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CONFERENZA DEL SIGNOR LUCIANO BIANCIARDI

Post n°48 pubblicato il 04 Maggio 2011 da ninolutec
 

 

 

 

CINEMA
Parte Seconda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hair è un film drammatico musicale statunitense del 1979, diretto da Miloš Forman, basato sull'omonimo musical di Broadway, scritto e diretto dagli sceneggiatori e compositori Gerome Ragni e James Rado. Già nel 1973 era stata offerta la regia di una riduzione cinematografica a George Lucas, il quale, però, rifiutò, per girare American Graffiti. Ai provini per il film di Forman, parteciparono Madonna e Bruce Springsteen, rimanendo però esclusi dalle scelte del casting. Pur ispirandosi al musical teatrale ed essendo stato scritto dagli stessi autori, il film si differenzia profondamente dal lavoro rappresentato a Broadway, non solo nella trama ma anche nella sequenza dei brani musicali. Il giovane Claude Bukowski lascia l'Oklaoma e va a New York per arruolarsi tra i marines destinati al Vietnam. A Central Park conosce un simpatico hippie, George Burger, e i suoi amici Jeannie, Woof e Lafayette, che, non essendo riusciti a fargli cambiare idea, lo convincono almeno a passare in loro compagnia i due giorni che gli restano prima di indossare la divisa. Poiché Claude vorrebbe rivedere Sheila, una ragazza incontrata nel parco, George organizza un'allegra incursione a una festa di ricchi in cui, per l'appunto, c'è anche la giovane. La trovata di George causa una zuffa: interviene la polizia ed egli finisce in prigione con i suoi amici. Ne esce per primo, grazie ai pochi risparmi di Claude, e si procura i soldi per liberare anche gli altri. Dopo una notte trascorsa a bagnarsi in un laghetto, a litigare e riappacificarsi, Claude parte per il campo. Sapendo quanto egli ci tenga a rivedere Sheila, George raggiunge la base d'addestramento, insieme alla ragazza e agli amici proprio il giorno in cui arriva per i marines, l'ordine di partire per il Vietnam. Vittima del suo stesso ingegnoso piano, escogitato per consentire a Claude e a Sheila di incontrarsi malgrado i divieti, George parte al posto dell'amico e muore in guerra.

È incredibile come ogni film che parli di guerra, di qualsiasi guerra, girato trent'anni fa o ieri, risulti sempre attuale. È incredibile ma è anche atroce perché vuol dire che la gente (o meglio la gente che sta in alto) non ha imparato assolutamente niente dagli sbagli. "Hair" è un film che parla di una guerra che ha lasciato una ferita profonda nella coscienza degli Stati Uniti: il Vietnam. Però lo fa in maniera diversa, lo fa usando la struttura del musical. C'è da dire che questa forma, nel cinema americano degli anni settanta ("Hair" è del 1979), ebbe una seconda giovinezza per cui era lecito osare "cantando". E poi il regista Milos Forman, cecoslovacco, veniva dall'esperienza di "Qualcuno volò sul nido del cuculo" film straordinario ma amarissimo su una delle tante morti del sogno americano (così come la guerra del Vietnam).

La storia è quella di Claude (interpretato da John Savage, già soldato ne "Il cacciatore": il più grande film sul Vietnam), che da un paesetto della campagna viene richiamato alle armi per difendere la patria in una guerra che sta degenerando. Nei suoi ultimi due giorni da uomo libero, Claude frequenta una comunità di hippies e si innamora di una ricca borghese (Beverly D'Angelo) che sembra sia più interessata al capobanda vagabondo (il bravissimo Treat Williams) che al futuro soldato. I ragazzi della compagnia non riescono a convincere Claude a disertare. La sua partenza segnerà le vite di tutti.

Nel parlare di un film che in tanti hanno già visto e amato o odiato (spero che questi ultimi siano veramente pochi), si corre il pericolo di dire cose già dette, tanto più se ne parliamo venticinque anni dopo. Però, per quelli che sono ventenni ora, c'è un solo consiglio: andatelo a vedere. Primo: perché il film è bello. Secondo perché la colonna sonora è straordinaria (molti, anche se giovanissimi, ricorderanno almeno "Aquarius" colonna sonora di tante brutte coreografie televisive). Terzo e più importante motivo: perché in ognuno di questi spettatori si possa svegliare (o risvegliare) una coscienza che dica quanto è assolutamente spaventoso ogni guerra fatta così (praticamente tutte).

Se un film può farci arrabbiare e commuovere facendoci vedere un mondo disastrato dove contano soltanto gli interessi e i soldi (sinonimi di guerra), dove la gente comune viene mandata al macello per accontentare le aziende di armi o di petrolio; allora ben venga questo tipo di cinema, perché è questo di cui abbiamo bisogno. Se quel movimento che stracciava le cartoline di precetto in piazza e che contava milioni di persone non è riuscito a fermare una catastrofe, così come non ci sono riuscite tutte le marce della pace che hanno attraversato le strade di tante città meno di due anni fa (oggi è come ieri), ciò non vuol dire che dobbiamo smettere di crederci, anzi è un nostro dovere. Così come è dovere del cinema, della musica e della cultura aiutare a far sì che la gente almeno sappia quanto è spaventoso quello che può succedere e che sta succedendo.

