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VIAGGIO IN POLONIA

Post n°92 pubblicato il 13 Giugno 2011 da ninolutec
 
Tag: Viaggi

(Sesta e Ultima Parte)

 

E siamo giunti all'ultimo giorno del nostro viaggio. Questa ottava mattinata verrà impegnata nella visita al quartiere di KAZIMIERZ. Gli ebrei sono stati presenti a Cracovia "da sempre", creando il vibrante centro ubicato nell' odierno quartiere di Kazimierz, diviso tra la parte cristiana e quella ebraica. La comunità ebraica contava prima della seconda guerra di circa 65.000 anime. Tanto la parte cristiana quanto quella ebraica meritano la nostra attenzione. È impossibile presentare a parole la magicità dell’ambiente e per coglierla dobbiamo quindi passaggiare tra chiese barocche, gotiche, sinagoghe, edifici che riportano alla memoria i momenti felici e tragici di questo luogo. Peraltro questi sono i luoghi dove Steven Spielberg girò il film "la Lista di Schindler".
Luoghi di interesse a Kazimierz:
• chiesa gotica di Corpus Cristi in via Bozego Ciala
• preziosa chiesa gotica di Santa Catalina e Margherita in via Augustianska
• Sinagoga Vecchia in via Szeroka (il riparto del Museo Storico di Cracovia con una mostra sulla cultura ebraica)
• Sinagoga Remuh (operativa) ed il cimitero ebraico in via Szeroka. Sul lato della sinagoga si trova il famoso cimitero con la tomba del rabbino Mosé Isserles (morto nel 1572), visitata da molti pellegrini ebrei che vengono da ogni parte del mondo.
• Sinagoga Tempel in via Miodowa
• Sinagoga di Izaak in via Kupa
• Sinagoga Alta in via Jozefa
Più in particolare, ciò che segue è un elenco di tutto ciò che va assolutamente visto.
• via Szeroka- portiamo alla luce la storia della comune ebraica di Cracovia dal 1335 al 1939 e del tempo della guerra a Cracovia e in Kazimierz (1939-45)
• via Józefa- la sinanoga Alta (Wysoka) e il cortile chiamato "di O. Schindler" dove Stephen Spielberg girò il film “Lista di Schindler”
• Piazza Nuova (Plac Nowy)-il luogo dove è possibile conoscere la sorte del quartiere ebraico dopo la guerra, nel periodo del regime

Podgórze
il quaritere dove, durante la seconda guerra mondiale, sono
stati localizzati il ghetto, la fabbrica di O. Schindler ed il campo nazista di Plaszow

piazza degli Eroi del Ghetto (Pl. Boh. Getta)- la piazza principale del ghetto (nell`epoca chiamato "di Concordia") li`esistente tra 1941 e 1943, il luogo di ritrovi e delle partenze di convogli verso i campi di sterminio. il museo La farmacia "Sotto l`aquila”
il resto del muro circondante il ghetto
Fabbrica di O. Schindler- oggi  Museo Storico di Cracovia con la mostra intitolata "Cracovia- il tempo dell`occupazione 1939- 1945".
L`esibizione riporta al periodo della storia della città negli anni dell`occupazione nazista quando le sorti dei suoi abitanti polacchi, ebrei e invasori tedesci si sono  mescolate dal 6 settembre 1939 e fu brutalmente interrotta la vita di ebrei polacchi di Cracovia.

• il campo nazista di Plaszow- allestito nel 1942, inizialmente funzionante come il campo di lavoro forzato, subito trasformato nel campo di concentramento dove, dopo la liquidazione del ghetto furono internati gli Ebrei di Cracov.

