Creato da lucyma5247 il 17/10/2009

ASPETTANDOIL NATALE

Leggende Natalizie ,Tradizioni,Poesie dedicate al Natale

 

LAUDA DEL NATALE di Anonimo del XIV secolo

Post n°27 pubblicato il 30 Novembre 2010 da lucyma5247
 

LAUDA DEL NATALE

di Anonimo del XIV secolo


Cantiam di quello amor divino,
di Iesù Cristo piccolino.

Or quellera amor rosato
veder Cristo, amor beato,
picciolino fantin nato,
aulente fior di gersonzino

Sì fu alto amore e caro,
che i tre magi l'aroraro;
con reverenzia i presentaro
encenso e mirra e auro fino.

Grande umiltade pensare
che volse l'angel andare
alli pastori annunziare
che è nato Cristo mammulino.

La mangiatoia fu il suo letto,
l'asin e i bue ebbe ‘n sul petto,
ben ebbe ‘l mondo in dispetto
fin ched e' fu picciolino.

 


 

 
 
 

Per questo Natale, Ti AUGURO...

Post n°26 pubblicato il 14 Dicembre 2009 da lucyma5247
 

La famiglia riunita, tutti gli alterchi messi da parte,

 cibo nella dispensa, qualcuno che bussa alla porta,

 visi amichevoli, montagne di pacchetti, bigliettini

 da tutti quelli che ami, niente di dimenticato,

niente di recriminato... Tante risate, un po' di

stupidità, abbracci, baci. Ti auguro con tutto il

cuore che il tuo Natale sia tutto quello che

desideravi che fosse, un po' di calore nella

 profondità dell'inverno, una luce nell'oscurità.

Il Natale dovrebbe essere legna che

arde nel caminetto, profumo di pino

e di vino, buone chiacchiere, bei

ricordi e amicizie rinnovate. ma se

 questo manca basterà l'amore

 
 
 

canti di natale

Post n°25 pubblicato il 09 Dicembre 2009 da lucyma5247
 

QUANNO NASCETTE NINNO
(S. Alfonso Maria De Liguori)

Quanno nascette Ninno,
quanno nascette Ninno a Betlemme,
era notte e pareva miezojuorno.
Maje le stelle,
lustre e belle,
se vedèttero accussì.
E 'a cchiù lucente,
jette a chiammà li Magge a ll'Uriente.

Maje le stelle,
lustre e belle,
se vedèttero accussì.

Se vedèttero accussì.

De pressa se scetajeno,
de pressa se scetajeno ll'aucielle,
cantanno de na forma tutta nova.
Pe' nsi' 'agrille,
co' li strille,
e zompanno 'a ccà e 'a llà.
"E' nato. E' nato",
decévano, "lo Dio che nce ha criato".

TU SCENDI DALLE STELLE 

Tu scendi dalle stelleO Re del Cielo
E vieni in una grottaAl freddo
 al geloE vieni in una grottaAl freddo al gelo.
O Bambino mio 
DivinoIo ti vedo qui a tremar, O Dio Beato
Ah, quanti ti costo 
l'avermi amatoAh, quanti ti costo l'avermi amato
.A te che sei 
del mondo, il creatore Mancano panni e fuoco,
 o mio 
SignoreMancano panni e fuoco, o mio Signore.
Caro eletto, 
Pargoletto,Quanto questa povertà, piu m'innamora
Giacche ti fece amor povero ancora 
Giacche ti fece amor 
povero ancora.

 
 
 

NATALE ANTICO

Post n°24 pubblicato il 06 Dicembre 2009 da lucyma5247
 

             

                                         

                         

NATALE ANTICO

Com'era bello il Natale

quando io ero piccola creatura

Quando per la via non si aveva paura

Quando non si pensava solo ai regali

La gente era contenta e anche chi aveva


niente cantava il Natale. La canzone, quando sentiva

il rintocco di campane. La festa si sentiva veramente

perchè pochi erano i malviventi: stavano tutti spensierati


davanti al ceppo attizzando il tizzone aspettando la nottata

Mentre s'accendevano i petardi, mamma friggeva le crespelle e

noi piccoli tutti arzilli aiutavamo ad impastare i susamielli, aspettavamo


che finisse il giorno per fare il cenone e per mangiare il capitone e chi non

aveva la possibilità, degli spaghetti all' aglio  olio s'accontentava.