Oggi, un cinema arrabbiato, come era quello degli anni settanta in America lo devi cercare col lumicino (un po' di Gran Bretagna, un po' d'Irlanda, gran parte del cinema dell'Europa dell'Est, tanto cinema centro e sudamericano e Michael Moore). Eppure i tempi sono assolutamente adatti per un cinema del genere (sveglia Italia!). Speriamo che riproporre questi film possa dare una mano alla rinascita di un certo tipo di linguaggio, necessario come tutti gli altri.

 

Cats è un musical del 1981 composto da Andrew Lloyd Webber su testi di Thomas Stearns Eliot (con aggiunte di Trevor Nunn e Richard Stiloge). È uno dei più famosi musical nel mondo ed uno tra i più grandi successi di tutti i tempi per longevità, spettatori e incassi totali.

Il musical si basa sul libro di Thomas Stearns Eliot Old Possum's Book of Practical Cats, raccolta di poesie aventi gatti come protagonisti. Le poesie erano in realtà inizialmente lettere che il poeta scriveva ai suoi nipotini e che vennero poi successivamente pubblicate. Lloyd Webber ha musicato tutte le poesie della raccolta per costruire la storia del musical, oltre a materiale inedito fornitogli dalla vedova di Eliot. Memory, la canzone più famosa del musical, è stata scritta da Trevor Nunn ispiratosi alla poesia di Eliot Rapsodia su una notte di vento.

Cats è andato in scena in prima mondiale al New London Theater nel West End di Londra l'11 maggio 1981. La regia era di Trevor Nunn e coreografie di Gillian Lynne. Gli interpreti principali erano Wayne Sleep (Quaxo), Paul Nicholas (Rum Tum Tugger), Brian Blessed (Old Deuteronomy e Bustopher Jones) e Elaine Paige (Grizabella). Nel cast compariva anche Sarah Brightman nel ruolo di Jemima. La produzione chiuse il giorno del suo ventunesimo compleanno, l'11 maggio 2002 e lo spettacolo finale fu trasmesso su uno schermo gigante a Covent Garden.

A Broadway il musical debuttò al Winter Garden Theatre il 7 ottobre 1982 e chiuse il 10 settembre 2000. La parte di Grizabella fu interpretata da Betty Buckley, quella di Old Deuteronomy da Ken Page.

Nel 1998 fu realizzata una versione video del musical dove Elaine Paige riprendeva la parte di Grizabella e Ken Page quella di Old Deuteronomy. Sir John Mills impersonava Gus. La regia è stata di David Mallet.

Lo spettacolo è andato in scena in Italia per la prima volta al Palatrussardi di Milano nel febbraio/marzo 1995.

Dopo la conclusione delle repliche nel West End, l'ex produzione londinese ha dato il via ad un ampio tour internazionale, toccando anche l'Italia, con una breve tournè partita dal Politeama Rossetti di Trieste il 28 maggio 2008, che ha fatto tappa diverse città riscuotendo un enorme successo.

Il 28 ottobre 2009 ha debuttato al Teatro Sistina di Roma la versione italiana della Compagnia della Rancia diretta da Saverio Marconi con le coreografie e la regia associata di Daniel Ezralow (spettacolo più visto della stagione teatrale 2009/2010, secondo la Borsa Spettacolo AGIS).

  • Il 29 gennaio 1996 la produzione di Cats a Londra divenne il musical continuativamente più rappresentato nella storia del West End con 6.141 repliche. Il suo record di durata in scena (8.949 repliche) fu battuto nell'ottobre 2006 da Les Miserables.
  • Il 19 giugno 1997 Cats festeggio' la sua 6.138ma replica a Broadway superando il record di repliche per un musical a Broadway detenuto precedentemente da A Chorus Line. Quando chiuse era stato rappresentato per 7.485 volte. Questo record fu battuto il 9 gennaio 2006 da un altro musical di Andrew Lloyd Webber, The Phantom of the Opera.
  • Cats è stato rappresentato in 26 paesi in più di 300 citta'. È stato tradotto in dieci lingue.
  • Cats vinse due Oliver Awards (i premi per il teatro a Londra): miglior musical e miglior coreografie (Gillian Lynne)
  • Nell'edizione 1983 dei Tony Award Cats ricevette undici candidature, vincendo un totale di otto premi, tra cui miglior musical, miglior musica e miglior interprete femminile (Betty Buckley).
  • La canzone Memory è stata incisa da circa 150 artisti diversi.

