Creato da ninolutec il 19/03/2011
Libera Università della Terza Età Carbonia (CI) - Notizie associative e varia umanità - Un contenitore culturale di iniziative, laboratori, incontri sulla letteratura, la narrativa, la poesia, il cinema, la storia,.
 

 

« 239° COMPLEANNO DI SIRRICONFERENZA DELL’ARCHEOLO... »

CONFERENZA DELL’ARCHEOLOGO PROFESSOR MARIO FRAU

Post n°61 pubblicato il 11 Maggio 2011 da ninolutec
 

 

 

 

LA PREISTORIA NELLA
SARDEGNA MERIDIONALE
(Parte Prima)

 

Ieri, 10 maggio 2011, il professor Mario Frau ha svolto, brillantemente, la sua relazione sull’argomento  “La preistoria nella Sardegna Meridionale. Ben quasi tre ore di conferenza sono difficili da sintetizzare nel limitato spazio di un post. Frazionerò, quindi, il mio resoconto in più parti, cercando di mettere in evidenza le considerazioni più significative, e questo per quanto tutti i passaggi del tema svolto, data la loro importanza, sarebbero stati meritevoli di più dettagliata trattazione.

La conversazione ha preso l’avvio da un argomento già trattato nel precedente post sull’escursione alla località di Sirri, il rifugio sotto roccia di “Su Carroppu”. La cultura di “Su Carroppu”,

 (VI±V millennio a.C.) che vede una vasta diffusione in tutta l'Isola, viene definita facies di “Su Carroppu” o Cardiale, e si caratterizza per la decorazione  di ceramiche con l'utilizzo della valva della conchiglia Cardium Edulis per l'impressione di decorazioni geometriche. Le ceramiche rinvenute nel territorio di Sirri si distinguono per le olle con anse a maniglia e ciotole a decorazione cardiale. Cardiale. Sono state anche rinvenute punte di armi in ossidiana e monili in osso. Quello di "Su Carroppu" di Sirri è il più antico  insediamento del Neolitico in Sardegna. La datazione è stata resa possibile dall’utilizzazione del metodo radiometrico (o assoluto). Quello del carbonio 14 è un sistema di datazione radiometrica  basato sul calcolo della percentuale di carbonio radioattivo (14C) assorbito dagli organismi viventi durante la loro vita. Al momento della morte l’essere vivente cessa di assorbire questo isotopo radioattivo e quello presente nelle sue cellule inizia a decadere disperdendosi nell’ambiente. Ogni 5.200 anni circa la percentuale di 14C presente al momento della morte si dimezza giungendo così fino allo zero in alcune migliaia di anni. Misurando quindi la percentuale ancora presente nei resti provenienti dallo scavo archeologico si può stabilire (con un certo margine di errore statistico) da quanto tempo è iniziato il decadimento e quindi da quanto tempo l’organismo è morto. L’analisi può essere applicata, con differenti risultati, a ossa, carboni, conchiglie, resti di tessuti ricavati da fibre animali e vegetali etc. fino a giungere a circa 70 mila anni. Il margine di errore cresce con l’aumentare dell’antichità del reperto,  ma può essere corretto - per i campioni fino a 10.000 anni fa - attraverso la dendrocronologia.

Il termine «dendrocronologia» deriva dal greco: «dendron», che significa «albero», «cronos», che significa «tempo» e «logia», che significa discorso. Quindi la dendrocronologia è quella scienza che ha come obbiettivo la ricostruzione del tempo, attraverso lo studio degli alberi. Essa è attualmente utilizzata negli studi di tipo archeometrico, ed in particolar modo in quelli rivolti all’inquadramento

cronologico. La suddetta metodologia si basa sul conteggio e l’analisi degli anelli annuali di crescita dei tronchi d’albero, in relazione ad un importante principio: una determinataspecie in una determinata area geografica si caratterizza per la crescita costante degli anelli; i cui spessori cambiano in relazione all’alternarsi delle varie stagioni ed a particolari eventi legati all’ambiente in cui si trova l’albero stesso.

Le prime tracce dell’uomo nel territorio del Sulcis-Iglesiente sono allo stato attuale delle ricerche ricche di informazioni che consentono di delineare, se pur non in modo completo, un quadro abbastanza preciso.