 A mezzanotte,

suono dolce delle campane, venivano anche da lontano per andare

dal Bambino CHE
nasceva. Nel Presepe si metteva il bambinello, se però la neve scendeva

a fiocchi, si 

annullavano gli  occhi per la meraviglia e correvamo dalla Sacra Famiglia.

 Com'era 

  
bello il Natale allora: era odore di mandarini, di nocciole e torroncini e

noi creature

accendevamo le

 fiammelle e si cantava:

Tu scendi dalle stelle,

mentre a tavola si leggeva

 la letterina con

tante promesse
a Gesù Bambino.
Com'era bello il 
 Natale quando
non si pensava
solo ai regali

  

 

             

             

      

 
 
 

Succede

Post n°23 pubblicato il 03 Dicembre 2009 da lucyma5247
 

La vita è così... Sono cose che capitano. Succede...
Sì.
Succede che io stia bene e quell'altro languisce in un sanatorio.

 Succede che io rischi l'indigestione e l'indiano

 muore di fame.
Succede che io tenga il mio bravo conto in banca e il vicino

 di casa vada a impegnare una coperta al Monte di Pietà.
Succede che io mi preoccupi per scegliere la villeggiatura e la

famiglia di fronte si disperi per il pagamento dell'affitto

 (due camere in otto).
Succede che io vada in ufficio con l'utilitaria - è più

 maneggevole della coupé – e lo scaricatore si presenti

 alle 6 di mattino sulla banchina del porto a vedere se qualcuno

 ha bisogno delle sue braccia.
Succede che i miei figli ricevano per Natale dei doni favolosi

 e una bambina  scriva: "Caro Gesù Bambino,

vorrei una mela...".
Succede.
Succede che io sia un buon cristiano e quegli

 altri no.
Succede che io faccia l'elemosina e quegli altri la ricevano.
Succede che io abbia (o mi illuda di avere) Cristo senza la

 Croce, e quegli altri la croce senza il Cristo.
Succede.
Il gioco della vita è bizzarro. "A chi tocca tocca"

(purché tocchi sempre agli altri).
Ma ho già i miei fastidi, io! Perché occuparmi di quelli

degli altri?
Che c'entro io?
C'entri, eccome! Dal momento che c'entra anche Dio.
Ecco, ora mi sembra sia possibile rispondere a una

semplicissima domanda del catechismo: "Dov'è Dio?".
"Dio è all'altro capo della croce".
La mia croce. Proprio questa. E anche quella dell'altro.
Dovunque ci sia una croce, non c'è che da afferrarla con

 le mie mani. Da un lato qualsiasi. Dall'altro

c'è sempre Lui.
D'ora in poi so dove trovarlo.

 

Natale (madre Teresa di Calcutta)

Asciuga, Bambino Gesù,
le lacrime dei fanciulli!
Spingi gli uomini a deporre le armi
e a stringersi in un universale
abbraccio di pace!
Invita i popoli, misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri creati
dalla miseria e dalla disoccupazione
dall'ignoranza e dall'indifferenza,
dalla discriminazione e dall'intolleranza.
Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi, liberandoci dal peccato.
Sei Tu il vero ed unico Salvatore,
che l'umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della pace, dono di pace per l'intera umanità,
vieni a vivere nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia.
Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia! Amen!

