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Follia?

Post n°280 pubblicato il 08 Aprile 2011 da Nuta
 

Stamattina, mentre mi recavo come ogni mattino al lavoro con la mia Atos, ho avvistato ad un semaforo uno dei tanti disperati che chiedono elemosina.

Questo mi ha colpito in modo particolare: leggevo nel suo viso una rassegnazione, una sorta di tristezza “senza ritorno” e la cosa mi ha molto turbato.

Mi sono sentito in colpa, io che bel bello me ne vado in macchina a lavorare, io che ho tutti gli agi di questo mondo e che non ho nemmeno il tempo o la voglia di fare qualcosa per lui.

Poi però mi sono venute in mente due cose: la prima è che proprio ieri ho colto un’espressione di dileggio nel volto di una persona che frequento abitualmente per ragioni di lavoro, una sorta di compassione per la mia condizione di persona modesta e umile – la ragione era proprio la mia Atos che, evidentemente, sfigura in confronto alle altre auto… e poi io vesto sempre in modo semplice senza sfoggiare griffe o capi firmati…

La seconda invece è stato un pensiero verso tutti quei migranti che in queste ore rischiano la vita o comunque vivono in condizioni disumane e sono devastate dall’incertezza – nella migliore delle ipotesi – sul loro futuro: per loro quel ragazzo al semaforo forse è un punto d’arrivo o comunque uno che ha già raggiunto una sua dimensione che loro ancora non hanno e non sanno se riusciranno ad avere.

E’ incredibile, comunque, pensare che esistano così tante condizioni di vita e come sia davvero tutto relativo: l’uomo ha capacità di adattamento impensabili e, allo stesso tempo, non riesce mai ad essere felice, quasi come se una classifica di agiatezza non sia affatto corrispondente anche ad una classifica di felicità.

Perdermi dentro questi pensieri e queste sensazioni crea un vuoto totale, come se ogni ambizione, piccola o grande che sia, non abbia senso, come se grande o piccolo fosse, più o meno, la stessa cosa.

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Commenti al Post:
adamsmith76
adamsmith76 il 10/04/11 alle 20:49 via WEB
Tu almeno sapevi cos’era il prêt-à-porter, Sandro! Io ancora oggi, dopo avere fatto una figuraccia sul blog di Caterina nemmeno l’ho capito bene cos’è…per non parlare dello stato pietoso della mia autovettura…. Per te qualche speranza di entrare al Pala Sharp ( o meglio PalaChic) c’è mentre per me le porte sono e resteranno decisamente chiuse!
Però per cercare di rispondere brevemente alle tue questioni ( post e risposta al mio commento sul post precedente) devo dire che come sempre mi trovi d’accordo ma come sempre c’è una sottilissima differenza di fondo che fa sì che partendo da analisi uguali ci porta a “soluzioni” diverse. NON è una differenza di valori ma quello che tu ed io riteniamo non virtuoso è in realtà ( e sfido chiunque a confutarlo) ciò che consente a tutti noi di godere di un certo benessere. La morale, la legge, le istituzioni, la proprietà privata sono strumenti che è vero abbiamo creato noi ma che non sono soltanto il frutto di un’azione deliberata, così come il linguaggio. Non c’è la ragione prima della civiltà ma entrambe si evolvono interagendo tra di loro. Questi strumenti di cui parli e che certamente non saranno hanno fatto sì che l’uomo uscisse dalle caverne senza che qualcuno avesse previsto tutto quello che ne sarebbe scaturito ma soltanto constatando che otteneva dei vantaggi.
Questa diversa concezione della società ci porta su due strade diverse; tu, giustamente dal tuo punto di vista, poiché ritieni ( erroneamente) che l’uomo ha deliberatamente creato tutte le istituzioni e che quindi può cambiarle come meglio ritiene opportuno, sei alla ricerca di qualche politico onnisciente che sappia “raddrizzare” l’umanità ( ed infatti vai sempre a votare); io invece penso che l’uomo dovrebbe essere più umile e che non ci sia tra di noi colui che ci salverà. Per cui meno cose fanno i politici ( dal punto di vista economico) meglio è; più la società è libera da regole che non siano quelle naturali ( diritto e proprietà privata) più opportunità ci saranno per tutti specialmente per i più poveri. In poche parole il mio è un atteggiamento di prudenza: non tutto va bene e non tutto ci piace ma cerchiamo di salvaguardare questi “strumenti” che in generale ci fanno vivere bene. Di tornare nelle caverne non ne ho tanta voglia, Sandro…
E adesso tutti a tifare per la Fiore!!!
(Rispondi)
 
Nuta
Nuta il 18/04/11 alle 23:27 via WEB
tornare a vivere nelle caverne sarebbe già un successo, per quanto forse ciò riguarderà più le generazioni dopo la nostra. Io ho timori ben più gravi. Ciao, Adam!
(Rispondi)
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