Il periodo Neolitico, che segna la prima antropizzazione dell’uomo, è ben documentato in tutte le sue fasi, e abbraccia un arco di tempo che va dal VI al III Millennio a.C. Durante la sua fase evolutiva si assiste a dei graduali cambiamenti, soprattutto sul modo di vita dei gruppi umani. La trasformazione più complessa riguarda il sistema di acquisizione alimentare. Da cacciatore-raccoglitore l’uomo cerca di controllare le fonti di cibo attraverso la domesticazione delle specie vegetali e animali, per passare poi ad una economia di produzione. Questo processo di trasformazione fu lento ma interessò un’ampia parte della comunità. Le maggiori trasformazioni iniziano dal Neolitico medio, accompagnate dall’introduzione di nuove tecniche e un approccio diverso nel modo di occupare il territorio. Una prima spinta è sicuramente avvenuta a partire dal Neolitico Antico che portò anche nell’isola animali e sementi provenienti dalle regioni della Mezzaluna fertile. Dal Vicino Oriente, centro di origine dell’agricoltura, si sviluppa un processo di diffusione assai vasto che riguarda tre continenti: l’Asia, l’Africa e l’Europa. Non è facile inquadrare le aree di diffusione del Neolitico e tracciare un quadro preciso dello sviluppo. Le cause e i modi possono essere differenti e possono incrociarsi in tempi diversi. Attraverso i contributi dati dall’archeologia e dall’antropologia è possibile seguire migrazioni di gruppi di coloni neolitici e processi di acculturazione progressiva di gruppi preesistenti.

Con la rivoluzione neolitica si sviluppano nuovi fattori, producendo conseguenze sull’organizzazione interna delle società umane e sulla loro ideologia. Il contesto agricolo presente in questa fase porta a sottolineare l’importanza che ha per questi gruppi il possesso della terra. L’uomo diventa produttore di cibo senza mai trascurare le risorse spontanee che poteva utilizzare per la propria sussistenza. Non sappiamo se fra i gruppi esistessero rapporti pacifici o conflittuali. I contesti archeologici indagati non hanno evidenziato questo aspetto, per cui si può ipotizzare che queste popolazioni preistoriche fossero rappresentate da gruppi che condividevano gli stessi aspetti socio-culturali, divisi pacificamente per realtà territoriali.

L’aspetto geomorfologico del territorio ha favorito l’insediamento umano in maniera abbastanza capillare, le cui costanti sono le materie prime per la sussistenza, e l’abbondante presenza di acqua.

Lo sviluppo antropico è più evidente nelle zone in prossimità degli stagni lungo la linea di costa, dove sfruttavano al meglio le risorse dell’ambiente circostante. Nel suo insieme potremmo definirla una economia a largo spettro (Broad Spectrum), in grado di sfruttare un’insieme di risorse. Questi gruppi nonostante fossero autosufficienti, avevano rapporti con l’esterno come dimostrano i dati archeologici. I contatti avvenivano soprattutto con gruppi che gravitavano nella stessa zona, lungo gli stagni o nelle immediate vicinanze, nelle zone collinari e in montagna. Ma le relazioni esistevano anche con popolazioni più distanti con le quali venivano in contatto per l’approvvigionamento di materie prime, come l’ossidiana. Questi aspetti sono meglio documentati nel Neolitico Recente, ma gli spostamenti di gruppi umani avvenivano già nel Neolitico antico e non si limitavano alla sola Sardegna. L’ossidiana recuperata in posizione stratigrafica a “Su Carroppu” di Sirri-Carbonia proviene dal Monte Arci. Inoltre le analisi di laboratorio hanno dimostrato che l’ossidiana presente in contesti del Neolitico antico corso a ceramiche cardiali, più precisamente a Basi e a Curacchiàghiu, provengono dalla Sardegna, come pure l’ossidiana presente nella Provenza e nel Mezzogiorno della Francia.

La presenza di questa materia prima nell’industria litica, così protagonista nelle attività dell’uomo neolitico, veniva commercializzata o scambiata, certificando intensi rapporti e comunicazione tra i gruppi.Non sappiamo se, per raggiungere questo unico giacimento, percorressero lunghe distanze via terra, o se la capacità di portata dei fiumi in quel periodo permettesse di utilizzare queste via d’acqua, se non per tutto il percorso, almeno in parte. L’attuale territorio del Sulcis-Iglesiente è una delle aree di più antica frequentazione di gruppi riferibili al Neolitico antico. La distribuzione dei siti in questo periodo e gli areali di frequentazione mostrano un interessante e omogeneo quadro insediativo. Le fertili vallate, le risorse naturali come animali selvatici, la vicinanza al mare e soprattutto la presenza di grotte e risorgive carsiche hanno fatto di questi luoghi un habitat ideale per l’antropizzazione delle genti primitive.