 

 
 
 

racconti di natale

Post n°22 pubblicato il 01 Dicembre 2009 da lucyma5247
 

Attendere Qualcuno
(don Primo Mazzolari)

vita di ognuno è un'attesa.
Il presente non basta a nessuno.
In un primo momento, pare che ci manchi qualcosa.
Più tardi ci si accorge che ci manca Qualcuno.
E lo attendiamo.

 I canti di Natale, servono a creare quella dolce atmosfera di festa,

ricordo che a casa mia, la sera, già un mese prima del Natale, si cominciavano

 a cantare le "lodi a Gesù Bambino", alcune ora sono in disuso, non le canta

più nessuno, tanto che neppure una mia ricerca ricerca sul web, è riuscita

 a trovare almeno le parole, queste che ho riportato,  sono fra le più

le classiche...

E' dolce ricordare quelle sere, quando appena finito di cenare,

mentre mia madre lavava i piatti, intonava un canto, e a seguire, io, mio

fratello e anche mio papà, che era un po' stonato, timido e riservato, si

lasciava andare e si aggregava al canto..  Le prime sere, dopo un anno in

cui quei canti venivano riposti nel cassetto dei ricordi, era un susseguirsi

di "ti ricordi quella?.." "come faceva questa".. " qual'era la melodia di

 questa.." .. poi, mano a mano che le sere passavano le voci diventavano

 più sicure, le parole tornavano tutte alla mente, e il giorno di Natale,

le cantavamo ormai sicuri... 

Il pomeriggio di Natale eravamo soliti riunirci in una casa delle mie zie,

 o a casa nostra, cmq tutta la famiglia al completo ..e allora il canto

diventava un vero coro: chi faceva la il solista, a turno (era la parte

più ambita) chi la prima voce, chi la seconda... era una vera festa!

Credo che la mia passione di cantare nel coro, sia nata dal ricordo di

quei momenti di assoluta felicità....

Sono passati gli anni, tante persone di quei momenti felici,

non ci sono più,

 con la mia famiglia, questa tradizione del canto, è continuata,

i miei  figlii con la chitarra... altri canti, altre melodie.. ancora magiche...

ma tutta un'altra cosa....

 
 
 

L'AVVENTO

Post n°21 pubblicato il 29 Novembre 2009 da lucyma5247

Si chiama AVVENTO il periodo di attesa e di

preparazione al Natale, alla nascita di Gesù. Comincia la

 quarta domenica prima di Natale e segna anche l'inizio

dell'anno liturgico. Il simbolo principale di questo

 periodo è la LUCE, la luce che ci separa

dall'oscurità di una vita senza Cristo

Questo periodo è chiamato AVVENTO,

dalla parola latina

"ADVENTUS" che indica il termine "venuta", "arrivato",

quindi "l'arrivo o la venuta del Salvatore" . I poeti latini

 hanno parlato dell'"arrivo del giorno", indicando con questa

frase che per la vita di  noi cristiani l'arrivo di Gesù

Salvatore è l'inizio di un giorno nuovo

 
 
 

novena di gesù bambino

Post n°20 pubblicato il 26 Novembre 2009 da lucyma5247

Tu hai fatto tutto con tenerezza

e niente di ciò che esiste

nell'immensità dell'universo

è stato fatto senza di essa.

In te Signore c'è la tenerezza

e la tenerezza è la vita degli uomini.

Senza di essa nulla può crescere.

Essa è il sole di Dio.

A causa della tenerezza

tu hai abbandonato

i centomila splendori del tuo trono.

In Gesù, tuo amato figlio,

ti sei trovato adagiato in una mangiatoia,

avvolto in fasce,

senza alcuna difesa,

e attorniato da persone senza importanza. 

 

 
 
 

L’Angelo dei pastori

Post n°19 pubblicato il 22 Novembre 2009 da lucyma5247

C’erano in quella regione alcuni

 pastori che vegliavano di notte facendo

la guardia al loro gregge. Un angelo del

Signore si presentò davanti a loro e la

 gloria del Signore li avvolse di luce.

