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GENITORI E FIGLI
Non esiste nessuna relazione umana che sia più profonda di quella che unisce genitori e figli, eppure non c’è, forse, al mondo nessun conflitto che sia più drammatico di quello, eterno, tra generazioni. E di questo conflitto una delle testimonianza più esemplari è rappresentata dalla confessione che Franz Kafka affidò alle celebri pagine di “Lettera al padre”. Il padre, l’uomo dell’autorità, dell’azione pratica ed efficace cui tutto, anche la vita presente, va sacrificato; il figlio, che chiede comprensione per le attività “infantili” (la lettura, e più tardi la letteratura), che costituiscono l’essenza del suo essere, ma che il padre non accetta in nome del perseguimento del vero scopo della vita, la costruzione di un avvenire solido e sicuro. Tanto per cominciare, la socializzazione del bambino non avviene quasi per niente attraverso la famiglia. Quando il bambino cresce, il travaso di linguaggio, regole e comportamenti appresi dal gruppo si accentua. I rapporti fra gli esseri umani sono determinati anzitutto dall’età, e, per i bambini, i comportamenti derivanti dai contatti con i nuovi compagni riescono a soppiantare rapidamente anni di "imprinting" familiare, perché è dai coetanei che i bambini imparano il primo linguaggio “libero”, è con loro che fanno le prime esperienze su come creare e mantenere dei rapporti sociali. I bambini moderni imparano molte cose dai genitori, ma se la cultura della famiglia è in contrasto con quella dei compagni è quasi sempre quest’ultima ad avere la meglio. I nostri figli vogliono essere come i loro amici, non come le figure ideali che noi adulti proponiamo loro. Purtroppo quello che viviamo è il tempo delle ansie e dei rimorsi. Il senso di colpa per non aver dedicato sufficiente attenzione agli interessi dei bambini, sentimento che oggigiorno ossessiona i genitori e gli addetti alla loro cura, è in realtà un sentimento del tutto nuovo e particolare della nostra epoca moderna. Ma la cosa migliore che i genitori possano fare è quella di frenare il più possibile ansie e sensi di colpa, perchè è proprio è dimostrato che il compito di allevare i figli risulta facile e proficuo quando non si è troppo condizionati dalle preoccupazioni relative alla “costruzione” del loro futuro. "I vostri figli non sono figli vostri…", parole forti, dissacranti, ma vere, perché sono proprio i figli a scuotere le nostre certezze, le nostre pretese, la nostra incapacità di capire. |
GITA A ORROLI
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