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Un cafè de verdad
Post n°89 pubblicato il 21 Luglio 2006 da headroom
Alla fine torno a scrivere dopo quello che chiamo il mio "periodo di semilibertà". Semilibertà dal tempo dettato, semilibertà dalle azioni, semilibertà dal giudizio, semilibertà dall'ego non migo, libertà nella fiducia. A costo di apparir ingenuo voglio esser completamente sincero ed onesto: da un paio di mesi vivo in stato di ebbrezza continua, parlo con le aquile, abbraccio le piante, parlo con lo que encuentro, ascolto per ore the silence, prendo e offro il caffè sul tetto. Tutto perchè in una sera di primavera sono sceso da innumerevoli piedistalli (da me tra l'altro costruiti), perchè ho deciso di amare per amare tutto e tutti, godermi passo passo il cammino che sto facendo, perchè ho deciso di fottermene della meta finale (that fucking final goal) , perchè ho preso coscienza di essere parte di un ciclo FINITO, che cesserò di esistere, che non ho missioni da compiere o talenti che qualche maghetto di oz mi aiuterà a scoprire. Conosco gente, amo gente, guardo ciò che mi circonda ogni giorno cercando qualcosa di diverso, di entusiasmante da vivere. E ci riesco, cazzo, ci riesco. Non ditelo a nessuno ma ci riesco. Mi entusiasmo per cazzate immense, ma questo è il bello. L'altro io che sto abbandonando mi reputa un coglione, come molti di voi forse, ma non è più un problema mio, io sono troppo impegnato a godermi questo angolo di paradiso che è la fiducia nell'umanità.
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