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Ieri pomeriggio...shopping infrasettimanale....
Ieri il mio capo ha superato se stesso. E’ arrivato in ufficio alle 11.20 e come al solito è andato a bere il caffè e in bagno con il giornale e il sigarino…
Ore 12.30 lo stronzo va a mangiare e si ripresenta alle 14.25. Si dirige verso la macchinetta del caffè con il solito sigarino tagliato a metà in mano. Ho dimenticato di guardare l’ora quando si è riseduto ma considerando il suo metabolismo moooolto lento deve aver dormito fino alle 16.30, ora in cui ho sentito la cerniera della sua borsa, un “ciao” sottovoce e se n’è andato.
Ora: a me non me ne frega un beato cazzo di cosa fa lui quando non è in ufficio. Ma se io gli mando 2 mail e attendo delle risposte e lui e lui nemmeno comunica che ha degli impegni e che non ha tempo….allora divento una iena. ![]()
E io avrei dovuto stare qui a risolvere i problemi per cui lui prende uno stipendio della madonna???No, francamente mi sono rotta i maroni di parargli sempre il culo.
Così, dopo 8 ore di lavoro (perché io almeno le mie 8 ore le faccio) sono uscita e sono andata in centro a coprare un paio di orecchini fantastici.
Passando davanti alla tabaccheria di G. l’ho visto fuori che broccolava con una ragazza. Mi ha salutato: “Ehi. Sei di corsa?”
“Eh, un pochino. Devo fare una cosa importantissima ma poi ripasso e ci beviamo un caffè se vuoi”
La cosa importantissima era l’acquisto degli orecchini ovviamente. Cinque minuti d’orologio.
Ripasso dal G. entro in negozio con un sacchetto bellissimo in mano (io ho l'abitudine di farmi impacchettare le cose come se fossero dei regali...anche se sono per me...) e come sempre sua sorella mi saluta sorridendo.
“Signorina ma cosa fai in centro di martedì?” mi chiede lui lasciando un ragazzino lì ad aspettare la ricarica del suo cellulare.Ovviamente aveva già visto il sacchetto che stringevo tra le mani. Felice come una bimba a cui hanno appena comprato una nuova bambola.
“Shopping infrasettimanale” ho detto alzando il sacchetto.
“Sei incredibile. Saresti riuscita a ridurmi sul lastrico”.
Io e sua sorella ci siamo messe a ridere.
“Senti, vieni con me dalla C. devo comprare una giacca. S. ti dispiace se te lo rubo per 10 minuti?”
“Figurati. Così la smette di fare il lumacone con tutte le commesse che entrano per far moneta…”
Siamo usciti ridendo e abbiamo attraversato la via fumando una sigaretta.
Quando siamo entrati nel negozio la C. mi ha guardato scioccata.
“Ciao C. te lo ricordi G.?”
Credo che la risposta che avrebbe voluto darmi era: “come potrei dimenticarmelo? Mi hai fatto una testa così qualche anno fa.... G. di qua, G di là…ma com’è carino, ma com’è simpatico…E poi tutto è svanito così…”
e invece si è limitata a dire: “ah sì, ha rilevato la tabaccheria di M.”.
“…e ci prova con tutte le commesse…lo so. E’ incorreggibile.”
G. è arrossito e ha detto: “ascolta ma tu non puoi rovinarmi la piazza così”.
Ho provato la giacca che avevo visto in vetrina (incredibile è piccolissima e mi va bene. Wow!).”Ok, è mia”
“Scusa ma tu mi hai fatto venire qui per farmi vedere una giacca?”ha scherzato lui.
“No, stupido. Per fartela pagare cosa credevi?”ho risposto sapendo che se anche fosse stato così non si sarebbe tirato indietro. G. è uno dei migliori partiti in circolazione nella zona e ci conosciamo da quando eravamo ragazzini.
“Va beh, ma provati una gonna, una canottiera… almeno un centimetro di pelle fammelo vedere!”
“Hai ragione. C. mi fai provare il 35 di quei sandali neri? Così gli facciamo vedere i miei 10 centimetri di piede…”
“la solita simpaticona. E poi a me i piedi non piacciono, lo sai”.
La C. ha incalzato: "...ma i suoi piedini sono bellissimi"
Fantastici:12 centimetri di tacco a spillo e un fiocchetto intorno alla caviglia.
Andata. Acquistati anche i sandali.
“Allora G. cosa ne pensi?”
“Meglio che non te lo dico a cosa penso…”
“Il solito. E pensare che anni fa avrei pagato per sentire queste parole uscire dalla tua bocca….Ma con tutte le donzelle che ti ronzano intorno figurati….dovrei vivere al colosseo…”
Ho pagato ed è suonato il cellulare del G. Mentre lui rispondeva C. mi dice: “ma devi raccontarmi qualcosa?”
“Ma sei pazza? Cosa ti viene in mente. Io e G. siamo solo buoni amici. Comunque in confidenza: continua ad essere carino…”
“E…come bacia?”
“C. ti prego. E’ successo 6 anni fa…E vorrei dimenticare, grazie. Siamo solo amici”.
Le ho dato 2 baci sulla guancia dicendole che sarei passata nel fine settimana per vedere se il vestito è arrivato.
Ho raggiunto il mio amico fuori dal negozio. Era appoggiato al muro e parlava al telefono. E' sempre carino. E poi ha un modo di fare da vero signore. Ho capito subito che parlava con una ragazza. Mi sono avvicinata e ho sbattuto un po’ gli occhi per prenderlo in giro. “ascolta non posso. Ti richiamo. Davvero. Sto accompagnando mia mamma dal dentista. Ciao”. (il vero signore....)
“no, scusa. Io sarei tua mamma? Sei un caccia palle….Ma chi sarebbe la poverina?”
“Una innamorata pazza di me. Ma del resto sono bello, simpatico, intelligente e ricco. Come si può non innamorarsi di me?”
Ho sorriso sapendo che era solo una battuta. G è la persona più umile di questo mondo. Un gentiluomo. Anzi spesso si sottovaluta anche.
Mi ha accompagnato fino al parcheggio: “sei terribile. Riusciresti a spendere 1.000 euro in 20 minuti. Non cambierai mai. Ma senti mi togli una curiosità? Ma perché sei sparita all’improvviso 6 anni fa? Non ne abbiamo mai parlato”
“G. ti prego. Sai che attraversavo un periodo davvero difficile. Io di impegni in quel momento non ne volevo, non avevo niente da dare a me figurati se potevo dare qualcosa a qualcun altro…”
“beh, qualcosa magari avresti anche potuto darmelo….” Ha detto ridendo.
“ma non volevo nemmeno essere presa in giro…e tu avevi meno testa di me in quel periodo. Ricordo le nostre chiacchierate e ricordo quanto stavi ancora male per lei. Avrei sofferto se poi lei fosse tornata. E infatti è tornata. Ti ha spremuto ancora un po’ e poi se ne andata un'altra volta. E io lo sapevo che tu eri ancora troppo innamorato di lei e l’ultima cosa di cui avevo bisogno era sentirmi dire – scusa, ma sai, lei è la donna della mia vita e blablabla….”
…Mica potevo dirgli: “G. baci malissimo!”.
Però chissà magari nel frattempo è migliorato….
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