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AENARIA - ISOLA DI ISCHIA

Post n°129 pubblicato il 06 Settembre 2007 da JAMIRO1
 
Foto di JAMIRO1

Ad Ischia non c'ero mai stato e quando si è presentata l'occasione di andarci per fare una settimana di immersioni nel mare dell'isola, ho accettato immediatamente.
In seguito si sono aggiunti alla comitiva un amico e due amiche e ho avuto la brillante idea di noleggiare una Multipla per riuscire a contenere tutti i nostri bagagli, compresa l'attrezzatura da sub, cosicchè alle 23,30 di sabato sera siamo partiti alla volta di Napoli, con arrivo a Pozzuoli alle 7,30 di domenica mattina.
Imbarcati e arrivati all'albergo, appena ci hanno dato le stanze, sono crollato a dormire, nonostante il mio amico russasse a livelli da muro del suono!

Le immersioni ad Ischia, in un mare caldo e limpido, sono state molto belle, in particolare quella in mezzo ai coralli e quando abbiamo trovato una coppia di aragoste che se ne stavano tranquille fuori dalla tana per nulla turbate da mezza dozzina di sub che le illuminavano.

Un pomeriggio, abbiamo visitato il Castello Aragonese, che stava di fronte al nostro albergo.
Il Castello presenta dei giardini molto belli e scorci di antiche case medievali. C'è chi ha apprezzato molto il museo degli strumenti di tortura, ma personalmente, la cosa che più mi ha sconvolto è stato il cimitero delle monache, formato da due ambienti con una decina di sedie in pietra, con al centro un'imbuto sempre di pietra, sulle quali venivano lasciati i corpi morti delle monache a decomporre, raccogliendone i liquami nauseabondi dalle sottostanti aperture (vedi foto), mentre ogni giorno le altre monache in visita pregavano al lume delle candele, nel fetore dei cadaveri imputriditi e prendendosi a loro volta malattie mortali.
Una cosa allucinante e vomitevole!

 
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I Gabbiani

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"Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro in perpetuo volo.
La vita la sfioro com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch'essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere balenando in burrasca."
(Vincenzo Cardarelli)
 

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