Altri luoghi di interesse a Cracovia sono i MONTICOLI, che noi, tuttavia, non abbiamo potuto vedere. Ne esistono 4 a Cracovia e rappresentano non solo una attrazzione per la città, ma anche uno dei luoghi preferiti per le passeggiate dei cracoviani. Probabilmente erano in antichità luoghi di sepoltura e di culto. Da ognuno dei 4 monticoli si può apprezzare una fantastica vista della città.
▪ Monticolo di Tadeusz Kosciuszko – eroe nazionale polacco del secolo XVIII. Si può realizzare una passeggiata davvero molto interessante, con il tram n. 2, 6, 1 direzione Salwator, sino all’ultima stazione e camminando poi, lungo la strada sw. Bronislawy sino al montícolo. Lungo il cammino si può
visitare una chiesa romanica, quella di San Salvatore.
▪ Monticolo di Jozef Pilsudski – eroe nazionale polacco del secolo XX. Si può
arrivare passegiando dal monticolo Kosciuszko.
▪ Monticolo di Krak – del secolo VI-VII, situato nel quartiere Podgórze. Krak fu il leggendario principe di Cracovia. Per arrivarci, si prende il tram n. 3, 6, 9, 13, 23 e 24 sino al cimitero Podgórski (Cmentarz Podgórski).
▪ Monticolo di Wanda – fu la figlia del leggendario sovrano della città, che si tolse la vita pur di non sposarsi con un nostro vicino occidentale. Si trova molto lontano dal centro, a Nowa Huta, e si può arrivare sin li con il tram n. 21.
Cracovia è la città di Papa. Qui studiò e lavorò durante la guerra, e dopo diventatosacerdote (1946) fece il suo servizio sacerdotale grazie al quale sarà sempre presente nella nostra vita spirituale lasciando nei nostri cuori il suo segno. Attraversando vie e vicoli di Cracovia non si può dimenticarlo.  Tutta la città è piena dei luoghi tracciati da Lui.
"Permettete, prima di andare via... Guardo ancora una volta Cracovia, questa Cracovia, dove ogni pietra e ogni mattone mi è caro... Da qui guardo la Polonia. E per questo vi prego, prima di andare via, di assumervi ancora una volta questa eredità spirituale che si chiama Polonia, con fede, speranza e amore (...) Vi prego di non dubitare, di non stancarvi e di non scoraggiarvi. Di non tagliare voi stessi quelle radici, delle quali siamo cresciuti." Giovanni Paolo II, Blonia di Cracovia, 10 giugno 1979.


  • Celebrità di Cracovia.
  • In una visita completa di Cracovia sicuramente non può mancare il museo Czartorysky, che custodisce il famoso dipinto di Leonardo Da Vinci “- Purtroppo questa volta non è stato possibile perchè il dipinto era in giro per qualche altro museo del mondo! La dama con l’ Ermellino”. È il Ritratto di Cecilia Galleani, la bellissima, intelligente moglie del Conte Bergamini, cortigiano di Ludovico il Moro di cui era la favorita. Osservando il dipinto si nota una donna dal mento un po’ sporgente, con le labbra sottili, gli occhi sono seducenti, che esprimono dolcezza con il loro castano dorato. Il naso della dama è piccolo con le narici poco sporgenti.
    La capigliatura di Cecilia é curata in tutti i particolari. Pare che abbia una treccia complessa dietro il collo. Un fascio di capelli incorniciano il volto e passano sotto il mento, nascondendo le orecchie. La riga in mezzo dà al volto luce ed eleganza.
    Cecilia è stata rappresentata con un’eleganza molto raffinata.
    Anche Cecilia è ritratta sorridente da Leonardo , un sorriso accennato appena che ricorda quello, altrettanto famoso della “Gioconda”.
    Il quadro è noto col nome di “la dama con l’ermellino” e presenta come secondo protagonista una bestiola bianca , da tutti considerata , appunto, un ermellino.
    Invece era un furetto. Lo era perchè l’ermellino è un animale aggressivo che ben difficilmente avrebbe accettato le lunghe pose cui si sottopose la donna per farsi ritrarre dal pittore. Inoltre l’ermellino è bianco solo in un breve periodo dell’anno. Invece il furetto è una bestiola che si può ritenere da compagnia e cosa di non poco conto è bianco tutto l’anno
    Protemmo dire quindi che questo meraviglioso capolavoro di Leonardo, iniziato nel 1488 e terminato nel 1490 non si dovrebbe intitolare “la dama con l’ermellino”, bensì “la dama con il furetto che recitava la parte dell’ermellino”
  • Artisti
    Andrzej Wajda: non è esattamento di Cracovia ma ormai vive qui da moltissimi anni. Famoso per aver vinto un oscar onorifico con il film "Quo Vadis", ora è eni cinema con il suo nuovo successo "Katyn", storia dell’eccidio di soldati ed ufficiali polacco perpetrato dai russi durante la seconda guerra mondiale.
    Tadeusz Kantor: Pittore, scenografo, autore teatrale.
    Roman Polanski: direttore del “Pianista” e di molte altri famosi film. Non e nato a Cracovia, bensi in Francia, ma i suoi genitori erano ebrei cracoviani, visse la sua infanzia ed adolescenza qui, passo due anni nel ghetto di cracovia, ed i suoi genitori morirono ad Auschwitz.
    Ryszard Horowitz: fotografo, fu uno dei prigionieri nella Fabbrica di Shindler e nel campo di Aschwitz.

