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Un blog creato da melquiades.55 il 20/02/2015

Strappando la vita

Di volta in volta, quel che mi viene in mente

 
 

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Incontro al buio

Post n°7 pubblicato il 11 Marzo 2015 da melquiades.55

L’agriturismo era al di sopra delle aspettative: bella costruzione in pietra, giardino curato, vigne ed oliveti tutt’attorno.

L’accordo era che lei sarebbe salita sola, avrebbe chiuso tutte le imposte per far buio, si sarebbe distesa sul letto, nuda o quasi, distesa a pancia in giù. “così mostro la mia parte migliore”, mi aveva detto.

La porta accostata perché io potessi entrare.

Per raggiungere la camera ventidue bisognava attraversare una sala-biblioteca, luminosa e antica.

Accanto al grande tavolo, un leggio reggeva una ricca copia della Divina Commedia.

Dalla parete un ritratto di Dante guardava dritto davanti a se ed a me non faceva proprio caso, quasi non fosse che, per la seconda volta in vita mia, stavo entrando in una stanza dove una sconosciuta stava aspettando di fare sesso con me.

La stanza era proprio buia, arrivando da una luminosa mattina di settembre, subito nemmeno vidi da che parte fosse il letto.

Mi spogliai davanti alla porta appena chiusa, le parlai per tranquillizzarla, che sapesse che la mia voce era la stessa già sentita al telefono.

Mi aveva chiesto: e se tu fossi Jack lo Squartatore?

Ma io sono, Jack lo Squartatore!

Trovai il letto e scivolai lungo le sue gambe distese, fino alla schiena nuda.

La sentivo respirare, in silenzio.

Scostai il lenzuolo fino ai polpacci, intravedevo le sue forme bianche.

I miei occhi si adattavano al buio.

Le accarezzai le cosce, la mano leggerissima, trovai le natiche tonde e cominciai a studiarle con la lingua.

Con la lingua, correndo la spaccatura che porta alle sue grandi labbra, sfiorai il buchetto che poi avrei penetrato, con le mani, le dita dove il ventre sfuma verso il suo triangolo scuro, la sollevai appena, che mi si porgesse ed affondai la lingua nello stretto canale.

Facemmo l’amore per ore.

Sembrava avere una straordinaria partecipazione al sesso, si sarebbe detto che non capiva nulla, quando la leccavo o penetravo.

Dava davvero soddisfazione.

Veniva voglia di sperimentare, con lei, quello che si fa di rado o mai.

Ho ancora viva nella mente, l’immagine di lei, inginocchiata sul letto, a quattro zampe.

Confusa nella scura penombra, le tette pendule  e piene.

Mi sembrava bellissima, io non ero al meglio di me stesso.

Mi sembrava troppo bella.

Snella e piena nei punti giusti.

Finimmo dopo forse tre ore di giochi, una esplosione fortissima.

Dopo non mi stava vicina, quasi imbarazzante, parlava di argomenti anonimi, quasi che non avessimo avuto una così profonda intimità.

La avvicinai e cominciai ad insegnarle la tenerezza del dopo.

Ci separammo, senza esserci visti in viso.

 
 
 

Tanto per mettere le cose in chiaro, invidio questa coppia fortunata.

Post n°6 pubblicato il 10 Marzo 2015 da melquiades.55

Il filosofo Andrè Gorz si è suicidato insieme alla moglie Dorine gravemente malata, dopo 60 anni di matrimonio. Ecco un brano dal suo ultimo libro Lettre a D. Histoire d'un amour.

