Creato da orta0 il 11/07/2007

Il mio tempo libero!

Stare lontano dal male e fare del bene..... nel silenzioso cammino!

 

« BUONA PASQUALe emozioni »

C una porta chiusa.

Post n°313 pubblicato il 16 Maggio 2011 da orta0

Ogni casa ha una porta. Per entrare in casa bisogna aprire la porta; per entrare in camera bisogna che la porta sia aperta. Per entrare in auto bisogna aprire la portiera; per far goal, il pallone deve entrare nella porta.

Anche per essere amati bisogna aprire e varcare una porta: la porta del cuore. Per capire se stessi bisogna aprire e varcare una porta: la porta della consapevolezza. Per conoscere Dio bisogna aprire e varcare un’altra porta: la porta dello Sconosciuto.

 

Cos’è allora una porta?

1. Una porta apre. Ti apre, ti svela, ti fa incontrare un mondo nuovo, sconosciuto, mai visto prima. La porta è l’accesso a ciò che sta dentro, aldilà della porta.

2. La porta chiude. Da una parte quindi ti protegge, ti mette al sicuro.

Ma dall’altra parte nasconde. Vi ricordate in adolescenza. In camera vestiti dappertutto; quando stava per arrivare la mamma e tutto era in disordine (ed erano parole!), che si faceva? Si prendeva tutto e si nascondeva dentro l’armadio. La porta, se la chiudi, nasconde quello che c’è dentro. E se perdi la chiave non la apri più!

3. La porta mette in comunicazione l’interno con l’esterno. I sensi sono le nostre porte fisiche per far uscire ciò che abbiamo dentro e per far entrare ciò che c’è fuori. Se la porta è chiusa non c’è comunicazione; se è aperta, invece, sì.

 

Certe porte ci aprono scenari duri, difficili, ostici e dolorosi: non è facile accettare ciò che si vede. Allora Lui ti dice: “Ci sono io; io sono la tua forza, il tuo sostegno, in questo tuo cammino”. E con Lui tutto si può fare. Con Lui tutto si può guardare. Con Lui tutto si può affrontare.

 

Chi non ha delle porte chiuse a chiave? Dobbiamo avere il coraggio di porci le domande dure della vita e di aprire ciò che è nascosto. E’ la differenza tra vivere e sopravvivere.

Conseguenza: se non apre quella porta il suo rapporto è destinato a deteriorarsi e forse a finire. Emozione: dolore e pianto. Emozione: umiliazione. Ci sono delle porte chiuse a chiave, dei segreti mai raccontati, delle vergogne nascoste: bisogna entrare lì.

Ci sono molte persone che hanno sentito parlare di psicologia, di inconscio e si giustificano: “Non ha senso occuparsi di sé, meglio far qualcosa per gli altri”; oppure: “E’ tutta psicologia questo, dov’è la fede qui? Non è meglio dire un rosario o andare a messa?”.

Cos’è che temono? Dobbiamo capirli: hanno un’immagine di sé e se aprissero certe porte cadrebbe l’immagine di sé e vedrebbero una persona che non conoscono. Temono ciò che c’è dentro: pianto, dolore, paura. Temono di non riprendersi più e di essere travolti dalle emozioni. Temono di non essere capiti. Temono di dire certe cose perché – pensano – metterebbero in cattiva luce la loro famiglia. Temono le conseguenze dei cambiamenti.

La fede non è evasione dalla nostra vita ma immersione nella nostra vita.

 

Tu e solo tu sei responsabile della tua vita.

Se non ti guardi mai dentro, non ti conosci, neppure sai le doti o i doni che hai, non ascolti i tuoi bisogni, non segui le tue chiamate e non realizzi i tuoi sogni, come pensi di poter vivere “in abbondanza”?

Se ti adatti per non essere diverso, se vivi nella superficie perché guardarsi dentro “è difficile”, se non scegli perché temi le conseguenze, se non osi perché temi di sbagliare, se lasci stare perché deluderebbe qualcuno, se obbedisci alle pretese degli altri per essere riconosciuto, ecc., cosa pretendi?

