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[ Legami di sangue ]
Post n°248 pubblicato il 15 Febbraio 2010 da orta0
Per tutti noi è estremamente difficile dire: “Io faccio così… io seguo la mia strada… anche se a voi non va… anche se voi mi date contro”. Perché è difficile sostenere la delusione o la rabbia di un genitore che ti ha dato la vita, che ha lavorato per te, che senti che tu rinneghi tutte le aspettative che avevano messo su di te. Rifiutato: ti ritrovi solo, senza approvazione, proprio da quelli da cui finora l’avevi avuta. Allora i legami di sangue sono veramente legami di sangue, cioè mortali, non vitali.
Impari non a vivere e a volere ciò che tu vuoi, ma ad accontentare, a non deludere. Il bisogno di approvazione è così forte che ti porta a non osare, a non dispiegarti, perché sai che se lo facessi potresti rimanere da solo. E’ per questo che chi non può rimanere da solo, che chi ha troppo bisogno degli altri, del consenso, che chi non è autonomo, non può in realtà mai seguire il Signore.
Aggressività. L’aggressività è la forza che tutti abbiamo dentro. Se non l’avessimo non andremo avanti. Per noi, spesso, ha una connotazione negativa, distruttiva, ma aggressività, dal latino ad-gredior, vuol dire semplicemente “avvicinarsi, andare verso”. Avete presente un auto: senza il motore non può procedere. L’aggressività è il nostro motore, l’energia, la forza, che ci permette di vivere e di andare avanti. Chi è depresso e reprime la sua “forza di vita”, non ha voglia di alzarsi, di fare, di lavorare, è senza energie. Dove troviamo la forza per vivere? Dove troviamo la forza per amare i nostri figli, per lottare nelle difficoltà? Cos’è la nostra passione e la nostra vitalità? Nient’altro che una forma gestita dell’aggressività. Spesso la temiamo perché siamo stati educati “a mangiarcela”, a ingoiare: se c’era un contrasto, un conflitto, dovevamo fare i bravi, i buoni, stare zitti e non far valere le nostre idee e ragioni. Così ci hanno insegnato ad ubbidire, ci hanno gestito e ci hanno fatto fare quello che volevano. Spesso la temiamo perché è pericolosa: è vero, può esserlo. Il motore di un’auto ti può portare con la sua forza a schiantarti, se non lo gestisci e non lo guidi. Ma senza, non puoi andare avanti. L’aggressività incontrollata può uccidere, far male, colpire, distruggere: ma non perché è negativa. E’ come un cavallo: pericoloso se selvaggio ma utile, vitale, se ne hai le briglie. E cosa succede se l’aggressività (la vitalità) s’incontra con la frustrazione? Ci sono quattro possibilità.
1. Il controllo: cerco di tenere a bada la bomba che ho dentro. 2. Il re-primerla: la butto dentro, la ingoio. 3. Il com-primerla: la tengo dentro e poi un giorno dà il “botto” ed ex-plode. 4. L’ex-primerla: la tiro fuori e la utilizzo per la mia vita.
Gandhi pregava otto ore al giorno per convogliare la sua energia in forza non-violenta. A Madre Teresa fu chiesto: “Ma dove tira fuori tutta questa energia, madre?”. E lei: “La rabbia per la povertà che ho visto si è trasformata in lotta e cura per vivere e per far vivere”. Oscar Wilde accusato e imprigionato di omosessualità, trasformò la sua rabbia in scritti e racconti. Beethoven: “Se non avessi provato così tanto dolore e rabbia non avrei composto tutto questo”. Gesù: la passione, lo zelo, la rabbia per l’ingiustizia religiosa e umana che vedeva si è trasformata in voglia di vivere, di spendersi, di lottare, di andare fino in fondo, di amore. Etty Hillesum dal campo di concentramento di Auschwitz: “Sento così tanta rabbia dentro di me che potrei bruciare il mondo. Ho deciso di utilizzarla non per bruciarlo ma per amarlo questo mondo”. Come un fuoco acceso… che riscalda e illumina; come il fuoco dell’amore che ti rende vivo. Dato di fatto: ho un fuoco dentro di me che brucia. E’ il sacro fuoco della Vita. E’ il dono della Vita per te. La scelta, spetta a te: cosa vuoi farne? Come lo vuoi utilizzare? Passerai tutta la vita a controllarlo? Cercherai di spegnerlo e ne sarai bruciato dentro? Cercherai di trattenerlo, scoppiando quando ne perderai il controllo? O diventerà il sacro fuoco dell’amore e della vita. Gesù (12,49): “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra, e come vorrei che fosse già acceso”. Un pensiero per voi: Nulla è buono o cattivo: dipende! Una prostituta non è buona o cattiva: dipende se vedi la prostituta o la donna. I soldi non sono del diavolo: dipende da come li usi. La preghiera non è buona di per sé: dipende dal tuo cuore e dalle motivazioni del tuo cuore. Buono o cattivo? Dipende! M.P.
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La sera quando i pensieri, i ricordi
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Accendi una candela
Sarà la luce del tuo Angelo.
Nella penombra,Egli saprà farsi sentire
Saprà farsi ascoltare.
In quei momenti non avrai freddo
Ma sentirai la pelle d’oca,
sentirai nel tremolio della fiamma
il volteggiare delle Sue ali,
sentirai nel calore della fiamma
il Suo alito baciare il tuo viso.
Egli sorriderà hai tuoi sogni
E veglierà il tuo sonno.!
( michael)
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Orme di piedi
sfiorano fili d'erba.
Orme in scia
alla ricerca del tempo
trascinano un ricamo
su quel prato decorato di fiori.
Petali riflessi nella notte
oscurano le stelle,
leggeri desideri sfiorano
la luminosità dell'anima.
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