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CONFERENZA DEL SIGNOR LUCIANO BIANCIARDI
CINEMA
Ieri, 3 maggio 2011, il signor Luciano Bianciardi, presidente della LUTEC, come di consueto ha parlato di “cinema”, davanti a un uditorio attento e numeroso. L’argomento centrale di questa conferenza, è stato quello del musical moderno e ha riscosso un vivo interesse da parte dei presenti. The Rocky Horror Picture Show (Genere musical/grottesco) è un film del 1975 diretto da Jim Sharman e tratto dallo spettacolo teatrale The Rocky Horror Show del 1973, di Richard O'Brien, sceneggiatore ed autore delle musiche, nate per lo spettacolo e usate anche nel film. O'Brien appare nella pellicola anche come attore, nel ruolo del misterioso servitore Una coppia di fidanzati si trova con la macchina in panne nel bel mezzo di un temporale ed in piena notte. Decidono allora di chiedere aiuto in un vicino castello che si rivelerà però abitato da strani personaggi venuti dal pianeta Transexual della galassia di Transylvania. Il 21 ottobre 1974 hanno inizio le riprese del film presso i Bray Studios, poco più di un anno dopo (era il 16 giugno 1973) il debutto teatrale dello spettacolo. Un milione di dollari - budget previsto per la realizzazione della pellicola (costo medio basso per un film musicale). Nel luglio 1975 avviene la prima preview a inviti del film per "sondare il terreno" e capire che tipo di accoglienza il pubblico avrebbe riservato al prodotto finito. (Accoglienza alquanto freddina, ci dicono le cronache). Il 28 agosto 1975 esce il film nelle sale di Londra. Il 26 settembre 1975 esce il film nelle sale americane (la prima fu a Los Angeles). Quasi ovunque il film fu un totale disastro. Si verificò però uno strano fenomeno. Nelle sale dove la pellicola veniva proiettata (sale che potevano magari ospitare 800 persone) c'erano solo poche decine di spettatori...ma erano gli stessi della sera prima, e di quella precedente, e della precedente ancora... Così i distributori della 20th Century Fox capirono che la chiave del successo del Rocky Horror andava cercata fra gli spettatori delle proiezioni di mezzanotte che erano, notoriamente, sempre gli stessi. Il 2 aprile 1976 il “Rocky” iniziò la sua carriera di film "Cult" notturno a New York, soprattutto il venerdì ed il sabato notte. 20 milioni di dollari - incasso del film negli Stati Uniti nei primi 4 anni di programmazione notturna (cifra esorbitante per l'epoca e rispetto al costo di produzione!!). Sal Piro (Sal Piro è il presidente di The Rocky Horror Picture Show Fan Club, carica che ha tenuto1977) è uno dei primi "spettatori fissi" del Rocky. Vede nascere il culto dell'audience participation e nel '77 con alcuni amici inizia a fare animazione in sala durante le proiezioni, vedendo gente che sempre più spesso si presenta al cinema vestita e truccata come i personaggi...e fonda il primo fan club. Nel mondo (almeno secondo il Guinnes dei Primati) risulta essere la persona che ha visto più volte il film. Nel 1980 - dopo essere stato in cartellone a Milano al cinema Durini (una sola settimana, poi ritirato per mancanza di pubblico) ed al cinema Ritz (stessa sorte) fra il '76 ed il '7 - la pellicola approda al cinema Mexico...e da lì non si sposterà più. Nel 1981 al cinema Mexico di Milano si forma il primo cast amatoriale italiano, formato da appassionati e capitanato da Claudio Bisio (nel ruolo di Brad). A differenza dello spettacolo teatrale, il film inizia con le celeberrime, sensuali labbra di Patricia Quinn (il personaggio dell'Usherette nel film è stato soppresso) che cantano (ma la voce è di Richard O'Brien) "Science Fiction, Double Feature". Anche "Once in a while", unica canzone solista di Brad, viene tagliata (e non verrà mai più reintegrata). È stata invece reinserita, in anni recenti, "Super Heroes" che nella prima versione del film distribuita negli anni '70 risultava mancante. Il film, all'epoca, si chiudeva con una reprise del "Time Warp" sui titoli di coda, mentre oggi è tornata al suo posto anche "Science Fiction reprise" che chiude degnamente il film. In Italia anche i sottotitoli hanno subito (fortunatamente) una metamorfosi. Se vi capitasse di assistere alla proiezione di una vecchia copia della pellicola, noterete che più della metà delle canzoni non venivano affatto sottottitolate e che la restante parte delle traduzioni erano alquanto fantasiose e lasciavano molto a desiderare. Science Fiction – Richard O'Brien è sempre stato un appassionato di fantascienza anni '50 e di B-Movies. Tutto il Rocky è infarcito di infinite citazioni e rimandi ad altri film. Già il manifesto del film gioca ironicamente con "Jaws - Lo Squalo" di Spielberg. Il nome stesso di Frank'n'Furter è un ibrido fra Frankenstein e frankfurter, una specie di