Creato da ninolutec il 19/03/2011
Libera Università della Terza Età Carbonia (CI) - Notizie associative e varia umanità - Un contenitore culturale di iniziative, laboratori, incontri sulla letteratura, la narrativa, la poesia, il cinema, la storia,.
 

 

« MONUMENTI APERTI - CARBONIACONFERENZA DELL’ARCHEOLO... »

239° COMPLEANNO DI SIRRI

Post n°59 pubblicato il 10 Maggio 2011 da ninolutec
 

 

 

 

 SLIDESHOW - PLAY

 

 

Domenica 8 maggio, di buon mattino, ci siamo messi in viaggio per recarci a Sirri, una piccola frazione di Carbonia, dove, presso la chiesetta di Santa  Lucia si celebrava il 239° anniversario della nascita del piccolo borgo, che, ufficialmente, risale al 15 aprile del 1772, quando il signor Nicolas Balisay ottenne in concessione enfiteutica dal marchese di Palmas il Tenimento di Sirri, e vi costruì un “furriadroxiu” dove trasferì la propria famiglia. Oggi Sirri è una frazione di Carbonia, con pochissimi abitanti dediti all’agricoltura e all’allevamento. L’abitato sorge sul colle omonimo ed è circondato da piccole zone verdi ricoperte di lecci. A poche centinaia di metri troviamo la chiesa campestre di Santa lucia, di datazione incerta, forse risalente al periodo giudicale. La manifestazione è stata organizzata dalla Pro Loco di Carbonia, in collaborazione con l’Associazione Naturalistica “Grotta dei Fiori” e con il Gruppo Ricerche Speleologiche “E.A.Martel”, con la finalità di riscoprire il patrimonio storico - culturale, archeologico, gastronomico, ambientale e naturalistico presente sul nostro territorio, valorizzare gli antichi nuclei abitativi, che ancora oggi sono un’importante testimonianza della vita sociale ed economica di questi luoghi  prima della nascita della Città di Fondazione, ma anche conoscere e far conoscere la vera storia, la vera cultura e il paesaggio inteso come patrimonio naturalistico e antropico, mirando alla salvaguardia di tutte le   peculiarità locali. La manifestazione ha preso l'avvio con una passeggiata ecologica alla scoperta di alcuni dei siti archeologici, storici, metalliferi e ambientali di cui la zona è ricca. Nel pomeriggio, dopo il pranzo a base di prodotti locali, è stata illustrata la particolare storia di Sirri, con documenti e foto,  nel più ampio contesto della storia del Sulcis e della Sardegna. Il vasto spiazzo antistante la chiesetta era animato dalla presenza di alcune donne in costume che preparavano “gnocchetti” e “fregula”, da un venditore di caglio e di formaggio piccante in vasetti, e da un venditore di dolci tipici sardi e di parecchie varietà di miele. Sempre nel pomeriggio un esperto ha presentato una dimostrazione delle potenzialità insite nella distillazione delle erbe, mentre in un angolo del prato si procedeva alla produzione del formaggio e della ricotta. Per l’escursione del mattino siamo stati divisi in piccoli gruppi, ciascuno dei quali accompagnato da una guida, tanto simpatica, quanto preparata, che ci ha dato tutte le possibili informazioni, in particolare sui vari aspetti del paesaggio circostante. La prima interessante “presenza” è stata quella dei resti di un antico forno di calce, le cui caratteristiche ci sono state ampiamente illustrate dal Presidente della Pro Loco di Carbonia, il professor Pietro Sanna. La calce è oggi prodotta industrialmente ma in passato, per rispondere ai bisogni immediati delle popolazioni rurali, era sufficiente una produzione artigianale, erede di conoscenze ancestrali. I forni da calce erano scavati in terreni a forte pendenza in modo da evitare la costruzione di muri di protezione, e sorgevano in  luoghi ricchi della necessaria materia prima. Avevano una forma tronco-conica ed una struttura imponente. Spesso, infatti, erano alti anche 6 – 7 metri, con un diametro di 5-6 metri ed un’apertura d’ingresso ampia ed alta fino a 2 metri. La produzione della calce era lunga e laboriosa e richiedeva l’ausilio di molte persone. Alla base del forno veniva eretta di solito una muratura alta all’incirca mezzo metro con l’utilizzo di pietre molto grandi chiamata "sa murera” o “sa banchina”, utilizzando spesso  pietre di scisto, per evitarne la fusione. Un tipico forno era diviso in due parti: il focolare e la parte alta, delimitata da una sporgenza che permetteva di appoggiarvi la volta, costituita da pietre da calcinazione. Una volta finito il terrazzamento, per evitare la dispersione del calore, si applicava sulle pareti del forno uno strato di argilla. Le pietre calcaree erano quindi raccolte e si cominciava il caricamento del forno.  Il ricoprimento del forno era un lavoro delicato e perfino pericoloso per l'esecutore in quanto consisteva nel posare le pietre calcaree da cuocere in equilibrio, senza legante, in modo da costruire una volta sopra la zona del focolare. All’interno del forno e partendo da “sa murera” si cominciava a disporre le pietre, quelle grandi “contones o perda manna” al centro e quelle piccole all’esterno fino ad arrivare a “sa bovida” o “sa camisa”, cioè la parte interna delle pareti de “su forru” riempiendolo in modo da permettere alla fiamma di passare attraverso più strati di pietre in modo omogeneo. L'entrata per alimentare il forno con il combustibile si trovava nella parte bassa. Il riempimento del forno era completato posando uno strato di pietre al suolo, per evitare la dispersione del calore durante la cottura. La fornace veniva fatta bruciare per un periodo variabile e dipendente dalle dimensioni della fornace, alla temperatura di circa 900°.. La calcinazione poteva durare da 5 a 10 giorni, durante la quale si immetteva continuamente della legna, grossa ed in fascine. Per una cottura occorrevano anche 11.000 fascine. Ma la durata poteva anche essere minore e andare dai tre ai quattro giorni. Addette alla preparazione delle fascine erano generalmente le donne che lavoravano a giornata e che infatti erano chiamate "gerronaderas”. Invece gli addetti alla fornace erano chiamati “calcinagius”. Questi ultimi solitamente lavoravano in coppia a turni di 6 o 8 ore ciascuno, durante i quali sorvegliavano la combustione della fornace e provvedevano a introdurre altra legna. Quando la fornace finiva di bruciare veniva lasciata per 3 o 4 giorni a raffreddare dopodiché si poteva togliere la calce, “sa calcina”, cominciando ad asportarla dall’alto. Per effetto della calcinazione il calcare o carbonato di calcio (CaCO3) si trasforma in calce viva o ossido di calcio (CaO) sviluppando anidride carbonica:

