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EVOLUZIONE DEGLI SPIRITI

Post n°273 pubblicato il 09 Giugno 2015 da brasilianis
 

EVOLUZIONE DEGLI SPIRITI


 114 - Gli Spiriti sono per loro natura buoni o cattivi, o invece si vanno
migliorando di propria volontà?
«Sono gli stessi Spiriti che si migliorano da sé, e, migliorandosi, passano da
un ordine all’altro».
115 - Gli Spiriti sono stati creati parte buoni e parte cattivi?
«Iddio ha creato tutti gli Spiriti semplici ed ignoranti, vale a dire senza
scienza alcuna, e dato a ciascuno di loro un compito allo scopo di illuminarli e
fare sì che giungano progressivamente alla perfezione per mezzo della
conoscenza della verità, che a Lui sempre più li avvicina. Nel conseguimento
di questa perfezione è riposta per essi la suprema e perfetta felicità. Gli Spiriti
acquistano queste cognizioni col passare per le prove che Dio impone loro. Gli
uni le accettano con sottomissione e arrivano più sollecitamente alla meta;
altri non le subiscono che di malanimo, e così, per propria colpa, restano più
lungamente lontani dalla perfezione e dalla felicità promessa».
- Potrebbe dirsi che gli Spiriti in origine siano come i bambini, ignoranti e
senza esperienza, ed acquistino a poco a poco le cognizioni che loro
mancano, percorrendo le varie fasi della vita?
«Il paragone è esatto. Il fanciullo caparbio rimane ignorante ed imperfetto,
giacché ogni fanciullo progredisce più o meno moralmente ed
intellettualmente, secondo la sua docilità; ma vi è questa differenza, che la
vita dell’uomo ha un termine, mentre quella dello Spirito si estende
all’infinito».
116 - Vi sono Spiriti, che devono rimanere perpetuamente negli ordini
inferiori?
«No. tutti, con l’andare del tempo, diverranno perfetti. Spesso la permanenza
negli ordini inferiori dura a lungo, ma poi si mutano, poiché, come abbiamo
detto altra volta, un padre giusto e misericordioso non può bandire da sé in
eterno i propri figli. Vorreste dunque che Iddio, sì grande, sì buono, sì giusto,
fosse peggiore di quello che non siate voi stessi?».
117 - E’ in potestà degli Spiriti affrettare il loro progresso verso la
perfezione?
«Certo che sì; essi la raggiungono più o meno presto a seconda del loro
desiderio e della loro sottomissione alla volontà di Dio. Il fanciullo docile non
s’istruisce forse più sollecitamente del caparbio?».
118 - Gli Spiriti possono degenerare?
«No: a mano a mano che progrediscono, comprendono ciò che li allontanava
dalla perfezione. Quando lo Spirito ha compiuto una prova, ne ricava un