Non voglio più, secondo la formula di Georges Bataille "rimandare l'esistenza a più tardi". Sono attento alla tua presenza come ai nostri inizi e mi piacerebbe fartelo sentire. Mi hai dato tutta la tua vita e tutto di te. Vorrei poterti dare tutto di me durante il tempo che ci resta. Hai appena compiuto 82 anni. Sei sempre bella, elegante e desiderabile. Viviamo insieme da 58 anni e ti amo più che mai. Recentemente mi sono innamorato ancora una volta di te e porto in me un vuoto divorante che riempie solo il tuo corpo stretto contro il mio. La notte vedo talvolta il profilo di un uomo che, su una strada vuota e in un paesaggio deserto, cammina dietro un feretro. Quest'uomo sono io. Il feretro ti porta via. Non voglio assistere alla tua cremazione, non voglio ricevere un vaso con le tue ceneri...Spio il tuo profilo, la mia mano ti sfiora. A ognuno di noi due piacerebbe di non dover sopravvivere alla morte dell'altro. Ci siamo spesso detto che se, per assurdo, avessimo una seconda vita, vorremmo passarla insieme.

 
 
 

Simona

Post n°5 pubblicato il 08 Marzo 2015 da melquiades.55

Simona è alta, più di me e magra al punto giusto.

Ha un viso un pò cavallino e denti lunghi (che Dio me la mandi buona).

Gambe lunghe e ben fatte, che per ora ho visto solo fasciate dai jeans aderenti.

Simona ha quarantasei anni, si sente vecchia ma ai miei occhi è una ragazzina.

Simona ha appena cacciato di casa il marito, dopo averlo beccato a farle le corna.

Simona si sente un po' sola ed ha bisogno di conferme sulla sua femminilità, dopo la brutta storia con il marito.

Simona mi ha mandato un bacio, quasi di nascosto, mentre mi salutava.

Simona ha detto subito di si, quando le ho chiesto se una di queste sere sarebbe uscita con me.

Ed il suo si, mi ha subito provocato un calore al basso ventre ed un ben noto inturgidimento.

Da più di un mese non ho una donna, credo che non mi sia mai successo prima d'ora, fin dai tempi dell'adolescenza, domani o dopodomani si interrompe il digiuno.

 
 
 

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Post n°4 pubblicato il 04 Marzo 2015 da melquiades.55

Sarei anche bravino a scrivere, ma sono un poco triste.

Non ho mai scritto di tristezze.

Scriverò quando la tristezza sarà passata.

 
 
 

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Post n°3 pubblicato il 21 Febbraio 2015 da melquiades.55

sto qui, mangiando  cioccolato fondente con granelli di pistacchio a pensare che non sono abituato a star solo, che mi piace star solo solo quando è una scelta mia.

Dieci anni insieme (ma ognuno a casa propria) ci hanno abituato alla compagnia di noi e basta, prima perchè fra noi due non ci poteva stare nessun'altro, poi perchè c'eravamo abituati a non avere nessun'altro intorno.

Però è ingiusto che ti arrabbi, topa, io non mi sento nessun senso di colpa.

 
 
 

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Post n°2 pubblicato il 21 Febbraio 2015 da melquiades.55

Chissà se è davvero finita.

Certo che mi manca, mi mancano i messaggi di buongiorno, che non significa niente ma è un contatto, sapere che c'è qualcuno di esclusivo per te.

Sono passati dieci anni ed i messaggi si sono diradati, non portavano più sesso e passione.

Certo che mi mancano le sere a casa sua, io che cucino, lei che aiuta suo figlio a fare i compiti. E poi a tavola, noi tre insieme e mi piaceva vedere suo figlio divorare, pulendo il piatto, la mia fatica di poco prima.

Ma poi era solo televisione.

Un tempo il momento di andare a letto era il preludio ad un'ora di sesso (non importa a che ora ci si deve alzare), ultimamente temevo quel momento ed il rischio che lei allungasse una mano per provocare la mia consistenza.

Non volevo più, non mi piaceva più.

"temo che non ce la posso fare" mi ha scritto.

Ma io non posso più.

 
 
 

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Post n°1 pubblicato il 20 Febbraio 2015 da melquiades.55

"Perchè non si ferma qui"

dice lei a lui, mentre il capostazione ha già fischiato.

Lui si volta a guardare la porta ancora aperta del vagone, la Svizzera è esatta, bella e lontana, poi torna a guardarla stupito.

Lisbona trabocca sentimento da ognuna delle sue finestre.

Dissolvenza e titoli di coda.

Non sapremo mai se si fermerà.

 
 
 
 

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