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Sofferenze parallele
Post n°427 pubblicato il 09 Febbraio 2011 da motorhistory
Robert Kubica e Riccardo Riccò, due modi diversi di soffrire. Kubica si trova in ospedale in seguito ad un incidente accaduto domenica durante un rally in Liguria mentre Riccò si trova in ospedale in seguito ad una autotrasfusione. Due modi agli antipodi di intendere lo Sport. Kubica non aveva alcun bisogno di correre quel rally ma stava semplicemente inseguendo la sua passione, quella che lo fa alzare la mattina con la voglia di correre e competere perchè ha un bisogno fisico di correre e di provare ad arrivare davanti a tutti. Riccò si preparava a rientrare nel ciclismo dopo aver scontato una squalifica per doping ed alla prima occasione eccolo nuovamente alle prese con sotterfugi chimici che potevano costargli la vita per cercare di vincere. Ormai il ciclismo viene paragonato ad una disciplina per drogati e fino a quando questi idioti non verranno radiati a vita per il ciclismo non ci sarà speranza di redimersi perchè ci sarà sempre un ciclista ed un dottore pronti ad infrangere le regole. Spero che la punizione che verrà inflitta a Riccò sia esemplare e che a questo drogato non venga più concesso di salire in bicicletta nemmeno sulle giostre paesane. L'unico modo per arginare il fenomeno doping nel ciclismo è che tutti gli sponsor abbandonino le squadre lasciandole in braghe di tela. Non ci sono alternative perchè ormai ciclismo = doping. Lo stesso Contador vincitore del Tour non sa più che pesci pigliare per dimostrare che non si è dopato, ma tutti gli esami clinici affermano il contrario e Lance Armstrong è nelle stesse condizioni per alcuni esami clinici del periodo in cui si curava per una grave malattia. Alla base di tutto questo ci sono i soldi e la fama e quindi basta tagliare i fondi per contrastare il fenomeno. Riccò non troverà la solidarietà di nessuno essendo recidivo. Una volta si può sbagliare, due.... sei drogato.
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