PRIMO SOCCORSO
Post n°3 pubblicato il 04 Marzo 2008 da AreaDUCATI
I presenti articoli sono a scopo puramente indicativo; si consiglia di seguire un corso di primo soccorso per potersi trovare pronti ad affrontare un'emergenza del genere.
In caso d'emergenza: il numero ICE Come impostare il numero di emergenza utile per un'eventuale prestazione di soccorso.
Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto spesso, in occasione di incidenti stradali, o comunque di malore, i feriti hanno con sé un telefono portatile. Tuttavia, in occasione di interventi, non si sa chi contattare tra la lista interminabile dei numeri della rubrica.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta, nella lista dei propri contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (=In Case of Emergency).
E' sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona da contattare utilizzabile dagli operatori delle ambulanze, dalla polizia, dai pompieri o dai primi soccorritori.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare ICE1, ICE2, ICE3, etc. Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile. Fate circolare il messaggio di modo che questo comportamento rientri nei comportamenti abituali. Cosa fare in caso di incidente?Consigli pratici e operazioni indispensabili da compiere per prestare un efficiente primo soccorso in un incidente motociclistico
Ovviamente il primo consiglio fondamentale che a tutti viene in mente è l’uso della testa (e di quello che c’è dentro!), di una buona dose di prudenza, che non è mai troppa e del buonsenso unito alla capacità di prevenire situazioni pericolose.
Detto ciò, iniziamo ad esaminare cosa bisogna fare nell’eventualità di un incidente con motociclista a terra.
Fermiamo il nostro mezzo in posizione visibile e sicura per gli altri utenti della strada, a non meno di 10 metri di distanza dalle persone coinvolte: questo per lasciare spazio ai mezzi di soccorso. Ci togliamo il casco e lo posizioniamo ben visibile in mezzo alla strada prima della nostra moto; la moto e il casco, specie se di colori sgargianti come spesso accade, contribuiranno ad allertare eventuali veicoli che sopraggiungono della situazione di emergenza. Eseguite questa semplici ma utili operazioni, ci avviciniamo al luogo dell’impatto, avendo cura di spegnere la moto dell’incidentato nel caso questa sia ancora accesa. A questo punto la zona dovrebbe essere sicura e dovremmo aver scongiurato, tramite lo spegnimento del mezzo, la possibilità di esplosioni, incendi o altri spiacevoli inconvenienti che potrebbero aggravare la situazione. Chiamiamo il 118, riferiamo esattamente il luogo dell’incidente, il numero di persone coinvolte e se queste sono coscienti e, infine, lasciamo il nostro numero di cellulare nel caso in cui i paramedici dell’ambulanza abbiano bisogno di ulteriori indicazioni. In questa fase è fondamentale mantenere la calma ma agire con rapidità e precisione: non ci curiamo di chiamare polizia o carabinieri, visto che sono in ascolto delle chiamate che vengono fatte ai centralini del 118 e quindi inviano le volanti autonomamente.
ATTENZIONE: questo non è un manuale di pronto soccorso. Sono informazioni che potrebbero venire utili in certe situazioni, ma non fanno di voi paramedici. In ogni caso, voi avete il dovere di fermarvi e chiamare il 118, altrimenti sarebbe omissione di soccorso, ma non siete costretti a intervenire sul campo se non vi sentite o se vi ritenete inesperti. In situazioni mediche visibilmente gravi, non tentate manovre sugli incidentati per evitare di aggravare le loro condizioni.
Nel caso di una persona infortunata, solitamente riusciamo subito, anche da lontano, a vedere se è cosciente o svenuta. Anche se l’istinto ci spinge naturalmente a prestare aiuto ad una persona che lo invoca, la precedenza assoluta va data alle persone incoscienti; se una persona è in grado di parlare e muoversi, allora c’è da supporre che le sue condizioni non siano eccessivamente gravi.
PERSONA SVENUTA: importantissimo è non sfilare il casco, ma aprire solo la visiera per agevolare la respirazione. Non somministriamo ne farmaci ne liquidi per via orale, perché c’è un reale rischio di soffocamento. In presenza di perdite di sangue, di qualsiasi sorta, è buona norma avvolgere intorno alla ferita un panno pulito e legarlo stretto quantomeno per rallentare la fuoriuscita di sangue; nel caso in cui la bendatura si imbeva completamente di sangue, non rimuoverla per evitare di ostacolare il coagulo, ma applicare sopra di essa nuove fasce asciutte. Qualora nella ferita siano presenti corpi estranei, non tentare la rimozione. Il laccio emostatico, che in genere è usato per fermare le emorragie, necessita di un uso oculato, onde evitare danni irreparabili ai tessuti dovuti alla mancanza di sangue ossigenato: va allentato per 5 minuti ogni 10 di utilizzo. Nel caso di traumi evidenti all’apparato scheletrico, l’unica cosa da fare è l’applicazione di ghiaccio, sconsigliato l’uso di pomate o unguenti.
PERSONA COSCIENTE: la costringiamo a restare nella posizione in cui si trova, tranquillizzandola e parlandole da vicino e guardandola in faccia. Anche qui è fuori luogo l’asportazione del casco. Non somministrare né acqua né medicinali di alcun genere. Le eventuali ferite si medicano nel modo sopra descritto, usando però la massima delicatezza visto che stiamo trattando con una persona in grado di avvertire dolore.
Negli incidenti motociclistici i traumi più diffusi sono la rottura del bacino, danni alla colonna vertebrale, specie alle vertebre cervicali (collo). In casi minori si hanno episodi di distorsione o rotture alle articolazioni degli arti inferiori dovuti al fatto che all’istante della caduta/impatto le gambe del motociclista rimangono “pressate” tra asfalto e moto. Proprio a causa di questi traumi è necessario agire con molta cautele, evitando movimenti bruschi dell’incidentato, che se possibile va lasciato nella posizione in cui si trova. Ci sono serie possibilità che le schegge provenienti dalle vertebre fratturate recidano il midollo spinale, paralizzando la persona dal taglio in giù
All’arrivo dei paramedici non ve ne andate, ma fornite quante più indicazioni possibili sull’incidente per aiutarli a individuare ulteriori ferite magari non visibili sul corpo degli incidentati.
La polizia o i carabinieri probabilmente vorranno vedervi per farvi alcune domande di prassi: esponete solamente i fatti che conoscete, senza le vostre supposizioni.
Sperando che nessuno di noi si imbatta mai in una situazione del genere, spero questo mio articolo vi sia stato utile.
E ricordate, “prevenire è meglio che curare”
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Inviato da: latuapasserotta2009
il 06/10/2010 alle 16:46
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