Ho appena finito di leggere l'ultimo libro di Ballard pubblicato in Italia da
Feltrinelli "Regno a venire." Nessuna sorpresa e grandi conferme dal maestro
della letteratura paranoica e futuristica. In particolare mi sorprendono
le ricorrenze e i tropoi nell'opera di Ballard che anche in questo
caso si presentano al lettore. E' come se Ballard scrivesse sempre lo stesso
romanzo ma ogni volta cambiando gli elementi in gioco e riuscendo a
sorprendere e ad essere originale. Nei romanzi di Ballard accadono piu' o meno le
stesse cose ogni volta. Si comincia con un assassinio misterioso che coinvolge un
parente della vittima e la vittima che lentamente si cala in un ambiente a lui estraneo
che
ha tutte le caratteristiche di un acquario; un microcosmo con le
sue leggi e le sue regole. Aeroporti, condominii, centri urbani isolati
futiristici e hi tec (Supercannes, Cocaine Nights) gruppi ecologisti(L'isola del diavolo),
piccoli paesi suburbani come la Brooksfield di "Regno a venire" luoghi in cui la noia
sfocia nella psicopatologia e nella violenza. Poliziotti, insegnanti, psicologi e dottori
generalmente mistificano la verita' e danno informazioni sbagliate e fuorvianti al
protagonista calato nel ruolo del detective a caccia dell'assassino. Generalmente
tutte queste figure aderiscono ad un ideale, ad un concetto filosofico nuovo:
intendono la criminalita' come una forma d'arte, il consumismo come una nuova forma
di religione, la sessualita' come una nuova forma di meccanica, il tifo sportivo comne
una nuova forma di xenofobia e fascismo "light."
Un altro aspetto che ricorre sempre e ogni volta mi sorprende e' la fascinazione che
questi luoghi ispirano al protagonista il quale percorre sempre una strada che va
dall'iniziale rifiuto al giudizio morale fino al suo totale coinvolgimento. E' come se
questi luoghi lentamente coinvolgessero il protagonista che da esterno si immerge
sempre di piu' nelle loro regole e nei loro valori.
Tutto cio' accade puntualmente anche in questo "Regno a venire," rappresentazione
di una societa' smarrita dietro al consumismo e alla televisione, tanto futuribile
quanto attuale. In definitiva un altro grande libro da quello che da parte mia puo'
tranquillamente essere definito il piu' grande scrittore vivente.
Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 00:51
Inviato da: minsterr999
il 24/03/2009 alle 21:14
Inviato da: MoonGod
il 04/09/2007 alle 14:18
Inviato da: progettitv
il 10/05/2007 alle 16:35
Inviato da: silvia.to
il 10/05/2007 alle 13:37