Creato da jamesmarshall.c il 16/09/2005
...Gently Weeps.

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Ultime visite al Blog

cassetta2crazydiamond26Vittoriacounselorjamesmarshall.czetekdaunfioreolegna69LADY_KIKKAdeteriora_sequorcarolachenisprincesssweetKimi.777arabafenice55jeremy.pursewardenladymiss00
 

Tag

 

FACEBOOK

 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 
Citazioni nei Blog Amici: 11
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

« Messaggio #76Anarchy in the UK. In Italy too. »

That's how it did go then, Pt. 5

Post n°77 pubblicato il 06 Aprile 2006 da jamesmarshall.c
Foto di jamesmarshall.c

E' strano come si possa parlare a lungo di sè stessi riferendosi al proprio passato, e quanto si possa essere reticenti  a raccontare di come si è attualmente.
Accade lo stesso con le mie canzoni.
Sono avvezzo a raccontare di amori perduti, luoghi visitati molti anni prima, amici con i quali non ho più nulla che spartire, nemici storici e feste indimenticabili, quanto restìo a raccontare di me oggi.
Delle circa 20 canzoni dalle quali sceglieremo le 10-11 da inserire nel cd,  solo una parla di me oggi, solo una.

Boh, fatto sta che qui mi si impone, oggi, di completare quello che ho cominciato un bel pò di tempo fa, raccontandovi esattamente come sono giunto ad oggi e cosa sono oggi.
Il rapporto con Irene, dicevamo nel capitolo precedente, è diventato il nuovo punto di partenza della mia vita, scacciando parecchi fantasmi e rivelandomi significati della vita prima sconosciuti.
Nel primo periodo del nostro rapporto, subii il riacutizzarsi di un problema al polso, esattamente allo "scafoide", di cui forse vi avevo già accennato.
Se ciò da un lato mi costrinse ad allontanarmi dalla chitarra per qualche tempo (per la seconda volta in pochi anni, ma stavolta non ci riuscì per più che un paio di mesi, per fortuna), abituò lei ad una mia presenza costante nella sua vita, presenza che sapevo di non poterle garantire al 100% quando avrei ripreso a suonare seriamente. Di questo le parlavo, e lei non credeva che potesse rappresentare un problema. Ebbene, oggi, ringrazio Dio che quello sia stato il più grande problema che abbiamo avuto da quando stiamo assieme. Tutto il resto è grande, a parte qualche normale scazzo occasionale.
Per lei ho rinunciato a qualcosa si, ma non è nulla rispetto a quello a cui ho rinunciato per la musica. So che la musica è per sempre e lei, con un pò di fortuna, forse.

Non vorrei apparire cinico, ma in questi anni (adesso ne ho 28), ho visto davvero tante torri cadere, amici in lacrime per amori che credevano eterni, amicizie saldissime andare in frantumi, ed ho maturato una certa disillusione. Disillusione che, fortunatamente, è sfociata più sulla musica che sull'amore. Il cerchio si chiude. Il discorso è chiaro: vivrò per sempre questo dualismo, come Rivera e Mazzola, Amore e Musica. Le due cose più importanti della mia vita.
Le mie canzoni sono figlie di Amore e Musica.

E disillusione.

Oggi vedo il mondo e mi sembra un grosso quadro decadente, una spiacevole accozzaglia di colori fastidiosi alla vista e di rumori cacofonici. Non mi piace.
Quello che mi piace oggi è tuffarmi nel passato, tuffarmi in quei famosi occhi neri che hanno fatto la mia felicità così tante volte, ascoltare buona musica, suonare con quei cari ragazzi che compongono la mia band (davvero cari), uscire con gli amici e con la band a farci un paio di birre, qualche piccola soddisfazione sul lavoro, che comunque in tutta franchezza mi appassiona sempre meno perchè lo vedo come uno scoglio tra me e la mia passione, tra me e il vivere suonando, e lo è!, starmene tranquillo a casa a guardare il mare sorseggiando o strimpellando qualcosa, fare una bella passeggiata sul mio molo, o sulla sabbia.

Tutto qui.

PUO' ESSERE TUTTO QUI, MALEDIZIONE?

