
Una vacanza in barca a vela non è per tutti.
Gli spazi sono ristretti e sei costretto a vivere a stretto contatto con persone in gran parte sconosciute.
Ma se ognuno riesce a rispettare gli altri e soprattutto lo spazio altrui, la vacanza può essere veramente interessante.
Così come lo è stata nella settimana che ho passato a navigare nel mare della Croazia, di fronte a Zara, tra le isole brulle della Incoronate.
A bordo di un Bavaria 49, una barca a vela di circa 15 metri, insieme ai miei 10 compagni di navigazione, tra i quali lo skipper di Ancona, una coppia di simpatici milanesi e un comasco, ho imparato i variegati termini velistici.
Randa, fiocco, bolina, strambata, orzare, puggiare, gavitello, trappa, puggiare, scotta, galloccia, vang, bitta, ecc.. ecc... non sono più parole astruse, ma hanno assunto un chiaro significato.
Sebbene tuttora molte cose mi sono di difficile comprensione, con l'aiuto dello skipper e di chi aveva la patente nautica, ho imparato alcune manovre fondamentali e mi sono occupato dell'ancoraggio in rada e della presa della trappa in marina, quest'ultima un'azione da spaccare la schiena, ahimè!
Inoltre ho imparato anche a fare alcuni tipici nodi da marinaio, tra cui la gassa d’amante.
Adoro imparare cose nuove! 
E poi il mare della Croazia è veramente stupendo e ho raggiunto anche i 10 metri in apnea tanto era limpido!
Senza parlare delle grigliate miste di pesce… il miglior pesce che abbia mai mangiato!
Immancabile alle 19 l’appuntamento con l’aperitivo!
Gli onnipresenti spritz e salatini che tanto sono stati apprezzati dai nostri compagni di barca… e pure delle barche vicine alla nostra!
Inviato da: diletta.castelli
il 11/10/2016 alle 17:03
Inviato da: ochhidigatta
il 06/01/2016 alle 19:07
Inviato da: ochhidigatta
il 28/01/2013 alle 19:53
Inviato da: ochhidigatta
il 11/01/2013 alle 17:43
Inviato da: JAMIRO1
il 22/02/2012 alle 19:17