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Post N° 28

Post n°28 pubblicato il 19 Ottobre 2008 da la_rosa_nera1

Quella posizione continuava ad eccitare
Simona che cominciò a fare dei pensieri su come poter sfruttare quell’esperienza
una volta che ne sarebbe uscita: perché non organizzare dei “giochi” con il suo
ragazzo???



Allontanò quei pensieri e si
decise di voler cercare seriamente di sciogliere i nodi e fuggire: ma come? Le
corde erano troppo strette. Pensò allora di trascinarsi verso la scala – ma poi
che fare?



Doveva essere ormai pomeriggio
quando riapparve il capo banda che le rimise il bavaglio; “se mi imbavaglia
vuol dire che se ne vanno” pensò.



Niente di più sbagliato; la
sollevò di peso e la portò al piano di sotto dove c’era la macchina
sgangherata, e la caricò nel porta bagagli mettendole un cappuccio nero sulla
testa “mio Dio mi spostano; e dove mi porteranno?”



Dopo circa mezz’ora di viaggio
venne prelevata dalla macchina e, quando le tolsero il cappuccio vide che era
stata portata il una stanza, probabilmente di una casa della periferia.



Adesso era stesa su un letto con
lenzuola pulite, la stanza era semi oscurata ma un fascio di luce intensa
penetrava attraverso le imposte; l’arredamento era formato dal letto su cui era
legata, una sedia ed un armadio di metallo.



Venne lasciata sola per circa
un’oretta durante la quale cercò di rilassarsi e di distendere un pò i
muscoli…..i dolori ai polsi ed alle caviglie la facevano impazzire così come il
bavaglio.



L’uomo entrò nella stanza
all’improvviso togliendole il bavaglio e slegandole le mani e i piedi la portò
in bagno per consentirle di rinfrescarsi un poco: faceva molto caldo e Simona
era tutta sudata e sporca.



La ragazza, lasciata da sola
cercò subito delle forbici o delle lamette che le sarebbero servite per
liberarsi, ma l’unica cosa che trovò fu uno spazzolino da denti “uno spazzolino
per quattro?” pensò “il loro dentista deve fare gli straordinari”; mentre
pensava qualcuno bussò alla porta ed entrò il capo che le diede della
biancheria pulita “beh almeno sono gentiluomini”.



Simona sciacquò dolcemente i
polsi e le caviglie dove ormai i segni delle corde si stavano gonfiando
leggermente, e si cambiò, togliendosi la camicetta e la gonna, ormai
stropicciate e sporche e indossò la T-Shirt
che le avevano consegnato che risultò, ovviamente essere almeno di due taglie
più grande rispetto alla sua.



Quando uscì, si sentiva quasi
un’altra persona, aveva potuto lavarsi, ma per suo dispiacere non aveva potuto
spalmarsi le sue creme sul corpo ma soprattutto sui suoi bei piedini; venne
portata in un’altra sala dove su un tavolo c’era del cibo che mangiò con gusto
dopodichè venne ricondotta nella sua stanza.

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Data di creazione: 07/03/2008
 

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