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LE COLPE DELL'OPPOSIZIONE

Post n°223 pubblicato il 08 Marzo 2009 da Luke79TO

LE COLPE DELL' OPPOSIZIONE

La lunga marcia della sinistra italiana verso il nichilismo ècominciata alla Bolognina, poche settimane dopo la caduta del Muro diBerlino - è utile rammentarla per capire in quale grave situazione cisi trova ora. Non ho consultato gli archivi del Pci-Pds per verificarese la decisione di abolire un partito (allora si disse "cambiare nome")fosse stata presa collegialmente dalla Segreteria o dal ComitatoCentrale. Ma per noi spettatori lontani, quella fu la decisione di uncapo. Il quale dall' alto della sua personale opinione decretò che eratempo di cambiare: era la storia a chiederlo, disse. Moltoprobabilmente il mutamento era indispensabile; anzi lo era certamente.Ma venne effettuato nel peggiore dei modi possibili. Con un attodiscrezionale, senza una deliberazione collettiva e ponderata; senzaandare all' origine ideologica e ideale di quel cambiamento, che restòdi facciata e vuoto di contenuti. Come un cambiar d' abito si passò dalcomunismo di facciata al liberalismo di facciata (spesso al liberismo,naturale vicino di casa dell' economicismo marxista). E da alloraquesto fu il metodo accreditato presso i dirigenti del maggiore partitodella sinistra. Un metodo decisionista e personalista, che anticipavaquello che ora tanto deprechiamo del Presidente del Consiglio. Unmetodo anti-deliberativo, tipico di monarchie assoluteo reggentidispotici; un metodo che consiste nel decide d' arbitrio prima, per poiconvocare organismi collettivi o congressi straordinari per legittimarepost-factum quella decisione e soprattutto farla digerire al popolosubalterno. In questo stesso modo da allora il partito hadeciso-e-digerito altre risoluzioni, quasi tutte improvvide esbagliate. Tra le peggiori delle quali c' è senza dubbio la famigeratabicamerale, quell' improvvida politica che ha fatto della nostraCostituzione una merce di scambio politico per creare alleanze e che,soprattutto, ha legittimato il patrimonialismo di Forza Italia. Ilpaese stava assistendo attonito e impotente alla formazione veloce epericolosa di un potere assoluto - quello mediatico-patrimoniale - e ileader dell' opposizione hanno con grande intelligenza pensato bene digiustificarlo e legittimarlo, invece di imbrigliarlo e contenerlo.Hanno pensato di farvici accordi e usare l' arma del compromesso senzafar troppo caso al fatto che solo tra eguali ci si può accordare;perché chi ha un potere sovrastante fa quello che vuole, e non onoragli accordi. Per fare accordi occorreva prima limitarne il potere. Ilcontrario sarebbe stato, come fu, un assurdo. Avevano mai avuto modo dileggere Locke o Montesquieu nei ritagli di tempo i dirigenti dellasinistra? Come in una giostra medievale, a forza di fendenti epicconate, la sinistra é stata ridotta a un' ombra di se stessa. Ed éammirevole che i suoi elettori abbiano resistito per tanto tempo,impotenti di fronte alle violenze e improvvide offese dei capi. Dainvenzione a invenzione: perfino imitando slogan di altri partiti inaltri paesi (come faceva notare il corrispondente dall' Italia per ilNew Yotk Times dando l' annuncio delle dimissioni di Walter Veltroni) emettendo insieme cose che non possono stare insieme, come il governoombra britannico e il partito elettorale americano, un guazzabuglio cheè stato degno di un apprendista stregone. Infine,a completare ilcapolavoro, le primarie: un metodo di selezione dei candidati cheprevede un partito consolidato e infine una struttura federale delpartito stesso: senza di che diventa guerra fratricida fra le muradelle città e delle contrade; il nemico sta dentro, con grandegodimento dell' avversario vero che sta fuori. E poi, si può adottareun metodo che vive di conflitto a fondamento di un partito che habisogno di grande unità, almeno per stabilizzarsi? Metodianti-democratici e rozzi, strutture e procedure sbagliate. E che cosadire dei contenuti? Sarebbe interessante sapere in che cosa credonoquesti dirigenti: sulla rappresentatività del sistema elettorale, sullascuola pubblica, sulla giustizia sociale, sul conflitto di interesse,sulle politiche per affrontare la crisi economica, sul pluralismoreligioso, sulla divisione tra stato e chiesa, sui diritti umanifondamentali, ecc. Non ci è mai stato detto con chiarezza: perché nonera possibile fare chiarezza, visto che non c' era davvero un' unità diideali e prospettive politiche, di alcuni ideali in particolare comequelli relativi all' interpretazione dei diritti individuali o dellostato laico. E infine, una nota dolentissima ma purtroppo realistica:molti dirigenti del Pd "vivono di" politica parlamentare essendo lapolitica il loro lavoro principale; questo dà loro una naturaledisposizione all' inerzia e al rattoppo. Non dal centro potrà venire ilrinnovamento. E di un rinnovamento di uomini e di donne c' è urgentebisogno. Senza del quale l' opposizione si consegna all' avversario ene sancisce un potere già pericolosamente ingombrante e ai marginidella costituzionalità. L' opposizione ha una responsabilità enorme,non solo o tanto verso i propri elettori, ma prima ancora e soprattuttoverso i cittadini italiani: la responsabilità di contribuire a fare delpaese una dittatura eletta. - NADIA URBINATI

 
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