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Firenze

Post n°196 pubblicato il 21 Novembre 2008 da Nuta
 

Qualche tempo fa Diego Della Valle ha presentato un progetto, realizzato dall'architetto Massimiliano Fuksas, che prevede l'allestimento di un nuovo stadio, con tanto di parco, museo, ristorazione, parcheggi, eccetera eccetera.

Insomma un grande impianto moderno che potesse servire a Firenze e alla sua squadra di calcio per poter finalmente ambire a qualcosa di importante.

Vorrei fare un ragionamento che esula dal discorso sportivo: non voglio parlare tanto di calcio e di Fiorentina, anche se potrei benissimo farlo.

Voglio parlare di Firenze e dei fiorentini, tifosi e non.

Cos'è oggi Firenze?

E' una città viva, una città che dà delle opportunità?

O è piuttosto un posto senza più un presente né un futuro e che vive guardandosi allo specchio con vanità femminile, trovandosi bellissima, orgogliosa della propria bellezza e chiusa ad ogni possibilità di cambiare, di crescere, di sviluppare qualcosa?

La politica è ormai imbalsamata su gruppuscoli di potere che difendono se stessi e l'imprenditoria locale, sempre più chiusa in se stessa.

Della Valle viene visto come uno straniero, uno che è venuto a "rompere i coglioni", uno che è venuto qua ad "arricchirsi sulla nostra città".

Adesso rientro nei ranghi del tifoso viola, di quel tifoso che ha vissuto l'inferno della stagione 2001-2002, culminata nel fallimento della società dell'allora Presidente Vittorio Cecchi Gori.

Eravamo allo sbando, noi tifosi, con la nostra passione castrata, ad aspettare un segnale.

E più il tempo passava, più il segnale sapeva più di miracolo.

La prende Fratini, dicevano.

No, la prende Cavalli.

O Ferragamo.

O Toutounchi.

O Pupo con la cordata degli orefici di Arezzo.

Ci hanno preso per il culo per un anno intero.

Poi, quando tutti noi avevamo capito che nessuno dei nostri imprenditori fiorentini avrebbe mosso un dito, è arrivato Diego Della Valle.

Che ha costruito un sogno, portandoci dalla C2 alla Champions League, nonostante i mille errori commessi.

Che ha portato valanghe di soldi, investendoli pesantamente sulla Fiorentina.

Poi ha avuto anche dei ritorni, ci mancherebbe altro, mica è un benefattore.

Adesso Firenze e la Fiorentina sono ad un bivio: se vogliono diventare grandi davvero, come tutti dicono, non possono farsi sfuggire questa occasione irripetibile.

E tutti coloro che non sono tifosi, la smettano di guardare il calcio come se fosse un gioco da deficienti, con l'aria snob di chi non si mescola a queste cose.

Non riesco a capacitarmi come si possa non capire che, al di là della Fiorentina, Firenze ha bisogno di un cambio di passo notevole, di un'apertura mentale che evidentemente ancora non possiede.

Gettare al vento la creazione di un indotto con iniziative, posti di lavoro, occasioni anche culturali, in un progetto totalmente a carico di privati, è una follia, un suicidio.

Mi auguro solo che Della Valle abbia l'accortezza di chiedere QUANTO PRIMA un chiarimento con la politica locale: è prima delle elezioni del 2009 che il nodo deve essere affrontato.

Prima

 
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