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Post n°238 pubblicato il 28 Dicembre 2009 da orta0

Natale, tanti Natali, nessun Natale, il mio Natale             

 

 Un giorno un figlio tredicenne andò dal padre e gli disse: “Qual è il senso della vita?”. Il padre prese un foglio, gli disegnò una “M” (la lettera “m”) e gliela diede. Il figlio non capì e si mise a ridere. Dopo qualche giorno il figlio tornò a rifargli la stessa domanda. Il padre prese un foglio e gli disegnò la lettera “R” e gliela diede. Di nuovo il figlio derise il padre. E così varie volte. Il figlio qualche anno dopo trovò i fogli che il padre gli aveva dato: R, M, O, A, E. “Che sciocchezza, che stupido, mio padre”. Poi guardò meglio… e vide. “Che senso aveva la vita?”. Adesso era chiaro. “A-M-O-R-E”.

Ti succede una cosa, non la capisci, non importa, un senso ce l’ha. Non dire mai: “Che schifo la vita; la mia vita non ha senso; che ci sto a fare; perché a me?; perché questa cosa a me?”. Tutto ha un senso: tieni con te ciò che succede, anche se adesso non è chiaro… forse un giorno lo capirai. E se non lo capirai non importa perché è più importante viverlo che saperlo. E’ più importante mangiarsi il tiramisù piuttosto che sapere che è in frigo; è più importante stare insieme con il proprio amore piuttosto che sapere che c’è.

Dio viene, si mostra, si fa presente (Natale=Dio viene) solamente dopo un sentimento di misericordia.

Allora: prima c’è la misericordia, la tenerezza, il perdono e solo dopo potrai “sentire” e conoscere Dio. Il provare amore, misericordia, tenerezza, è la condizione per conoscere Dio. Per questo chi ha conosciuto Dio ha detto: “Dio è amore”. Ma se tu non apri il tuo cuore e non gli permetti di percepire tutti i sentimenti vulnerabili, tu sai (=idee) chi è Dio, ma non l’hai mai sentito.

Ma come fai se vedi un cane, un gatto soffrire, far finta di niente? Ma come fai se vedi un bambino o una persona soffrire, far finta di niente? La legge ti può dire che puoi rimandarlo a casa sua, ma il tuo cuore cosa ti dice? Ma come fai a non vedere che tuo figlio soffre perché tu sei assente fisicamente, perché tu sei pieno di rabbia e urli sempre, perché litighi sempre con tua moglie? Prima la misericordia e poi Dio verrà. Dio viene solo se tu ti apri all’amore.

L’organo per percepire Dio è il cuore. Ma se il tuo cuore è morto non sentirai mai Dio.

 Il Natale di Gesù lo racconta il vangelo di Mc.

Tu prendi il vangelo di Mc e leggi: ma non c’è scritto niente! Gesù è già grande! E’ così: il vangelo più antico (Mc) non ci racconta niente della nascita di Gesù. E perché? Perché non c’era niente da raccontare. Gesù fu un bambino normale, come tutti gli altri. Piangeva, aveva bisogno della tetta di Maria, doveva essere cambiato, custodito, protetto e avvolto di amore. Se Dio ci voleva perfetti si sarebbe incarnato in un angelo. E invece ci ha voluti umani, per questo si è fatto uomo.

Non solo: quando andremo di là vedremo il volto di Dio? E che volto avrà? Avrà di là il volto con cui si è fatto vedere di qua. E cosa vedremo allora? Vedremo un bambino.

Come un bambino, io ho bisogno di aiuto, perché non posso farcela da solo. Come un bambino, io ho bisogno di coccole, di amore, di tenerezza, di carezze. Come un bambino, io ho bisogno di piangere quando sono triste. Come un bambino, io ho bisogno di crescere, di non pensare di essere già grande o arrivato. Come un bambino, io ho bisogno di lasciarmi andare, di ridere a crepapelle, di gioire e di star bene. Come un bambino, io ho bisogno di dire a chi amo quanto lo amo, e di dirglielo con tutta l’intensità che sento. Come un bambino, io ho bisogno di sognare, di vedermi in grande, di puntare a cose grandi. Come un bambino, io ho bisogno di ricevere perché in certi giorni ho bisogno di essere rassicurato, in altri protetto, in altri avvolto, in altri consolato, in altri semplicemente di presenza.

Dio si è fatto bambino cioè bisognoso: tu puoi accettare di essere vulnerabile, bisognoso?

 Il Natale dell’universo lo racconta Gv. Gv non racconta affatto la nascita di Gesù. Gv racconta il mistero profondissimo ed enorme della Vita. Dice: “Il Verbo era Dio” (1,1) e poi: “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (1,14).

Vuol dire che tutto ciò che esiste, carne, muscoli, volti, sangue, erbe, frutti, sassi, luce, ombra, energie, vibrazioni, sentimenti, emozioni, vita e morte, tutto è impregnato di Dio. Teilhard de Chardin, Sant’Angela di Foligno, Ildegarda di Bingen, mistici enormi, dicono: “Dio è ovunque”.

Dio non è qui o lì: Dio è dappertutto. Noi siamo immersi in Dio. Noi siamo dentro Dio

Come dire: “Dov’è l’aria?”. “Dappertutto”. “Ma non la vedo”. “Non con questi occhi! Se non ci fosse, tu non ci saresti. Apri gli occhi: Lui è qui!”.

