L'ACACIA...nomade
...SAPERE NON E' CONOSCERE...vedere non è capire...finestre di me...
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Non sono così moderna da fare della trasgressione il mio stile di vita...
ma sono così pudica...da farne il mio segreto.
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...E' SENTIRE I SEGNI DEL PROPRIO VIAGGIO...
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... sono...dove non sarò mai...e sempre mi cerco...
...sono...dove mi perdo...e non mi aspetto...
...sono...dove quell'aria muta e certa...mi fa' tremare l'anima...
... e solo là...sò dove sono...e dove sei...
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messaggiando tra figurine...c'è sempre qualcosa da imparare
Post n°263 pubblicato il 03 Novembre 2010 da porca.pu.pazza
. . FIGURINE: noi...io... quando lo scambio...sepppur virtuale di parole...non somma...non sottrae...e resta fine a sé stesso...e soprattutto spariscono e non sapremo mai chi sono...ed alle quali non faremo mai sapere chi siamo...in poche parole chi si nasconde dietro la figurina del proprio nik... , PICCOLA PREMESSA: le figurine in questione sono la sottoscritta ed una qualunque, di genere maschile, persa di vista, con la quale ci eravamo già conflittualmente salutati confidando in una reciproca indifferenza. Casualmente la ritrovo nel mio profilo...non resisto...ed ironicamente mando un messaggio...(già l'ironia...difficile nel reale...qui...dove è il tono di voce che la definisce...praticamente impossibile...ma io sò de coccio nonchè vittima della mia curiosità e quindi insisto e provoco) con il quale più o meno dico: non hai resistito e sei tornato tu...a seguire l'evoluzione messaggistica: ricevuto da me: invece di aprire le braccia ed accogliere chi "torna" stai li' a tesser le tue lodi di pizia, dimenticando che chi torna puo' esser solo di passaggio, se il suo viaggio porta piu' lontano. tu che fai, vuoi farmi restare? (n.d.p.: restare?...ma se non sò neanche chi sei ed il tuo porti ti porta già lontano...) . inviato da me: ci sono passaggi che valgono più di infinite soste...e mete...sono l'essenza del viaggio a volte...perchè lo mettono in discussione e ne fanno scoprire nuove sfumature... io non tesso le mie lodi da pizia...ma leggo quello che mi scrivono...in questo caso quello che hai scritto nel primo messaggio...(n.d.p. nota della pupazza: affermava di non saper resistere alle tentazioni) io sono qui...educata accolgo chi ha il piacere di stare con me...ed educatamente dico bentornato a chi torna...sorridendo. - ricevuto da me: se quell'educazione, o quel desiderio di "stare" non riguarda nello specifico me, ma un chi passa generico, quasi chiunque esso sia, quell'educazione piu' non mi riguarda... perché poi a forza di semplificare sai che succede, che si diventa marmellata al punto di finire a dire, o tentare di spiegare, per esempio, a chi parla di itaca della complessita' del viaggio. non sto mai con chi educatamente si comporta, nel sorriso e nel pianto, solo per routine. . inviato da me: ecco... .. inviato da me (il giorno dopo): Buongiorno...prima di cancellare ogni messaggio lo rileggo per avere la certezza di averlo inteso...sono fatta così...qualcosa di ridire?...un po' come nel reale...mi sforzo di essere coerente...e mi metto in discussione...chissà mai se ci riesco...rispetto ovviamente il tuo non stare con chi educatamente si comporta e sorride e piange solo per routine...ed addirittura condivido...rispetta tu la mia insofferenza verso coloro che senza nulla sapere sentenziano...e aprono bocca e gli danno fiato, perdonerai la prosaicità non sono così culturalmente educata da fare citazioni elevate per ogni occasione, se quel definire riguarda me...posso solo dire mi conosci?...sai forse qual'è il mio modo educato di dire e fare...sai forse del mio sorriso e del mio pianto? e tu? sei così pieno di te da credere che io possa "trattenerti" senza sapere niente di te? quello che scrivi mi è sufficente.. .. ricevuto da me: niente da ridire, come niente da giudicare in fondo. perché dall'esprimere un'idea (o un eventuale rischio) ce ne corre per arrivare al giudicare in sé. se credi che cio' che abbia "sentenziato" sia frutto dell'esser pieno di me, beh ne hai costruita di roba senza che avessi la base ben piantata per terra. se in quel pieno di me ci metti la tua semplice