Se non sei felice, opera dei cambiamenti tu e non fare come i bambini che vogliono che siano gli altri a cambiare. Se qualcosa non va nella tua vita tocca a te lavorarci sopra e non agli altri: gli altri hanno già la loro.

Vivi fuori di te, lontano dalla tua anima: sai cos’avrai! Ma non ti lamentare poi. Vivi consapevole, a contatto con te: sai cos’avrai! Scegli: ognuno avrà ciò che vorrà.

 

Dio ci dona la vita e vuole che la vita viva, esploda, fiorisca in noi. Ma attenzione perché non tutti vogliono questo: ci sono anche i briganti e i ladri.

 

1. Il ladro ti ruba il pensiero. Ladro è chiunque stabilisce cosa tu devi pensare. “Fai così e sarai bravo; fai così perché è bene; fai così perché te l’ho detto io”. Il ladro tende ad omologare il pensiero: tutti devono pensare uguale (cioè come lui). Il ladro ti dice: “Fai come gli altri”. Il maestro: “Creati la tua strada e il tuo modo”. Il ladro si scandalizza di chi vive, pensa, fa, diversamente: tutti dovrebbero fare come lui.

Einstein diceva: “Tutti hanno un cervello ma pochi lo usano. Per molti è un optional”. Il pastore ti insegna ad essere autonomo nel tuo modo di pensare; il ladro a fare come tutti.

Il fatto che una cosa sia evidente non significa che sia vera. Il fatto che una cosa la facciano tutti non vuol dire che sia esatta. E’ decisivo oggi farsi un proprio pensiero, fondato; insomma pensare e non essere pensati.

2. Il ladro ti ruba la vita. Ladro è chiunque ti impedisce di fare la tua strada. Il ladro usa strategie fini per tenerti legato a sé. Siccome lui non è capace di essere felice chiede a te di farlo felice; siccome lui non è capace di stare da solo chiede a te di riempire la sua solitudine. Userà il senso di colpa o ti farà sentire sbagliato o che non gli piaci se fai in un certo modo,

3. Il ladro ti ruba il cuore: ti insegna ad aver paura. Il brigante ti insegna la paura; il maestro il coraggio e l’osare. Il brigante ti dice: “Il mare è pericoloso!”; il maestro: “Sei una nave: che ci stai a fare nel porto?". Il brigante ti dice: “Se lo fai, soffri”; il maestro dice: “Fallo anche se ti fa soffrire”. Il brigante vede sempre il pericolo: “Attento!” e il rischio; il maestro vede la possibilità e l’avventura. Il brigante ti insegna a non deludere; il maestro a seguire la voce interiore.

Insegna la paura e avrai uno schiavo. Insegna ad essere se stessi e avrai un uomo libero.

  

Per sconfiggere il proprio nemico

basta farselo amico.

M.P.

 

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

AREA PERSONALE

 

Quando il saggio indica la luna
lo stolto guarda il dito.
La religione serve per portarti a Dio.
Altrimenti non ti serve.

 

TAG

 

L'ANGELO

La sera quando i pensieri, i ricordi
Si fanno più intensi
Accendi una candela
Sarà la luce del tuo Angelo.
Nella penombra,Egli saprà farsi sentire
Saprà farsi ascoltare.
In quei momenti non avrai freddo
Ma sentirai la pelle d’oca,
sentirai nel tremolio della fiamma
il volteggiare delle Sue ali,
sentirai nel calore della fiamma
il Suo alito baciare il tuo viso.
Egli sorriderà hai tuoi sogni
E veglierà il tuo sonno.!
( michael)

 

 

ORME

Orme di piedi
sfiorano fili d'erba.
Orme in scia
alla ricerca del tempo
trascinano un ricamo
su quel prato decorato di fiori.
Petali riflessi nella notte
oscurano le stelle,
leggeri desideri sfiorano
la luminosità dell'anima.

 

 

ULTIMI COMMENTI

 
Citazioni nei Blog Amici: 10
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Novembre 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
            1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30            
 
 

TAG

 

V