale conclamata.

È solo in tempi recenti che l’intervento precoce, già diffuso nelle principali aree della sanità, è diventato parte della salute mentale nei paesi con i sistemi sanitari più avanzati. È stato infatti provato che migliora il decorso e gli esiti dei disturbi mentali, riduce la sofferenza di chi è affetto da quel disturbo e riduce l’impatto della malattia psichiatrica sul funzionamento sociale e sulle traiettorie di sviluppo delle abilità sociali e delle funzioni cognitive.

 

L’accesso all’Ambulatorio dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova avviene tramite richiesta di prima visita prescritta dal medico di base e con la successiva prenotazione dell’appuntamento alla segreteria della Clinica al numero 049/8213800 o e-mail: psichiatria3@aopd.veneto.it. Costo previsto il ticket per visita ambulatoriale.

Il percorso di valutazione prevede una prima visita con il giovane e almeno uno dei familiari (la presenza dei familiari è obbligatoria per i minori di 18 anni).
Possono essere programmati successivi 3-4 incontri che si concludono con una relazione di restituzione sulla presenza o meno di uno stato a rischio e dell’eventuale proposta di progetto terapeutico integrato e personalizzato.

Link all'articolo originale:
https://www.insalutenews.it/in-salute/salute-mentale-innovativo-ambulatorio-per-adolescenti-e-giovani-adulti-allaou-di-padova/?fbclid=IwAR0we5PlXiH81Qry0AeRTai9ZvQwtiB-91keivCQ_K3QasBIx1oSkc0tWnE#.XGaMvfF0OE4.facebook

 
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