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| CANAPA E AMBIENTE » |
LA CANAPA
Post n°1 pubblicato il 14 Novembre 2012 da liberatemaria
La canapa, è una pianta che è stata molto importante fin dall’alba della civilizzazione come fonte di cibo, di fibra tessile e di principi attivi medicinali. Al giorno d’oggi è coltivata su superfici esigue in quasi tutto il mondo e in quasi tutti i paesi per gli usi appena descritti. In Italia è coltivata su pochissimi ettari da società simili a CANAPUGLIA, che coltiva nel barese, per uso aliment are o per produrne carta. Ciò che determinò la scomparsa della Canapa dall’agricoltura italiana è stata la concorrenza sleale delle fibre artificiali, derivate dal petrolio. La concorrenza è sleale perché la partita non si gioca tra fibre tessili ma sulla demonizzazione di una pianta che come sottoprodotto di scarto ha una resina contenente principi attivi molto potenti. Ecco che dove potrebbe funzionare perfettamente la fibra di Canapa troviamo una fibra tipo il rayon a sostituire la droga. In più basti pensare a che faccia fanno gli italiani medi annusando una canna ed ecco spiegato perché non siamo più tra i maggiori produttori mondiali di Canapa (noi che siamo una lingua di terra dalle dimensioni ridicole eravamo tra i più capaci).I peli ghiandolari presenti sulle foglie e sui fiori della pianta producono una resina usata al giorno d’oggi come antidolorifico, broncodilatatore e ovviamente come blando calmante nell’uso ludico. Per ovvi motivi di interesse economico delle grandi case petrolchimiche e farmaceutiche il 90% del mondo la crede una pianta demoniaca capace di produrre solo droga. Niente di più errato, ma l’ignoranza è risaputo non ha limiti. La Canapa infatti era infestante in Italia nei primi anni del ventesimo secolo, poi il proibizionismo intervenne ad estinguerla dal nostro ambiente. Un motivo per rivalutare la Canapa è la quantità di biomassa prodotta in così poco tempo e a così basso impatto ambientale, ma è un ragionamento da agronomi e lo lasciamo qui senza approfondirlo.La Cannabis sativa è una pianta erbacea annuale che appartiene alla famiglia delle Cannabacee. La sua radice fittonante si approfondisce notevolmente sui terreni adatti, quindi ben drenati ed arieggiati. Il fusto è eretto, sottile, alto fino a 4 metri, la cui tendenza a ramificarsi viene contrastata innalzando la densità di semina. Le foglie sono palmo-lobate, formate da 7-10 foglioline ineguali, molto allungate, a margine seghettato. Il seme è un achenio ovoidale contenente un olio tra i più nutritivi al mondo. 1000 semi pesano dai 15 ai 30 grammi. Il seme dà piante dioiche, cioè individui maschi ed individui femmine. Alcune varietà autoctone e da fibra possono essere ermafrodite, ma questo è un carattere poco ricercato.Il miglior terreno per la Canapa, che cresce ovunque al pari di un’infestante, è un terreno fertile, omogeneo, molto profondo e ben strutturato. Il clima adatto va da quello subtropicale a quello temperato con eccezionale sensibilità verso le gelate, tanto che la temperatura di germinazione minima è 15 gradi centigradi. Il fabbisogno idrico è altissimo soprattutto durante la fioritura e la granigione, diventata perciò indispensabile irrigare nella fase di allungamento degli steli (stretching) se mancano le precipitazioni. Nella rotazione colturale è un tipica coltura da rinnovo ed è considerata un ottimo precedente per il frumento che, dopo la Canapa, trova ottime condizioni fisiche, chimiche e di rinettamento delle malerbe.Le concimazioni predilette sono quelle organiche e sono anche le più valorizzate, ma un minerale 150-100-100 kg/ha è un ottimo apporto.La semina si fa in aprile, 60 kg/ha di seme a file distanti 0,15 metri l’una a circa 3 cm di profondità per avere una densità di 150 piante a metro quadro. Il diserbo chimico o meccanico diviene non necessario vista la rapidità di accrescimento della Canapa, talmente rapida da soffocare le infestanti.La raccolta di fibra di Canapa un tempo era effettuata a mano e seguiva circa questa tecnica: mietitura, essiccagione in campo, ammollo per 10 giorni in acqua e infine separazione delle fibre dal cilindro centrale detto canapulo. Oggi purtroppo l’unico utilizzo della Canapa industriale studiato è per la fabbricazione della carta e si raccoglie così: falciatura e condizionatura in campo, essiccagione in andane per alcuni giorni e raccolta con macchine imballatrici comuni. La produzione per ettaro di Canapa da carta è tra le 10 e le 15 tonnellate. Così ne trattano i testi del settore, nulla viene detto in merito al potere curativo dei cannabinoidi che sono presenti nel nostro corpo sotto forma di endocannabinoidi quindi non sono niente di sconosciuto al nostro corpo. Nulla viene detto della filatura delle fibre tessili di Canapa, più fresche d’estate e più calde d’inverno rispetto a qualsiasi altra fibra anche di sintesi. Nulla viene detto della coltivazione di Canapa alimentare per estrarre l’olio o per produrre semi vendibili decorticati, ogni tanto qualche testo riporta informazioni sull’uso alimentare zootecnico tipo per i volatili allevati, ma niente sulla qualità dell’olio per sfamare noi umani. FONTE: http://www.cannabis.info/IT/enciclopedia/5189-la-canapa-una-pianta-dinteresse |
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