 Essi furono presi da grande spavento,

 ma l’angelo disse loro: «Non temete,

 ecco vi annunzio una grande gioia,

che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato

 nella città di Davide un salvatore, che è

il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce,

 che giace in una mangiatoia». E subito

 apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e

diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei

 cieli e pace in terra agli uomini che

egli ama». Appena gli angeli si furono

allontanati per tornare al cielo, i pastori

dicevano fra loro: «Andiamo fino a

Betlemme, vediamo questo avvenimento

 che il Signore ci ha fatto conoscere».

Andarono dunque senz’indugio e trovarono

Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva

 nella mangiatoia. E dopo averlo visto,

riferirono ciò che del bambino era stato

detto loro. Tutti quelli che udirono, si

stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte

queste cose meditandole nel suo cuore.

 I pastori poi se ne tornarono,

glorificando e lodando Dio per tutto

quello che avevano udito e visto,

 com’era stato detto loro.

 

 
 
 

C'ERA UNA VOLTA IL NATALE

Post n°18 pubblicato il 19 Novembre 2009 da lucyma5247

Questa pagina è una dedicata ad una persona straordinaria

 che sapeva rendere il Natale una festa veramente

magica, perchè lo viveva come solamente

 i bambini  sanno fare: 

mio papà....

A casa mia si faceva sempre l'albero la vigilia

 di Natale, il 24, e anche se ho solo 49 anni, posso

dire che "allora"

faceva freddo parecchio, ma freddo o non freddo,

si andava a raccogliere il muschio per il presepe,

e a tagliare un albero di Agrifoglio che decoravamo

per le feste. Veramente mio padre non tagliava

 mai un albero intero, ma qualche ramo qua e là...

da alberi di agrifoglio  sapersi nei boschi intorno,

 e poi, una volta arrivato a casa, con pazienza, con

filo di ferro e spago li legava in modo da "creare"

un albero vero.. una volta ci fossero state le

decorazioni, nessuno si sarebbe accorto che non si

trattava di un albero vero...  Fare l'albero, per mio

padre era una vera una specie di rito, ogni anno... aprire

la scatola con le decorazioni, che odorava di  solaio,

le palline ancora tutte di vetro, che si rompevano

solo a guardarle.. e lui con pazienza ci metteva tutta

la sera ad aggiustare con gusto tutto.. prima le luci,

poi le palline, poi, i  fili argentati, e alla fine il puntale,

 che mi ricordo era rotto da un lato, e lui lo metteva

 girato in modo che la parte rotta, rimanesse verso

il muro... dopo il presepe, lì eravamo liberi si sbizzarrirci

io e mio fratello, mio padre si interessava solo

 delle lucine.. il resto, con grande gioia, toccava a

 noi, sistemavamo con cura il muschio che avevamo

raccolto per pomeriggi interi e poi fatto asciugare

 in solaio, pronto per quella sera!  Quanta fatica,

 riuscire a fare stare in piedi le statuine   su quel

tappeto verde!  Un' impresa non da poco! mentre noi

facevamo il presepe, lui faceva una focaccia dolce,

 quella di Natale, che solo lui sapeva fare, e quando era

il momento di infornarla, si prendeva una sedia e si

 sedeva davanti al forno, metteva dentro la teglia,

e  cominciava a guardarla, mia madre lo prendeva in

 giro perchè gli diceva che le torte non cuociono

con lo sguardo.. ma la "sua" torta forse era tanto

 più buona di tutte le altre. per quello sguardo

tanto tenero e preoccupato per la lievitatura giusta,

 che non l'abbandonava per un secondo per tutto il

tempo della cottura!  A lui piaceva rispettare tutte

 le tradizioni della nostra famiglia, la focaccia (salata)

di Natale da prendere direttamente al forno del paese, il moscato, il cappone... i canti, le poesie di noi bambini 

 e "Gesù Bambino" che portava i doni al posto di

 Babbo Natale, e poi il suo famoso "panettone con

 l'uva candita" ... anche quello cucinato con il suo

sguardo... e la tovaglia che non si doveva togliere

per tutto il  giorno di Natale, per tutto il giorno

 la tavola restava apparecchiata... e il panettone e

 la focaccia di Natale che venivano messe in tavola

quel giorno, duravano un mese senza rovinarsi.. ma

non lo abbiamo mai appurato.. ;)) mangiavamo tutto

prima che il mese finisse... 