Pur essendo la città di Carbonia una delle più giovani d'Italia, il suo territorio, corrispondente a buona parte del dismesso bacino carbonifero del Sulcis, è ricco di numerose testimonianze preistoriche e storiche, relative alle civiltà e alle popolazioni presenti in questa zona della Sardegna. Nel territorio di Carbonia è attestata la presenza di una delle più antiche civiltà preistoriche della Sardegna, denominata di “Su Carroppu”, risalente al Neolitico Antico (VI millennio a.C. o 5700 – 5000 a.C.), che prende nome dall'omonimo riparo sottoroccia vicino all'antica borgata agro-pastorale di Sirri, a nord-est del centro urbano di Carbonia. Successivamente diverse civiltà preistoriche (partendo dal Neolitico Medio fino all'Età del Ferro) si affermano in questo territorio, documentate dai reperti archeologici in numerose grotte e in siti del comune, tra i quali si ricordano la “grotta dell'Ospedale", la “grotta di Barbusi", la grotta sepolcrale “Baieddus de Sa Sedderenciu” o grotta eneolitica di “Su Cungiadeddu de Serafini” a Tanì, la “grotta di Serbariu”, la “grotta di Polifemo”, la “grotta Sa Dom'e S'Orcu”, la grotta "Sa Turrita”, la “grotta della Campana”, la “grotta della Volpe”, le necropoli a domus de janas di “Cannas di Sotto”, “Cùccuru Su Cardolinu de Monte Crobu” e “Corona Maria” (a nord di Cortoghiana), la “valle Rio Anguiddas: Is Arrùs de Riu Anguiddas e S'Ega de Is Elmas” a ovest di Cortoghiana, i “siti abitativi di Barbusi – rio Flumentepido”, gli insediamenti del “poliambulantorio – valle rio Cannas”, la “grotta A.C.A.I. – valle Rio Cannas” e il riparo sottoroccia di “Coderra”. Del periodo nuragico è attestata la presenza di questa civiltà in diversi siti, alcuni di notevole importanza come il complesso del nuraghe "Sirai" , tra i quali si ricordano i seguenti più importanti: il nuraghe "Mianu", il nuraghe "Mitzotus", il nuraghe "Paristeris", il nuraghe "Piliu", il nuraghe "Su Conti" nel casale “Medau Su Conti”, e altri ancora.

Nella periferia di Carbonia (CI), sul versante che congiunge il Monte Crobu al  Monte S.Giovanni, si trova la necropoli a Domus De Janas di Monte Crobu, di epoca prenuragica (3200-2800 a.c).

Le tombe, risalenti alla cultura di San Michele di Ozieri (3300-2480 a.C), sono scavate in un bancone di tufo trachitico. Tra tutte le domus, quella più grande e interessante è sicuramente la prima. Si tratta, probabilmente, di una tomba Santuario. Essa è composta da un lungo corridoio attraverso il quale si accede alla prima stanza caratterizzata dalla presenza di due banconi ai lati e dal soffitto inclinato verso l’esterno. Da una porta, scavata nella roccia, si accede al secondo vano, rettangolare, con il soffitto a doppio spiovente. Sulla parete frontale alla porta, si trova una cavità attraverso la quale si accede ad un piccolo vano. Sulla  facciata di fondo di quest’ultimo è scolpita una falsa porta, simbolo di passaggio nell’aldilà. Nel corridoio d'ingresso sono stati trovati elementi di corredo, recipienti ceramici come il tripode, il vaso a cestello e la pisside, oltre a strumenti litici come lame, grattatoi, punte di freccia. Purtroppo la tomba mostra i segni dell’incuria e della maleducazione umana; diverse pareti sono state danneggiate con scritte fatte utilizzando bombolette spray ed anche nella finta porta si può notare un foro, segno dei tentativi di picconare la parete, compiuto  sicuramente dai tombaroli.

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

 

 

               GITA A ORROLI

 

Contatta l'autore

Nickname: ninolutec
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 85
Prov: CA
 

Area personale

 

Tag

 

Ultimi commenti

Salve, prima di tutto vi ringrazio per aver inserito...
Inviato da: Manuela
il 10/02/2015 alle 23:06
 
Buon week end, bacioni
Inviato da: giramondo595
il 30/11/2013 alle 10:19
 
Buonanotte e sogni d' oro, bacioni
Inviato da: giramondo595
il 18/05/2013 alle 23:30
 
Buona serata, tantissimi bacioni
Inviato da: giramondo595
il 14/04/2013 alle 19:55
 
bouna serata, tantissimi bacioni
Inviato da: giramondo595
il 01/04/2013 alle 23:46
 
 

       GALLERIA DI IMMAGINI

    

 Rosas 

 

      

  Sirri

 

  
Vienna

 

     SITO LUTEC 

           

 
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963