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Trama
Strana razza di idraulico, pignolo e disilluso, imbarcato per caso in un mestiere imparato controvoglia durante un soggiorno in galera per rapina a mano armata, Dan è un uomo in rivolta. Contro il suo destino baro che lo ha gettato nei cantieri di una Francia precaria e clandestina, mentre lui sognava di diventare scrittore. Dan è un uomo in rivolta, perché, pur con tutto il suo passato di galeotto, è un uomo profondamente morale: proprio perchè tale, Dan decide di scoprire che ne ha fatto il suo capo Dolto della cassaforte della ditta, trafugata nottetempo alla volta della Normandia. Così, approfittando dell'assenza per malattia che il medico gli ha concesso per il suo stato di esaurimento, Dan parte all'inseguimento del proprio capo. Una caccia all'uomo che assume via via una dimensione quasi metafisica, un percorso di ricerca che è nel contempo il bilancio di un'intera vita e che si concluderà con uno smacco di follia e di morte. Nan Aurousseau, 55 anni, madre lavandaia e padre meccanico manovratore, cinque fratelli, impara il mestiere di idraulico alla fine di una detenzione in carcere di sette anni per rapina. Durante la detenzione divora libri e impara anche, soprattutto, il mestiere di scrittore. Ha scritto numerose sceneggiature e diretto due lungometraggi.
Recensione
Poco da dire su questo romanzo, primo di Aurousseau, autore che ho scoperto casualmente poco tempo fa mentre consultavo un sito su autori noir francesi.
In realtà di noir qui non c’è quasi nulla, a parte forse il finale, essendo più prosaicamente un’autobiografia di una vita difficile e problematica che, per fortuna, ha portato Aurousseau a divenire scrittore.
La vita della banlieu ivi decritta, con le sue commistioni di razze e di generi, mi ha ricordato la Marsiglia di Izzo, nella parte descrittiva dell’anima mediterranea della città, anche se è J.P. Manchette a fare da nume tutelare allo scrittore, tanto che nel romanzo è inserita una frase di un suo libro.
Nelle vicende descritte, si rintraccia tutta l’indeterminatezza della condizione sociale di tanti immigrati, espiantatisi volontariamente dal suolo natio per un presente di mera disperazione in terra ostile.
Al di là delle vicende in primo piano, si coglie perciò disperazione e sfruttamento, condizioni che sembrano le medesime a qualsiasi latitudine, e che sono uno dei principali ostacoli all’integrazione dei popoli.
Lo stile si presta alla lettura, il romanzo è gradevole e interessante, anche se presto dimenticabile.
Un GDL o BOOK CLUB è un gruppo di persone che, secondo un calendario prestabilito, si ritrova sul blog, in una sorta di laboratorio virtuale, per parlare di libri. I titoli su cui discutere saranno decisi dai partecipanti, ma letti in autonomia. In pratica ognuno legge a casa propria e poi ci si ritrova qui tutti insieme per scambiarsi opinioni, sensazioni, stimoli, suggerimenti per nuove interessanti letture. Che ne pensate? l'idea vi interessa? Sì? Bene, e dunque LIBRIAMOCI!
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