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I prof. del Palizzi

Post n°15 pubblicato il 02 Settembre 2012 da keepty67

Questa è una di quelle sere.

Rorò ha completato tutte le missioni giornaliere, i bambini dormono e lei finalmente può dedicarsi alla sua amata pittura. La musica accompagna Rorò nel suo viaggio nella fantasia, pennelli e colori il suo unico bagaglio, la sedia sgangherata, il cavalletto e la tela sono il mezzo per arrivare in quei luoghi della mente che  solo Rorò sa come raggiungere.

Tra una pennellata e una sfumatura, una inspiegabile associazione di idee, portano i pensieri di Rorò a focalizzarsi sugli anni del liceo, Proprio qualche tempo prima, aveva ricordato i suoi ex-compagni di classe, ma stavolta i suoi ricordi sono legati ai professori.

Quasi a scannerizzare la lista, il primo che le viene in mente è il Prof. Nino Adamo, croce e delizia della sua esperienza scolastica. Il primo anno fu tremendo, il prof. di progettazione era un tipo sui generis, soffriva di antipatia e simpatia a seconda di come gli giravano. Con Rorò il primo stadio fu di assoluta antipatia, a tal punto che le mortificazioni pubbliche erano all'ordine del giorno. Stanca di sentirsi dire che avrebbe dovuto cambiare scuola perchè inadatta , un giorno Rorò , era al secondo quadrimestre del secondo anno, decise di sfidare la sorte, imbrogliando ,molto disonestamente, la capacità di giudizio del prof. Adamo.  Pochi giorni prima il prof. aveva schizzato la planimetria di una villa su uno dei fogli di Rorò, come esempio di come andava fatto il rilievo, usando però una matita dalla punta molto sottile e leggera. Arrivata in classe , e non volendo più subire i suoi paternali, Rorò passò sul disegno del prof. una matita molto doppia e morbida, avendo cura di ricalcare tutte le linee ,in modo da nascondere il tratto precedente. Fece in modo che il Prof. vedesse che stava lavorando e quando questi si avvicinò, convinto di trovare l'ennesima mostruosità, così definiva i suoi lavori, la sua espressione si " illuminò di immenso " ! Da quel momento e per tutto il resto degli anni, Rorò era diventata la sua pupilla, lei si che sapeva disegnare!!!! Rorò ha convissuto con un leggero senso di colpa per i primi 5 minuti, dopo decise che era una fortuna che non andava sprecata. Il prof. Nino Adamo , mito del Palizzi , aveva fatto soffrire tanti altri alunni, per una volta l'onore della scolaresca era stato vendicato!!

Rorò compie un'altra evoluzione pittorica e sorride compiaciuta.

La seconda della lista è la prof. Nusco, italiano e letteratura. Il termine rincoglionita, non era un'offesa, ma la pura realtà. Brava nel suo lavoro, colta e pertinente, unico difetto dimenticava di tutto. Anche in quel caso una leggera propensione per chi le stava simpatico c'era, ma la sua era molto minore, un minimo di obbiettività ancora le riusciva. Spesso, molto spesso..troppo spesso, veniva in classe senza il suo registro, che puntualmente aveva dimenticato da qualche parte , e chiaramente non ricordava dove, decideva a casaccio chi interrogare e magari ti capitava di prendere un bel 7. Lei appuntava la valutazione in uno di quei milioni di foglietti sparsi nella sua borsa, e la volta successiva, col registro, quando l'alunno le chiedeva se aveva registrato il voto lei ti rispondeva: " non dire fesserie,  non ti ho ancora interrogato, anzi ora che vedo è proprio il tuo turno, vieni". Chiaramente la valutazione non era la stessa.

Rorò stavolta scoppia in una risata fragorosa, la sua amica Rossana, era stata spesso vittima di queste allucinazioni.

