Creato da fedechiara il 14/11/2014
l'indistinto e il distinto nel suo farsi
 

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Messaggi del 12/05/2022

Due o tre cose.

Post n°2087 pubblicato il 12 Maggio 2022 da fedechiara
 


Amen e così sia. (Due o tre cose che mi vengono a mente - 2) - 12 maggio 2020

...e se, sul caso del felice ritorno della figliola prodiga in veste verde-islamico (che è diverso dal verde-padano), un vignettista titolato di un giornale 'mainstream' (l'ho scritto, alleluia! anch'io so di inglese!) afferma perentorio che 'la mamma degli imbecilli è sempre incinta' – a proposito delle critiche e degli insulti - ci sorge spontanea la domandona se quella madre sia di destra, di sinistra o di centro, mannaggia! Perché anche la madri hanno una fede, ma la manifestano solo a una certa età e quando i figli sono grandicelli e con il consenso del marito accigliato seduto a tavola.
E il lato oscuro della natura umana ci mostra in penombra il diavolaccio accucciato e cornuto di coloro che si credono eletti e buoni(sti) e colmi di buoni sentimenti verso l'universo mondo disgraziato e disprezzano con arrogante alterigia gli opposti di fede politica e dicono 'spazzatura' tutto ciò che non è conforme al loro Verbo evangelico di titolati esclusivi della Via, Verità e, ca va sans dire, retti comportamenti di Vita.
E, invece, siamo tutti diversi e tutti titolati (perfino gli analfabeti, si, leggetevi la Costituzione, vil razza dannata di sinistri trinariciuti) a dire pro e contro e peste e corna degli eventi crudeli che ci indignano e ci fanno accapponar la pelle, come in questo caso dei criminali rapitori che privano della libertà personale una dolce fanciulla – forse un filo sventata e troppo generosa nei suoi impulsi di bontà e altruismo, come emerge dall'accusa che viene dall'interno della stessa famiglia versus la o.n.g. che l'avrebbe mandata allo sbando impreparata a far fronte ai rischi e ai pericoli che si corrono in terra di missione e a causa della moltitudine degli imbecilli jiahdisti che vogliono redimere manu militari il mondo di coloro che non leggono il corano, bensì il vangelo o le Upanishad e gli altri testi para religiosi.
E dovrete farvene una ragione di questo nostro parlarci addosso e contro per le vie virtuali, care le mie anime belle e pie e che avete ragione sempre e solo voi perché buon(ist)e e ispirate dai vangeli.
Internet è la nuova agorà ateniese dove si scannavano pro e contro Sparta e pro e contro i Persiani – e noi, oggi, ci scanniamo con le tastiere ardenti e fumanti, e ne abbiamo ben donde! pro e contro l'islamismo estremista assassino dei rapitori jiahdisti e pro e contro i maledetti 'radicalizzati sul web': 'cittadini' europei rinnegati degli attentati di Parigi, Bruxelles, Nizza, Monaco, Copenhagen e via elencando.
Vorrete tenerne conto rinsaviti, speriamo, dalla gravità degli eventi che ci dividono politicamente e dalla gravità dei cupi orizzonti di infamia che avviliscono, da gran tempo, l'Europa del nostro scontento a proposito dell'islamismo assassino e nemico degli ultimi anni.
Amen e così sia.
Nessuna descrizione della foto disponibile.

 
 
 

La conversione.

Post n°2086 pubblicato il 12 Maggio 2022 da fedechiara
 


La conversione. Il film. 12 maggio 2020

E, ancora una volta, se vogliamo capire ciò che è accaduto e il come della pretesa 'conversione', dobbiamo improvvisarci registi e prepararci a rappresentare i luoghi africani e i giorni eterni e i lunghi silenzi della prigionia di Silvia - rinata Aisha per la gioia esplosiva (è giusto il caso di dirlo, dati i feroci protagonisti di Al Shabaab, kamikaze per vocazione jiahdista), la gioia, dicevo, dei nostri ospiti islamici immigrati, graziosamente divenuti cittadini italiani ed europei dopo lungo soggiorno e auspicata, faticosa integrazione nelle nostre città ospitalissime e i nostri valori civici riconosciuti e condivisi (sic).
Perché è solo nelle immagini del film che andiamo a girare - privo di musiche suggestive, ma solo la colonna sonora del soffiare del caldo vento africano tra le sbarre della prigione – che troveremo la concentrazione mentale sufficiente a capire come la prigioniera, persona gioiosissima nelle foto di prima della cattura, abbia potuto barattare la sua fede religiosa di origine con una 'rinascita' nella cupa religione dei nomadi pastori di Maometto, - il profeta che Dante colloca nel suo Inferno, giusto per rammemorare le storiche e feroci contrapposizioni e le apostasie.
E le immagini del film saranno a camera fissa e grandangolo a mezza altezza che copra l'intera superficie della capanna, il tetto compreso, perché dia il senso dell'oppressione che appartiene ad ogni prigionia – noi che abbiamo vissuto due mesi ai domiciliari una vaga idea ce la siamo fatta di che cosa significhi.
E rappresenteremo, ca va sans dire, il va e vieni dei carcerieri gentili ('sono stata trattata bene', dice Silvia) coi pasti sufficienti a garantire una buona sopravvivenza (Silvia non ci è apparsa denutrita) epperò il persistente, maledetto e usurante vuoto di cose da fare e vuoto di attenzione dedicata lungo tutta la giornata - e la scarsità o le nulle letture varie e diverse perché supponiamo che le sia stato negato l'uso della televisione o dello smartphone e, in quelle poverissime plaghe africane, difficilmente ci sia 'campo' di ricezione.
Ed ecco, finalmente, la generosa offerta del corano, breviario dei monaci combattenti la Jiahd nominati 'Al Shabaab'. Quel genere di cosa che da noi si sintetizzava in: 'O basa 'sto Cristo o salta 'sto fosso.' La fede è fede e non ammette(va) defezioni, bensì castighi in caso di diniego.
Ecco: il nostro film comincia a dare i suoi risultati e cominciamo a capire che la sola lettura dedicata di un libro mitico e importante e 'vincolante' (nome omen), e sommamente gradito ai pii carcerieri perché dimostra la loro buona fede e l'appartenenza a una buona causa (rapire e rieducare e, se ci scappa il milioncino di preziosi euri, tutto di guadagnato per le future azioni militari), in quelle condizioni di prostrazione possa produrre una 'catarsi', una sindrome di Stoccolma letteraria e religiosa ed ecco la miracolosa 'rinascita' di Aisha e, forse, una concausa (insieme ai milioni di euro richiesti) della sua liberazione perché ariete in patria delle buone ragioni della 'sola e vera religione'.
E il suo rifiuto a cambiarsi di abito e velo islamico, una volta atterrata sul suolo patrio, è stata la mossa vincente dei carcerieri che si vedono premiati due volte. Zoomata sulla folla che fa ressa festante davanti alla sua abitazione e titoli di coda.
Nessuna descrizione della foto disponibile.