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Area personale
Oh, Look Out...
- Una con degli occhi stupendi, e molto di più...
- Una tutto pepe, da ogni punto di vista...:)
- UnA on the road...con links stupendi.
- Una che mi sembra un pò Dorothy; un pò Alice..
- Uno che ha capito molto...
- Una che ama i LedZep...
- Uno, anzi: Più di uno, completamente sballati..
- Una che ha tanto da dire..
- Una a cui piace la psichedelia..
- Una a cui piacciono i Queen...
- Una che - ho letto- si definisce "Stronza"...
- Uno che viene da domani e ascolta la musica di ieri..
- Una che fa la groupie, oggi, nel 2005!
- Una per la quale non ho parole, ma mi piace.
- Una che suona, canta, e vivaddio è anche figa!...:)
- Una conterranea bona..:)
- Il corda...
- Uno che canta a Londra...
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| « Per Il CORDA... | Messaggio #71 » |
That's how it did go then, Pt. 4.
Eravamo rimasti a quando Mimì impazzisce e il mio musical su Jimi Hendrix, per quanto ci credessi, si rivela irrealizzabile se non hai Mediaset alle spalle.
Siamo quasi ai giorni nostri, 2002, 2003 al massimo. Adesso avevo la mia attività, da mandare avanti, e dovevo farlo da solo.
Finalmente avevo trovato un pò di pace dal punto di vista affettivo, visto che da un pò mi accompagnavo a quella che è la mia attuale compagna, Irene.
Mi soffermo un attimo qui, perchè mi sono accorto che la mia natura introversa mi ha sempre impedito di parlare di questa importante liasion in questa sede. Aspettate un momento, devo cambiare musica, per parlare di lei.
Ho messo su una canzone che scrissi per lei tanti anni fa.
Quando la incontrai, lei aveva una chitarra in mano. Era un tardo pomeriggio di un caldo giorno di Giugno, avevo appena finito di lavorare. Se ne stava con una sua amica, su una panchina, in una grande piazza, all'epoca molto frequentata dai ragazzi della nostra età. Caso volle che sulla panchina accanto sedeva Leo, un mio amico da quando sono nato, che mangiava un gelato. Caso volle che Leo conoscesse Simona, l'altra ragazza. Caso volle che io rimasi affascinato immediatamente da quella chioma così fluente, voluminosa, del colore del miele, e da quegli occhi scuri così profondi, stretti da un sorriso suscitatole dal cantare con la sua amica una canzone del Battisti.
Il mio amico, da buon amico, fece presenti alle fanciulle che sapevo suonare, e lei mi chiese di mostrarle come suonare una certa canzone, era "Is there anybody out there" dei Pink Floyd, un must per chi suona la chitarra e per chi ascolta un certo tipo di musica. Ovviamente il nostro eroe riprodusse l'arpeggio, e appena finì, e quindi riaprì gli occhi, si trovò i suoi fissati addosso come spilli.
E ciò lo fece sentire dannatamente bene. Non mi accadeva dal tempo in cui Ivana sedeva sul dondolo nel giardino di casa mia ad ascoltarmi di sentirmi così bene.
Adesso, i più romantici di voi staranno già pensando che fu colpo di fulmine, che da allora non ci separammo più, e che tutto filò dritto. Manco per niente.
Io non la rividi più per un pò, e se inizialmente ci pensavo spesso, la mia disillusione e la paura di soffrire mi fecero propendere per dimenticarla, cosa che in effetti non avvenne mai. Dopo qualche tempo seppi che lei adesso si accompagnava ad un ragazzo, Simone, che conoscevo e che sinceramente ritenevo si un bravo ragazzo, ma tanto vuoto, scialbo...ne feci il mio rivale d'amore, nella mia testa.
Seguivo la vicenda con uno strano interesse, ed un finto distacco agli occhi di chi poteva osservarmi. Infatti nonmancavo di cacciare qualche facile preda di tanto in tanto, ma anche di passare da sotto casa sua per cercare di provocare un incontro, o da quella piazza dove la incontrai per la prima volta. Per mesi non la vidi, proprio nel mio periodo più determinato a stabilire un contatto. Come era possibile? L'avevo vista un paio di volte e le avevo parlato in una sola occasione. Ma c'era qualcosa, in quegli occhi...
Non lo ammettevo nemmeno a me stesso, all'epoca.
Ma l'inverno, più della spensierata estate, mi distolse da quella ricerca. Tale impresa non riuscì alla primavera.
Stavo passeggiando con una ragazza in un giardino pubblico, una domenica pomeriggio, quando mi imbattei in lei. Era ancora con Simona, non con Simone.
Il suo sguardo era inequivocabile: era uno sguardo libero e interessato, e di invidia nei confronti di quella ragazza che quel giorno si trovava con me.
