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CONFERENZA DEL PROFESSOR FRANCO FERRO
Da una settimana mi sto occupando di "immagine e comunicazione" in favore della nostra Associazione. Tutti i comunicati stampa relativi alle conferenze programmate vengono regolarmente pubblicati su "L'Unione Sarda", "La Nuova Sardegna" e il portale del Comune di Carbonia, nella sezione "IN PRIMO PIANO". A partire da questo mese, e con cadenza quindicinale, verrà inoltre pubblicata, su "La Provincia" di Giampaolo Cirronis, la sintesi dell'attività della LUTEC nel periodo immediatamente precedente l'uscita del giornale.
« Eduardo è un puro napoletano; ma non c’è attore più avaro di lui nei movimenti. Non si accontenta di dominare la scena; concentra su di sé la sala intera… E questo, con un’economia fisica quasi irreale. Non c’è un suo equivalente fra gli attori di cinema, che si pensa siano costretti a trattenersi dalla vicinanza della macchina da presa. Ma, anche quando recita nella sala più grande, Eduardo riesce a proiettarsi in «primo piano» fino in fondo al loggione. È il più grande attore del mondo. » (Orson Welles) MIA FAMIGLIA Giovedì 1 e venerdì 2 dicembre 2011, si è svolta la conferenza del professor Franco Ferro, che, dopo una chiara ed esauriente introduzione, ci ha proposto i tre atti dell'intensa commedia di Eduardo de Filippo, "Mia famiglia", una commedia in tre atti, scritta e interpretata da Eduardo De Filippo nel 1955, inserita dallo stesso autore nel gruppo di opere che ha chiamato “Cantata dei giorni dispari.” Alberto Stigliano ha una famiglia che ha attraversato apparentemente indenne il dopoguerra. Siamo ormai nel 1955 e in Italia sta per arrivare il benessere economico accompagnato dal consumismo. La famiglia del protagonista è dunque una famiglia "moderna", al passo con i tempi. La moglie Elena è come se non ci fosse, vive fuori casa, presa dagli incontri con le amiche. I figli ormai grandi, sono abbandonati a se stessi: Beppe che pure potrebbe lavorare alla radio con il padre, noto lettore radiofonico, preferisce frequentare strambe amicizie che lo persuadono delle sue grandi possibilità di lavorare come attore nel cinema. La figlia Rosaria si atteggia a donna spregiudicata e straparla di liberazione della donna e di sesso libero. Anche Stigliano però ha qualcosa da farsi perdonare: ha con un'altra donna una relazione che divide con la famiglia regolare. Gli avvenimenti precipitano quando il figlio Beppe se ne va con l'amico Guidone, giovane dalle tendenze particolari, a Parigi dov'è in lavorazione un importante film in cui ha ottenuto una parte. La crisi della quasi famiglia di Alberto diviene evidente quando la moglie, costretta dalle "amiche", che sono andate a reclamare in casa, deve a confessare al marito di aver perso una grossa somma di denaro al gioco contraendo un debito che ora non può pagare. Alberto forse colpito da quanto sta accadendo smette improvvisamente di parlare. Ma i guai non sono finiti: Elena ha capito il suo errore e per pagare i debiti lavora in casa come sarta, quando ritorna dalla Francia il figlio Beppe per rifugiarsi e nascondersi poiché è sospettato per un fatto di sangue accaduto al regista del film. A questo punto il padre recupera la parola e denuncia il figlio alla polizia. È passato del tempo: Beppe riconosciuto innocente, lavora con il padre alla radio e la figlia Rosaria si è sposata con il manesco fidanzato Corrado, con cui ha sempre condiviso le sue idee avanzate e ultramoderne. Per l'occasione Alberto,che ha lasciato la famiglia andando a convivere con la sua amante, è tornato per festeggiare il matrimonio insieme ai genitori di Corrado. Stanno amabilmente conversando quando arriva il novello sposo che riporta infuriato Rosaria a casa dei genitori perché dice che solo ora la giovane gli ha confessato di avere avuto un innocente, e senza conseguenze, passato amore per un altro. Insomma Corrado, l'uomo dalle moderne idee, è furiosamente geloso e Rosaria, antesignana del libero amore, è ancora vergine. Alberto capisce il dramma di quei giovani sbalestrati, che si atteggiano ad anticonformisti e antiborghesi ma che sono rimasti ingenui e semplici, e li farà riconciliare. Dopo un dialogo chiarificatore con la moglie che vorrebbe che il marito tornasse in casa, perché quella è la sua famiglia, Alberto risponde quasi rassicurandola: «Mo' vedimmo...».
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GITA A ORROLI
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Età: 85 Prov: CA |









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