In Italia il successo di Cats è stato vincente, grazie ad un cast preparato ad un impegno all'altezza di Broadway, tanti i nomi da sottolineare, in primis quello di Saverio Marconi, a seguire le coreografie di Daniel Ezralow e la mirabile orchestra diretta dal vivo dal Maestro Vincenzo Latorre. Tutti i gatti del quartiere di Jellicle si ritrovano per l'annuale ballo e per festeggiare il vecchio gatto Old Deuteronomy, loro capo. Nel corso della festa uno dei gatti sarà scelto e avrà l'onore di ascendere al paradiso dei Jellicle Cats, l'"Heaviside Layer", ma prima i gatti si presentano e raccontano la loro storia. La festa è turbata da due avvenimenti: la comparsa in scena di Grizabella, un tempo affascinante gattina che, dopo aver abbandonato il gruppo si è ritrovata sola, abbandonata e in miseria; e le improvvise apparizioni del malvagio Macavity, che rapisce Old Deuteronomy gettando gli altri gatti nello sconforto. Macavity si ripresenta sotto le spoglie di Old Deuteronomy, ma è riconosciuto e scacciato. Per recuperare il loro capo, i gatti Jellicle chiedono aiuto al magico Mister Mistoffelees, assistito dall'affascinante Cassandra. Quando il gruppo si è riunito e la serenità sembra essere tornata, riappare Grizabella che si rivolge ai compagni di un tempo chiedendo di essere perdonata e riammessa fra loro (con la canzone più celebre del musical, Memory). E Old Deuteronomy concede proprio a lei il privilegio di salire la scala che la porterà all'"Heaviside Layer". L’allegra tribù Jellicle di Cats è arrivata anche a Cagliari per chiudere la trionfale tournèe avviata nel 2010 con tre appuntamenti sold out. Realizzato dalla Compagnia della Rancia, per la regia di Saverio Marconi, con le coreografie di Daniel Ezralow, il musical è andato in scena venerdì 18 febbraio 2011 al Teatro Lirico di Via Sant’Alenixedda e in replica sabato 19. Proposto in italiano grazie alla traduzione di Michele Renzullo e Franco Travaglio, lo spettacolo con le musiche eseguite dal vivo dall’orchestra di 16 elementi diretta dal Maestro Vincenzo Latorre, è una rilettura dell’edizione originale tratta dal libro di T.S. Eliot “Old Possum’s Book Of Practical Cats” e musicata da Andrew Lloyd Webber che debuttò l’11 maggio del 1981 al New London Theatre.

 

Mamma Mia!” è un film del 2008, adattamento cinematografico dell'omonimo musical, basato sulle musiche del gruppo svedese ABBA, scritto da Catherine Johnson. Come il musical, il film prende il titolo dal brano “Mamma Mia” degli ABBA, inoltre entrambi si ispirano al film del 1968 “Buonasera, signora Campbell” di Melvin Frank. Il film è stato distribuito nella sale italiane il 3 ottobre 2008.

Donna (Meryl Streep) è una madre single, proprietaria – sulla splendida (e immaginaria) isola greca di Kalokairi – del “Villa Donna”, un piccolo albergo che manda avanti praticamente da sola. La figlia ventenne Sophie (Amanda Seyfried) sta per sposarsi ed ha un solo sogno, quello di  essere accompagnata all’altare da suo padre. Peccato che non abbia la minima idea di chi possa essere. La ragazza spera di trovare la risposta che cerca nel diario di sua madre, ma scopre che per il ruolo di papà ci sono ben tre possibili candidati (Brosnan, Firth e Skarsgård). Chi sarà quello giusto? Sophie sceglie di invitarli tutti al matrimonio, credendo di essere  in grado di riconoscere il suo vero padre a prima vista, ma niente è così facile come sembra…La regista Phyllida Lloyd abbandona il suo campo abituale – quello del teatro e della lirica – per dirigere una pellicola che arriva dopo il successo planetario dell’omonimo musical teatrale, inaugurato nel 2001. La sensazione che si ricava vedendo il film è che ingrani lentamente salendo man mano di ritmo e travolgendo gli spettatori, soprattutto per merito dei grandi successi degli ABBA (20 in tutta la pellicola). Meryl Streep è ottima: scoppia di vitalità, è credibile e briosa. Non male anche i personaggi maschili: è sorprendente vedere l’ex 007 Brosnan mentre canta e balla. Va detto che il plot è, come da manuale, poco credibile, ma il successo collaudato del musical a teatro non poteva che procurare alla pellicola dei buoni introiti. In realtà, il budget di produzione è stato abbastanza basso rispetto alla norma. Tra i produttori, comunque, vi sono Tom Hanks e la moglie (che curiosamente ha origini greche ed aveva già finanziato “Il mio grosso grasso matrimonio greco”).
Insomma, nel globale “Mamma mia!” è un film che vale davvero la pena di andare a vedere.

 
 
 
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