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Tattiche e politiche
Post n°478 pubblicato il 18 Aprile 2011 da motorhistory
18 Aprile 2011 - San Galdino La tattica è una cosa seria. La politica non lo è, e i non risultati si vedono. In Cina il team rosso si è piegato ai voleri politici e i risultati, ovviamente, non sono arrivati. Se la monoposto non è al livello delle migliori, occorre diversificare la strategia tra le due vetture : una la metti sulle due soste e una la mandi all'attacco sulle tre soste. Tanto hai solo da guadagnare e comunque ottieni un sacco di dati utili allo sviluppo della vettura, visto che i test privati non si possono effettuare. Comunque vadano le cose avrai almeno tentato il tutto per tutto con una vettura. Capito Domenicali? Lasciare le due vetture con la stessa tattica è stata una mossa suicida ed il risultato finale lo dimostra. Il cambio dei regolamenti con ala mobile, kers e degrado delle gomme, richiede tattiche estreme e premiano chi osa : chi non lo fa arriva dietro. Semplice. Non averlo capito è sinonimo che il muretto rosso non è altezza. Vedere i piloti remare in difesa contro piloti di caratura inferiore è deprimente. Vettel è già lontano in classifica e Gino Hamilton lo rincorre seguito da Button e Webber mentre i piloti della rossa sono indietro a cercare di capire come funziona la loro monoposto. Non ci sono i presupposti per nulla fino a quando si cerca di rincorrere gli avversari.
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