La prof. Irollo, insegnante di matematica , era tutt'altra cosa. Rorò non amava la materia, ancora oggi prova una sorta di repulsione verso di essa, ma non aveva mai conosciuto un'insegnante migliore di lei.  Dolce e paziente, pur di aiutarti era disposta a spiegarti le stesse cose anche trenta volte, ma non le piaceva essere presa in giro, se ti chiedeva se avevi capito e tu per non doverti risentire la spiegazioni, dicevi di si e non era vero, facevi il più grande sbaglio della tua vita.

Rorò mentre intreccia i colori con la fantasia, sospira ancora di sollievo, ricordando che al suo esame di maturità si portavano solo due materie, e quando ad aprile del 1987, tra le materie non c'era la matematica, la prof. Irollo la fermò nei corridoi e le disse. " da questo momento in poi, sei libera di non venire più alle mie lezioni, vai in bagno, vai in cortile, vai dove vuoi, ma lasciami lavorare in pace con chi è interessato alla materia ! "

La prof. Maria Forte !!!!!!  Se Adamo è stato un mito, La Forte era LEGGENDA !!!  La prof. insegnava storia dell'arte, materia che Rorò amava e che ancora oggi adora, ma forse se non avesse avuto lei come insegnante, sarebbe stata una materia come le altre. La Forte era stata una figlia dei fiori,( una volta confessò con tutta semplicità, che fumare la marijuana, non le era dispiaciuto affatto, anche se era passato quel tempo ) una rivoluzionaria, un'anticonformista , la sua fede politica era la sinistra , quella vera, quella con degli ideali, stava sempre dalla parte degli studenti e a loro lasciava il compito di valutare le interrrogazioni dei compagni di classe. Amava la sua materia e l'insegnamento, ma lo faceva in un modo speciale, coinvolgendo anche il più restio degli alunni. Rorò legò subito con l'insegnante, il suo attaccamento era addirittura morboso, e per questo alcuni compagni di classe le diedero il soprannome di ATTAK, la prof. forse se ne rese conto, ma non fece mai niente per allontanarla.

Rorò si ferma, ha le lacrime agli occhi, quanti ricordi.

Gli insegnanti di laboratorio erano 4, ma quello che Rorò non  può dimenticare era il prof. Notte.  A scuola gli fu dato il soprannome di Eolo, in effetti il suo alito era una tempesta che ti tramortiva. Rorò ricorda le sue lunghe unghia gialle, la nicotina delle sigarette senza filtro, avevano ormai corroso ogni residuo di cheratina, il lavoro continuo di ebanista , tra collanti, seghe e vernici varie, aveva fatto il resto. Il prof. era fissato con gli incastri a coda di rondine, col turapori e col seghetto a mano, gli alunni del laboratorio avevano realizzato migliaia di pezzi, tutti perfettamente incastrati a nido di rondine , per 5 anni non facevano altro che quelli ! Le ore di laboratorio erano quelle che piacevano di più, in quei locali, il gossip era l'argomento di conversazione preferito delle ragazze, i gavettoni era l'attività preferita dei ragazzi, lì sono nati amori e amicizie, e lì sono finite,  lì sono nate faide tra vari gruppi  e lì sono state combattute, e sempre lì, le risate regnavano sovrane incontrastate.

Rorò guarda una delle tegole di legno che ha intagliato e inciso, e mentalmente ringrazia il prof. Notte per averle insegnato ad usare gli attrezzi che sono serviti a realizzarla.

La lista è ancora lunga e ben fornita di elementi e soggetti particolari, Rorò è convinta che nessun prof. veramente sano di mente, potrebbe insegnare al Filippo Palizzi, se quella scuola è decisamente speciale, è proprio grazie ai suoi professori.

Rorò, guarda il quadro, è notte fonda e gli occhi cominciano a chiudersi per il sonno, domani se tutto andrà bene, potrà continuare a dipingere e a ricordare.

                                                                                            Rorò


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