tutte queste cose, sono continuate anche dopo che mi

sono sposata e sono nati i miei figli, anche a loro lui

ha trasmesso questa "voglia" di Natale,

di preparare le decorazioni un mese prima... non credo

che sia un caso, l'ultima volta che ha dovuto essere

ricoverato in ospedale, si è sentito male proprio

mentre legava i rami dell'agrifoglio per formare

l'albero... quello è stato il suo ultimo ricovero.. e il suo

ultimo Natale...

Il Natale di adesso... non è più la stessa cosa senza

 di lui, che con semplici gesti, rispettando le tradizione,

 sapeva rendere quel giorno indimenticabile...

Mi manchi papà.... 

e oggi ancora di più...

 

 
 
 

Lettera di Gesù Bambino a noi

Post n°17 pubblicato il 16 Novembre 2009 da lucyma5247
 

Carissimo,
Anche quest'anno è passato il mio compleanno, il Natale.
In realtà, da molti anni fa (circa 2000)

 si festeggia il mio compleanno. I primi anni sembrava

che avessero capito quanto io ho fatto per loro,

però oggi la gente si raduna e si diverte, senza sapere

la ragione della festa.
Un'altra cosa che mi dispiace è che nel giorno del mio

 compleanno, fanno regali a tutti meno che a me.
Qualcuno dice: "Come faccio a farti un regalo se

 nemmeno ti vedo?" Io rispondo: "Lasciami nascere

nella tua anima. Non mi mandare via con il peccato.

 Se desideri vedermi guardami nell'Ostia Santa. Sono

venuto per salvarti. A Betlemme mia madre mi teneva fra

le sue mani, il sacerdote sull'Altare mi tiene tra le sue.

Aiuta i poveri, visita gli

 ammalati e quelli che sono soli, perdona le offese, pensa

 ai tuoi fratelli e mi vedrai in ognuno di loro e sarà come

se l'avessi fatto a me. Questi sono i regali che mi

 piacerebbe ricevere".
Sono passati 20 secoli ed ogni anno la storia si ripete.Nel

 migliore dei casi mi vedono come un bambino qualunque,

 non come Dio fatto uomo. Mi fa pena vederli vivere

con tanta sete di amore avendo la Fonte così vicina.
Finis
co questa lettera sperando di non averti annoiato.

Però credimi, anche se hai poco o niente da offrirmi,

 lasciami entrare nel tuo cuore. Per me sarà il più bel dono

che tu mi possa fare.
Con infinito amore, il tuo miglior amico e il tuo Dio,
Gesù Bambino

 

 
 
 

Caro Gesù Bambino, ti voglio avvisare...

Post n°16 pubblicato il 15 Novembre 2009 da lucyma5247
 

Caro Bambino,
ora che di nuovo nasci bambino sulla Terra,
ti voglio avvisare:

Non nascere nella cristiana Europa:
ti metterebbero solo solo davanti alla Tv
riempiendoti di pop corn e merendine
e ti educherebbero a essere competitivo,
uomo di potere e di successo,
e a essere un «lupo» per altri bambini
semmai africani, latinoamericani o asiatici.
Tu che sei l'Agnello mite del servizio.

Non nascere nel cristiano Nord America:
ti insegnerebbero che sei superiore agli altri bambini,

che il tempo è denaro,
che tutto può essere ridotto a business, anche la natura,
che ogni uomo «ha un prezzo»
e tutti possono essere comprati e corrotti;
e ti eserciterebbero a sparar missili e a fare embarghi
che tolgono cibo e medicine ad altri bambini.
Tu che sei il Principe della pace.

