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Conferenza del signor Luciano Bianciardi

Post n°9 pubblicato il 26 Marzo 2011 da ninolutec
 

 

 

CINEMA

Oggi, 25 marzo 2011, il programma associativo prevedeva un incontro con il signor Luciano Bianciardi, che ha svolto brillantemente la sua relazione, che ha avuto come suo tema il “Cinema”. Dopo una interessante e chiarissima introduzione, il relatore ci ha proposto la visione di svariate scene di tre film, che hanno fatto storia e che, ancora oggi, dimostrano di suscitare l’interesse dei più giovani. I film sono “Per chi suona la campana”(1943), un film diretto da Sam Wood conGary Cooper, Akim Tamiroff, Katina Paxinou, Ingrid Bergman;  “Duello al sole” (1946), un film di King Vidor con Gregory Peck, Joseph Cotten, Jennifer Jones, Lionel Barrymore;  “L’ultima volta che vidi Parigi” (1954), un film di Richard Brooks, con Elizabeth Taylor, Van Johnson, Walter Pidgeon, Donna Reed, Roger Moore.

"Per chi suona la campana" (For Whom the Bell Tolls), è il primo film a colori di Ingrid Bergman. Il soggetto del film è tratto dall'omonimo romanzo di Ernest Hemingway.
Nel 1943 il film fu mostrato agli statunitensi in versione "roadshow" con la durata di 170 minuti, ma per la distribuzione generale il regista tagliò alcune scene riducendo la pellicola a 156 minuti. In Italia giunse quest'ultima versione, censurata nei pochi punti in cui si faceva riferimento ai fascisti italiani. Nel 1956 il film fu riproposto al cinema, ma fu ulteriormente tagliato a 130 minuti e le parti di doppiaggio originale accoppiate alle scene eliminate si persero definitivamente. Nel 1978 la Universal acquistò i diritti dalla Paramount e rieditò nuovamente il film al cinema in un'edizione poco più lunga della precedente (135 minuti). La Universal volle il film completamente ridoppiato per l'occasione ed affidò il compito alle voci allora più prestigiose della CDC guidate da Riccardo Cucciolla. Questa seconda versione italiana vantava un ottimo cast di doppiatori ed un adattamento tutto nuovo del copione. Ciononostante, per la prima trasmissione televisiva della Rai si optò per il bel doppiaggio originale disponibile però solo in versione da 130 minuti (analogamente la Rai recuperò l'audio italiano originale di altri classici quali Via col vento e Il cucciolo che erano stati ridoppiati negli stessi anni 70). Questo decretò la fine del ridoppiaggio del '78 che da allora non si è mai più sentito ed è quindi eccezionalmente raro (la stessa medesima cosa vale per i citati Via col vento e Il cucciolo). Recentemente nella Library of Congress si è ritrovata una copia dell'edizione da 156 minuti e tale è la versione distribuita in DVD dalla Universal nel 2003. Per questa nuova edizione, il film è stato ridoppiato in tutte le lingue. La colonna internazionale (musica + effetti sonori) è quella originale nei 130 minuti sopravvissuti ai tagli, mentre per le scene reintegrate questi ridoppiaggi usano musiche tratte da un'incisione anni '70 della colonna sonora, dall'ouverture e dall'intermezzo. Il nuovo doppiaggio italiano è a cura della CVD con la direzione di Oreste Rizzini e i dialoghi sono basati in maniera abbastanza fedele sul doppiaggio d'epoca.

In "Duello al sole" la vicenda è ambientata nel Texas di fine XIX secolo. Un condannato a morte strappa il giuramento alla figlia Pearl di mantenersi illibata e onesta. Quando lei inizia a lavorare nel ranch di un ricco senatore attira i desideri dei due figli a causa della sua bellezza e del colore della sua pelle (meticcia). Il senatore stravede per un figlio, quello audace, coraggioso ed arrogante mentre mostra insofferrenza verso quello maggiormente conformista. Sarà allora proprio il favorito dei due, Lewt a tentare approcci pesanti con la ragazza, dalla quale verrà sempre respinto. Nel frattempo la famiglia si sta disgregando e tra i due fratelli scoppia uno scontro mortale che si risolve con una grave ferita del primogenito che comunque

si salverà. La ragazza, decisa a vendicarsi, inizierà una furiosa zuffa con Lewt, dove moriranno entrambi.

Selznick stanziò per questa pellicola un considerevole budget allo scopo di proseguire la sua carriera di successi. Realizzò però un melodramma, appesantito dai troppi temi, oltre che un rifacimento delle trame collaudate 

 Nel film “L’ultima volta che vidi Parigi”, nel tornare a Parigi per rivedere la figlia Vicki, Charles Willis (V. Johnson) rievoca l'estate 1945 quando, cronista di guerra, incontra la compatriota Helen (E. Taylor) e, nell'euforia della Liberazione, la sposa. La vita di coppia si disgrega presto: Helen continua la sua frivola vita mondana, trascura la figlia, ha un'avventura extraconiugale. Deluso nelle sue ambizioni di scrittore, Charles si dà all'alcol. Quando Helen si ammala e muore Charles lascia la figlia alla cognata Marion (D. Reed) e torna a New York. Tratto da un romanzo di Elliot Paul e dal racconto Babylon Revisited di F. Scott Fitzgerald su sceneggiatura di R. Brooks con Julius e Philip Epstein, il film è tutto giocato sulla corda della memoria e del rimpianto. Ha una bella e intensa parte centrale, ma verso la fine scade nel melodramma languoroso e lacrimoso. Imposto dalla MGM, lo spostamento dell'azione dal primo al secondo dopoguerra impedisce a Brooks di ritrovare quell'aria fitzgeraldiana di un'epoca che avrebbe meglio giustificato il comportamento dei personaggi. Raramente, comunque, Johnson è stato così bravo e la Taylor così radiosa. Bella canzone di Jerome Kern.

  

 PER CHI SUONA LA CAMPANA
     Nessun uomo è un'Isola,
     intero in se stesso.
    Ogni uomo è un pezzo del Continente,
    una parte della Terra.
    Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,
    la Terra ne è diminuita,
    come se un Promontorio fosse stato al suo posto,
    o una Magione amica o la tua stessa Casa.
    Ogni morte d'uomo mi diminusce,
    perchè io partecipo all'Umanità.
    E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana.
    Essa suona per te.

     John Donne (1572-1631)

 


 
 
 
 
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