postilla a pie' di pagina, quella della pizia, per intenderci forse il discorso ritorna su binari che nemmeno sfiorano la prosopopea e/o la presunzione intrinseca al giudizio. sara' per questo, dunque, che "quello che scrivi mi è in-sufficente"... per meglio capire, per fortuna. o per disgrazia. buona giornata a te. . inviato da me: "non sto mai con chi educatamente si comporta, nel sorriso e nel pianto, solo per routine..." è un'affermazione non inserita in un contraddittorio e quindi un giudizio rivolto a chi si indirizza... io avrei detto...tu sei una di quelle persone?..ma io sono una che insufficientemente mi faccio capire....questione di educazione...in questo caso dialettica... Arrileggerci...se non saprai evitare le disgrazie. . ricevuto da me: coda di paglia la chiama qualcuno... sentirsi chiamati in causa, sempre e comunque, anche quando chi parla fa un'ipotesi generica. .non ci rileggeremo, dunque, vista la mia innata capacita' ad evitare cio' che definisci disgrazie. inviato da me: lo stesso dicasi per te....si fugge sempre per evitare educati chiarimenti (coda di paglia ... vale...come per l'educazione di routine) Io non mi sono sentita chiamata in causa...ho letto solo un messaggio rivolto a me...non inserito in un contraddittorio con replica a distanza e i fraintendimenti che questo mondo virtuale genera. Non ci rileggeremo, non è dipeso da me. (nd.p. naturalmente il rileggerci...ora). .- ....e così via fino ad un educato concludersi del messaggiare. - . Non potevo non riportare quanto accaduto...come non ringraziare la figurina del caso per avermi insegnato dell'educazione, del pianto e del riso da routine. Sperando così di illuminare chi, come me, non è poi così moderno...ed è uso a tanta consuetudine. Allora, tanto per farla breve, non posso che ribadire il ringraziamento a chi mi ha insegnato, o quanto meno illuminato, su un dilemma che mi angustia da tempo. Tralasciando il sorriso di routine, tipico degli idioti che sorridono sempre e comunque, (avrà voluto darmi dell'idiota? mha...), tralasciando il pianto di routine, che mi auguro non appartenere a nessuno e che solo mi ricorda le antiche prefiche, (avrà voluto dirmi qualcosa? mha...), e tralasciando l'inutilità del messaggiare in questi toni, l'educazione di routine merita attenzione. Non credevo esistesse...credevo nella falsità di un'educazione anche troppo spesso ostentata, ma certo quella di routine è na bella roba...non si può certo risolvere in due righe, e qui poi...è roba da trattati ma, dopo una profonda riflessione mi sono detta...ecco perchè al giorno d'oggi tanta maleducazione...solo perchè non si vuol essere monotoni e banalie soprattutto di routine. Infatti, poichè qualunque forma educazione si fonda sulla ritualità della ripetizione...eterna e quindi uniforme...e naturalmente di routine...in un mondo dove tutto si uniforma al niente...ma sì, siamo originali...non salutiamo...non rispettiamo...(il rispetto è ancora educazione?), e chi più ne ha più ne metta. Però mi chiedo...quando l'educazione sarà soltanto tale, senza bisogno di qualificazione, talmente innata, come un respiro, un battito del cuore, da non doverne più parlare se non per riconoscerne ed assaporarne il valore? Non mi risponderanno certo i figli di questi tempi così educati all'originalità. . . |
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VADO...
Cerco limiti alle regole infrante...
trovo regole che non conoscono limiti...
...MI ALLONTANO...
Sono in viaggio...nella mia vita...
non mi affretto a ritornare...
la mia casa è il mio sentire...
lentamente sosto...trattenuta da emozioni.
MI PERDO...
Esiste un confine...
oltre il confine...
è la licenza di osare.
Vestita di sguardi...
è lì...che adoro sostare...
...svuotata di verbo...e colmata di gesti.
(HO SEMPRE SOGNATO DI TE....)
Disegna i miei fianchi...non ancora stanchi, con i tuoi occhi attenti....dopo gli affanni e prima che il tempo ci porti altri inganni.
Sottolinea sul viso...un mio sorriso improvviso...e definiscine i tratti...senza più scatti. Colora i miei seni...non ancora sereni...ed evidenzia ognu punto non ancora raggiunto. Tratteggia un mio piede...ed uniscilo all'altro...segnando così il nostro passaggio...dalle mie gambe attingi colori...procurati il tempo...ed ogni momento...che non conosca rimpianto.
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