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Jason Becker
Ciao.
Adesso, visto che ormai la settimana lavorativa è finita, vorrei parlarvi di una persona che non ho mai conosciuto personalmente, ma alla quale sono molto legato.
Jason Becker, chitarrista virtuoso degli anni '80...uno dei pochi a riuscire ad abbinare uno sfoggio di tecnica ai limiti dell'eccessivo ad un ottimo "feel", sia che esso suonasse a una recita scolastica (ci sono i video in giro), sia che fosse in giro per il mondo con Marty Friedman e i Cacophony, sia che incidesse futuri dischi di platino con David Lee Roth, storico cantante dei Van Halen.
All'alba degli anni '90, tutto il mondo sembrava sorridergli , amato da milioni di fans, acclamato dalla critica, apprezzatissimo dai colleghi, centra anche l'arduo obiettivo di non montarsi la testa. Un ragazzo fantastico, e ancora giovanissimo.
Fatto sta che, una notte, il buon Jason si sveglia con un dolore molto forte a una gamba, che finisce però lì.
Durante le incisioni di "A little ain't enough", con Lee Roth, si accorge però che spesso il braccio sinistro viene a mancargli, gli cade giù mentre suona, privo di forze per un attimo.
Sono le prime manifestazioni di una malattia rara quanto atroce, spietata, che tende ad affliggere chiunque senza logica genetica o motivazioni ambientali: La SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA (A.L.S.), una malattia che in poco tempo riduce la sua vittima in uno stato di completa paralisi.
L'ALS non perse tempo, ed in poco tempo lo strappò al mondo della musica, lasciandolo, depresso, lontano dalla cosa che amava più al mondo, la sua chitarra.
Oggi Jason, che è la prova vivente che la forza di volontà può davvero salvare una vita, vive, tra sedia a rotelle e letto, attaccato a diverse macchine che gli consentono di respirare, nutrirsi, e, tramite un sensore ottico collegato ai suoi occhi, comunicare e COMPORRE MUSICA.
Nel '96 uscì il suo primo lavoro frutto di questa tecnica, Perspective.
Lì troviamo una versione, seppur sintetizzata, di "Serrana", il celebre, difficilissimo, velocissimo assolo di chitarra che amava riprodurre, sempre meglio, durante tutti i suoi concerti.
Date un'occhiata al suo sito, jasonbecker.com
Voglio tributargli un "grazie", perchè è un uomo che ha dato tanto al mondo, non solo della chitarra.
Perchè è un uomo.
Credo che il suo insegnamento sia uno dei motivi per cui, quando ho mal di testa, non mi lamento mai.
Grazie, Jason, grazie per Serrana.
Grazie, Jason.
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Inviato da: cassetta2
il 14/09/2020 alle 14:12
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