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J.G. Ballard - Regno a venire

Post n°71 pubblicato il 12 Settembre 2007 da progettitv
 

Ho appena finito di leggere l'ultimo libro di Ballard pubblicato in Italia da

Feltrinelli "Regno a venire." Nessuna sorpresa e grandi conferme dal maestro

della letteratura paranoica e futuristica. In particolare mi sorprendono

le ricorrenze e i tropoi nell'opera di Ballard che anche in questo

caso si presentano al lettore. E' come se Ballard scrivesse sempre lo stesso

romanzo ma ogni volta cambiando gli elementi in gioco e riuscendo  a

sorprendere e ad essere originale. Nei romanzi di Ballard accadono piu' o meno le

stesse cose ogni volta. Si comincia con un assassinio misterioso che coinvolge un

parente della vittima e la vittima che lentamente si cala in un ambiente a lui estraneo

che

ha tutte le caratteristiche di un acquario; un microcosmo con le

sue leggi e le sue regole. Aeroporti, condominii, centri urbani isolati

futiristici e hi tec (Supercannes, Cocaine Nights) gruppi ecologisti(L'isola del diavolo),

 piccoli paesi suburbani come la Brooksfield di "Regno a venire" luoghi in cui la noia

sfocia nella psicopatologia e nella violenza. Poliziotti, insegnanti, psicologi e dottori

generalmente mistificano la verita' e danno informazioni sbagliate e fuorvianti al

protagonista calato nel ruolo del detective a caccia dell'assassino. Generalmente

tutte queste figure aderiscono ad un ideale, ad un concetto filosofico nuovo:

intendono la criminalita' come una forma d'arte, il consumismo come una nuova forma

 di religione, la sessualita' come una nuova forma di meccanica, il tifo sportivo comne

una nuova forma di xenofobia e fascismo "light."


Un altro aspetto che ricorre sempre e ogni volta mi sorprende e' la fascinazione che

questi luoghi ispirano al protagonista il quale percorre sempre una strada che va

dall'iniziale rifiuto al giudizio morale fino al suo totale coinvolgimento. E' come se

questi luoghi lentamente coinvolgessero il protagonista che da esterno si immerge

sempre di piu' nelle loro regole e nei loro valori.


Tutto cio' accade puntualmente anche in questo "Regno a venire," rappresentazione

di una societa' smarrita dietro al consumismo e alla televisione, tanto futuribile

quanto attuale. In definitiva un altro grande libro da quello che da parte mia puo'

tranquillamente essere definito il piu' grande scrittore vivente.

 
 
 
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