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[ Attesa, desiderio e sorpresa ]

Post n°232 pubblicato il 01 Dicembre 2009 da orta0

Perché ci sia un’emozione, servono tre cose: un po’ di attesa, un po’ di mancanza, un po’ di sorpresa. Per avere una vita infelice basta controllare: non c’è sorpresa, non ti attendi niente di nuovo e non ti lasci sorprendere o emozionare. E’ la morte dello spirito.

Quando devi incontrare l’innamorata c’e sempre grande emozione, perché? Perché in settimana non l’hai vista (attesa), ti manca (nel cuore) e c’è la sorpresa (il trucco, il vestito, il cosa si fa insieme, il regalo, ecc).

Le coppie s-coppiano perché questi elementi vengono a mancare: non c’è più il piacere dell’altro, di stare con lui (non c’è più l’attesa), non c’è più la sorpresa (la novità oppure quel qualcosa di nuovo che fa di ogni incontro un incontro diverso), non c’è più la mancanza (la sofferenza che non ce l’hai e che non vedi l’ora di stare con lui).

La prima grande parola è: attesa. Attendere vuol dire: “Apro le porte della mia casa, del mio cuore perché sta arrivando qualcosa”. “E cosa?”. Cosa non lo so, ma qualcosa so che arriverà. Attendere vuol dire: “Accoglierò colui che deve arrivare”. Non ciò che mi aspetto, ciò che voglio, ciò che mi piace, ma ciò che verrà.

Attendere vuol dire essere disponibili. Se attendete qualcuno vi fate trovare in casa e state attenti a quando suona il campanello. Se non attendete nessuno uscite a fare la spesa o a comprare le vostre cose, oppure, ad esempio, spegnete il cellulare e andate a letto. Attendere vuol dire “rimanere desti, svegli” (“vegliare in ogni momento” dice il vangelo di oggi, 21,36), sapere che qualcosa avverrà, che Lui sta per venire, che la Vita viene ad abitare la mia vita. Ma se non attendi, non avverrà nulla.

C’era un uomo a cui Dio aveva detto: “Non ti preoccupare che qualunque cosa succeda io ti aiuterò”. Viene una grande alluvione e l’uomo sale sul tetto della sua casa, ma l’acqua sale fino al tetto. Arrivano quelli della protezione civile: “Venga via, salga sulla barca!”. “No. Dio mi ha detto di fidarmi di lui che qualunque cosa accada Lui mi aiuterà”. Niente da fare. Continua a piovere e l’acqua continua a salire. Adesso gli arriva alla cintola. Ritornano quelli della protezione civile: “Venga via, salga sulla barca!”. “No! Dio mi ha detto di fidarmi di Lui. “Qualunque cosa succeda io ti aiuterò”: così mi ha detto… e io gli credo”. Niente da fare. La pioggia continua, l’acqua arriva al collo e per la terza volta quelli della protezione civile tornano per salvarlo, ma niente da fare. La pioggia continua, l’acqua sale e l’uomo ovviamente muore affogato. Tutto arrabbiato e furente l’uomo va in paradiso. Non vede l’ora di vedere il Capo per “dirgliene quattro”. Quando lo vede gli dice: “Vero, non mi avevi promesso che qualunque cosa sarebbe successo Tu mi avresti aiutato?”. “Caro! Ti ho mandato tre barche, eh!!!”.

Quando sei pieno delle tue aspettative su quello che la Vita dovrebbe darti non vedi ciò che la Vita ti dà. Attendere è essere disponibili ad accoglierlo per come Lui verrà e non per come tu hai in testa. Allora non dire: “Questo sì… questo no…”. Dì: “Io so che Tu vieni e ti accoglierò sempre, anche se in certe situazioni non ti capisco”.

 

La seconda grande parola del Natale, compresa nell’avvento, è: desiderio. Cosa desidera la gente? Vincere al superenalotto, andare in vacanza di qua o di là, avere soldi, potersi sistemare, trovare la donna giusta, avere un bel vestito, ecc.

La gente confonde il desiderio con il buco che sente dentro di sé: sento un buco, che mi manca qualcosa e credo che delle cose, una sistemazione, una persona, me lo possano riempire. E’ tremendamente stupido pensare: “Se avessi quella cosa allora sì che sarei felice”. O peggio ancora: “Se trovo la persona giusta non mi sentirò più solo e sarò a posto”. Nessuna persona mi può dare quello che cerco e nessuna cosa può riempire il mio cuore se è vuoto.

La terza parola dell’Avvento è: sorpresa. Avvento viene dal verbo ad-venire, avvento, venuta. Il sostantivo del verbo advenire è adventurus, avventura! Dio è una sorpresa continua.

Noi crediamo che Dio sia un comodo letto dove rilassarci e stare bene, tranquilli; se abbiamo un problema preghiamo e lui ci aiuta; se non sappiamo qualcosa diciamo: “Volere di Dio” e così noi continuiamo tranquilli la nostra vita.