Fu allora che tornò in gioco la fortuna, ed il mio amico Leo, con essa.
Ultima giornata di campionato, già pronta la festa scudetto per la Juve, ed io gongolavo. La mattina mi chiama Leo, che ovviamente mi sveglia, e mi invita, per quel pomeriggio, a seguire le partite a casa di Simona, con altri amici, e sibillino sibila che ci sarà anche Irene. Scontata la mia risposta.
Quel pomeriggio arrivai da Simona, salutai tutti e mi piantai a parlare con lei, gettando solo qualche sguardo distratto a Del Piero e soci che festeggiavano l'ennesimo scudetto della loro storia.
La nostra discussione andò avanti con qualche interruzione da parte di un fighetto di nome Christian che rosicava in quanto si reputava molto più avanti di me nell'operazione di conquista di Irene, per qualcosa come quattro ore. Parlammo di tutto, io la trovai estremamente profonda e sensibile, il cuore gridava, e il colpo definitivo gli fu assestato quando qualcuno fece scivolare "Child in Time" dei Deep Purple nel lettore cd e lei la riconobbe all'istante. Si, oltretutto apprezzava anche la mia musica. Ero ammaliato, incantato da quegli occhi neri e profondi.
La cosa strana dei suoi occhi, scoprii subito dopo, è che non sono neri per davvero, in quanto l'iride è color nocciola. Solo che le pupille sono talmente grandi da non renderlo visibile...ora: o si fa troppe canne oppure questa ragazza è qualcosa di straordinario. Presto capii con sollievo che era la seconda la risposta giusta.
Al termine della serata non mancò il mio gesto di galanteria, quando mi offrii di accompagnarla a casa al posto di quel Christian. Che sollievo, quando accettò...fui davvero un galantuomo, passammo da una gelateria e le offrii un magnifico milkshake alla fragola, che non scorderò mai.
Il venerdì successivo la rividi sempre in compagnia di quel gruppo di persone, e con quel Christian alle costole. A quanto mi dissero, dalla domenica precedente lei non lo aveva più preso in considerazione, da nessun punto di vista.
Il sabato appena ci incontrammo, lei chiese al gruppo se qualcuno avesse un chewing gum, ed io mi esibii in un teatrino nel quale mi ruzzolavo per essere il primo ad offrigliene uno. La scenetta ridicola ebbe l'esito sperato. Ad un tratto mi ricordai di cosa avevo per puro caso nel cruscotto della macchina: Concerto per Gruppo ed Orchestra dei Deep Purple, VHS di cui avevamo parlato il giorno dello scudetto. Presi la palla al balzo, nella mia mente, le dissi: "Vieni a fare un giro in macchina? Ho quel VHS di cui si parlava domenica...". Lei, senza pensarci mezza volta, mi disse di si. E vai, altra serata magica. Girammo in lungo ed in largo la Sicilia Orientale, io non capivo nemmeno dove stavo andando, nè perchè. Fu magico. A notte fonda, quasi all'alba, la riaccompagnai a casa. Fece epoca la mia goffissima frase, appena entrò in macchina, atta a rompere il ghiaccio, a buttare giù gli imbarazzi in modo da poter parlare chiaramente da lì in poi...che tecnica, ragazzi:
"Ma tu, vorresti stare con uno come me?" Era un chiaro segno dello squilibrio che lei mi causava, ed ancora oggi, a volte, lei mi deride per quello strano approccio. (Avviso ai più giovani: non fatelo MAI!)
Comunque. Lei divenne la mia inseparabile compagna, eravamo innamorati persi e lo siamo ancora oggi, nonostante gli anni. Non nego che ci siano stati degli alti e bassi, delle crisi perfino, ma io, in effetti, non ho mai considerato la mia vita senza di lei e credo sia reciproco. La crisi che abbiamo passato di recente è lì a testimoniare quanto ci amiamo. Mi dispiace se a volte sono stato un gran rompipalle, e se a volte i miei dubbi sull'universo si siano riflessi nel nostro rapporto. Non volevo. Non avrei mai dovuto. Ma siamo ancora qui, e ci amiamo. La sposerò, ragazzi.
Quanto è vero che quegli occhi finto-neri mi colpiscono ogni volta che ci guardo dentro.
Vabbè, dai, questo capitolo lo dedico a Lei e a Lei soltanto, e non parlerò d'altro. Spero sinceramente che il prossimo sia l'ultimo, sono un dannato chiacchierone. Devo ancora parlarvi della mia musica fino ad oggi, poi concludo questa saga.
Because the world is round, it turns me on...
Because the world is round...
Because the wind is high, it blows my mind...
Because the wind is high...
Love is old, love is new,
Love is all , love is you
Because the sky is blue, it makes me cry...
Because the sky is blue...
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