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EVOLUZIONISMO E SOCIETA’

Post n°216 pubblicato il 19 Ottobre 2009 da Fratus

La teoria dell’evoluzione non è soltanto una spiegazione scientifica della storia del mondo, ma è molto importante anche per quanto riguarda il mito del progresso, la speranza di potere risolvere i problemi dell’uomo tramite le scoperte scientifiche. Una visione ottocentesca, positivista e scientista, imperante tutt’oggi e della quale la teoria dell’evoluzione fornisce “patente di scientificità”.

Sul piano strettamente scientifico e tecnologico la speranza del progresso scientifico è confutata dal fatto che ancora oggi la nostra società è minata da molte manie: se molte malattie sono state sconfitte grazie alla ricerca scientifica, è anche vero che ne sono nate di nuove accreditabili alla stessa scienza/tecnica (A.I.D.S., problemi respiratori, angosce, stress). Bisogna poi valutare i mancati successi e i danni collaterali conseguenti all’abuso della scienza. A differenza di ciò che viene spesso affermato – ad esempio – i dati storici rilevabili dimostrerebbero che in passato la speranza di vita massima non fosse molto differente da ora (anche oggi in Italia i più longevi si trovano nelle zone poco intaccate dalla società moderna). Neppure si può affermare che la manipolazione genetica dei cibi produca solo benefici e non problemi. Chi crede nell’evoluzionismo è convinto che si possa intervenire direttamente in ogni specie per il suo miglioramento genetico e che facendolo non si faccia altro che anticipare la natura. Applicando tale convinzione all’uomo, quest’ultimo verrebbe pian piano “trasformato” in una macchina artificiale. La scienza interferisce inoltre con le scelte dell’uomo e della società.

 Ma l’evoluzionismo si allarga all’ambito culturale e cosmologico finendo per diventare in tutto e per tutto identico alla filosofia di Herbert Spencer, che interpreta la società in chiave evoluzionistica, come governata da una legge universale di progresso  del cosmo e della vita. Si era convinti che il progresso evolutivo portasse alla perfezione – come scritto dallo stesso Darwin - e questo modello di pensiero venne trasferito anche alla sfera morale: il più evoluto diveniva il più complesso e infine il migliore. 

 Sul piano sociale e politico le teorie evoluzioniste furono fondamentali per l’avanzamento degli ideali borghesi, per legittimare colonialismo e sfruttamento. L’idea di progresso implicava la convinzione della superiorità dell’uomo “civile” rispetto all’uomo “selvaggio”: la società più evoluta aveva il “diritto” di sottomettere le civiltà ritenute inferiori.

 La teoria di Darwin è diventata così una visione del mondo, ideologica e metafisica, che fece da supporto “scientifico” alla dottrina di Marx e di Engels, al comunismo, al razzismo Hitleriano e al darwinismo sociale. Costituisce la base dell’idea individualista della società moderna, in cui il più forte ha la meglio sul più debole, diventando la giustificazione per lo sfruttamento dei popoli meno avanzati tecnicamente. L’evoluzionismo è il principio necessario di ogni materialismo, di ogni dottrina volta a negare Dio e la sua creazione. Principio necessario ma non sufficiente, poiché non risolve il problema della causa prima.

 Questo modello di pensiero portava l’uomo dalla natura all’artificiale, la vita aumentava in quantità ma non in qualità, l’uomo si estraniava dai suoi reali bisogni per trovarne di fittizi. Processo che portò, invece che ad un progresso, ad un decadimento morale e civile.

Harun Yahya nel suo libro dal titolo L’inganno dell’evoluzioneafferma che il materialismo abolisce i valori di base dello Stato e della società, generando una collettività senz’anima, interessata solo alla materia, senza ideali. Tale collettività ha vita breve, perciò il materialismo rappresenta una minaccia: perché, figlio dell’illuminismo e del positivismo, è convinto che la scienza risolverà tutti i problemi materiali dell’uomo, non dando risposte però alle esigenze spirituali. La perfezione non si intravede, la scienza risolve molti problemi ma ne crea di nuovi, mettendo la società in uno stato di angoscia perpetua, generando paura del futuro.

Nonostante il paradigma evoluzionista sia in crisi, si sente la necessità di una sociologia sull’evoluzionismo, che comprenda e analizzi l’impatto sul sociale che le speculazioni e la propaganda evoluzionista hanno avuto nella vita dell’uomo moderno.

 Cosa resta allora oggi di Darwin? Nei primi trenta anni del Novecento gli scienziati parlavano di “morte del darwinismo”. Forse morte no, ma difficoltà sì, che con il tempo sono aumentate. Il darwinismo come scienza è perciò in perenne difficoltà. Ciò invece che gode di salute, anzi, probabilmente è immortale, è il darwinismo come filosofia. Ed è probabilmente tutto ciò che resta di Darwin.

 

 
 
 
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