Ma Dio non è così. Dio è per animi arditi e coraggiosi. Dio è un’avventura: quando Lui viene, sconvolge, mette sotto sopra, cambia, rinnova, brucia, elimina e fa nascere. Dio è affascinante, attraente, appassionante. Nella vita dei santi si trova di tutto e di più. Ne hanno passate di tutti i colori, avventure, lotte, persecuzioni, rifiuti, successi: Dio è avventura, sorpresa. Chi vuole calma e tranquillità deve cambiare religione: il Dio di Gesù non è così.

 

Sorpresa indica anche un’altra cosa: la capacità di farsi sorprendere, di meravigliarsi, di stupirsi. Dio venne come un bambino, ma molti dissero: “Tutto qui?”. Dio viene ma se tu non sai commuoverti, non sai piangere, non sai più stupirsi, non ti fai “toccare” da Lui che viene, allora Lui viene per nulla.

La parola entusiasmo vuol dire lett. “avere un Dio dentro”: ma cos’è che ci entusiasma? Non ci lasciamo più prendere per niente, non sussultiamo più, non ci entusiasmiamo, non ci appassioniamo. Tutto è solito, tutto è scontato, tutto è normale, tutto è “già sentito”: siamo cioè semplicemente morti!

Lasciati stupire, lasciati meravigliare, lasciati sorprendere. Dio è sorpresa: “Non me l’aspettavo!”. Mt 24,43-44 fa un esempio un po’ strano: dice che Dio è come un ladro: “Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate il Figlio dell’uomo verrà”. Tu hai tutte le tu idee su Dio ma Lui viene così di nascosto, di sorpresa, in maniera inaspettata, come un ladro (il massimo di ciò che non ti attendi, della sorpresa).

Un giorno il Signore disse al suo fedele: “Domani verrò a trovarti”. “Davvero, mio Signore?”. “Sì, domani verrò”. L’uomo si alzò e iniziò a sistemare la casa. Ma si sa, quando hai fretta te ne succede di tutti i tipi. Venne una donna extracomunitaria con il suo bambino piccolo in braccio: gli chiedevano aiuto, ma lui non aveva tempo, lui aspettava Dio. La donna insistette perché lo aiutasse e gli fece perdere tempo, ma lui aveva altro da fare. Dopo un po’, già era in ritardo, arrivò un suo amico che aveva bisogno di parlare: “Guarda oggi non è mica il giorno giusto!”. E lo mandò via. Verso sera c’era un tramonto bellissimo e gli uccelli che volavano nel cielo: gli sarebbe tanto piaciuto fermarsi, ma come poteva proprio oggi? Ad un certo punto sentì una gioia dentro di sé meravigliosa e sorprendete: ma non poteva fermarsi, doveva venire Dio. Lavorò tutto il giorno ma di Dio, neanche l’ombra. Così molto deluso, a sera si mise in preghiera: “Ma non dovevi venire oggi?”. “Sono venuto più volte, oggi, sai!!!”. “E dove, Signore?”. “Chi credi che fosse quella donna con quel bambino? Ero io sai! E il tuo amico, chi credevi che fossi? Ero io! E il tramonto e gli uccelli? Ero io! E la gioia che sentivi dentro? Anche lì ero io!”.

Dio ha il volto che non ti aspetti: lasciati sorprendere… e allora sì che lo incontrerai!

 

 

Un pensiero per voi :

La perla di grande valore è nascosta profondamente.

Come un pescatore di perle, o anima mia, tuffati.

Tuffati nel profondo, tuffati ancora più giù, e cerca!

Forse non troverai nulla la prima volta.

Come un pescatore di perle, o anima mia,

senza stancarti, persisti e persisti ancora,

tuffati nel profondo, sempre più giù, e cerca!

Quelli che non sanno il segreto si burleranno di te,

e tu sarai rattristato, ma non perdere il coraggio,

pescatore di perle, o anima mia!

La perla di gran valore è proprio nascosta,

nascosta proprio in fondo.

È la tua fede che ti aiuterà a trovare il tesoro

ed è essa che permetterà che quello che era nascosto sia infine rivelato.

Tuffati nel profondo, tuffati ancora più giù,

come un pescatore di perle, o anima mia.

E cerca, cerca senza stancarti.

M.P.

 

 
 
 
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Quando il saggio indica la luna
lo stolto guarda il dito.
La religione serve per portarti a Dio.
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L'ANGELO

La sera quando i pensieri, i ricordi
Si fanno più intensi
Accendi una candela
Sarà la luce del tuo Angelo.
Nella penombra,Egli saprà farsi sentire
Saprà farsi ascoltare.
In quei momenti non avrai freddo
Ma sentirai la pelle d’oca,
sentirai nel tremolio della fiamma
il volteggiare delle Sue ali,
sentirai nel calore della fiamma
il Suo alito baciare il tuo viso.
Egli sorriderà hai tuoi sogni
E veglierà il tuo sonno.!
( michael)

 

 

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Orme di piedi
sfiorano fili d'erba.
Orme in scia
alla ricerca del tempo
trascinano un ricamo
su quel prato decorato di fiori.
Petali riflessi nella notte
oscurano le stelle,
leggeri desideri sfiorano
la luminosità dell'anima.

 

 

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