    Attenti al Drago!

    Il simbolo non ufficiale della città di Cracovia è il Drago – passeggiando per la piazza di Cracovia si trovano centinaia di draghi nei negozi di souvenirs.
    C’era un a volta un drago che viveva nel centro di Cracovia, in una caverna della collina del Wawel. Questa bestia crudele si nutriva di fanciulle vergini. E tutti coloro che osavano sfidarlo venivano uccisi e divorati. Così in città non rimase più nessuno pronto a sfidare il drago finché un giorno apparve a Cracovia un calzolaio. Il calzolaio, che era molto furbo, che comprò un agnello, lo imbottì di zolfo e lo gettò nella caverna del Drago. La bestia mangiò immediatamente l’agnello e causa dello zolfo gli venne una sete immensa. Si gettò quindi nelle acque della Vistola e cominciò a bere, bere e bere finché esplose.

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nota dolente quella della cucina polacca per noi italiani, viziati dai sapori e dai profumi mediterranei! Ma la conoscenza di un paese passa anche attraverso la sua cucina per cui.... proibito ripartire senza aver addentato i pierogi (ravioli a pasta grossa ripieni di cavolo nero, formaggio, funghi, cipolla e quant’altro), le kielbasy (si pronuncia “chiubasse” e significa salsiccia) o la deliziosa zuppa di funghi servita in una forma di pane scavata nel centro. La cucina è varia, anche se l'ingrediente basilare restano le patate, che i polacchi mangiano in grande quantità e rappresentano la cosa che non può mai mancare sulla loro tavola: sono un po’ l’equivalente del nostro pane.
Per gli stomaci delicati è meglio mettere in valigia l’alkaselzer.
Scherzi a parte, la salsiccia tradizionale è un tale mito che il popolo polacco, ovunque emigrato, ne sente una profonda nostalgia quasi si trattasse di un parente. Sono salsicce enormi, in genere eccessivamente, ma dal sapore delizioso. Un herbata (tè), dicono che aiuti a sciogliere il grasso,ma io personalmente preferisco la birra!
Se proprio la cucina polacca non ti attira, Cracovia offre una vasta scelta di ristoranti europei ed etnici, dai ravioli cinesi ai tacos, dalla pizza (cioè, quella che loro chiamano pizza!) alle tipiche pietanze kosher della tradizione ebraica.  Sulla pizza una piccola nota: la pasta e il pomodoro tendono al dolce, vedi tu....