Evita l'Africa:
ti capiterebbe di nascere con l'aids
e di morire di diarrea, ancora neonato
oppure di finire profugo in un Paese non tuo
per scappare a delle nuove stragi degli innocenti.
Tu che sei il Signore della Vita.

Evita l'America Latina:
finiresti bambino di strada oppure ti sfrutterebbero
per tagliar canna da zucchero o raccogliere caffè e cacao
per i bambini del Nord del mondo
senza mai poter mangiare una sola tavoletta di cioccolato.
Tu che sei il Signore del creato.

Evita anche l'Asia:
ti metterebbero «a padrone» lavorando

quattordici ore al giorno
per tappeti oppure scarpe, palloni e giocattoli
da regalare... a Natale... ai bambini del Nord del mondo,
e tu andresti scalzo e giocheresti a calcio

con palloni di carta o pezza.
Tu che sei il Padrone del mondo.

Ma soprattutto non nascere... di nuovo in Palestina:
alcuni ti metterebbero un fucile, altri una pietra in mano
e ti insegnerebbero a odiare i tuoi fratelli... di stesso Padre:
gli ebrei, i musulmani e i cristiani.
Tu che ogni anno sei inviato dal Padre per darci il suo amore misericordioso.


Caro Bambino, a pensarci bene,
devi proprio rinascere in tutti questi posti
ma non nei cuori dei bambini,
e dei Paesi «piccoli e deboli»:
là ci stai già,
ma nei cuori dei grandi e dei Paesi «grandi e potenti»
perché come hai fatto tu stesso:
Dio potente che diventa bambino impotente,

rinascano anch' essi:
piccoli, innocenti e finalmente... deboli.
 

 

 
 
 

DIALOGO TRA I MAGI E MARIA

Post n°15 pubblicato il 14 Novembre 2009 da lucyma5247

Splendete piu' belle

dolcissime stelle!

Sull’ali dorate

un angelo santo

ci porta Gesu'.

E’ nuovo il suo canto:

“Sia pace quaggiu'!”.

 

DIALOGO TRA I MAGI E MARIA

I magi: «A noi una stella ha annunciato
che Colui che è nato è il re dei cieli. Tuo

figlio ha potere

sugli astri,
essi sorgono soltanto al suo ordine».

Maria: «E io vi dirò un altro segreto,
perché siate convinti:
restando vergine, io ho partorito mio figlio.
Egli è il figlio di Dio. Andate, annunciatelo! »

 

 magi: «Anche la stella ce l'aveva fatto conoscere,
che figlio di Dio e Signore è il tuo figlio».

Maria: «Altezze e abissi ne rendon testimonianza;
tutti gli angeli e tutte le stelle:
Egli è il figlio di Dio e il Signore.
Portate l'annuncio nelle vostre contrade,
che la pace si moltiplichi nel vostro paese».

I magi: «Che la pace del tuo figlio
ci conduca nel nostro paese,
con sicurezza, come noi siamo venuti,
e quando il suo potere dominerà il mondo,
che Egli visiti e santifichi la nostra terra».

 

Maria: «Esulti la Chiesa e canti la gloria,
per la nascita del figlio dell'Altissirno,
la cui aurora ha rischiarato cielo e terra.
Benedetto Colui la cui nascita rallegra l'universo! »

 
 
 

I RE MAGI

Post n°14 pubblicato il 11 Novembre 2009 da lucyma5247

dal VANGELO di LUCA
Lc 2,1-12

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, alcuni

Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano:

“Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua

stella, e siamo venuti per adorarlo”.
All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con

 lui tutta

Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del

popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere

il Messia. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è

scritto per mezzo del profeta: ‘‘E tu, Betlemme, terra di Giuda,

 non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà

infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele’’”.
Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire

con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e

li inviò a Betlemme esortandoli: “Andate e

informatevi accuratamente

 del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere,

perché anch’io venga ad adorarlo”.
Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che

avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse

e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.

Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.

 Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre,

 e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli

 offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno

 di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero

 ritorno al loro paese.

 

 
 
 

POESIE DI NATALE

Post n°13 pubblicato il 07 Novembre 2009 da lucyma5247

Ritorno per un dolce Natale Ada Negri


Disse la madre: Lasciate socchiusa la porta, ch'egli verrà.
Fu lasciata socchiusa la porta: egli entra, disceso dall'eternità.
Per strade di neve e di fango gli fu guida la stella in cammino
nei cieli sol quando rinasce, dentro una stalla, Gesù Bambino.
Riaccosta l'uscio in silenzio, appende in silenzio il gancio al mantello
(fiori e bruciacchi di schrapnello nella divisa ridotta un brandello:
ma ben calca sugli occhi l'elmetto, che la fronte non sia veduta,
e siede, al suo posto, nel cerchio della famiglia pallida e muta.
-Mamma, perché non ti vedo la veste di raso dal gaio colore?
- E' in fondo all'armadio, è in fondo all'armadio:
domani la metto, mio dolce amore.
- Babbo, perché così curvo, perché tante rughe intorno ai tuoi occhi?
- Son vecchio, ormai: vecchio e stanco; ma tutto passa, se tu mi tocchi:
- Sorellina dal piede leggero, perché un nastro nero fra i riccioli biondi?
- T'inganni, ha il colore del cielo, ha il colore dei mari profondi.
Intanto, dalle campane della Messa di Mezzanotte
gigli e gigli di pace e d'amore fioriranno nella santa notte.
Ed ecco al "Gloria" drizzarsi nell'alta e sottile persona il soldato,
togliendo dal capo l'elmetto, piamente, con gesto pacato.
Scoperta arderà in mezzo alla fronte l'ampia stimmate sanguinosa:
corona di re consacrato, fiamma eterna, divina rosa.
Ma sotto il diadema del sangue egli il capo reclinerà
come chi nulla ha dato, come chi nulla avrà

 

.

VANGELO ARABO-SIRIACO DELL’INFANZIA 

In quel momento giunsero alcuni pastori
e appena ebbero acceso il fuoco in grande allegria
apparvero loro armate celesti
che lodavano e glorificavano Dio;
e lo stesso fecero i pastori.

E la grotta parve in quel momento
simile ad un tempio di un mondo più alto
poiché voci celesti e voci terrestri
glorificavano e magnificavano
la nascita del Signore, Cristo.

 

MESSA DI MEZZANOTTE  P. Mastri

C'era un silenzio
come d'attesa
lungo la strada
che andava alla chiesa:
è fredda l'aria
di notte, in quell'ombra
là, solitaria.
C'eran le stelle
nel cielo invernale;
e un verginale
chiarore di neve,
ma lieve e rada.
C'era una siepe
nera e stecchita
parea fiorita
di biancospino.
E mi teneva
(oh mio sogno lontano)
mia madre per mano.
E nella tiepida
chiesa, che incanto!
Fra lumi e un denso
profumo d'incenso
e suono d'organo
e voci d'incanto,
ecco il Presepe,
con Te, Bambino...

 

Natale sulla terra Nicolas Arthur Rimbaud

Dallo stesso deserto,
nella stessa notte,
sempre i miei occhi stanchi si destano
alla stella d'argento,
sempre,
senza che si commuovano i Re della vita,
i tre magi, cuore, anima, spirito.
Quando ce ne andremo di là
dalle rive e dai monti,
a salutare la nascita del nuovo lavoro,
la saggezza nuova,la fuga dei tiranni e dei demoni,
la fine della superstizione,
ad adorare - per primi! - Natale sulla terra!


 
 
 
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Auguri per la tua festa. Ciao
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il 08/03/2011 alle 12:58
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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