« Terzani (parte seconda)x Titty »

Terzani (ultima parte)

Post n°83 pubblicato il 11 Febbraio 2008 da Penne1
Foto di Penne1

D. Qual è la sua visione religiosa della realtà?

Sono nato in una famiglia metà cattolica e metà comunista. Ho servito messa fino a che avevo dodici anni. Sono diventato “mangiapreti”, non ho battezzato i miei figli, me ne rammarico. Ho scoperto in India la grande dimensione del divino. Credo che le religioni siano una cosa importante nella civiltà dell’uomo, perché sono come gli ascensori che portano all’ultimo piano del palazzo della vita. Ritengo che una religione valga l’altra, ognuno segua la sua.

Io non sono seguace di nessuno, nonostante il mio orologio buddhista, la mia barba musulmana, il mio vestito buddhista, non sono né buddhista, né induista, né musulmano. Sento la presenza del divino, perché sto dinnanzi ad una montagna, dove dico che Dio abita, è di casa, anche se in Europa ha perso tutti gli indirizzi. Sono uno che crede che chi vuole prendere la via dello spirito la deve cercare nella sua cultura. Cito sempre il Dalai Lama che una volta mi disse: «Ma come sono strani questi occidentali che vengono qui e vogliono diventare buddhisti, ma perché cambiano religione?» Io lo trovo giustissimo, ha ragione… Vadano nella chiesa accanto: dicono che la chiesa è morta, la facciano rivivere.

Qui c’è una tradizione: ogni stanza ha un crocefisso, ogni chiesa ha una pittura, la nostra cultura è quella. Vuoi uno spirito? Cerchi un santone? Ma perché andate da Saibaba che è uno che frega la gente facendogli il trucco della polverina? Vada a ricercarsi Sant’Antonio, San Francesco, che grandezza che abbiamo!

Io sono un esploratore e vado a esplorare. A Firenze che dovevo esplorare? Hanno già scoperto tutto trecento anni fa e hanno chiuso bottega. Non hanno curiosità, non hanno niente e allora sono scappato come un ladro. Ma non è che la mia vita deve essere indice che si va a cercare l’altro per scoprire se stessi. Scoprire se stessi, lei può chiudersi nel gabinetto tre ore e scopre se stesso. Non c’è bisogno di andare in India. Io ci sono andato per ragioni mie, con ragioni che hanno a che fare con il mio essere di professione un evaso. Io evado da tutto, tranne che dal mio matrimonio. Per cui credo, anzi, sempre di più insisto — lei mi avrà sentito parlare — che chi sa pregare, preghi, perché la dimensione del divino, che noi abbiamo eliminato eliminando, fra l’altro, la morte dalla nostra vita, è orripilante, orribile, perché toglie all’uomo questa bella dimensione dell’altro.

Quel poco che avevo da dire l’ho detto in quelle 160 paginette. E quello che ho detto in quelle 160 paginette è quello che “la mi nonna” avrebbe detto ogni giorno. Questa è acqua calda, ho scoperto l’acqua calda. Quello che è interessante è che l’acqua calda vende e la gente viene a sentirmi, perché tutti hanno dentro questo, lo sanno, ma non ha il coraggio di dirlo. Ci vuole uno con l’aria da pazzo, che non ha paura di essere preso per un grullo.

D. Attingendo dalla sua memoria letteraria quali scrittori di viaggio si sentirebbe di indicare per una rilettura?

Se lei viene a casa mia, in tutta la mia biblioteca ci sono scrittori di viaggio, perché io sono sempre vissuto in posti dove non c’erano biblioteche, per cui ho dovuto farmi una mia biblioteca, ho dovuto comprar libri ovunque. Io viaggio sempre da solo, io odio viaggiare con altri. Per questo sono uno nato fuori dal coro, sono sempre fuori dal coro. Io non vado mai con i gruppi, sto fuori, ma mica viaggio solo, uno non può sempre star solo: a parte che, se uno sa con chi sta solo, a volte può essere in grande compagnia.

Viaggio sempre con dei libri. Allora, in Afghanistan per esempio, ho viaggiato con un libro stupendo di Peter Levi: The ligth garden of the angel king, un gesuita che nel 1968 viaggia in Afghanistan un po’ con Bruce Chatwin e un po’ da solo. Un bellissimo libro, un archeologo gesuita che cerca le tracce di Carlo Magno, cerca la grecità che è rimasta in Afghanistan. Mi scelgo sempre un compagno per viaggiare, sempre, sempre, sempre. Quando viaggiavo nell’Asia centrale per scrivere quel libro che si chiamava Buonanotte, signor Lenin (TEA, Scienza e politica, 2001) viaggiavo con i grandi viaggiatori inglesi del secolo scorso. Non penso in particolare ad uno… Avere un libro che ti accompagna è meraviglioso, è il miglior compagno di viaggio: sta zitto quando non vuoi che parli, parla quando vuoi sentir dire qualcosa, ti dà senza chiedere. È stupendo. Io trovo che i libri siano una grande e stupenda compagnia, ma questa selezione non la so fare. Se lei viene nella mia biblioteca li vede, i miei veri grandi amici sono lì.

Per concludere l’intervista — se mi volesse chiedere qual è il mio sogno — è di diventare immortale, in quella piccola, brevissima immortalità — l’ironia è qui — di un libro mio che rimarrà in una biblioteca e che fra cento anni qualcuno tirerà fuori e dirà: «ma chi era questo qui?», e viaggia per un giorno o una settimana con me, di nuovo, in uno dei posti in cui ho viaggiato. In quel momento vivrò un altro piccolo spazio di vita. Questo è il mio sogno.

Siete molto carini.

[Tiziano Terzani è scomparso il 27 luglio 2004 vittima del male che gli ha stimolato le riflessioni contenute in Un altro giro di giostra (2004). Postumo è stato pubblicato La fine è il mio inizio (2006), contenente le ultime memorie che lo scrittore ha affidato al figlio.]

Oggi è uno dei tanti giorni in cui il sogno di Terzani si avvera. Penne

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

Contatta l'autore

Nickname: Penne1
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 59
Prov: CH
 

Tag

 

Archivio messaggi

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 6
 

Ultime visite al Blog

babauonanunzi.lombardoletizia.crsd.maioDONNADISTRADAtison10valkesichristianbonninportoghese1ort.egnathiasrlelfuserchesntuttomattoamadiomarcobruce_2003ramerino
 

Ultimi commenti

Stupenda, ci tornerei di corsa. L'odore del timo,...
Inviato da: Penne1
il 31/05/2011 alle 15:12
 
Adoro Kalymnos
Inviato da: chiaracarboni90
il 31/05/2011 alle 12:15
 
bel post, segno anche qs del "cedimento della...
Inviato da: muchapaz
il 14/11/2009 alle 14:20
 
... o anche da messaggio di accensione del cellulare ... eh...
Inviato da: Penne1
il 12/09/2008 alle 09:31
 
...però che bella frase...una di quella da leggere ogni...
Inviato da: muchapaz
il 11/09/2008 alle 21:29
 
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963