wurlstel. Come in Frankenstein, Frank, scienziato pazzo dà la vita ad una creatura. Propone di guardare un vecchio film di Steve Reeves famoso per aver interpretato Ercole in più di un film negli anni '60 e dice a Rocky che potrebbe avere il "marchio di approvazione" di Charles Atlas. RiffRaff è ovviamente il classico maggiordomo gobbo immancabile in un film dell'orrore che si rispetti (il più noto è Aigor di "Frankenstein Junior"), il castello di Oakley Court è in perfetto stile Dracula (ed è stato infatti utilizzato davvero come set per numerosi film su Dracula!), Eddie è la versione parodistica di Marlon Brando ne "Il Selvaggio" e sulle mani ha tatuate le parole Love e Hate come Robert Mitchum in "Night of the Hunter". Rocky nasce avvolto in bende come "La Mummia" di Boris Karloff e scalando la torre dell'RKO emula King Kong sull'Empire State Building. Possiamo notare che il salvagente della piscina di Frank è uno di quelli del Titanic, Magenta annuncia la cena con un gong enorme, come il simbolo dalla casa di produzione inglese Rank e la pettinatura di Space Magenta nell'ultima scena è identica a quella sfoggiata da Elsa Lanchester nel film di James Whale del 1935 "Bride of Frankenstein" con Boris Karloff. La costruzione di Oakley Court, il gotico castello utilizzato come set del film, è stato commissionata nel 1859 da Sir Richard Hall-Say (la leggenda dice che abbia scelto lo stile architettonico tipico dei castelli francesi come omaggio a sua moglie che soffriva di nostalgia per il suo paese d'origine). Sorge su 35 acri di terreno e si affaccia su un'estensione del Tamigi conosciuta come Water Oakley. Fra il 1870 ed il 1880 (le testimonianze non concordano con la data dei documenti) la proprietà fu venduta a Lord Otho Fitzgerald. In quegli anni Oakley Court era luogo di incontro per gli esponenti più in vista dell'alta società. Perfino il principe Imperiale di Francia fu ospite del castello, (pare che fosse nei suoi progetti sposare la più giovane delle figlie della regina Vittoria, la principessa Beatrice). Successivamente, il castello venne ceduto a John Lewis Phipps e nel 1908 a Sir William Avery. Nel 1919, Mr Ernest Olivier acquistò la proprietà, insieme a 60 acri di parco per la somma di 27.000 Sterline. Pare che durante la seconda guerra mondiale il castello venisse utilizzato come quartier generale inglese per la resistenza francese e il presidente De Gaulle in persona vi abbia soggiornato. Dopo la morte di Mr. Olivier nel 1965, il castello restò disabitato e divenne un set ideale per i film realizzati dai Bray Studios che dal 1955 si erano trasferiti nella vicina Down Place. Più di 200 pellicole sono state girate ad Oakley Court nel giro di 14 anni. I più conosciuti, oltre ovviamente alla nostra ossessione preferita, sono di sicuro i film dell'orrore di St. Trinians, Half a Sixpence con Tommy Steele, Murder by Death con Peter Sellers e, forse i più famosi di tutti, i film su Dracula della Hammer Horror productions. Nel 1979 iniziano i lavori di ristrutturazione che trasformano il castello in Hotel. Arredamento e suppellettili, dove possibile, vengono restaurati e lasciati nella loro sede originale. L'Hotel apre i battenti nel 1981 e conta 118 camere, un rinomato ristorante, sauna, piscina, palestra, 2 campi da tennis, beauty center e sala banchetti ... Se state progettando un "pellegrinaggio" a tema Rocky, sappiate che trascorrere una notte in una delle suites costa 260 sterline, in una camera doppia "solo" 160. |
GITA A ORROLI
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Riff Raff. Tim Carry ne è il protagonista. Oltre 140 milioni di dollari incassati soltanto negli usa, trentacinque anni di permanenza nei cinema (nessun film ha mai fatto altrettanto) e migliaia di fan fedelissimi in tutto il mondo, soprattutto in Italia: ecco cos'è il "Rocky Horror", uno show nato a teatro e rapidamente trasferitosi sul grande schermo grazie al genio trasgressivo di Richard O'Brien. Aldo Fresia ha scritto per la casa editrice Arcana un agile libro di 222 pagine, nel quale ha commentato analiticamente i testi delle canzoni del film, dedicando ad ogni composizione un intero capitolo. Il libro di Fresia parte dalle canzoni di quest'opera-culto per ricostruire l'epoca storica che ne rappresentò l'humus: l'estetica horror, i B-movie, il sesso (in tutte le sue varianti) e le mirabolanti fascinazioni della cultura underground. L'autore si rivolge ai lettori, aiutandoli a districarsi tra i dettagli, curiosità e "accoppiamenti giudiziosi" che nel corso dei decenni sono stati avvistati - o anche semplicemente ipotizzati - nell'immensa galassia di significati del "Rocky Horror".




Inviato da: Manuela
il 10/02/2015 alle 23:06
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il 01/04/2013 alle 23:46