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« Controlli che non contro...La Napoli che piace e ci piace »

Una Pasqua sul tetto

Post n°892 pubblicato il 26 Marzo 2016 da ilpasquino.controinf
 

Senza salario da quattro anni, da quando fu deciso lo smantellamento del Consorzio Unico di Bacino di Napoli e Caserta per lo smaltimento dei rifiuti.

I lavoratori, ancora in organico o in una “lista disponibilità” dell’ ente, attendono, in milleduecento, che le innumerevoli promesse vengano mantenute, a cominciare da quelle presenti in un comunicato regionale del 2015 che faceva diretto riferimento agli investimenti ed all’occupazione nel ciclo dei rifiuti.

Ma dei vari milioni di stanziamento previsti a vario titolo e gestiti da una “cabina di regia” della quale fanno parte tecnici della Direzione Ambiente regionale, rappresentanti delle Prefetture, commissari dei Consorzi di Bacino e dall’ Anci, tutti coordinati e diretti da Italia Lavoro (società del Ministero dell’economia e delle finanze vigilata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali), ai lavoratori non è arrivato neanche un euro !

Nel frattempo, però, e per la precisione nel Gennaio 2016, 408 persone del Consorzio hanno ricevuto, dalla procura di Santa Maria Capua a Vetere, gli avvisi di chiusura indagine e per gli stessi il pm Antonella Cantiello, si prepara a chiederne il rinvio a giudizio.

Nomine dirigenziali pilotate e affidamenti diretti in cambio di voti, voto di scambio, truffa e ingiustificati incarichi ed appalti sono le accuse dirette ai vertici del consorzio, tra i quali Antonio Scialdone, ex-direttore, Gaetano Farina Briamonte e Gianfranco Tortorano commissari.

Ma a pagare, almeno sino ad ora, come sempre accade nel nostro, paese sono gli operai. Tre di loro, da domenica, sono saliti sul tetto del castello di Acerra. “Questa è la nostra via Crucis, la Via Crucis di chi non ha niente e nessuno l’aiuta”, il loro grido disperato.

Chiedono al Vescovo di Napoli di poter ricevere la comunione della Santa Pasqua con la garanzia di poter continuare la loro protesta, senza che la polizia intervenga. Il loro lavoro ora è in mano ai privati, a questi operai rimane un tetto sul quale aggrappare la loro speranza e rivendicare i loro diritti.  

 
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Commenti al Post:
dimariamonicaa
dimariamonicaa il 08/04/16 alle 20:19 via WEB
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