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Deep blue
Post n°90 pubblicato il 28 Luglio 2006 da headroom
L'uva sta maturando nelle vigne, i bimbi giocano a rincorrersi e saltano e urlano, signore custodi di inesprimibile saggezza siedono nel borgo. Il nitrito dei cavalli che apprezzano la frescura modula il leggero sibilo del vento. Voci in lontananza, forse parlano di futili interrogativi, forse interrogano curiose, forse si arrendono all'incomprensibile, forse imprecano veementi contro imbattibili mulini a vento. Forse tacciono, come quell'uomo, come non ha fatto quando qualcuno se lo augurava, come ha fatto troppo per ascoltare false sirene. Come fa nelle notti come questa, ascoltando il respiro del frutteto, accogliendo la carezza del vento che sfiora la collina e accarezza il fiume che vivace si fa accondiscendente. Il silenzio, per non dire, per non pensare, per godere di millenni di bambini che giocano, di vecchie custodi di inesprimibile saggezza, di persone che tacciono, per respirare, unica azione veramente necessaria, unica semplice universale lingua comune, da sempre. Me ne torno sul tetto, chč le stelle mi paiono pił vicine.
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