Message in a bottle
Pensieri alla deriva| « Jerry Maguire | Greek Salad » |
Ventotene
Nonostante l’incognita (con relativa apprensione) per le condizioni meteo, anche quest’anno sono riuscito a tuffarmi nel blu di Ventotene.
In effetti le condizioni erano un po’ al limite, sabato 7 c’è stata pioggia abbondante (nota: Ventotene non ha il sistema fognario di raccolta delle acque bianche, per cui quando piove ci sono fiumi per le strade) ed il mare non era calmo, anzi sabato pomeriggio era piuttosto mosso.
Comunque arrivo venerdì sera con l’ultimo gruppo a compattare la comitiva (più di 70 sub oltre ai non sub per oltre 120 persone totali), la mia prima immersione sarà sabato mattina alle 10, gruppo “Barracuda”, meno male: cena, locali e riposo adeguato prima del tuffo.
Alle 10 sono pronto sulla banchina dell’antico porto romano, la mia barca sarà “La Vasca”, un battellino piuttosto “ballerino”, conosciuto dall’anno scorso. Si parte. Prima immersione a “La Molara” di cui ho un bellissimo ricordo nel 2007.
Si tratta di una secca attigua alla riserva marina piena di pesce e anfore romane. Il mare è un po’ mosso, il cielo parzialmente coperto, il mio buddy è Luigi A. La Vasca è molto comoda per entrare in acqua, permette diversi tipi di entrata: opto per la capovolta all’indietro. Giù! Raggiungo tutti gli altri sul fondo. La piazzola di sedimenti bianchi, cocci di anfore di cui una spaccata a metà ed incrostata di spugne ed altri organismi marini. Barracuda sulle nostre teste, peccato che la visibilità sia scarsa, scorgiamo comunque le loro ombre sfrecciare a qualche metro da noi, una grossa cernia (più piccola di quelle dell’anno scorso però), una ricciola curiosa. Risaliamo, profondità massima 21,2 m. Nota: non ho stretto gli spallacci del GAV e la bombola mi andava a spasso sulla schiena.
Ore 17.30 seconda immersione. Luogo: Punta Falcone a S. Stefano (mai immerso lì). Il mare è mosso e il cielo alterna nuvole e sole. Si balla durante il tragitto. L’isola di S. Stefano con in cima il suo carcere (tristemente famoso durante il ventennio) è disabitata, macchia mediterranea e uccelli marini, colori vividi dal verde dei cespugli, al giallo chiaro dei fiori, al salmone del carcere, al blu intenso del mare.
C’è qualcuno che accusa il mal di mare, ci gettiamo e ci avviciniamo all’ancora. Giù! L’immersione è in parete, c’è una franata che sparisce nel blu intenso del fondale. La visibilità non è ottimale, ma l’immersione procede tranquillamente tra i massi, c’è un po’ di pesce (non tantissimo per la verità), un barracuda solitario. Alla faccia di tutti i manuali sub la guida ci fa fare l’andata a favore di corrente ed il ritorno controcorrente, la cui intensità si fa sentire. Riemergiamo, profondità massima 29,8 m. Nota: durante la capovolta la maschera è scivolata, poiché, come da regola, la mantenevo con la mano destra insieme all’erogatore, non l’ho persa e lo indossata nuovamente.
Succo di pera e Pampero da Rob, cena e disco bar. Ventotene, oltre che di abruzzesi, è piena di americani, per la maggior parte ragazze. Naturalmente al disco bar conosco uno dei pochi americani maschi che, inoltre, non sa stappare la bottiglia della birra senza l’ausilio del cavatappi. Fortunatamente poi mi presenta un po’ di sue amiche. Sono di Philadelphia (the city of brotherly love).
Alle 10 di domenica sono al porto pronto per l’immersione. Hanno fuso il gruppo dei barracuda con quello degli squali, la barca è la solita cioè La Vasca.
Si parte. E’ l’ultima immersione, sarà tranquilla e rilassante … penso. Mentre monto l’unità ARA mi informano che faremo la “fonda”… la “fonda”? … come “la fonda”? Rimango interdetto, non ero preparato, non ho neanche il computer.
Tranquillo, mi dicono, tieniti un metro più su rispetto al tuo buddy e non avrai problemi … sarà … uno del gruppo mi presta un Aladin che aveva in più, meno male.
Luigi A. oggi non si immergerà, la guida sarà il mio buddy. Benissimo! E’ come stare in prima fila a teatro.
Punto d’immersione: Molo IV in direzione di Punta Falcone all’isola di Santo Stefano. Il mare è ancora mosso anche se di meno rispetto a sabato pomeriggio.
Il panorama è davvero bello: la coloratissima isola e il blu del mare.
Solita capovolta, sono in acqua. Scendiamo dall’ancora, scendiamo sempre più … è “la fonda”! Ad un certo punto dietro una roccia una colonia di gorgonie gialle. Guardo gli strumenti.
Sono a 41,2 m …. è “la fonda”!
Proseguiamo l’immersione risalendo gradatamente e controcorrente, camminiamo un bel po’. A -13, nella zona di Punta Falcone, iniziamo la strada del ritorno… a favore di corrente … che goduria ... sembra di volare. Un nutrito banco di grossi saraghi.
Risaliamo in barca … siamo uno in più! Uno in più? … eh sì … la guida che chiudeva il gruppo ha “recuperato” a -30 un sub disperso che si era immerso con un altro gruppo e da un’altra barca ad un centinaio di metri da noi.
Nota: a detta di molti l’acqua era fredda, hanno indossato stagne, semi stagne, 5+5, sottomute. In realtà la temperatura minima che ho riscontrato è stata 19 °C. Con solo la 5mm ho avvertito, talvolta, fresco, ma mai freddo. Nell’ultima immersione a -40 mi sono accorto che Jan Tod andava tranquillamente senza cappuccio.
Che tipo Jan Tod! Sono due volte che mi immergo con lui e due volte che recuperiamo un sub disperso. A fine immersione, durante la tappa a -5 ero assorto alla ricerca del miglior assetto neutro in acqua libera (cosa non particolarmente semplice), mi ha chiesto un’infinità di volte se ero ok. Ha smesso quando, stufo dei segnali sub, alla fine gli ho fatto l’occhietto.
Ventotene ok anche quest’anno!
Ora il Mares M2 … c’è Sharm a ottobre.
ps la foto è durante la seconda immersione (punta Falcone a quota -18)
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Età: 59 Prov: CH |


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