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Mi scappava proprio, ah che liberazione...

Post n°327 pubblicato il 26 Aprile 2010 da Fratus

 

Innanzi tutto partiamo dalle cose che sappiamo. Ad esempio so di per certo quando è il mio compleanno, e so con la stessa certezza che cosa sto festeggiando, la mia nascita. Poi ad esempio so quendo è capodanno e so anche cosa si festeggia, l’anno nuovo. Poi di questi giorni, se non erro il 25 aprile, so che si festeggia il 25 aprile stesso. Un po’ incuriosito dal fatto che in un giorno si festeggi il fatto che è quel giorno, ho deciso di dare una sferzata al mio bagaglio culturale ed ho scoperto una cosa sorprendente, che il 25 aprile si festeggia la liberazione. Che figata! Indagando un po’ più a fondo scopro che il 25 prile si festeggia la liberazione dalla dittatura ed occupazione nazi fascista. Che figata bis! Ma scusa, se una festa si chiama “festa della liberazione” senza specificare da che cosa ci si è liberati, io penso, e mi illudo, di essere libero da tutte le occupazioni. Per il fatto stesso che esiste la “festa della liberazione” io penso di vivere il un Paese libero; un po’ come penso che se c’è la “festa della mamma” ci siano le mamme, e via dicendo.

Ma viviamo in un Paese libero? Che bella domanda che mi sto ponendo, una domanda che eleverei al rango delle cosiddette domande esistenziali. Come tutte le domande esistenziali, la sua risposta e risoluzione in astratto è terribilmente difficile. Facciamo degli esempi: se un Paese è libero vuol dire che tutti i suoi cittadini sono liberi, e che tutti vivono in una situazione di pares, in Italia è così? ...mi pare di no. Se un Paese è libero vuol dire che i suoi cittadini sono liberi di dire quello che pensano senza farsi troppi scrupoli, la famosa libertà di parola, in Italia è così? ...mi pare di no. Se un Paese è libero vuol dire che tutti i suoi cittadini possono disporre di quello che hanno, liberamente, senza dover render conto ad un Grande Fratello (GF in senso strettamnete Orwelliano del termine) giudice insindacaile delle nostre azioni, in Italia è così? ...mi pare di no.

E allora che cavolo di leberazione è? Una liberazione con dei liberatori ma senza liberati?

Non posso e non voglio credere che ci spaccino per liberazione una cosa che liberazione non è. Mi veine quindi da pensare che magari non sia stata liberata tutta l’itlia, ma magari sono una parte di questa, una parte sia in seso geografico, che demografico. Magari solo una fetta di popolozaione ora è libera, ma gli altri no. Ed allora va rivisto il concetto un concetto cruciale di questo discorso, chi sono i liberati.

Se il soggetto che doverebbe essere stato liberato è l’Italia, allora è tutta una truffa. Se il suddetto soggetto è qualche italiano allora è vero. È dunque corretto e doveroso fare un distinguo tra varie Italie, che hanno riti diversi, che hanno valori diversi, che seguono percorsi storici diversi, c’è chi viene liberato e chi no, c’è chi è ora libero e chi è ancora occupato.

Questa ulteriore disomogenità interna allo Stato Italiano spinge verso un’analisi del concetto stesso di Stato, cotraposto all’idea di Patria. Se è vero come è vero che lo Stato Italiano nei fatti è ancora occupato, è allora insano ed inspiegabile perchè se ne festeggi la liberazione.

Preferisco quindi non festeggiare la liberazione di una entità voluta dai politici e dai burocrati, ma rimanere al “fronte”, a combattere coi mie fratelli per la mia Patria, che ancora libera non è.

CLAUDIO BOCCASSINI

 

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Commenti al Post:
sicily_pride
sicily_pride il 30/04/10 alle 00:14 via WEB
Hai ragione! Per questo non bisogna arrendersi alla situazione attuale. Ciao!
 
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