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Marziale: «Non sei un mentitore abituale, sei la Menzogna stessa fatta persona».

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RESURREZIONE

Post n°147 pubblicato il 06 Aprile 2010 da zef49

Osiride è il dio tellurico della fertilità che vive, muore e resuscita come il grano e che rappresenta l'eternità del mondo vegetale. La ciclicità della morte e della sua resurrezione, oltre alla rinascita nel figlio Horo, fornirono le immagini per il succedersi al trono dei regnanti. La guerra per l'eredità inizia dopo la morte di Osiride, ma Horo riesce a sconfiggere Seth, il pretendente illegittimo (e assassino di Osiride) e a salire al trono. Osiride è il signore dell'Ade e presidente della corte che giudica i morti. Nel mito sono stati inseriti altri personaggi. Iside, moglie del dio, compiange il defunto e si prende cura del cadavere; dopo la sua morte ella concepisce il piccolo Horo e lo cresce tra grandi difficoltà. Una serie di singoli miti si intreccia con quello principale e i misteri delle versioni successive vengono ripresi e ampliati dalle comunità religiose ellenistiche.
Anche se Osiride fu una delle figure più significative della religione egiziana, tanto che il suo culto influenzò quello diffusosi successivamente in tutto il bacino mediterraneo, l'Egitto non ci ha tramandato nessun mito coerente a lui riferibile. In realtà dobbiamo basarci su una serie di accenni sparsi – anche se numerosi – e a singoli motivi, cioè a varianti di carattere fiabesco-popolare (cfr. nn. 13-15). E solo grazie a Plutarco che possediamo la versione integrale. Tuttavia egli conobbe il mito quando già era disarticolato e fuso con le concezioni culturali greche.
Plutarco, seguendo la consuetudine greca, diede di solito nomi di divinità greche agli dèi egiziani che, per le loro caratteristiche, presentassero affinità con l'Olimpo greco. Rà fu chiamato Helios, Geb divenne Kronos, Nut fu chiamata Rhea, Thoth, il dio dei messaggeri, fu chiamato Hermes; inoltre Seth fu identificato con Tifone e ad Hathor venne dato il nome di Afrodite. Nella nostra traduzione non abbiamo inserito gli elementi tipicamente greci e neanche le parti di testo contenenti spiegazioni etimologiche ed eziologiche. Inoltre abbiamo usato il discorso diretto.

Aton

Dio venerato dal grande faraone iconoclasta Akhenaton durante il periodo di Amarna nella XVIII Dinastia.
E' forse il primo esempio di religione monoteista della storia.
Divinità solare, rappresentato da un disco che emette raggi solari che terminano con mani umane (unica concessione alle forme antropomorfe).

Dopo la morte di Akhenaton venne ristabilita l'ortodossia e Amon e gli altri dei ripresero il loro posto e furono cancellate molte tracce dell'"eresia" di Akhenaton e Nefertiti. La religione basata su Aton ebbe breve vita: già quello che si suppone essere il genero di Akhenaton, Tutankhaton, sebbene molto giovane, restaurò l'antico culto, cambiando il proprio nome in quello di Tutankhamon ("immagine vivente di Amon") e riportando la corte faraonica a Tebe. In molti pensano che l'Atonismo sia all'origine dell'Ebraismo, che introietterà molti dei suoi concetti e che vedrà la luce nella popolazione ebrea d'Egitto meno di un secolo più tardi. Questa tesi è contenuta per esempio nel saggio di Sigmund Freud "L'uomo Mosè e la religione Monoteista".

Non ho detto il falso
Non ho commesso razzie
Non ho rubato
Non ho ucciso uomini
Non ho commesso slealtà
Non ho sottratto le offerte al dio
Non ho detto bugie
Non ho sottratto cibo
Non ho disonorato la mia reputazione
Non ho commesso trasgressioni
Non ho ucciso tori sacri
Non ho commesso spergiuro
Non ho rubato il pane
Non ho origliato
Non ho parlato male di altri
Non ho litigato se non per cose giuste
Non ho commesso atti omosessuali
Non ho avuto comportamenti riprovevoli
Non ho spaventato nessuno
Non ho ceduto all' ira
Non sono stato sordo alle parole di verità
Non ho arrecato disturbo
Non ho compiuto inganni
Non ho avuto una condotta cattiva
Non mi sono accoppiato con un ragazzo
Non sono stato negligente
Non sono stato litigioso
Non sono stato esageratamente attivo
Non sono stato impaziente
Non ho commesso affronti contro l'immagine di un dio
Non ho mancato alla mia parola
Non ho commesso cose malvagie
Non ho avuto visioni di demoni
Non ho congiurato contro il re
Non ho proceduto a stento nell'acqua
Non ho alzato la voce
Non ho ingiuriato dio
Non ho avuto dei privilegi a mio vantaggio
Non sono ricco se non grazie a ciò che mi appartiene
Non ho bestemmiato il nome del dio della città.

 
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