Jim Morrison vive in esagerazione - il suo trascinarsi quasi inciampando e la sua pigrizia - come atteggiamento sul palco, il viso imbronciato rivolto verso l'alto con gli occhi chiusi, la ponderosa ma precisa voce degna di una delle migliori performance di Brando. James Douglas Morrison, Superstar, Poeta, e idolo della nascente generazione Americana, sarebbe un perfetto bersaglio per i satiristi. A parte questo, lui non è così nero come viene dipinto.
Già avvisato dai miei colleghi dell'imprevedibile comportamento di Morrison con la stampa Inglese durante la recente e avventurosa visita dei Doors, non si stemperò la mia voglia di vedere e intervistare Mr. Morrison; il suo pubblicitario sosteneva che lui poteva essere sia civile, politico, certi giorni anche eudito, che grossolano o, come dice Jim, "primitivo" il giorno successivo. Con quale estremo stavo per confrontarmi?
"E' abbastanza buono oggi" disse il suo pubblicitario Inglese alla Polydor - Elektra Records, con l'aria di una che parla del più selvaggio leone dello zoo di Londra.
Fui introdotto in una piccola stanza dove si trovavano i Doors, e tante altre persone che girovagavano avanti e indietro senza un apparente ragione. Molti di loro discutevano su Morrison, e c'era Jim, in camicia (aperta fino al petto) e pantaloni di pelle nera, che dominava la stanza.
Tra i presenti con alcuni propositi, c'erano tre gentiluomini della Granada Television che filmavano l'intera visita dei Doors con un raro grado di devozione.
Un Robbie Krieger, chitarrista dei Doors, che sembrava annoiato e mi disse più tardi che uno di loro era stato seguito fino in bagno! Vicino a Robbie c'era il batterista John Densmore, un attivo studente Maharishi, coloratissimo nei vestiti, il quale era seduto a gambe incrociate sulla sua sedia, parlando poco e guardando il caos che si immaginava pensando ad una conferenza stampa. In un altro angolo sedeva Ray Manzarek, con un senso politico sul volto ed una linea politica nelle risposte.
Krieger, che si nascondeva dietro occhiali da sole neri e la barba incolta, aveva alcune interessanti cose da dire su Morrison in una breve intervista che concesse a un uomo della Granada Television: "- Cos'è vero dei comportamenti di Morrison che si sentono in giro? - Dipende da quale giorno della settimana lo prendi. Penso che io lo capisca più di chiunque altro essendo stato con lui per tre anni, ma non lo comprendo ancora completamente", disse Robby. Morrison certamente sapeva come gestirsi e aveva una certa presenza scenica da attore. Alle domande seguirono prolungati periodi di profonda riflessione accompagnati da occhi chiusi d'una intensa espressione. Spesso si perdeva così tanto tempo per rispondere che l'intervistatore perdeva il filo del discorso, rispondeva con un tono incespicato che ricordava i suoi movimenti sul palco. Il suo primo desiderio era quello di aumentare la stima dei suoi spettatori durante i due suoi concerti a Londra al Roundhouse. " - Era uno dei migliori concerti che avessimo mai avuto. Era come tornare indietro alle radici e questo ci stimolò ad avere una buona performance. Fummo fantastici. E' tutto quello che posso dire, eccetto che ci divertimmo a suonare al Roundhouse più di ogni altro posto per anni. " Riguardo il suo spettacolo chiesi a Jim quanto importante fosse l'aspetto sessuale: " - Il sesso è soltanto una parte del mio spettacolo, ci sono molti altri fattori, è importante, ma non è la cosa principale, perchè tutta la musica è una cosa basata sulla natura e quindi le due cose non possono essere separate. Ma le cose sessuali vengono fuori perchè fanno vendere copie."- Quanto è importante la politica nel tuo modo di scrivere? " - Non penso che la politica sia uno dei maggiori temi nelle mie canzoni. Lo è in poche canzoni, ma sempre in piccola parte. La politica è fatta di persone e la loro interazione con altre persone, quindi non puoi separarla dal resto. " A questo punto divenii consapevole che c'era una parte di Morrison, solo una piccola parte che era riluttante nel prendersi sul serio. I giornalisti fiduciosi che trascrivevano i pensieri di Morrison nei giornali erano al corrente che dovevano distaccarsi dal suo lavoro per un secondo, così da poter vedere la sua autoironia ed i suoi contenuti.
Jim sosteneva che Elvis Presley insieme ad altri giganti della sua era come Little Richard, Jerry Lee Lewis, Fats Domino, Gne Vincent, avevano avuto una precoce e forte influenza su di lui.
Jim fu abbastanza cortese con me. Ma un accento di quello che poteva essere un Morrison "primitivo" venne fuori durante le persistenti domande che un giornalista gli fece sui paragoni tra lui e Mike Jagger. "- Ho sempre pensato che i paragoni sono inutili e noiosi, chi dice queste cose usa le scorciatoie del cervello. ", rispose Jim. Poi Jim mi disse che, per quello che leggeva nelle sue lettere, i suoi fans erano intelligenti e molto sensibili, e gli insegnavano a vivere meglio.