Quando uno ti dice: “Voglio vedere Dio”, tu rispondigli: “Apri gli occhi!”. Quanti chiedono: “Cosa devo fare per arrivare a Dio”. “Niente. Guardati attorno!”. “E perché io non lo vedo, allora?”. “Perché sei troppo materiale (anche se ci vedi, hai gli occhi chiusi!)”.

 Einstein nella sua celebre formula (E=MC2) ha stabilito che tutto è nello stesso tempo materia e luce. Dipende a quale livello ti sintonizzi, a quale livello vivi.

Il neurologo Nitamo Montecucco ha fatto degli esperimenti incredibili. Lavorando sugli elettroencefalogrammi ha distinto quattro livelli di “coerenza cerebrale”, diciamo per capirci, di consapevolezza.

Una coerenza assente (degenerazioni corporee, coma, ecc.): non vi è consapevolezza di sé. E’ il regno della pura materia, il regno della morte, della non luce. A questo livello la coscienza dice: “La mano? Gli occhi? Il cuore? Non esiste nulla”.

Una coerenza frammentata (depressione, malattie fisiche e dell’anima): bassa e scarsa consapevolezza di sé. Ognuno è diviso dagli altri, ognuno è lontano dagli altri, ognuno è a sé stante. A questo livello vive la stragrande maggioranza della gente. Ogni altro è un pericolo da cui difendersi, pericoloso o da combattere. E’ il regno dell’illusione. A questo livello la mano dice: “Gli occhi sono dei nemici e anche il cuore”.

Una coerenza integrata: benessere psicofisico e buona consapevolezza. Percezione dell’unità di ogni creatura con le altre creature. Qui nascono la misericordia, la tenerezza e il senso di appartenenza. La vivono alcune persone sviluppate spiritualmente in grado di valicare la soglia della materia. A questo livello la mano dice: “Io, gli occhi e il cuore siamo uniti inseparabilmente”.

Una coerenza unita (il livello più alto): una consapevolezza così alta per cui le persone riuscivano a comunicare fra i loro cervelli e ad influire sulla realtà pur non facendo niente. Questo è il regno dell’amore, del non giudizio, dell’unità e della relazione di ogni cosa. A questo livello la mano dice: “Io sono una manifestazione, gli occhi un’altra, il cuore un’altra, ma siamo tutti la stessa cosa”.

Solo a livello di materia ci sono io e ci sei tu. Ma a livello più profondo io e te siamo parte di un’unica entità che si chiama universo. Noi siamo immersi nell’universo; noi siamo immersi in Dio.

Cos’è che salverà il mondo? Solo la spiritualità e l’amore, il silenzio e la consapevolezza.

Natale 2009, per me, è questo: io devo entrare nel regno dello spirito; io devo elevarmi; io farò nascere in me una coscienza mondiale, universale, cosmica, perché io sono solo una parte di questo tutto.

Lui è qui (Dio s’è fatto carne!): se aprirò gli occhi lo vedrò e non potrò che avere rispetto e compassione per ogni essere e per ogni creatura, perché tutto (me compreso) è impregnato di Lui.

 Il mio Natale: ognuno ha il suo perché; Dio nasce in maniera diversa in ciascuno di noi. Qual è stato il tuo Natale ? Cos’è nato? Cosa doveva nascere? Qual è il passaggio che dovevi compiere? Qual è la scelta? A che cosa devi far luce?

Per me il Natale quest’anno è fermarmi, chiudere gli occhi e sentire che Lui c’è. Qualunque cosa succeda fuori, qualunque tempesta o uragano che ci sia, qualunque giudizio (mio o degli altri), qualunque vento contrario, io so che da qualche parte in me Lui c’è (e c’è sempre). Allora io mi fermo, chiudo gli occhi, faccio silenzio e vado in quel luogo, la casa dell’Amore, dove nessun pericolo e nessun nemico mi possono raggiungere. Lì sono al sicuro; lì mi sento fra le sue braccia e mi posso abbandonare. Poi torno alla realtà, ma intanto mi riposo e trovo ciò di cui ho bisogno.

Buon Natale, per me, è sentirmi dire da Lui: “Qui sei a casa! Qui ci sono io”. E’ un Buon Natale per me perché Lui c’è in me e io sono di casa da Lui. Allora è un buon Natale , ma anche domani e dopodomani. Ogni giorno è un buon Natale.

 

Un pensiero per voi:

 

Se l’inverno dicesse: “Ho nel cuore la primavera”, chi gli crederebbe?

Eppure!

Se ti venisse detto: “Dio è in te, tu sei pieno

della Luce e della Forza dell’universo”, ci crederesti?

Eppure!

 

 
 
 
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Quando il saggio indica la luna
lo stolto guarda il dito.
La religione serve per portarti a Dio.
Altrimenti non ti serve.

 

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L'ANGELO

La sera quando i pensieri, i ricordi
Si fanno più intensi
Accendi una candela
Sarà la luce del tuo Angelo.
Nella penombra,Egli saprà farsi sentire
Saprà farsi ascoltare.
In quei momenti non avrai freddo
Ma sentirai la pelle d’oca,
sentirai nel tremolio della fiamma
il volteggiare delle Sue ali,
sentirai nel calore della fiamma
il Suo alito baciare il tuo viso.
Egli sorriderà hai tuoi sogni
E veglierà il tuo sonno.!
( michael)

 

 

ORME

Orme di piedi
sfiorano fili d'erba.
Orme in scia
alla ricerca del tempo
trascinano un ricamo
su quel prato decorato di fiori.
Petali riflessi nella notte
oscurano le stelle,
leggeri desideri sfiorano
la luminosità dell'anima.

 

 

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