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ammaestramento, e non lo dimentica più. Può rimanere stazionario, ma non
torna mai indietro».
119 - Non avrebbe potuto Iddio risparmiare agli Spiriti le prove, a cui
devono sottostare per giungere al grado supremo?
«Se gli Spiriti fossero stati creati perfetti, non avrebbero alcun diritto di
godere i benefici della perfezione. Dove sarebbe il merito senza la lotta?
D’altra parte la disuguaglianza, che esiste fra loro e necessaria alla loro
personalità; inoltre, il compito che eseguono in questi differenti gradi, è nei
disegni della Provvidenza per l’armonia dell’universo».
Poiché nella vita sociale a tutti gli uomini è dato di giungere alle
cariche più alte, ragionando in questo modo si potrebbe
domandare perché il sovrano di un paese non faccia un generale
di ciascuno dei suoi soldati; perché tutti gli impiegati subalterni
non vengano mutati in superiori; perché tutti gli scolari non
vengano subito nominati maestri. Ora la differenza tra la vita
sociale e la vita spiritica sta in questo: che la prima è limitata, e
perciò non permette sempre di ascendere tutti i gradi, mentre la
seconda è infinita, e lascia a tutti la possibilità di giungere ai
supremi gradi.
120 - Per conseguire la bontà gli Spiriti devono passare tutti per la trafila
del male?
«Non per la trafila del male, ma per quella dell’ignoranza».
121 - Perché alcuni Spiriti hanno seguito la via del bene, ed altri quella del
male?
«Non hanno essi il libero arbitrio? Iddio ha creato gli Spiriti non cattivi, ma
semplici ed ignoranti, cioè con eguale attitudine per il bene e per il male.
Quelli che sono malvagi, divengono tali per propria volontà».
122 - Come mai all’origine, quando non hanno ancora coscienza di se stessi,
gli Spiriti possono avere libertà di scelta fra il bene ed il male? Vi è in essi un
principio, una qualche tendenza, che li porti piuttosto all’uno che all’altro?
«Il libero arbitrio si svolge a seconda che lo Spirito acquista la coscienza di se
stesso. Non vi sarebbe più libertà, se la scelta fosse sollecitata da una causa
indipendente dalla volontà dello Spirito. La causa non è in lui, ma fuori di lui,
nelle influenze a cui cede in virtù del libero suo volere. Questa è la grande
allegoria della caduta dell’uomo e del peccato originale: gli uni hanno ceduto,
gli altri resistito alla tentazione».
- Donde vengono allo Spirito queste influenze esterne?
«Dagli Spiriti imperfetti, i quali cercano d’impadronirsi di lui e di dominarlo,
e sono lieti tutte le volte che riescono a farlo soccombere. Ecco ciò che hanno
voluto adombrare con la figura di Satana».
- Lo Spirito va soggetto a questa influenza solo nei suoi primordi?
«No, essa dura finché egli non abbia acquistato tale una padronanza di se
medesimo, da togliere agli Spiriti cattivi ogni speranza di riuscita».
123 - Perché Dio ha permesso agli Spiriti di poter seguire la via del male?
«Come osereste voi chiedere conto a Dio dei suoi atti? Credereste voi di
poterne scrutare disegni? Non pertanto potete ben dire a voi stessi, che Iddio,
sommamente saggio, lascia a ciascuno la libertà di scegliere, perché abbia il
merito delle opere sue».
124 - Poiché alcuni Spiriti seguono fin da principio la via del bene assoluto,
ed altri quella del male assoluto, vi saranno senza dubbio gradi intermedi
fra questi due estremi?
«Certamente; e questi formano la grande maggioranza».
125 - Gli Spiriti che hanno seguito la via del male, potranno giungere allo
stesso grado di superiorità degli altri?
«Sì; ma le eternità saranno per essi più lunghe».
Con questo plurale le eternità sì esprime l’idea che hanno gli
Spiriti inferiori della perpetuità delle proprie sofferenze, perché
non è dato loro di vedere il termine, e perché questa idea si
rinnova ad ogni prova nella quale soccombono.
126 - Gli Spiriti, giunti al grado supremo dopo esser passati per la trafila
del male, hanno minor merito degli altri agli occhi di Dio?
«Iddio guarda i traviati e i non traviati con lo stesso occhio, e li ama tutti col
medesimo amore. Essi si dicono malvagi, solo perché caddero nella colpa: in
origine non erano che Spiriti semplici».
127 - Gli Spiriti sono stati creati tutti eguali rispetto alle facoltà intellettuali?
«Eguali; ma, poiché non sanno da dove vengono, bisogna che il libero arbitrio
abbia il suo corso. Essi progrediscono più o meno rapidamente in intelligenza
come in moralità».
Gli Spiriti, che percorrono sin dal principio la via del bene, non
sono già perfetti per questo, giacche se non hanno cattive
tendenze, devono tuttavia acquistare l’esperienza e le cognizioni
necessarie al conseguimento della perfezione. Possiamo
paragonarli ai fanciulli, i quali, quantunque i loro istinti siano
naturalmente buoni, hanno bisogno di svolgersi, d’istruirsi, e non
giungono senza transizione dall’infanzia all’età matura. Come ci
sono uomini, che sono buoni, ed altri che sono cattivi sin
dall’infanzia, così pure ci sono Spiriti, i quali sono buoni o cattivi
sin dal loro principio, ma con la differenza capitale, che il
fanciullo ha istinti già formati, mentre lo Spirito in origine non è
né cattivo né buono: possedendo tutte le tendenze, egli poi segue
l’una o l’altra direzione in forza del suo libero arbitrio.


Estratto di "Il Libro degli Spiriti" di Allan Kardec. Questo libro fu pubblicato in italiano da Casa del Nazareno Edizioni e si può scaricarlo gratis dal sito spiritismo.altervista.org

 

 
 
 
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