No, non può essere, non può e non deve essere, perchè se vero è che manca qualcosa io quel qualcosa ho il diritto ed il dovere di trovarlo, afferrarlo a due mani per il collo, tramortirlo e portarlo nella mia tana per sempre. Per sempre.
Io non voglio averne più, di rimpianti. Non voglio rimpiangere un fottuto niente, e non lo farò! Da adesso a quando avrò 30 anni io prometto che quella svolta che ancora manca alla mia vita per essere veramente vita io la darò, costi quel che costi.
Solo essendo felice potrò dire di aver vissuto davvero
Solo essendo felice potrò rendere felici le persone che amo.
Chi può negare che non sia così?
Bene, allora, ho deciso che mi manca qualcosa. Una cosa.
E che tutto il resto è già qui, con me.
Perchè non ho le palle per pianificare tutto quanto, mettere in vendita l'azienda, affittare un monolocale a Soho, convincere Lei a seguirmi, imballare gli amplificatori, le chitarre e i quattro stracci che mi servirebbero per ricominciare facendo ciò che amo così tanto lì,  a due passi da Leicester Square? Lì, dove SO che ce la farei?
Cazzo, mi sono risposto da solo, allora: sono come la Juve ieri sera contro l'Arsenal, mi mancano le palle.
Ma chi è causa del suo male pianga se stesso.
Ed io mi troverò, se continuo così, tra 10 anni vecchio, stanco, con la pancia, a rincoglionirmi tutte le sere davanti a Sky, dopo aver ingerito 200 gr. di frittatona di cipolle, familiare di Peroni gelata e rutto libero.
E tutte le mattine, compreso il Sabato perchè a casa non avrò un cazzo da fare, mi recherò al lavoro, sempre il solito, e farò le solite cose, solo con più calma e più stanchezza di oggi. In un impeto di vita, verso i 42-43 anni, mi farò l'amante, una giovane segretaria che assumerò proprio all'uopo, e la cosa non durerà molto perchè presto capirò che lei mira molto più in alto del mio uccello. Deluso, comincerò ad andare a pesca la domenica, alle 5 del mattino con un freddo boia e il motore della barca che fa storie per partire, non prenderò quasi mai una mazza ma quando per caso porterò a  casa una spigoletta da 3 kg. le farò un servizio fotografico completo. Poi la cucinerò al sale, rovinandola.
Continuerò così, fino alla pensione, con l'unica gioia data dai figli, insieme a tante preoccupazioni che dai 4 anni in su mi daranno. Ne avrò due. Uno dei due riuscirò a convincerlo a suonare la chitarra ma presto mi renderò conto che lo sta facendo per pietà, e controvoglia. Smetterà dopo aver imparato i modi delle scale maggiori, per giunta eseguendoli lentamente e male.
L'altro sarà un discotecaro doc, e non avremo mai quel gran rapporto perchè io quelli cazzo non li digerisco, nemmeno se sono figli miei.
Quello che aveva provato a suonare mi sostituirà in azienda, ma non sarà un granchè. L'altro vorrà che lecchi il culo a qualche direttore per un posto in banca, perchè è facile lavorare lì, ti pagano bene e hai un sacco di tempo libero per andare dall'estetista e a fare shopping? Io dirò: "Che? Dall'estetetista?" ma poi vedendo il suo sguardo vacuo tirerò un sospiro, mi volterò e tornerò a suonare la mia chitarra semiacustica in salotto, su un disco di Charlie Parker che mia moglie avrà casualmente quanto distrattamente salvato dalle ire dei giochi degli infanti.

Finalmente in pensione mi darò a qualche pazzo giro per il mondo con la mia dolce metà che tirando le somme sarà stata, se io sarò stato fortunato, l'unico riferimento costante nella mia vita da adulto.
Curvo e grasso visiterò di malavoglia Tel Aviv, Giza, Singapore, Melbourne, New York, Indianapolis, Des MOines, Denver, San Francisco, Cancun, San Paolo, Buenos Aires, Montreal, Copenaghen, Oslo, Norimberga, Stoccolma, Parigi, Lione, Praga, Budapest, Mosca, e chi ne ha più ne metta ma le cose che più rimarranno impresse nella mia stanca mente, quando sarò tornato a casa, saranno le condizioni climatiche di quei luoghi, o le faticate su strade in salita con in mano bottiglie d'acqua e guide del luogo. Fino a quando moriò, mi rivedrò mensilmente con altri tre rincoglioniti in una sala prove e suonerò qualcosa con loro, probabilmente dei vecchi Rock n'Roll.

Cazzo, devo proprio darmi da fare.

And in the end
The love you take
Is equal to the love...
You make.

The end

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963