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Post N° 34
Post n°34 pubblicato il 27 Agosto 2008 da mimmo.ck
Lettera a mia moglie
Carissima Adriana, la primavera che nasce mi riporta indietro nei ricordi, indietro di quarant’anni. Quando mi sono innamorato di te, di un amore che sembrò una malattia, tanto fu intenso. Avevo sempre pensato che le lettere tra innamorati contenessero sempre le stesse cose. Ed ebbi modo di ricredermi. Dalla Puglia, dove mi trovavo, ogni giorno partiva una lettera verso il Piemonte dove tu eri. E, nello scriverti, mi sembrava di starti accanto e sentire il tuo profumo, vivere insieme le stesse emozioni, le stesse vibrazioni arcane. Era la malattia d’amore. Ne abbiamo riparlato poi insieme tante volte, negli anni a seguire, sorridendoci, quasi da complici. Il trenta di giugno del 1962, quando alla stazione di Porta Nuova a Torino, ci scambiammo il primo bacio, è stata una data che segnò per me l’inizio di una vita nuova. Il matrimonio suggellò un sogno che io credevo quasi irrealizzabile. Tanto eri bella! Ed ogni trenta di giugno, immancabilmente per quarant’anni, ti ho offerto una rosa rossa. Ed abbiamo rinnovato insieme l’emozione di quel primo bacio, di quaranta anni fa in mezzo alla gente che, alla stazione ferroviaria di Torino, ci guardava sorridendo, con un pizzico d’invidia e, nelle persone anziane, con un ricordo lieto o forse triste. Almeno penso, perché mentre ti baciavo non vedevo e non sentivo niente. Il trenta giugno prossimo sarà la quarantunesima rosa rossa. Ma te la porterò sulla tomba, dove ti ho fatto incidere:
“Ti prego, non restare davanti alla mia tomba a piangere. Io non sono qui. Io sono i mille venti che soffiano. Io sono il luccichio di diamante sulla neve. Io sono la luce del sole sul grano maturo. Io sono la pioggia d’autunno. Io sono il rapido volo verso l’alto degli uccelli, nel silenzio del mattino. Io sono le stelle che brillano di notte. Io sono la polvere dove lo Spirito Primo, alitando, ricrea la vita. Non restare davanti alla mia tomba a piangere. Io non sono qui, io sono al di là. Io non dormo. Io vivo nel tempo senza fine. Nella Grande Luce.”
E con il groppo in gola, sorriderò nel ricordo di quel primo bacio, accarezzando la nostra quarantunesima rosa rossa. E piangerò. Tuo Mimmo
Nota: Questa lettera si è classificata al terzo posto nel concorso indetto da un Centro Culturale di Bolzano, per un componimento letterario sotto forma di lettera, nel maggio del 2003. Adriana si era spenta a settembre del 2002. |


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il 24/12/2009 alle 16:33
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