 Dalla svolta del 1989, cioè dal passaggio rapido della Polonia verso il mercato libero, la cucina polacca è come rinata. Come una volta vanta di nuovo i suoi maestri e le sue specialità che piacciono ai buongustai anche dei paesi dalle tradizioni culinarie più raffinate.
La cucina polacca è il risultato di due tradizioni culinarie: quella della nobiltà di campagna e quella contadina. La prima ha alle spalle i secoli della creatività culinaria basata su un miscuglio di elementi locali con il meglio della cucine di molti dei popoli vicini. La nobiltà polacca amava accogliere gli ospiti o lo faceva senza badare a spese, fedele al vecchio detto polacco “vale anche il pegno un ricevimento degno”. E le tavole soccombevano sotto il peso d’ogni ben di Dio, fra cui regnava la selvaggina: cinghiali, caprioli, lepri, starne, fagiani. Oggi, numerosi ristoranti sono tornati a preparare le pietanze di selvaggina per soddisfare i piaceri di gola.
La natura, un po’ parsimoniosa per la Polonia per quanto riguarda l’acqua calda dei mari pieni di saporiti frutti, l’ha ricompensata con innumerevoli laghi d’acqua pura con la loro ricchezza di pesci: trote, lucioperche, lucci, carpe, tinche, anguille ... Gustosissimi, delicati pesci che vanno preparati con maestria in più svariati modi.
Fra le carni, la più cucinata in Polonia è la carne di maiale. Il piatto più popolare è kotlet schabowy, cotoletta di maiale impanata in farina, uovo e pane grattato e poi fritta. Il momento culminante dei pranzi più impegnativi nei ristoranti è spesso un piatto di squisita delicatezza, il maialino allo spiedo. Buonissima è la carne di vitello e, nelle zone di montagna, la carne di montone.
Una meritata fama hanno i salumi polacchi, fra cui il tradizionale prosciutto ben marinato, quindi affumicato e infine cotto. Seguono saporitissime salsicce fatte con le migliori carni di maiale e manzo, che si compongono bene col buonissimo pane polacco. Il che non vuol dire che la cucina polacca è dominata dalla carne. La tradizione contadina l’ha arricchita fra l’altro di pierogi, una specie di ravioli farciti o con fragole,o con mirtilli, o con amarene, o con formaggio di latte di mucca, o con grano saraceno e così via. I migliori pierogi ovviamente sono quelli che fa ogni mamma polacca, ma vale la pena assaggiarli anche in numerosi posti detti “pierogarnia” (ravioleria).
Un posto a parte spetta ai funghi, una vera e propria passione di migliaia di Polacchi che d’autunno vanno per i boschi a raccoglierli e poi si preparano in squisitissimi piatti come, per citarne alcuni, zuppa di porcini, salsa di gallinacci, o lattaroli fritti, serviti volentieri anche nei ristoranti.
Per quanto riguarda le bevande alcoliche, la Polonia è conosciuta per la sua vodka pura, nata come distillato ricavato dalla segale o dalle patate. Saporitissime, anche se meno conosciute, sono le vodke aromatizzate (żubrówka , jarzębiak), i ratafià (a base di noce, visciole, angelica ecc) e, infine, gli idromeli e la vasta gamma di birre.
Passando ai dolci vanno assaggiati i pączek, ossia krapfen o bomboloni, fatti di pasta levitata e farciti, quelli classici, con confettura di rose, fritti in abbondante olio bollente e coperti di glassa. Molto popolare è il sernik , una squisita torta a base di ricotta di latte vaccino.
Giovanni Paolo II durante uno dei suoi ultimi pellegrinaggi in Polonia, all’incontro con i suoi concittadini a Wadowice parlando all’immensa folla radunata in piazza, cominciò a ricordare la sua gioventù ed ad un certo momento allungò la mano verso una delle palazzine dicendo commosso “ E lì, che prima degli esami di maturità si andava a mangiare le kremówki (millefoglie alla crema)”. Ricordava, dopo ben 60 anni, il gusto della sua millefoglie alla crema!. Non c’è da meravigliarsi.  Per capirlo basta assaggiarla!

 

 

 
 
 
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