CaCO3 - CO2 = CaO

Le pietre, dopo la cottura, venivano selezionate e quindi conservate in recipienti al riparo dell'aria per evitarne la carbonatazione, che avrebbe tolto alla calce le sue proprietà leganti. In seguito la calce viva era spenta immergendola in una quantità d'acqua pari alla metà del suo peso.L'idratazione provoca la disintegrazione rapida delle pietre e produce una forte emissione di calore. La polvere che si ottiene secondo la reazione

CaO + H2O = Ca(OH)2

è la calce spenta o idrossido di calcio Ca(OH)2. La calce prodotta doveva essere conservata in luogo secco, chiusa in recipienti o sacchi ermetici; essa serviva per soddisfare le esigenze di un villaggio intero. Le antiche fornaci, piccoli gioielli d’archeologia industriale, sono uno strumento importante per capire e studiare il passato più recente della nostra attuale civiltà industriale. I forni di calce rappresentano una singolare testimonianza e come tali si rende necessaria la loro conservazione perché parte integrante della cultura e delle tradizioni della nostra terra. Sarebbe importante valorizzarli e creare degli itinerari turistici escursionistici, con percorsi d’archeologia industriale e naturalistici. Infatti, la maggior parte sono immersi in aree di notevole pregio naturalistico molto interessanti per i tipi di fauna e flora che vi si ritrovano.
La nostra mattinata è proseguita con una visita all’interno di un condotto minerario oggi dimesso, a testimonianza di una intensa attività metallifera nel settore piombo argentifero.
Ci siamo infine recati nel sito di “Su Carroppu”, dove un esperto ci ha fornito tutte le informazioni fondamentali. “Su Carroppu” è un  riparo sottoroccia, che ha restituito le testimonianze delle prime comunità del Neolitico Antico, ed anche i più antichi recipienti in terracotta e i primi segni di attività agricola. Al costone su cui si apre il riparo siamo arrivati  dopo una bella passeggiata a piedi. Il riparo sotto roccia non è altro che una cavità naturale utilizzata nel Neolitico Antico (6000 - 3800 a.C), importante sito nello studio della civiltà primitiva grazie alla quantità e qualità di reperti  ritrovati (ceramica, utensili, ossidiana).  Nel riparo sotto roccia di "Su Carroppu" sono stati ritrovati numerosi frammenti ceramici di impasto grossolano nero-grigiastro, in prevalenza di grosso spessore con superfici brune a chiazze nerastre. Si tratta di frammenti di scodelle, ciotole panciute a fondo convesso munite a volte di piccole anse a maniglia. Presentano delle decorazioni attuate attraverso pressioni a crudo oblique o verticali del fondo dentellato di conchiglie marine del genere cardium (ceramica cardiale).

 

Cultura di su Carroppu
Cardiale (da Cardium Edulis) (VI±V millennio a.C.)

Questa cultura, che vede una vasta diffusione in tutta l'Isola, viene definita facies di Su Carroppu o Cardiale; si caratterizza per la decorazione  di ceramiche con l'utilizzo della valva della conchiglia Cardium Edulis per l'impressione di decorazioni geometriche. La facies di Su Carroppu prende nome dal luogo dei rinvenimenti di questa ceramica nel territorio di Sirri, che si distingue per le olle con anse a maniglia e ciotole a decorazione cardiale.

 

 

 

 

 

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

 

 

               GITA A ORROLI

 

Contatta l'autore

Nickname: ninolutec
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 85
Prov: CA
 

Area personale

 

Tag

 

Ultimi commenti

Salve, prima di tutto vi ringrazio per aver inserito...
Inviato da: Manuela
il 10/02/2015 alle 23:06
 
Buon week end, bacioni
Inviato da: giramondo595
il 30/11/2013 alle 10:19
 
Buonanotte e sogni d' oro, bacioni
Inviato da: giramondo595
il 18/05/2013 alle 23:30
 
Buona serata, tantissimi bacioni
Inviato da: giramondo595
il 14/04/2013 alle 19:55
 
bouna serata, tantissimi bacioni
Inviato da: giramondo595
il 01/04/2013 alle 23:46
 
 

       GALLERIA DI IMMAGINI

    

 Rosas 

 

      

  Sirri

 

  
Vienna

 

     SITO LUTEC 

           

 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963